Riverdale – Recensione 4×08: Tutti in terapia

Riverdale

Bentornati Addicted con la recensione della 4×08 di “Riverdale“!

Una bella sessione di terapia era proprio quello che ci voleva! Questo episodio mi è sembrato uno di quegli articoli dal titolo e dal contenuto improbabile, su cui però non riesci a fare a meno di cliccare, del tipo “Un disturbo di personalità per ogni personaggio di Riverdale”. Ed effettivamente c’è l’imbarazzo della scelta: manie di persecuzione, manie di controllo, manie di grandezza, complesso dell’eroe, complesso di Edipo… chi più ne ha più ne metta.

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Riverdale” ha i suoi pregi ed i suoi difetti, ma una delle cose che veramente apprezzo di questa serie è che non si prende mai troppo sul serio, che è consapevole di quei difetti e che alla fine, giocando con un po’ di autoironia, li trasforma in punti di forza.

Sentendo parlare la psicologa della scuola non potevo non ripensare ai problemi di cui anche io mi lamento  spesso e volentieri nelle mie recensioni: l’ossessione di Archie nel voler essere l’eroe della città, la dipendenza di Veronica da suo padre, il lanciarsi in indagini degne dell’FBI di Jug e Betty senza pensare alle conseguenze… Mrs Burble si è fatta portatrice della pura e semplice verità, dando la soluzione  più logica  ad ogni problema, la stessa che ogni comune spettatore potrebbe dare.

Ma noi sappiamo bene che a Riverdale la logica non esiste e che, se i nostri cari ragazzi sapessero ascoltare  e mettere in pratica i saggi consigli che gli vengono dati, probabilmente non saremmo mai arrivati ad una quarta  stagione. Così  Veronica  decide di continuare la sua lotta con Hiram, facendosi coinvolgere sempre  più in questa danza della morte, e Archie non  abbandona il suo ruolo di Batman dei poveri, ma decide semplicemente che la sua sarà una lotta solitaria.

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Insomma  probabilmente non risolveremo mai queste situazioni borderline in modo normale, ma d’altra parte nemmeno me lo aspetto più. Sarà  che il Natale si avvicina, e a Natale siamo tutti più buoni,  ma ormai sono affezionata al mio caro Trota e rimarrei delusa se i suoi neuroni ricominciassero a marciare  in fila invece di giocare al girotondo.

La scena finale di questo episodio non ha fatto altro che rafforzare le mie ipotesi sul mistero della stagione: se Donna e Bret sono i testimoni chiave dell’omicidio di Jughead, allora sicuramente qualcosa non quadra. Potete rileggere QUI la recensione in questione, e darmi le vostre opinioni su quale sia la teoria più accreditata.

Nel frattempo vi lascio con altre due questioni: chi sta mandando le videocassette agli abitanti di Riverdale? E perché? Potrebbe trattarsi di Charles, di un modo per farla vendicarsi per quello che hanno fatto a Chic?  E poi, chi sta cercando di far impazzire la nostra Drama Queen?  Fino ad ora ho considerato la storyline di Cheryl come scollegata dal resto, ma se invece ci fosse una connessione?

RIVERDALE – RECENSIONE 4×08: I MOMENTI TOP DELLA SETTIMANA
  • Un posto DEVE essere per Gina Torres. Quella donna è un highlander che non sembra invecchiata di un giorno da quando interpretava la Anna Espinosa di “Alias”. No words, sempre magnifica!

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  • I misteri di “Riverdale” non lo rendono meno teen drama, ed è bello ogni tanto vedere i ragazzi scontrarsi anche con problemi comuni, come la scelta del college o i contrasti con i genitori; rende tutto più umano.
  • Jug che si strafoga dei dolci che tutti gli altri hanno lasciato.

Ora vi lascio al trailer della 4×09 e vi do appuntamento alla prossima settimana!

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