Revolution | Recensione 2×15 – Dreamcatcher

Già dalla fine dello scorso episodio, sapevamo cosa aspettarci da questa 2×15 che è stata una puntata davvero epica. Poco da dire, in realtà, visto che il protagonista indiscusso è Aaron. E’ una novità per Revolution, un episodio come non lo abbiamo mai visto prima; siamo abituati, invece, a vedere la storia coinvolgere sempre ogni personaggio. Originale, intrigante, interessante e logica, niente è dato al caso in questa serie tv ed è proprio una delle tante cose che amo di più e, questo episodio, ne è stato l’exploit.

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La puntata si apre con Aaron intento a preparare la colazione, come sembra fare ogni mattina per abitudine. Capisce, però, fin da subito che c’è qualcosa che non va, ha come l’impressione che stia dimenticando qualcosa. Osservando distrattamente il telegiornale, riconosce il dottor Horn, pur non essendo in grado di spiegarsi come sia possibile. E’ totalmente deconcentrato e non sa nemmeno lui il perché.
“Food is hard to find.” Con la convinzione che sia difficile trovare del cibo, esita nel vedere un ottimo sandwich gettato nel secchio dell’immondizia e addirittura lo recupera; considerando che in questa ‘realtà’ Aaron è tornato ad essere il plurimilionario che era stato fino a prima del blackout, questo attaccamento al cibo non ha molto senso per Priscilla, che lo guarda alquanto stupita. Potrebbe comprarsi intere catene di fast-food ed è proprio con questo ragionamento che la ragazza riesce a distoglierlo dalla strada, accompagnandolo nel palazzo della sua agenzia ‘Pittman Digital‘. Mi ha fatto molta tenerezza questa scena, pensando a quanto abbia ragione. Comunque, entrati nel palazzo, cammina per il corridoio finché due dipendenti non gli chiedono aiuto. C’è una falla nell’algoritmo del codice sul quale stanno lavorando ma Aaron ha dei flash a riguardo e si rifiuta di aiutarli in quel momento, probabilmente ricorda di non doverlo fare, anche se non sa perché. Riconoscere Rachel in tv, poi, gli dà la mazzata finale e inizia a dubitare che tutto ciò sia effettivamente reale.

Revolution

Confida a Priscilla questa sua ansia, spiegandole del blackout e di tutto ciò che ‘vede’ nella sua mente, a tratti, ma la ragazza cerca di tranquillizzarlo e, il giorno seguente, Aaron sembra un uomo nuovo. Tornato in sé, o quello che doveva essere stato prima del blackout, torna in ufficio con il sorriso e decisamente più rilassato, deciso addirittura ad aiutare i suoi due dipendenti dicendo loro quale sia il problema del codice. Proprio quando sta per risolvere l’algoritmo, Charlie compare all’improvviso uccidendo i due ragazzi e intimando ad Aaron di seguirla. Sono rimasta con gli occhi sbarrati nel vederla, onestamente, mi aspettavo chiunque ma non lei e, infatti, poco dopo capiamo perché sia intervenuta proprio lei e cosa sta succedendo ad Aaron. Era facilmente intuibile ma non realmente comprensibile finché Charlie non spiega come stanno le cose; è come se il nostro nerd preferito fosse stato inserito in un programma di realtà virtuale, dove tutto sembra fin troppo reale. Una specie di Matrix, ci tiene a spiegare Charlie. Lei non si trova davvero lì, è frutto della sua immaginazione ed è intervenuta per impedirgli di risolvere l’algoritmo perché nel suo subconscio lui sapeva di non doverlo fare. Troppo figa sta cosa.

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Charlie, allora, prova a portarlo via da lì ma viene uccisa, sorprendentemente, dal dottor Horn. E’ bastato rivederlo per farmi venire l’ansia e anche ad Aaron ma, per fortuna, riesce ad avere la prontezza di riflessi per scappare, deciso a raggiungere Chicago per incontrare Rachel. Ovviamente, la donna non ha la minima idea di chi sia il ragazzo che si ritrova di fronte ma nel veder comparire Horn e i patrioti, intima a Rachel di salire in macchina per portarlo via da lì. Giustamente, come chiunque altro avrebbe fatto, Rachel non reagisce bene al modo in cui Aaron l’aggredisce dicendole che si conoscono ma, quando poi il ragazzo inizia a dirle tutto ciò che sa di lei, il punto di vista della donna riguardo la situazione cambia radicalmente. Si lascia convincere, infatti, a portarlo da Miles e qui ho riso come non mai. Tom Neville in una pubblicità in tv che promuove la sua compagnia di assicurazione, troppo esilarante, per non parlare di Miles che commenta con un “This guy is a dick” che, ormai, andrebbe ripetuto a loop come un mantra.
Miles in questa realtà è anche più stronzo e scorbutico di quanto non sia nella vita reale ma Aaron prova, comunque, a farsi ascoltare da lui; l’arrivo di Bass con in mano delle pizze, che saluta Rachel in modo decisamente troppo affettuoso, mi ha steso. Ho dovuto rivedere la scena tipo una mezza dozzina di volte prima di riuscire a tornare a concentrarmi sull’episodio; la bellezza di David Lyons è disarmante. #justsaying
Comunque, sorvolando su ciò…Nonostante la presenza di Bass lo lasci alquanto sconvolto, Aaron continua a parlare ai ‘three amigos‘ per convincerli che la sua storia, sul blackout e tutto il resto, sia vera. Inevitabilmente, nessuno di loro gli crede e lo guardano come se fosse un pazzo appena uscito da una casa di cura; i patrioti irrompono nella stanza del motel in cui si trovano e catturano Aaron, sotto lo sguardo indifferente dei tre che non sembrano avere alcuna intenzione di impedire ai soldati di rapire quel povero ragazzo, finché non avviene qualcosa di epico. Ho letteralmente adorato con tutta me stessa la scena seguente dove nelle mani di Miles e Bass compaiono le spade. Loro sono questo, sono guerrieri, e in quel momento riescono finalmente a ricordarlo e a salvare Aaron dalle grinfie dei patrioti. Tutti e tre ricordano la verità e Rachel capisce che dipende tutto solo da Aaron, deve controllare le nanocellule.

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Paura. Morte. Ansia. Serpenti. Cosa permette a qualcuno di svegliarsi da un brutto sogno? Aaron deve interrompere il collegamento con la realtà virtuale per riprendere in mano la sua vita. Qual è, quindi, la cosa che più di tutte riuscirebbe a farlo svegliare? Cadere. I quattro amici si affrettano, quindi, a raggiungere il palazzo della Pittman Digital, dirigendosi verso il tetto. Aaron può farcela a buttarsi, sa di averne la forza e sa che, in ogni caso, non avrebbe altra scelta, nonostante quella realtà sia decisamente migliore di quella vera, sa che è meglio qualcosa di brutto purché sia reale rispetto ad una splendida illusione, e si lancia dal tetto del palazzo.
Si risveglia nell’ufficio dei due dipendenti che Charlie ha ucciso, legato ad una sedia, insieme al dottor Horn. Il dottore, in rappresentanza fisica delle microcellule, minaccia Aaron di risolvere il codice o dovrà subire le sue torture. Le parole di Rachel gli rimbombano ancora nel cervello e sa di dover fare qualcosa, di dover capire come controllare le nanocellule perché quella realtà è inventata dalla sua mente e solo influenzata dalle nanotech. Reagisce, quindi, contro Horn, liberandosi di lui e, finalmente, si sveglia davvero.

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Riprende conoscenza nella stanza di Peter insieme a lui e a Priscilla, che si affretta a portare via da lì. Decide di tornare a Willoughby con lei e, durante il tragitto, i due si rendono conto che l’elettricità è tornata a dare vaghi ‘segni di vita’; se le microcellule stanno davvero morendo, allora, la corrente dovrebbe tornare a funzionare normalmente, essendo loro ad assorbirla.
Raggiunta Willoughby, ritrovano facilmente Rachel e Miles. Rivederli insieme mi ha messo tranquillità. Aaron non è esattamente il prototipo del guerriero e stando insieme a loro, almeno, sappiamo che ha più possibilità di sopravvivere.
A parte questo, comunque, che a differenza mia non sembra essere tra le ‘preoccupazioni’ del tenero nerd, Miles e Rachel gli fanno vedere che la corrente va e viene, spiegandogli che è così ormai già da qualche giorno. A causa di un’improvvisa scarica di fulmini, i quattro sono costretti a nascondersi in un negozio, il più vicino, proprio di oggetti elettronici. Cercano di capire cosa fare ma quando poi Rachel viene colpita da un fulmine, Aaron si decide a sistemare il codice per ‘placare’ le microcellule e farle smettere di influire sugli eventi atmosferici in quel modo. Priscilla prova a dissuaderlo, inutilmente, e il ragazzo, in preda al panico, si rende conto troppo tardi di ciò che ha fatto. Si ritrova da solo con Horn e capisce di essere stato ingannato dalle nanocellule che, ottenuto ciò che volevano, decidono di ‘lasciarlo andare’.
E’ sconvolgente, è la terza volta che Aaron si risveglia e, infatti, lo fa in modo spaesato, come se debba convincersi ancora che quella sia, finalmente, la vera realtà ma bastano le parole di Peter per dargliene conferma. Le microcellule hanno ottenuto quello che volevano, il codice è stato sistemato, l’algoritmo giusto inserito, loro non rischiano più di morire e Aaron è libero di tornare a casa, a Willoughby.

Come ho già detto all’inizio, questo episodio mi ha lasciato uno strano moto d’ansia, ma mi è piaciuto davvero molto. Voi che ne pensate? Avevate capito che quello di Aaron era solo un sogno o speravate fossero cambiate le cose?

Come sempre, vi ricordo di seguire le pagine fb italiane dedicate a questa meravigliosa serie tv:

Revolution Italia – Il primo sito italiano
Revolution Italia

Infine, eccovi la preview del prossimo episodio, dal titolo “Exposition Boulevard.” SPOILER!

http://www.youtube.com/watch?v=p419dIkM4Gc

Jules
Giulia, 23 anni, abruzzese, studentessa universitaria di "Beni Culturali: cinema, musica e teatro", presso l'Università degli studi di Siena. Appassionata di cinema fin da bambina, ad un certo punto della sua vita, esattamente quando scoprì Supernatural nel 2006, ha iniziato a diventare una drogata anche di serie tv. Adora passare ore ed ore davanti al suo pc a fare lunghe maratone telefile, occupando il suo tempo libero con un'altra forte passione, la scrittura (riducendosi a studiare la notte, ai limiti della sopportazione umana!). Il suo sogno nel cassetto è di diventare una sceneggiatrice, ma si accontenterebbe anche di diventare una 'semplice' scrittrice di romanzi fantasy. Ha una vera e propria ossessione per tutto ciò che riguarda gli angeli e, più in generale, per ogni sorta di creatura sovrannaturale. Sa che un giorno farà il giro degli Stati Uniti a bordo dell'Impala insieme a Sam e Dean ma, nel frattempo, si accontenta di vederli solo attraverso lo schermo.

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3 COMMENTS

    • Ovviamente, non è passata inosservata è che non ho mai sopportato il suo personaggio e non sapevo come ‘nominarla’ nel contesto della recensione. Perdonami xD <3

  1. Episodio fantastico! Adoro il personaggio di Aaron e sono stata contenta di vedere che questo episodio sia stato incentrato su di lui. La cosa che mi ha colpita di più è stato il sogno nel sogno che l’ha spinto a sistemare il codice. Adesso il bello sarà vedere cosa accadrà con i nano-robot “vivi”.

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