Revolution | Recensione 2×12 – Captain Trips

Essere sfuggiti a Nunez è stato un colpo di fortuna, per così dire, ma ritrovato Connor, i nostri rivoluzionari dovranno vedersela di nuovo con i patrioti. Il piano di conquista dell’US Government si fa sempre più meschino e il nucleo di questa stagione sembra formarsi proprio sull’aspetto politico che i cittadini ‘americani’ sono costretti a subire. Si riuscirà a ribaltare le sorti della situazione?

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Rachel, Miles, Monroe e Connor (che ormai sembra essersi convinto ad unirsi alla scooby gang), tornano in Texas, nella ‘periferia’ di Willoughby dove avevano lasciato Charlie, Gene e Aaron. Raggiunto il capanno, però, non trovano nessuno e decidono di esplorare i confini vicini per andare a cercarli. Inevitabilmente, si imbattono nel campo che i patrioti stanno costruendo; vedono subito Gene e Charlie intenti ad aiutare i soldati con i malati. Rachel intuisce immediatamente che quello possa essere un campo addetto ad una quarantena. E’ scoppiata un’epidemia e, come ho già detto nella scorsa recensione, è palese che siano stati i patrioti a diffonderla, avvelenando le arance, ma i risvolti presi da questo episodio mi hanno lasciata alquanto sorpresa.

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Miles propone di mandare Connor in avanscoperta, visto che nessuno sa chi sia in realtà, ma, sorvolando sul rifiuto immediato del ragazzo, Rachel decide di andare lei stessa per farsi spiegare dal padre e dalla figlia cosa stia succedendo. Riesce ad evadere le guardie, mimetizzandosi tra altri civili, e li raggiunge senza troppe difficoltà attirando, però, l’attenzione di Truman. Che tra il patriota e la donna non scorra buon sangue, è sempre stato piuttosto chiaro, e fortunatamente interviene Gene, dicendogli che per riuscire ad aiutare i malati, ha bisogno di Rachel. Le viene spiegato tutto e, dopo essersi liberati dei soldati, si mette al lavoro. Subito le viene il dubbio che quell’epidemia possa davvero essere di tifo, nonostante alcuni dei sintomi corrispondano alla malattia, e pensa bene di eseguire delle analisi, per quanto le sia possibile. Charlie preleva, di nascosto, un campione di sangue da uno dei cadaveri, per portarlo a sua madre, e le basta vederlo al microscopio per rendersi conto che c’è qualcosa che non va. L’abbiamo immaginato da subito, infatti, che i patrioti avessero fatto scoppiare l’epidemia attraverso le arance, avvelenandole, ma a che scopo? Rachel si affretta a raggiungere Gene per avvisarlo della sua scoperta e gli spiega che non può essere certa di che tipo di virus sia, visto che le manca l’attrezzatura per effettuare analisi più approfondite, ma da quello che è riuscita a vedere, ha capito che non è un virus che agisce in maniera naturale, sembra piuttosto che sia stato ‘composto’ in laboratorio. Da qui all’intuire che siano stati i patrioti a portare l’epidemia, il passo è breve. Chiarita la situazione, però, adesso tocca affrontare la parte più difficile: come bloccare l’epidemia? Se davvero agisce come il tifo, quindi essendo contagioso, è certo che i patrioti abbiano dei vaccini per non rischiare di rimetterci la vita anche loro. Ovvio. Gene crede di sapere dove potrebbero tenerli e Rachel, attraverso una specie di codice a distanza, avvisa Miles di avere bisogno del suo aiuto. Nonostante le varie teorie esposte in questo episodio, io resto convinta che sia solo una copertura per costruire indisturbati il campo di riprogrammazione mentale.

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Vedere i due Monroe in azione, devo ammettere, che è un gran piacere per gli occhi. Anche semplicemente vederli discutere ha un che di intrigante. Comunque, Miles, ovviamente, vuole aiutare Rachel e subito ne parla con Bass, che sembra stranamente accondiscendente nel cercare di convincere Connor che, invece, non è affatto favorevole all’idea di introdursi in un campo di quarantena. Con il suo ritrovato senso paterno, Bass chiede, o meglio ‘comanda’, a suo figlio di discutere della faccenda in privato ed ecco che si capisce a cosa sia dovuto quell’ improvviso desiderio di essere d’aiuto. Di nuovo, l’argomento focale del discorso tra i due è la Repubblica di Monroe alla quale, e ormai sembra chiaro, Connor aspiri più che a qualsiasi altra cosa. Il ragionamento di Bass non fa una piega: Miles ama Rachel, quindi se Rachel ha bisogno di aiuto si accorre, così si tengono ‘amico’ Miles. Se Connor ambisce solamente a comandare un governo tutto suo, è chiaro che Bass spera di riuscire a riprendersi la Repubblica insieme anche a Miles, come fu agli esordi, e non so se trovare questa cosa tenera o malefica. Nel dubbio, continuo a shippare la bromance tra Miles e Bass, qualsiasi cosa accada.

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La famiglia Matheson continua a lavorare nel campo, cercando di tenere in vita quanti più malati possibile, finché Rachel ha un altro lampo di genio. Nell’attesa che Miles e i due Monroe recuperino i vaccini, si dà da fare per dare un senso a quell’epidemia. Confida la sua teoria a Gene e Charlie, dicendo loro che secondo lei non stanno diffondendo una vera e propria epidemia ma che la stiano usando solo come copertura per avvelenare ed eliminare senza sospetti una ben definita categoria di persone, come malati mentali e alcolizzati. Stanno selezionando le persone degne di restare in città e quali, invece, da togliere di mezzo, probabilmente per creare la cittadina perfetta. Come una sorta di selezione nazista. Ma pochi istanti dopo, Gene si sente male e ogni convinzione riguardo quella teoria inizia a sgretolarsi, con la realizzazione del fatto che sarebbe impossibile contenere quella malattia ad una cerchia ristretta di persone, visto che è davvero contagiosa come il tifo.

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Nel frattempo, Bass è riuscito a convincere Connor a collaborare ‘per il bene della Repubblica di Monroe’ e insieme a Miles tornano a Willoughby, per andare a cercare il vaccino nel bunker indicatogli da Gene. Giunti a destinazione, però, lo trovano completamente vuoto e riescono a risolvere il problema grazie all’ingegno di Rachel, e di Gene, a quanto pare. Truman segue la donna in città, ritrovandosi in un’imboscata; Miles e Bass lo rapiscono e, con l’aiuto di Connor, mettono su un gran bel piano. Per convincerlo a parlare e dire loro dove si trovano i vaccini, Miles lo infetta con del sangue malato, datogli precedentemente da Rachel; Connor torna a Willoughby insieme a Truman, indossando la divisa dei patrioti per non destare sospetti, e si fa portare nel suo ufficio per recuperare il vaccino. E’ a dir poco un ragazzo sveglio, si è capito dal primo momento in cui ha fatto la sua comparsa, ma in questo episodio ha davvero superato se stesso…Peccato che i patrioti, però, lo scoprano, accerchiandolo per non lasciargli altra possibilità se non quella di farsi scudo con Truman.

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Nel frattempo, Aaron scopre la sua prossima missione. Trova un biglietto di addio lasciato da Grace e, mentre lo legge, si sente chiamare alle sue spalle; sentendo quella voce ha dato per scontato che fosse di Priscilla ma, voltandosi, ecco che si ritrova Cynthia. Ovviamente, non è davvero lei, bensì sono le nanocellule che hanno assunto la forma della ragazza; Aaron non reagisce bene nel vederla ma non ha altra scelta che ascoltare ciò che ha da dirgli. Dopo Spring City, ecco che gli nominano un’altra città: Lubbock, Texas. Aaron non sa cosa potrebbe trovare lì ma per convincerlo ad andare gli basta sentirsi dire che lui e Priscilla potrebbero ritrovarsi in grave pericolo. Il ragazzo cerca di convincerla, quindi, ad andare con lui, però Priscilla non ha alcuna intenzione di seguirlo e prova a scappare, non facendo altro che infastidire le nanocellule che provano ad ucciderla con un albero. E’ stato una scena decisamente esilarante ma terrificante allo stesso tempo se si pensa che quelle microcellule sono davvero ovunque. Alla fine, comunque, Priscilla capisce che non può ignorare la volontà delle nanotech e si incammina verso il Texas insieme ad Aaron.

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Tom, invece, inizia ad essere preoccupato per suo figlio e si concede incontri clandestini con Julia per cercare di scoprire dove si trovi. L’unica cosa che sa, è che è stato arrestato per ordine di Doyle, il marito di Julia/Rebecca, quindi le chiede di indagare. La sua preoccupazione è che, sotto tortura, Jason possa rivelare a tutti la verità dietro le manipolazioni portate avanti dai suoi genitori, ma Julia, invece (e stranamente, aggiungerei), sembra non interessarsene. Vuole solo salvare suo figlio.
Con un flashback che ci porta indietro ai due anni seguenti il blackout, scopriamo quando e come i coniugi Neville si resero conto di cosa siano realmente capaci.
Jason è solo un bambino e sembra gravemente malato; Julia è disperata e Tom si mette alla ricerca di cibo che possa dare sostegno a suo figlio. Trova due uomini accampati nel bosco e prova a chiedergli aiuto, ma non sono affatto ben disposti ad aiutarlo. Tom li aggredisce, finendo con l’essere pestato a sangue ed è qui che la vera Julia esce a galla. Tom è un uomo forte ma ci sarà sempre qualcuno più forte di lui a contrastarlo, piuttosto, è estremamente intelligente e questa si che è una dote rara! Julia fa leva sulla sua mente, sulla sua innata furbizia e scaltrezza, e decide che è arrivato il momento di mettere tutto alla prova. Si ripresenta lei dai due uomini, offrendo il suo corpo in cambio di cibo e riparo, e mentre ne distrae uno portandolo in tenda, Tom ne approfitta per uccidere l’altro a sangue freddo, andando poi a ‘salvare’ Julia. Entrambi sembrano stupiti della magistrale bravura con cui sono riusciti ad accaparrarsi tutto quel cibo e, più di tutto, della riuscita del loro piano. Continuo a sostenere, come da due anni a questa parte, che credo sia raro trovare personaggi così psicologicamente complessi e scaltri come Julia e Tom Neville.
Proprio a dimostrazione di ciò, Julia riesce a scoprire dove tengono prigioniero Jason ed elabora un piano insieme a Tom che, però, fallisce. Inizialmente, avevo pensato che Julia avesse intenzione di tradirlo, per tenersi stretta la vita acquisita grazie alla posizione sociale di Doyle; la ritenevo un’idea plausibile considerando quanto sia ambigua Julia. Continuo a non fidarmi. Comunque, il piano fallisce perché Doyle scopre tutto prima del previsto. Ne rimango praticamente sconvolta, visto che fino a pochi minuti prima della fine di questo episodio e da quando si è fatto vedere la prima volta, l’ho sempre considerato un idiota. E’ stato shockante. Tom viene accerchiato e privato delle armi dai patrioti, infine, Doyle li separa, promettendo loro che non si sarebbero mai più visti. Jason potrebbe essere già morto, loro potrebbero morire da un momento all’altro ed assistiamo ad una scena straziante. Per la prima volta, negli occhi di Julia si è visto il terrore di perdere per sempre l’unico uomo che abbia mai amato con tutta se stessa. Forse è arrivato il momento di ricredermi su di lei?

Come sempre, vi ricordo di mettere ‘mi piace’ alle pagine facebook italiane dedicate a Revolution:

Revolution Italia – Il primo sito italiano
Revolution Italia

Scrivete nei commenti cosa ne pensate di questo episodio! Vi lascio con il trailer della prossima puntata, la 2×13 dal titolo ‘Happy Endings’. SPOILER!

http://www.youtube.com/watch?v=8WS8Ggz3jqI

Jules
Giulia, 23 anni, abruzzese, studentessa universitaria di "Beni Culturali: cinema, musica e teatro", presso l'Università degli studi di Siena. Appassionata di cinema fin da bambina, ad un certo punto della sua vita, esattamente quando scoprì Supernatural nel 2006, ha iniziato a diventare una drogata anche di serie tv. Adora passare ore ed ore davanti al suo pc a fare lunghe maratone telefile, occupando il suo tempo libero con un'altra forte passione, la scrittura (riducendosi a studiare la notte, ai limiti della sopportazione umana!). Il suo sogno nel cassetto è di diventare una sceneggiatrice, ma si accontenterebbe anche di diventare una 'semplice' scrittrice di romanzi fantasy. Ha una vera e propria ossessione per tutto ciò che riguarda gli angeli e, più in generale, per ogni sorta di creatura sovrannaturale. Sa che un giorno farà il giro degli Stati Uniti a bordo dell'Impala insieme a Sam e Dean ma, nel frattempo, si accontenta di vederli solo attraverso lo schermo.

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