Revolution | Recensione 1×14 – The night the lights went out in Georgia

Revolution - Season 1Dopo la (stavolta) breve pausa di una settimana, torna Revolution, con un nuovo, emozionante episodio pieno di sorprese. Mi sembra di guardare una serie diversa da quella iniziata a settembre 2012, che era a tratti davvero noiosa.

A medio termine, confermo che la morte di Danny ha fatto bene allo show, alle dinamiche tra i personaggi e al proseguimento della storia, che non è più impantanata nel salvataggio di un ragazzino, ma assume respiro molto più ampio.

La famiglia Matheson, che pare non essere destinata al “vissero insieme felici e contenti”, si è separata, avendo due missioni ben diverse: Charlie, Miles e Nora devono trovare e disinnescare l’ordigno nucleare che Monroe ha fatto recuperare a Randall nello scorso episodio, mentre Rachel e Aaron sono diretti alla Torre per far tornare l’energia.

Rachel & Aaron: On the way to the Tower

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Questa coppia un po’ strana funziona bene, o meglio, il personaggio di Aaron resta piuttosto inutile, ma il suo nuovo ruolo di guardia del corpo/spalla cervellona di Rachel lo rende meno inutile di prima.

I due, per raggiungere la Torre, hanno bisogno di aiuto e si fermano a chiederlo ad un’altra ex collega di Rachel, la dottoressa Jane Warren, che non sembra troppo entusiasta del piano di riaccendere l’interruttore.

Mi ero chiesta come mai Rachel, avendo sempre saputo dell’esistenza della Torre, non avesse mai provato prima a far tornare l’energia. E soprattutto avevo ancora in mente quella scena piuttosto inquietante di Rachel che tagliuzza il cadavere di Danny e ne estrae una strana capsula luminosa. Jane Warren fornisce una risposta ad entrambe le mie domande. Oltre a causare il blackout, le nanoparticelle liberate dalla Torre hanno avuto un altro, inatteso effetto: curare (o meglio, contenere, bloccare) gravi malattie come il cancro.

Danny era malato (come ci era stato detto in un breve flashback che, fino a questo punto, avevo praticamente rimosso) e quella piccola capsula luminescente probabilmente canalizzava gli effetti benefici delle particelle, o comunque, gli consentiva di stare bene ed essere in salute. Ecco perché Rachel non aveva mai cercato di raggiungere la Torre prima! Riportare l’energia nel mondo avrebbe voluto dire uccidere suo figlio!

Chiedo scusa a mamma Matheson per aver dubitato di lei ed averla accusata di probabile doppiogiochismo al termine della mia recensione dell’episodio 1×11 e sono felice che quell’aggeggio luminoso non fosse una microspia del Generale Monroe! Questa era decisamente una delle risposte che attendevo, e ne sono soddisfatta.

I comportamenti, talvolta poco comprensibili, di Rachel iniziano ad essere spiegati: la riluttanza dei coniugi Matheson a lavorare con Flynn e il Dipartimento della Difesa è stata probabilmente vinta proprio dalla possibilità di poter tenere in vita l’amato figlio.

A differenza di Rachel, Jane Warren ha ancora qualcosa da perdere: anche la sua compagna era malata di cancro prima del blackout e sa benissimo che il ritorno dell’energia coinciderebbe con la sua morte. Alla fine, decide comunque di aiutare Rachel.

Molto intensi i momenti di confronto tra le due donne, consapevoli di aver originato un’apocalisse solo per proteggere dalla morte le persone che amavano.

Charlie&Miles&Nora: Welcome to Georgia!

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L’altro ramo della famiglia Matheson è impegnato a sventare I piani espansionistici di Monroe, che vuole spazzare via Atlanta con la sua bomba nucleare per piegare la confinante Georgia.

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Per la prima volta dall’inizio della serie abbandoniamo la Repubblica di Monroe e tutta l’azione si svolge nella Federazione della Georgia, una zona ricca e decisamente ben organizzata, governata da una donna di nome Kelly, vecchia conoscenza di quel volpone di Miles.

Kelly non è l’unico fantasma del passato con cui Miles è costretto a confrontarsi ad Atlanta: incaricato di far detonare l’ordigno di Monroe è Alec, un giovane soldato cresciuto e addestrato proprio da Miles.

Che quando era Generale della Militia, Miles ne abbia combinate di cotte e di crude già lo sapevamo, ma l’incontro con Alec sembra destabilizzare parecchio lo zio Matheson, che aveva tradito il ragazzo addossandogli gravi responsabilità per il fallimento di una missione.

Miles è consumato dal senso di colpa e dalla consapevolezza di aver fatto tante scelte sbagliate, per le quali ritiene di non poter essere perdonato. Lo scontro con Alec gli ricorda quanto forte e potente sia il suo lato oscuro, anche quando tenta di reprimerlo.

Il bello del personaggio di Miles è proprio questo suo bipolarismo, il suo essere perennemente combattuto tra un desiderio di redenzione e l’oggettiva incapacità di contrastare la sua natura crudele.

Ecco perché, quando Kelly gli offre di guidare le sue armate contro Monroe, Miles si ferma a riflettere: sa di essere un soldato nato per combattere, ma dall’altro lato ha promesso a Rachel di proteggere Charle e di tenerla fuori dai guai.

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Quindi Miles è davanti ad un grande dilemma. Cosa sceglierà? Accetterà di mettersi a capo delle truppe della Georgia e abbandonerà la guerriglia disorganizzata dei ribelli?

Smetterà di combattere per la libertà e ricomincerà a combattere per qualcuno?

Vi lascio con il promo del prossimo, elettrizzante episodio:


http://www.youtube.com/watch?v=D9hu0DkRcbs

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