Revenge | Recensione 4×06 – Damage

If I talk real slowly, If I hold your hand, If you look real closely my love, you might Understand […] if you love me with all of your heart, if you love me I’ll make you a star in my universe …

Una certezza sembra voler trovare conferma in ogni episodio di questa quarta stagione: gli sceneggiatori della serie stanno cercando di riconquistarmi e siccome conoscono i miei punti deboli, li sfruttano al meglio, riproponendo nelle primissime scene dell’episodio quella che per me è LA canzone di Revenge, quella che mi farà sempre ricordare di questa serie: “For you” di Angus & Julia Stone, le note con le quali tutto è cominciato e che, così come nel pilot, accompagnano importanti flashback dei giorni sereni in cui la piccola Amanda Clarke giocava sulla spiaggia con l’uomo che considerava il suo eroe, suo padre David. Adesso Emily Thorne guarda da lontano un uomo che probabilmente è cambiato tanto quanto lei chiedendosi se riuscirà mai a ritrovare quel cavaliere dalla scintillante armatura che credeva di conoscere quando era bambina.

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Dritti al punto, come sempre: episodio bellissimo, evoluzioni insperate, inaspettate piccole ribellioni e ormai ordinaria demenza. Traduzione: Charlotte ha tirato fuori parte del dna Clarke e un paio di neuroni nuovi di zecca, Nolan seppur cucciolo sembra essersi accorto solo ora delle bugie di Emily mentre David è un po’ più idiota di quanto temessi. Non c’è davvero troppo da dire in questo episodio ma è successo di tutto un po’, piccoli passi avanti per quel futuro che mi sembra sempre più interessante.

 

Two Clarke are better than One

Sorpresa sorpresa, partiamo dal personaggio che più davo per spacciato perché per me Revenge è proprio questo, un illusionista che tira fuori un unicorno dal cappello proprio quando pensavi di tornare a casa a guardare Grey’s Anatomy. Mi aspettavo la solita storia per l’inutile Charlotte: droga, sesso e rapimento con tanto di successiva crisi post-traumatica e ripetizione della sequenza. E invece, prima che io riuscissi a capire cosa stesse succedendo, Charlotte si sveglia all’improvviso tirando fuori il ninja Clarke che è in lei e con una mossa alla Sydney Bristow, fa leva sul muro e spinge con violenza il suo aggressore sul pavimento, facendogli sbattere violentemente la testa e spezzandogli il collo.

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A questo punto ero già così:

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Poi lei chiama qualcuno per farsi aiutare e quando ha aperto la porta del motel io SAPEVO, senza ombra di dubbio, chi sarebbe entrato in quella stanza.

David

Devo ammettere che vedere Emily & Charlotte insieme, implicate in attività prettamente illegali come l’omicidio e l’occultamento di prove, ha realizzato un mio piccolo desiderio segreto che mi porto dietro dal momento in cui si scoprì che Charlotte era una Clarke perché una parte di me ha sempre creduto che, se ci fosse stata una possibilità per Charlotte di assumere un vago alone di interesse, si sarebbe realizzata solo nel momento in cui lei avrebbe abbracciato tutta la verità della storia, schierandosi al fianco di sua sorella. Ma sebbene questo miracolo sia ancora lontano (forse?), c’è da apprezzare, prendere e portare a casa ciò che questo episodio ci ha offerto, in primis una Emily Thorne che risplende come ha fatto nella sua golden age.

Fredda, determinata, precisa come il migliore chirurgo degli Hamptons e lucida come forse non lo era da troppo tempo, Emily non si fa pregare quando sua sorella la chiama per risolvere l’ennesimo problema che l’aveva coinvolta ma questa volta non resta impassibile di fronte alle frecciatine avvelenate che Charlotte si permette anche di lanciarle e smette di trattarla come un cucciolo abbandonato da coccolare e comprendere sempre. Emily mette Charlotte di fronte a quella verità che evita accuratamente nascondendosi dietro le responsabilità altrui pur di non affrontare le proprie: Charlotte è ben lontana ormai dall’essere solo la vittima innocente che poteva essere all’inizio, adesso ha tutte le carte in regola per essere considerata una donna adulta capace anche di uccidere e a questo punto capace anche di riprendere in mano la sua vita se davvero vede per lei un futuro diverso da quello di Victoria e Conrad Grayson. Ma è la scoperta di ciò che è realmente successo ad Aiden che sembra turbarla davvero, tanto da aprirle gli occhi e scegliere di accettare il consiglio dell’unica persona che al momento, nel bene o nel male, le dice semplicemente la verità.

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Charlotte sceglie di rinascere, di disintossicarsi e di spezzare ogni legame con quella persona che da sempre in fondo è stata per lei il deterrente maggiore della sua serenità ma prima di andare via, Charlotte saluta anche suo fratello Daniel, che per quanto inutile sia anche lui, non si può negare che le sia stato vicino praticamente sempre, anche se forse nel modo sbagliato.

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Desiderosa di ringraziarlo per essere stato ciò che più si avvicinava al concetto di famiglia, Charlotte probabilmente distrugge tutto ciò che di buono aveva costruito nell’episodio iniziando con lui un discorso riguardante Emily. L’ultima volta che vediamo Charlotte, è serena in un’auto diretta alla clinica di riabilitazione quando nella sua borsa trova una lettera per lei, scritta da sua sorella Amanda. E personalmente, non pensavo che l’avrei mai detto, non solo mi ha incuriosito da morire il contenuto della lettera e della rivelazione che Charlotte ha fatto a suo fratello Daniel, quando adesso sono davvero impaziente di scoprire se per Charlotte ed Emily c’è ancora una speranza o se tutto questo è stato soltanto fumo negli occhi.

Ma se Charlotte è stata la protagonista di un miracolo inaspettato, allo stesso modo non ho visto arrivare un piccolo lato di Nolan che non ho apprezzato molto. In uno strano scambio di personalità, Nolan torna ad essere un giovane incompreso e bisognoso d’affetto e di sicurezze, impulsivo ed emotivo tanto da abbandonarsi completamente al sogno di riavere al suo fianco l’unica figura paterna che ha sempre desiderato mentre Emily diventa per la prima volta la voce della ragione, continuando ad osservare suo padre convinta che ci sia molto di più della storia tragica e drammatica che ripete di fronte a giornalisti e telecamere.

Così mentre la vera natura di Emily Thorne si fa rivedere prepotentemente tornando in missione per scoprire la verità, Nolan si lascia abbindolare nuovamente dal suo cuore come purtroppo era successo troppe volte in passato e mentre abbandona ogni difesa, Nolan viene ferito da una persona che ama ma che adesso lo considera il suo più grande traditore.

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Nonostante debba ammettere che mi si è spezzato il cuore nel riconoscere l’innocenza di un bambino nelle lacrime di Nolan, mi ha un po’ infastidito il suo puntare il dito contro Emily, come se soltanto adesso si fosse reso conto delle conseguenze delle sue bugie, bugie di cui lui per primo ha sempre scelto di far parte.

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Ma il legame che unisce Emily & Nolan è innegabilmente più profondo di un’incomprensione o di un litigio ed Emily sceglie di restare al suo fianco e di ricominciare insieme a lui un viaggio non ancora concluso. Smontata infatti la storia del rapimento e delle torture, Emily chiede aiuto a Nolan per capire chi sia il vero David Clarke e per scoprire cosa volesse da lui l’aggressore di Charlotte.

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Strettamente connessa è anche la storyline che vede come protagonista Jack Porter. La sfortuna di aver perso in sequenza padre, cane, moglie e fratello è niente in confronto alla disgrazia di essere partner di Captain Ben che ha intenzione di risolvere tutti i casi più importanti della polizia degli Hamptons a partire dal 1890. Ad alimentare la fiamma investigativa dell’ispettore gadget si aggiunge la recente scomparsa dell’agente di polizia che sembra essere profondamente implicato nelle dinamiche misteriose della morte di Conrad Grayson e del ritorno di David Clarke.

Per quanto l’intuizione di Ben possa rivelarsi corretta, Jack di certo non prende bene la scoperta che il suo partner aveva seriamente creduto che potesse essere lui il colpevole dell’omicidio del compianto Connie. E se per tutto l’episodio Jack gli fa ostruzionismo con rabbia e rancore, non appena scopre, nel garage dell’agente scomparso, un simbolo del doppio infinito inciso nel legno, il suo cambio di rotta è sinceramente meraviglioso passando dal “chiederò un nuovo partner” al “dai, in fondo scherzavo, siamo partner, ti aiuto”, un mito!

Sorprendente ma forse anche un po’ deludente è la rivelazione di quello che sembra essere il movente dietro le azioni di Louise che, sempre più instabile, continua la sua scalata per arrivare a Victoria verso cui sembra aver sviluppato una sorta di ossessione, vedendola quasi come una madre. Sorvolando sulla grazia divina che Louise non riesce a riconoscere non essendo davvero figlia di Victoria e archiviato il progetto DannyBoy, Louise concentra le sue attenzioni su un nuovo obiettivo: Margaux, i cui rapporti con Victoria sono sempre meno idilliaci e lontani dal patetismo del “per me sei come una figlia”.

Infine purtroppo c’è ancora David Clarke che diventa sempre più insostenibile. Convinto di portare avanti una giusta crociata per vendicare la morte di sua figlia, David continua a prendere le decisioni più sbagliate allontanando tutti e fidandosi dell’unica persona responsabile dello stato da psicopatico barbone in cui versa da diverso tempo ormai.

Anche questa settimana, Revenge mi ha convinto pienamente e ha rispettato quel tacito accordo che abbiamo firmato prima dell’inizio della stagione secondo cui mi avrebbero dato episodi degni di essere recensiti. Adesso però la smetto di sparare cavolate e vi do appuntamento alla prossima settimana.

 

NOLANISMO DELLA SETTIMANA:

“What would you do if your bestie wasn’t a keyboard cowboy”

WalkeRita
Occasionale inquilina del TARDIS e abitante in pianta stabile di un Diner americano che viaggia nel tempo e nello spazio, oscilla con regolarità tra Stati Uniti e Gran Bretagna, eternamente leale alla sua regina Victoria e parte integrante della comunità di Chicago, tra vigili del fuoco (#51), squadre speciali di polizia e staff ospedalieri. Difensore degli eroi nell’ombra e dei personaggi incompresi e detestati dalla maggioranza, appassionata di ship destinate ad affondare e comandante di un esercito di Brotp da proteggere a costo della vita, è pronta a guidare la Resistenza contro i totalitarismi in questo universo e in quelli paralleli (anche se innamorata del nemico …), tra un volo a National City e una missione sullo Zephyr One. Accumulatrice seriale di episodi arretrati, cacciatrice di pilot e archeologa del Whedonverse, scrive sempre e con passione ma meglio quando l’ispirazione colpisce davvero (seppure la sua Musa somigli troppo a Jessica Jones quindi non è facile trovarla di buon umore). Pusher ufficiale di serie tv, stalker innocua all’occorrenza, se la cercate, la trovate quasi certamente al Molly’s mentre cerca di convertire la gente al Colemanismo.

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2 COMMENTS

  1. Come sempre (sbaglio o sto diventando fastidiosamente ripetitiva?) concordo con te su tutto quello che hai scritto. In particolare, in nome del mio amore per Jack, la frase “la sfortuna di aver perso in sequenza padre, cane, moglie e fratello è niente in confronto della disgrazia di essere partner di Captain Ben”. Amo ribadire quanto detesto questo personaggio!
    Anyway, anch’io mi sono piacevolmente stupida del ritrovato (mi auguro permanentemente) unico neurone di Charlotte e proprio quando, non mi vergogno a dirlo, speravo il suo rapitore la eliminasse una volta e per tutte da questo telefilm. Ora c’è solo da augurarsi che il rapporto con Emily cresca come è giusto che sia.
    Vedere Nolan deluso ed umiliato è stato davvero triste, il suo bisogno di una figura paterna è così radicato da avergli fatto perdere lucidità, per fortuna Emily gli sta restituendo quell’affetto e quel supporto che il nostro Nolan le ha offerto un milione di volte.
    La storyline di Louise non mi entusiasma, ma se ci liberasse una volta e per tutte di Margaux, per quale motivo fermarla? By the way, solo una malata mentale potrebbe volere Victoria Grayson come madre!
    In ultimo, colpite David con una pala, magari rinsavisce! Spero sinceramente gli sceneggiatori abbiano in serbo per lui qualcosa di meglio che essere il burattino nelle mani di Victoria.

  2. ma vogliamo parlare della faccia di charlotte quando amanda le dice che non è lei l’assassina di aiden? cioè seriously?!? da prendere a randellate finché non sviene!!! e poi si mette a farle anche la morale, ehm vogliamo parlare di te signorina degna figlia di tua madre?? sequestro, tentato omicidio e abuso di droghe! ah dovremmo aggiungere anche l’omicidio del suo aguzzino se non fosse arrivata la cara sorellona amanda a salvarle il culo! perdonate il francesismo ^.^ ma è già la seconda volta che le para il didietro!!!

    amanda deve aver contato fino a 20 per trattenersi dal darle una sedia su quella zucca vuota a mio avviso 😀 😀 poi charlotte che ancora si ostinava a difendere quella bitch di victoria e dava addosso alla sorella…mah davvero penoso!

    david non so se ci fa o ci è e concordo su nolan è stato leggermente s*****o cioè sveglia!!!! è da 3 anni che va avanti sta storia delle bugie e poi nessuno t’ha puntato la pistola e ti ha costretto ad aiutarla, anzi all’inizio amanda manco ti voleva vicino, “amanda clarke non esiste più!” do you remember nolan??

    ciao alla prossima :* :*

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