Revenge | Recensione 4×04 – Meteor

Sono confusa. Ho fissato a lungo la pagina bianca del pc per cercare di capire cosa scrivere, da dove cominciare, cosa davvero pensassi dell’ultimo episodio di Revenge. Una parte di me avrebbe voluto scrivere soltanto WHAT THE HELL e tante care cose a tutti ma la verità è che non solo credo che i miei boss non la prenderebbero bene ma credo anche che il problema maggiore di questo mio blocco sia proprio quello di non riuscire a mettere a fuoco cosa il mio “what the hell” significhi davvero. Revenge quest’anno sembra aver imparato la lezione da una precedente stagione purtroppo deludente, salvata in calcio d’angolo dagli ultimi sette episodi circa e non posso negare di aver invece apprezzato davvero tutti gli episodi andati in onda finora. Ma bisogna anche ammettere che Revenge ha scelto di percorrere una strada pericolosa che non è quella della Vendetta ma quella che ha permesso a David Clarke di tornare dal mondo dei morti, con tutte le conseguenze che questa decisione azzardata ma forse anche indispensabile comporterà. La mia difficoltà nell’affrontare questa recensione sta nel dubbio che purtroppo mi attanaglia su quale sarà, nel prossimo futuro, il percorso che sceglieranno di seguire e su quale sarà l’obiettivo di questa stagione, quale sarà il suo traguardo.

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Nonostante tutto però, come dicevo, l’episodio è stato davvero all’altezza delle aspettative, emozionante, assurdo, intenso ma non esplosivo, più che altro sottile ed enigmatico, il tipo di episodio che ti lascia in sospeso, come se non avessi visto davvero molto quando invece hai assistito a uno di quei momenti catartici per la serie e per i suoi personaggi. E proprio i personaggi invece sono la ricchezza maggiore di questo show, sono una certezza assoluta, anche quando va tutto male, la caratterizzazione dei personaggi, nel bene e nel male, non delude mai così come il sublime e inarrivabile talento di Emily VanCamp.

LONG LIVE DAVID CLARKE

Ma addentrandoci di più nella storia del singolo episodio, sapevamo bene quale sarebbe stato il fulcro di questa puntata, quella rivelazione che avrebbe messo in discussione tutto ciò che è successo finora: “Long Live David Clarke”, dicevano nel finale della seconda stagione e adesso quelle parole suonano quasi come una premonizione perché David Clarke è vivo, è fuori alla luce del giorno, è acclamato come un eroe, un sopravvissuto, una vittima, ripulito da tutte le accuse di terrorismo che avevano fatto di lui e del suo ricordo il nemico pubblico numero uno. Ma chi è davvero David Clarke? Penso che al momento questa sia una delle domande fondamentali a cui dare risposta. Vittima, assassino, pazzo, geniale, ingenuo, astuto, bugiardo, quale di questi aggettivi gli si adatta meglio? E soprattutto chi è il Vero David Clarke? È il padre perfetto che amava sua figlia “all’infinito moltiplicato per infinito” o è l’uomo che tutti avevano sottovalutato e che si è flagellato da solo per poter sembrare agli occhi di tutti la vittima di perpetrate torture compiute dall’ormai scomparso Connie Grayson? Questo aspetto è certamente uno dei più interessanti da scoprire e analizzare in questa quarta stagione ma è anche uno dei punti più fragili e rischiosi della storia, da trattare con quanta più razionalità possibile.

La storia di questo episodio è semplice, concisa, unica: David Clarke è vivo ed è tornato, di fronte agli occhi della gente, della stampa, del mondo ma soprattutto è tornato, improvvisamente, davanti agli occhi di sua figlia Amanda che, dal giorno della sua scomparsa, aveva vissuto un incubo sempre più grande dal quale era riuscita a svegliarsi solo scegliendo di consacrare la sua vita ad un unico obiettivo: vendicarsi di tutti coloro che riteneva responsabili dell’inganno più vile che una persona possa subire.

David Clarke è tornato, certo, ma come? Sembra quasi uno di quegli incantesimi andati male per riportare in vita i morti, dove invece di riavere la persona amata ci si ritrova di fronte a una sorta di mostro che di quella persona porta soltanto l’aspetto, e anche male aggiungerei. Io non riesco ancora a capirlo davvero del tutto, una parte di me vorrebbe che non fosse così psicopatico e idiota come invece sembra essere diventato, una parte di me vorrebbe credere in un suo piano a lungo termine dalle tinte più razionali e lucide ma alla fine devo anche guardare ciò che mi mostrano: un uomo che ha ucciso a sangue freddo, senza dubbi, senza rimorsi, un uomo che per raggiungere il suo obiettivo è disposto anche ad auto lesionarsi, un uomo che non ha problemi a mentire spudoratamente pur di liberarsi da ogni forma di sottomissione, un uomo che purtroppo al momento sembra più simile a quello che Victoria dice di aver conosciuto anziché a quello che Amanda custodiva gelosamente tra i suoi ricordi.

 

AMANDA CLARKE

Sebbene io sia ormai abituata a chiamarla Emily, in questi episodi è sempre di più Amanda Clarke la giovane donna che vediamo di fronte a noi ed è certamente Amanda Clarke la persona che improvvisamente, mentre crede di dover soltanto riconoscere l’uomo che l’ha aggredita in casa propria, si ritrova a guardare negli occhi il suo sogno più grande che si realizza, il desiderio impossibile di poter vedere un’ultima volta, anche solo per cinque minuti, quel padre a cui ha dedicato una vita che in fondo non ha mai vissuto.

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Fenomenale Emily VanCamp nella scena del riconoscimento, nel riuscire a trasmettere un crescendo di emozioni sempre più forti, cercando comunque di non esporsi troppo, di non lasciar trasparire quel mix di sentimenti che le riempivano la testa e il cuore, dall’incredulità assoluta alla realizzazione evidente di una verità che non avrebbe mai creduto possibile.  Piccola nota: dal punto di vista della regia forse mi aspettavo qualcosa di più, non so magari una serie di rapidissimi flashback come quelli che mostrarono nel momento in cui Emily rivelò a Jack la sua vera identità.

Emily è un cratere di emozioni e questa rivelazione purtroppo andrà ad appesantire uno stato di confusione e dubbio che l’attanaglia già da troppo tempo e che si portava dietro anche in seguito alla decisione di abbracciare la crociata impossibile “Facciamo rinsavire Charlotte”. Ma alla fine cercare di capire cosa passasse dalla mente di Emily è quasi impossibile perché ci troviamo di fronte al crollo di ogni certezza, di ogni giustificazione per tutto ciò che ha fatto in questi anni, di tutto il tempo perso e rubato. Ed è proprio il tempo la sua priorità maggiore ma Emily non si rende conto di essere ancora intrappolata sotto la sua maschera e questo la rallenta, tanto o forse troppo perché ancora una volta Victoria arriva per prima, e la guarda negli occhi mentre le riporta via suo padre, di nuovo.

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EMILY’S ANGELS

Assolutamente fondamentali e indispensabili sono gli angeli custodi di Emily, le sue colonne portanti, le persone che la proteggono anche quando lei, la regina degli hamptons e ninja inarrestabile, crede di non averne bisogno. Nolan Ross è un cucciolo come sempre e sebbene a volte credo che abbia ancora un po’ paura di Emily, sfida la sorte e avverte la polizia contro il suo parere, stanco, in fondo come tutti noi, di questa eterna guerra contro Victoria.

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Jack invece rappresenta la voce della ragione, è l’ancora che tiene Emily fermamente a terra, anche se questo può significare essere più duro con lei solo per saperla al sicuro, per una volta.

Ma anche Nolan e Jack restano sconvolti di fronte al ritorno di quell’uomo la cui scomparsa aveva in fondo condizionato anche le loro vite. L’espressione di Jack, il primo a riconoscerlo, è incredibile e inevitabilmente impulsiva tanto da chiamare il suo nome con l’interfono ancora aperto. Ma il suo primo pensiero pochi istanti dopo è quello di avvertire Emily che purtroppo era già arrivata in commissariato così non può fare altro che restarle vicino mentre lei, senza preavviso, scopre quel segreto che le avrebbe cambiato la vita, ancora una volta.

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Nolan d’altro canto non riesce a credere alle parole di un’Emily sconvolta come non l’aveva mai vista ma di fronte alla certezza delle informazioni, anche una piccola parte di lui crolla, quella parte che aveva visto in David una figura paterna, l’unico che aveva creduto davvero in lui, che gli aveva concesso una possibilità di diventare la persona che è ora ma Nolan sceglie di mettere da parte le sue emozioni perché Emily ha più bisogno di lui adesso di quanto abbia mai fatto in passato.

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Ed è al fianco di Nolan, che le chiede di prendere tempo, che Emily guarda suo padre al fianco della persona responsabile di tutto ciò che è successo.

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Piccolo spazio personale: senza che me ne rendessi conto, Revenge ha realizzato un mio piccolo grande desiderio ossia vedere Emily, Nolan e Jack di nuovo insieme, fianco a fianco, che affrontano la vita appoggiandosi l’uno sull’altro.

Ciò che resta alla fine è sempre il solito, quella parte di Revenge che davvero rasenta l’inutilità nonché uno spreco di spazio e tempo. Victoria raggiunge i suoi punti più bassi quando cerca di riunire una famiglia indegna anche solo di essere chiamata così e mentre DannyBoy continua a respingerla con cinismo e acidità, Charlotte le fa capire chiaramente di ritenerla la causa di tutti i suoi problemi mentre l’amorevole madre in tutta risposta le chiede di smettere di fare la vittima, un legame madre-figlia quasi commovente.

In tutto questo ancora una volta l’unico personaggio secondario davvero interessante si riconferma la rossa Louise che continua a cercare un contatto con Victoria ma alla fine riesce soltanto a fare breccia nell’incredibile astuzia di Daniel, capace di farsi ingannare anche da Topolino in cerca di vendetta perché magari i Grayson gli hanno avvelenato Pluto. Ultima nota di demerito per Ben che adesso merita di andare incontro ad una morte dolorosa visto che ha chiaramente capito che Jack si sta vagamente infastidendo per le attenzioni rivolte ad Emily ma sembra non importargli troppo.

Aspetto. Questo è quello che farò dopo aver visto l’ultimo episodio di Revenge, aspetterò di vedere dove le storie mi porteranno sperando di avere anche di più di tutto ciò che ho sempre immaginato e sperato.

NOLANISMO DELLA SETTIMANA:

Ems there was a man, in your room, with a knife and he was not after your stash of vintage Cartier.

6 comments
  1. E’ bello sapere di non essere l’unica ad augurare a Ben una morte dolorosa! Ma quanti altri due di picche deve ricevere prima di mollare il colpo? Nemmeno la presunta amicizia con Jack lo ferma dal provarci con Emily. Non sono mai stata una fan di Aiden, che comunque era mille volte meglio di Ben, figurati se auguro ad Emily di finire con ‘sto tizio odioso come pochi. Sfogo su Ben a parte (scusa,a parlare è stata la fangirl Jemily che è in me!), volevo dirti che concordo con tutto quello che hai scritto, come sempre.

    1. Dovrei scusarti per la parte Jemily che parla? Tesoro, coltivala, esprimila come puoi, con me sfondi una porta aperta, io sono Jemilly dal pilot!!!!! E si, ti aiuto volentieri a rapire e torturare a morte Ben!!! Grazie mille per aver letto la recensione!!

  2. Bella recensione! Sono d’accordo su tutto. La domanda che non riesco a togliermi dalla testa è proprio: “Qual è il vero David Clarke?” Spero vivamente che non sia l’uomo che per adesso fanno vedere, mi viene solo il dubbio però che possa essere così. In verità tutto quello che si sa su di lui è quello che ricordava Emily e quindi era solo una bambina, per quanto il padre possa essere amorevole con la figlia magari al di fuori non era così. Anche Victoria amava i suoi figli e li ha sempre protetti, per poi scontrarsi con loro quando sono cresciuti (in questo caso per colpe di entrambe le parti).
    Spero che per David non sia così perché Emily ha fatto tutto questo percorso per lui sarebbe una vera delusione.
    Victoria mi sta deludendo sempre di più, per un periodo è stata uno dei miei personaggi preferiti ma in questa stagione sta dimostrando il peggio di se stessa.
    Ben mi sta sulle scatole, all’inizio non mi dispiaceva ma adesso sta prendendo la piega di una vicina di casa pettegola, quando ha ripreso Jack perché voleva parlare con Emily prima che entrasse mi ha fatto girare le scatole. Un vero so-tutto-io.

    1. David è una vera incognita e sinceramente mi spaventa anche un po’ non sapere quale strada prenderanno per lui!! Ciò che è certo è che voglio una spiegazione forte e razionale per ciò che gli è successo, dovranno gestirla bene!! Grazie di tutto comunque!!!

  3. sinceramente nemmeno io ho inquadrato per bene david ma su una cosa siamo d’accordo; se addirittura si è spinto ad auto flagellarsi qualche problemino lo ha!

    amanda che si è quasi sentita male quando ha riconosciuto il padre, bravissima emily vancamp in quel frangente

    e questa stagione sicuro è vicky che ci lascerà perché dopo st’ennesimo colpo basso…non me ne frega nulla jack se arresti o meno amanda, quella strega merita una morte lenta e dolorosa!! poi parla lui che ok che ora è un poliziotto ma ha tentato di uccidere conrad nel finale della s2

    come sempre complimenti 🙂 alla prossima

    1. ECCOTI!!! santo cielo Victoria è sempre stata una grandissima bitch ma adesso sta davvero esagerando!!! La VanCamp è un mito dai tempi di Everwood ma lei continua anche a migliorare!!! Jack ha “minacciato” Emily solo perchè da sempre lui è quello che cerca di tenerla coi piedi per terra, per evitare che lei si perda!! It’s LOVE! Grazie per il commento!!! See you next week!! 😀

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