Revenge | Recensione 3×02 – Sin

“It is believed that original sin can only be cleansed by the waters of baptism. But it is the sins that follow that are not so easily washed away. And since forgiveness of trespass is only granted to the truly penitent, pure evil can never be erased”.

Revenge è tornato. Finalmente lo show prende il volo e dopo un pilot fiacco e fumoso ci presenta un episodio pregno di intrighi, ma anche di dubbi. Dubbi di fronte ai quali lo spettatore non può rimanere indifferente. La tanto dibattuta “legge del taglione”, una domanda che ci affligge da secoli e che, ancora oggi, ci divide, nell’attualità quanto nella finzione:

Fino a che punto siamo in diritto di vendicarci di un torto prima di passare noi stessi dalla parte dei “malvagi”? Fino a dove può spingersi Emily per vendicare la morte di suo padre e rovinare tutti quelli che ne hanno distrutto la reputazione e la vita? Dopo tutto quello che è successo e le persone che sono rimaste coinvolte, loro malgrado, nella sua folle corsa verso la vendetta, Emily è ancora nel giusto?

E’ su questo grande punto interrogativo e sul valore del perdono che l’episodio si incentra, in un vortice di emozioni per Emily e per chi le sta accanto.

A far vacillare la nostra protagonista sono proprio le persone a lei più care. A cominciare da Charlotte, che finalmente, in quest’episodio ha un ruolo importante. E’ sempre stata etichettata dalla famiglia, come la ragazzina problematica, era ora che tirasse fuori le unghie. Capisce che Emily nasconde qualcosa e glielo dice chiaramente facendole intendere che sa che è stata lei a rivelare ad Ashley la presunta relazione della madre con Patrick. La sua rabbia colpisce “Amanda” più di quanto “Emily” non voglia ammettere.


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Charlotte porta dentro di sé un senso di colpa che la attanaglia, con la sua bugia ha spinto Declan a recarsi alla Grayson Global poco prima che scoppiasse la bomba che in seguito l’avrebbe ucciso. La poverina, che per il dolore ha perso il figlio che portava in grembo, non si dà pace, non sapendo che le ragioni della morte di Declan sono da cercare altrove e che i colpevoli di quella tragedia sono tutti lì, accanto a lei. Charlotte è sola ormai, la madre ha trovato un altro figlio, suo padre è malato, suo fratello pensa al matrimonio e il suo ragazzo è morto. Non ha nessuno con cui confidarsi davvero e la sua unica consolazione è il piccolo Carl. E’ proprio Jack la persona con cui riesce ad aprirsi e a liberarsi del peso che ha sul cuore e il nostro amico barista non può tacere di fronte al suo dolore. Per un attimo temiamo che le racconterà tutta la verità, ma in seguito scopriremo che ha scelto di rivelare solo il ruolo rivestito da Conrad nell’esplosione. La rivelazione libera Charlotte dal rimorso, ma non dalla rabbia che prova verso il padre, con il quale avrà un’accesa discussione fino alle parole che daranno una forte “scossa” emotiva al nostro genio del male:

“Meriti di morire, miserabile e da solo”

La seconda persona che fa vacillare Emily è ovviamente il Grillo Parlante Nolan.
Il nostro amico, nelle insolite vesti di pasticcere provetto (LO AMO!)

pasticcere

prova a fare appello alla coscienza di Emily. Il motivo è la scelta di vendicarsi di Paul, ex dipendente della Grayson Global che con le sue abilità di persuasione ha convinto tutti a prendere parte al complotto contro il povero David Clarke. Fin qui tutto come da copione, a parte il fatto che Paul ora è il reverendo Paul, un uomo pentito dei suoi peccati che ha preso i voti, spinto dal rimorso per la morte di David in prigione. Emily non vuole sentire ragioni, la sua vendetta deve andare avanti ma Nolan non può tacere perché ha indagato su Paul e ha scoperto che ora è una brava persona, che sta cercando di scontare i suoi peccati facendo del bene. “Se non puoi perdonare, come puoi aspettarti di essere perdonata?”, chiede ad Emily.

Come ultimo gesto disperato per salvare la sua amica, Nolan lascia la parola proprio a David Clarke, la persona nel cui nome si sta attuando questa vendetta e legge ad alta voce le parole che scrisse mentre era in carcere, una preghiera verso la figlia: “Tutto ciò che chiedo è che tu faccia la sola cosa che non sono mai riuscito a fare: Perdonare. Conservare odio per le persone che mi hanno tradito ha portato solo tormento e dolore. Tu meriti più di questo, Amanda. Tu meriti Amore”.
Ovviamente Emily non la prende bene.


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La terza persona a far interrogare la protagonista sui suoi propositi è Jack. L’avevamo lasciato crudele allo Stowaway in un ruolo che non gli apparteneva e lo ritroviamo ora, il vecchio Jack,  l’amico di Amanda, l’unico che la ricorda davvero per quello che era. Nonostante tutto, cerca ancora di salvarla da sé stessa, la rimprovera per quello che è diventata e per le responsabilità che non vuole prendersi per tutto il male che ha causato. Emily va da lui per chiedergli di aiutare Charlotte, ma è sua sorella, è lei che dovrebbe aiutarla, soprattutto se consideriamo il fatto che è la causa di gran parte dei suoi mali. “Quando, esattamente, punire il colpevole per te è diventato più importante di aiutare gli innocenti”? Jack, hai fatto centro!

Nonostante ben 3 prediche la nostra Emily ha la testa dura e organizza una vendetta coi fiocchi per il povero Reverendo Paul. Lo tramortisce e gli fa delle foto compromettenti con una donna mettendo la busta nel cesto delle offerte. Proprio in quel momento però il malcapitato le parla e le fa fare un giro nella sua comunità piena di bambini che lo adorano. Non contento la fa commuovere parlando della perdita del padre: “Quando qualcuno perde un genitore a una così giovane età, perde una vita intera di amore incondizionato (…) Se fosse ancora qui so che sarebbe orgoglioso della donna che sei diventata”.

A questo punto Amanda ha un crollo. Improvvisamente realizza che quello che sta facendo a quest’uomo è sbagliato, che fare del male nel nome di un innocente non la assolve dai suoi peccati. Purtroppo non riesce a fermare il corso degli eventi e le foto arrivano al destinatario. Paul viene cacciato dalla comunità lasciando Amanda a riflettere sulle proprie azioni. Poco dopo entra in chiesa il diavolo in persona! Come non sia crollato l’edificio di fronte all’entrata di Conrad è un mistero! 😀 Eppure, sarà la recitazione dell’attore, sarà colpa degli sceneggiatori o della mia esagerata sensibilità, ma il “cattivo dei cattivi” mi ha commosso. E’ la prima volta che vediamo Conrad quasi pentito. La rabbia di Charlotte, l’unica che forse le vuole ancora bene, l’ha distrutto. Ed Emily capisce che c’è la possibilità di fare in modo che il reverendo Paul riesca a convincere Conrad a confessare e, quindi, a pulire il nome di suo padre.
Nel frattempo Victoria, ha la bellissima idea di presentare Patrick alla famiglia che, come immaginavamo tutti, non gradisce la presenza del nuovo arrivato.

reazione patrick

Sono tutti piuttosto prevenuti verso il ragazzo, che personalmente, non ho ancora inquadrato. Sembra una brava persona, a tratti è anche simpatico, ma negli Hamptons quasi niente è come sembra, quindi lascio in sospeso il giudizio, per ora.

Posso però dire che questa Victoria così “materna” non la vedo molto credibile, non mi convince. Ha una figlia fresca di aborto e lutti e si sta concentrando con tutta sé stessa su questo figlio ritrovato, abbandonando tutti gli altri. Forse ha davvero voglia di redenzione, ma la trovo un po’ affrettata come metamorfosi. Almeno abbiamo capito perché era così sicura che quello fosse Patrick. L’aveva già visto e “sistemato” in passato con tanto di minacce se si fosse rifatto vivo. La mammina premurosa ovviamente l’ha ben istruito su Emily, quindi se la vendicatrice cerca alleati dovrà recarsi altrove.

Delusione per Aiden! Fino alla fine ho sperato fosse ancora dalla parte di Amanda, invece direi che non ci sono dubbi sulle sue intenzioni. L’unica cosa che mi lascia perplessa è il motivo per cui tuttora non riveli a Victoria chi sia davvero Emily. Forse vuole prima recuperare tutte le prove ed è per questo che cercava la scatola dei segreti a casa di Ems? Mistero!

Ma parliamo di Daniel… Ok, il bell’addormentato non è il mio personaggio preferito, ma almeno è fedele. Alzi la mano chi non aveva capito che la cara Margaux, simpatica quanto un’influenza intestinale, avrebbe tentato di sedurlo… Nessuno, vero? Comunque sentirlo parlare delle sue capacità imprenditoriali mi ha fatto sorridere! A mio avviso se non si chiamasse Grayson di cognome, farebbe il portiere nell’azienda di famiglia, ma tralasciando queste simpatiche considerazioni, in generale vorrei sapere se si è reso conto che la sorella è sola e depressa con precedenti di droga. Invece di piagnucolare su quanto siano brutti e cattivi in famiglia, potrebbe anche interessarsi a lei e soprattutto ammettere di non essere migliore dei suoi genitori visto che si fa mantenere da loro.

Che dire… Finalmente Revenge ha smesso di parlare di Emily ed è tornato alla sua vera protagonista: Amanda.

Questa serie non parla solo di vendetta, ma di un percorso formativo, della crescita di una ragazza alla quale non è stato strappato solo il padre, ma l’intera infanzia. Amanda è furiosa con i Grayson, ma odia anche sé stessa perché non è stata abbastanza forte da lottare per suo padre quando era in vita. Per questo sta rinunciando alla sua vita sposando un ragazzo che non ama e ordendo intrighi: per espiare, lei per prima, il peccato dell’abbandono. David Clarke è morto da solo, in una prigione, senza il conforto dell’unica persona che gli era rimasta perché lei ha creduto fosse davvero un terrorista. Naturalmente parliamo di una ragazzina alla quale tutti hanno mentito e che quindi non può essere incolpata, ma ritengo sia questo il grande scoglio che la nostra protagonista dovrà affrontare alla fine del suo percorso. Perdonare sé stessa per poi riuscire a  perdonare gli altri.

Non mi stupirei se durante questo cammino scoprissimo un lato oscuro di David Clarke, qualcosa che non sappiamo e che faccia prendere una piega inaspettata a tutta la faccenda. Credo sarebbe interessante per lo show una rivelazione del genere, chissà se mi accontenteranno! 🙂

Intanto non vedo l’ora di vedere la prossima puntata, chi le pensa come me?

Voto complessivo: 8, continuiamo su questa strada!

Vi ricordo che Telefilm Addicted vi ama e vi dà la possibilità di scaricare i sottotitoli di Revenge, curati dai ragazzi di NoWaySubs, a questo LINK.

Ogni lunedì collegatevi alla loro pagina facebook NoWaySubs; per scoprire lo stato di avanzamento dei subs (sono velocissimi!).


Alice_in_seriesland
Classe 1980, nata e cresciuta a Roma, vive a Milano dal 2010. I suoi amici e colleghi sono rassegnati ormai a riportarle tutto quello che lascia in giro ogni giorno. Cellulare, chiavi, penne, anelli, non fà distinzioni, perde qualsiasi cosa. Sempre con la testa tra le nuvole riacquista lucidità e memoria solo se si parla di cinema e serie TV. Da bimba spaziava dai cartoni animati ai telefilm più improbabili fino alla folgorazione con X-Files quando per la prima volta capisce cosa si prova ad essere “Telefilm Addicted”. Sostiene infatti l’esame di maturità indossando una maglia con su scritto “I want to believe” e per sua fortuna la commissione decide di promuoverla comunque. Dopo una lunga pausa è rientrata da poco nel tunnel dei telefilm, recuperando gli anni persi a discapito degli ultimi neuroni che le erano rimasti. Si commuove facilmente, quindi durante la visione tiene sempre a portata di mano i fazzoletti, ma sa essere anche perfida con i personaggi che non le piacciono.

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