Quotes of the Week #95

You know, some day, five, ten, twenty years from now, you’re gonna walk into this school and you’re gonna see the trophies in that case… or maybe you will be watching your own sons and daughters win their awards, and I hope that you will remember this time in your life, this incredible moment when a group of very different people put aside their differences, supported each other and formed a team. And hopefully made some life-long friendships. Now, some of our advisors are gonna be leaving us, but no matter where we go, no matter where we are, we will always be here in spirit and we will always be supporting you. Now a chapter in Glee Club history may be ending but it’s just the beginning for all of you.
– Mr. Schuester, Glee 6×11, “We Built This Glee Club”

Buona domenica popolo di Addicted! Mi ritrovo (di nuovo) a scusarmi per la latitanza di settimana scorsa, non starò a raccontarvi quali e quante disgrazie mi siano piovute addosso sotto forma di terribili virus/batteri/piaghe bibliche, mi limiterò a fare voto di… non ho idea di come definirlo ma d’ora in avanti tornerò a essere puntuale come un aereo Ryanair che atterra in picchiata pur di fare un quarto d’ora di anticipo.

Questa settimana partiamo citando un episodio che a quanto pare è piaciuto a chiunque tranne che a me, sarà che ultimamente tendo ad addormentarmi sulla fiducia quando guardo Pretty Little Liars. In questo penultimo episodio della quinta stagione intitolato “The Melody Lingers On”, troviamo una Hanna particolarmente ottimista nonostante indossi una tuta arancione e le sue prospettive future non siano esattamente rosee. E noi non vediamo l’ora di leggere le memorie di Hanna Marin!

It’s not gonna be that bad, I mean, maybe I’ll write a book or something. Lots of people write books in prison.

Non sarà poi così male, magari scriverò un libro o qualcosa del genere. Un sacco di persone scrivono libri in prigione.

Proseguiamo con una citazione che fosse per me non avrei mai e poi mai riportato, ma disgraziatamente non posso fare solo il mio volere e devo inchinarmi al fatto che moltissimi la fuori non aspettavano nient’altro. Dalla 4×15 di Revenge, “Bait”:

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Jack: I realize my timing’s terrible. I get that, but after Aiden… I know what it means to lose someone and I was trying to give you space.
Emily: So you’re doing this now because you think I’ve moved on with Ben? Jack…
Jack: I’m doing this now because I can’t watch you be with anyone else because for once we are both in a place to maybe start a relationship and after everything we’ve been through and at a time in my life when I don’t know what the future holds, I have one certainty in my life Emily. One. And that is how I feel about you. It’s always been you, from the moment Sammy ran up to you that day.

Jack: Mi rendo conto che il mio tempismo sia pessimo. Lo capisco, ma dopo Aiden… so cosa significhi perdere qualcuno e stavo cercando di darti spazio.
Emily: Quindi lo stai facendo ora perché pensi che stia andando avanti con la mia vita con Ben? Jack…
Jack: Lo sto facendo adesso perché non posso sopportare di vederti con nessun altro perché per una volta siamo entrambi in una posizione in cui potremmo iniziare una relazione, e dopo tutto ciò che abbiamo passato e in un momento della mia vita in cui non so cosa aspettarmi dal futuro, ho solo una certezza Emily. Una. Ed è ciò che provo per te. Sei sempre stata tu, dal momento in cui Sammy ti è saltato addosso quel giorno.

Bene, chiusa la parentesi Jemily passiamo alla coppia più strana ma meglio assortita del mondo.

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Nolan: I am so sorry I didn’t see it sooner.
Louise: See what?
Nolan: How much we’re alike. I mean, I spent most of my life as an outsider and it felt awful, and then Emily showed up and trusted me to be her partner and my life changed. So while the wedding was strategic, I did promise to be there for you. I’m so sorry that I wasn’t. Perdonami?

Nolan: Mi dispiace moltissimo di non essermene accorto prima.
Louise: Accorto di cosa?
Nolan: Di quanto siamo simili. Cioè, ho passato la maggior parte della mia vita a sentirmi escluso ed è stato orribile, poi è arrivata Emily e si è fidata di me al punto da lasciarmi essere suo partner, e la mia vita è cambiata. E anche se il matrimonio è stato uno stratagemma, ho comunque promesso di esserci per te. Mi dispiace non esserci stato. Perdonami?

Nella 3×17 di Chicago Fire, “Forgive You Anything”, Sylvie ha dovuto fare i conti con come stia andando la sua vita. E per quanto stia andando bene, a volte questo non è abbastanza.

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Sylvie: I need to stop falling back on comfortable and nice. You know?
Dawson: Why? I mean, if you really like something, what’s wrong with that?
Sylvie: I came to Chicago to start a whole new life for myself. But somehow, I’ve ended up back on the couch watching movies with my boyfriend. I adore Cruz. I mean, I’m so lucky to have him in my life, and I know that. But it’s… It’s not the life I want.

Sylvie: Devo smettere di continuare ad adagiarmi sul morbido e confortevole. Capisci?
Dawson: Perché? Se ti piace davvero qualcosa, che c’è di male?
Sylvie: Sono venuta a Chicago per iniziare una nuova vita per me stessa. Ma in qualche modo sono tornata sul divano a guardare film col mio ragazzo. Adoro Cruz. Cioè, sono fortunatissima ad averlo nella mia vita e lo so. Ma è… non è la vita che voglio.

Passiamo ora a una comedy che scelgo di quotare troppo poco per ciò che merita. Ovvero tantissimo. Parlo di Brooklyn Nine-Nine, dove nello scorso episodio (2×18) intitolato “Captain Peralta”, il nostro Jake Peralta ha dovuto sbattere la testa e fare i conti con la vera natura del padre.

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Usciremo a cena stasera, e forse faremo una passeggiata al parco. Magari un giro in carrozza. Se fa troppo freddo potrebbe allungarmi il suo cappotto. Sto descrivendo un appuntamento. Non so cosa facciano padri e figli insieme. Ma lo scoprirò!

E alla fine è rimasto completamente disilluso, per il principio secondo il quale people never change.

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I’ve been making excuses for you my whole life but you’re a pretty crappy father. And until you’re ready to be a good one, don’t call me.

Ho passato la mia vita a scusarti ma fai abbastanza schifo come padre. E fino a quando non sarai pronto a essere un bravo padre, non chiamarmi.

Ciò non toglie che rimanga sempre il vecchio caro Peralta.

Holt: Nice job in Quebec. I bet the local cops weren’t happy you showed them up.
Peralta: Maybe not at first, but by the end they kept calling me a real “batard”, which I can only assume means hero.
Holt: It means bastard, but that’s only because they were jealous.

Holt: Bel lavoro in Quebec. Scommetto che i poliziotti locali non siano stati felici che tu abbia risolto il caso.
Peralta: Magari non all’inizio, ma alla fine continuavano a chiamarmi un vero “batard”, che posso solo immaginare significhi eroe.
Holt: Significa bastardo, ma è solo perché erano gelosi.

Cambiando completamente ambiente e registro, la 2×15 di The Originals – “They All Asked For You” – si è rivelata un’altra puntata piuttosto intensa per Klaus.

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In every moment a choice exists. We can cling to the past or embrace the inevitability of change and allow a brighter future to unfold before us. Such an uncertain future may call for even more uncertain allies. Either way, a new day is coming whether we like it or not. The question is will you control it, or will it control you?

In ogni momento esiste una scelta. Possiamo aggrapparci al passato o abbracciare l’inevitabilità del cambiamento e lasciare che un futuro più luminoso ci si spieghi di fronte. Un futuro così incerto può necessitare di alleati ancora più incerti. Comunque sia, arriverà un nuovo giorno che ci piaccia o meno. La domanda è, lo controlleremo, o ci controllerà?

Altre riflessioni profonde ci arrivano da Mary Margareth nella 4×14 di Once Upon a Time, “Unforgiven”. È proprio vero che più si atteggiano buoni e più in realtà sono pessimi!

When you betray the people you love, when you make them see the worst parts of you, what you’ve done changes everything. There’s no going back. You’ve shattered the bonds you worked so hard to forge. And the stronger those bonds once were, the more difficult they are to put back together. If they can be repaired at all…

Quando si tradiscono le persone che si amano, quando si fa loro vedere la parte peggiore di se stessi, quello che si è fatto, tutto cambia. Non si può tornare indietro. I legami a cui si è lavorato così duramente vengono scossi. E più forti erano questi legami, più difficile sarà ricostruirli. Ammesso che possano essere ricostruiti…

Quindi facciamo un applauso a Crudelia per aver espresso a parole ciò che pensiamo tutti!

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If only your wits matched your looks…

Se solo la vostra intelligenza fosse come il vostro aspetto…

IN PILLOLE:

Dalla 2×16 di The 100, “Blood Must Have Blood, part II”:

Clarke: I tried. I tried to be the good guys.
Abby: Maybe there are no good guys.

Clarke: Ci ho provato. Ho provato a far parte dei bravi ragazzi.
Abby: Magari non esistono i bravi ragazzi.

Dalla 6×16 di The Vampire Diaries, “The Downward Spiral”:

Enzo: I’m afraid she doesn’t find me nearly as fascinating as I do.
Caroline: But you have an accent! Anything you say is automatically fascinating.

Enzo: Temo che non lei non mi trovi così affascinante come penso io.
Caroline: Ma hai un accento! Tutto ciò che dici diventa automaticamente affascinante.

Dalla 2×12 di Agents of SHIELD, “Who You Really Are”:

May: What about Thor?
Lady Sif: I do not know this word, yet when you say it I want to smile.

May: E che mi dici di Thor?
Lady Sif: Non conosco questa parola, ma quando la pronunciate mi viene da sorridere.

Dalla 3×01 di Bates Motel, “A Death In The Family”:

Romero: Okay. So let me get this straight. You both worked in the drug business and now you’re shocked that the DEA showed up?

Romero: Okay, Fatemi capire. Lavoravate entrambi nel business della droga e ora siete sconvolti perché è arrivata la DEA?

 Dalla 4×15 di Scandal, “The Testimony of Diego Munoz”:

Abby: I fired you. I was right to fire you, and if you can’t handle that, if you can’t handle me doing my job, me having some power, if dating a woman who’s one of the big dogs is too hard for you then I’m fine being dumped.

Abby: Ti ho licenziato. Ho fatto bene a licenziarti, e se non puoi affrontare la cosa, se non puoi accettare il fatto che io faccia il mio lavoro, che abbia del potere, se uscire con una donna che è un pezzo grosso è troppo difficile per te, allora mi sta benissimo essere scaricata.

E con questo chiudo l’appuntamento di oggi e vi aspetto puntuali, puntualissimi!, domenica prossima.
-Elsa.

Elsa Hysteria
Nella sua testa vive nella Londra degli anni cinquanta guadagnandosi da vivere scrivendo romanzi noir, nella realtà è un’addetta alle vendite disperata che si chiede cosa debba farne della sua laurea in comunicazione mentre aspetta pazientemente che il decimo Dottore la venga a salvare dalla monotonia bergamasca sulla sua scintillante Tardis blu. Ama più di ogni altra cosa al mondo l’accento british e scrivere, al punto da usare qualunque cosa per farlo. Il suo primo amore telefilmico è stato Beverly Hills 90210 (insieme a Dylan McKay) e da allora non si è più fermata, arrivando a guardare più serie tv di quelle a cui è possibile stare dietro in una settimana fatta di soli sette giorni (il che ha aiutato la sua insonnia a passare da cronica a senza speranza di salvezza). Le sue maggiori ossessioni negli anni sono state Roswell, Supernatural, Doctor Who, Smallville e i Warblers di Glee.

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