Quotes of the Week #94

You say having feelings makes me weak, but you’re weak for hiding from them.
– Clarke, The 100 1×14, “Bodyguard of Lies”

Buona domenica Addicted e ben ritrovati con l’appuntamento settimanale dedicato alle citazioni telefilmiche!

Partiamo quest’oggi dalla 3×15 di Arrow, “Nanda Parbat”, in cui i nostri eroi non perdono mai il loro carisma, nemmeno nelle situazioni più disperate.

Diggle: So, pretending for a moment that we aren’t two dead men chained to the floor, how do you feel about being my best man?
Oliver: I feel pretty good about it.

Diggle: Per un momento dimentichiamoci di essere due uomini condannati a morte e incatenati al pavimento, cosa ne diresti di farmi da testimone?
Oliver: Mi piacerebbe molto.

E poi non possiamo non citare l’infamous kiss, tutto ciò che ne è derivato, l’insurrezione di tutti coloro che shippano Olicity e quant’altro! Povero Ray, nonostante tutto secondo me non ha proprio speranze, mi fa quasi pena…

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You know what, sometimes I forget that we work together. When I’m with you, it’s just you.

Sai, a volte mi dimentico che lavoriamo insieme. Quando sono con te, esisti solo tu.

Nella 7×16 di Castle, “The Wrong Stuff”, ritroviamo come sempre i nostri protagonisti e la loro ironia.

Castle: Checking you for bites and scratches. Just making sure you didn’t somehow get impregnated.
Beckett: If you think that’s how I’d get pregnant we need to talk.

Castle: Controllo che non ci siano morsi o graffi. Mi assicuro che tu non sia rimasta incinta in qualche maniera.
Beckett: Se pensi che potrei rimanere incinta così, allora abbiamo bisogno di parlare.

Visto che questa settimana è andato in onda il season finale di Sleepy Hollow, “Tempus Fugit”, non possiamo non citare Ichabod ed Abbie e tutta la loro essenza racchiusa in un paio di battute.

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Ichabod: I’m here to save you. Though it appears Sutton is in greater need.
Abbie: Better late than never. What made you come back?
Ichabod: I viewed a moving picture, in which you and I attempted to create a still picture.
Abbie: A selfie.
Ichabod: Yes, as you said. Everything you said is true, we’re partners.
Abbie: More than that, we’re friends.

Ichabod: Sono qui per salvarvi. Anche se pare che Sutton ne abbia molto più bisogno.
Abbie: Meglio tardi che mai. Cosa ti ha fatto tornare?
Ichabod: Ho visto un’immagine in movimento, nella quale tentavamo di crearne una che stesse ferma.
Abbie: Un selfie.
Ichabod: Come dite voi. Tutto ciò che avete detto è vero. Siamo partner.
Abbie: Siamo più di questo, siamo amici.

Passiamo ora alla 11×13 di Grey’s Anatomy, “Staring At The End”, e alle riflessioni del dottor Herman.

I wanted to break new ground. I wanted to leave a legacy. I wanted my life, my brain, my existence to mean something. The thing I never really thought about though, the thing I never really wrapped my brain about until now was in order to do that, in order to be remembered, in order to leave something significant behind, you have to leave.

Volevo scoprire qualcosa di nuovo, volevo lasciare un’eredità. Volevo che la mia vita, il mio cervello, la mia esistenza significassero qualcosa. Quello a cui però non ho mai pensato, la cosa che non ha mai sfiorato il mio cervello fino ad ora, è che per farlo, per essere ricordato, per lasciare qualcosa di significativo alle proprie spalle, te ne devi andare.

Per smorzare un pochino i toni, citiamo ora la 8×16 di The Big Bang Theory, “The Intimacy Acceleration”:

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Sheldon: If you could wake up tomorrow having gained any one quality or ability, what would it be?
Penny: Well, not to steal from the Bible, but turning water into wine sounds pretty good.

Sheldon: Se domani potessi svegliarti con una nuova qualità o abilità, quale sarebbe?
Penny: Be’, non vorrei rubare dalla Bibbia, ma trasformare l’acqua in vino non mi pare male.

 Infine non posso tralasciare di quotare la mia nuova crush telefimica, ovvero Mason McCarthy dalla 6×09 di Glee, “Child Star”!

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Mason: I’m kind of a badass.
Jane: The only badass I know that’s also a male cheerleader.
Mason: Well, you know what they say about cheerleaders.
Jane: What?
Mason: Uhm, g-good things… mostly.

Mason: Sono un duro.
Jane: L’unico duro che conosco che è anche un cheerleader.
Mason: Be’, sai cosa si dice dei cheerleader.
Jane: Cosa?
Mason: Uhm, b-belle cose… per lo più.

Come ben saprete il tormentone della settimana è stato il fantomatico vestito blu e nero, ed è proprio su questo tema che si esprime il tweet – anzi I tweet, plurale – della settimana, courtesy of Marshall Williams!

A me non rimane che salutarvi e darvi appuntamento puntuali a domenica prossima!
-Elsa.

Elsa Hysteria
Nella sua testa vive nella Londra degli anni cinquanta guadagnandosi da vivere scrivendo romanzi noir, nella realtà è un’addetta alle vendite disperata che si chiede cosa debba farne della sua laurea in comunicazione mentre aspetta pazientemente che il decimo Dottore la venga a salvare dalla monotonia bergamasca sulla sua scintillante Tardis blu. Ama più di ogni altra cosa al mondo l’accento british e scrivere, al punto da usare qualunque cosa per farlo. Il suo primo amore telefilmico è stato Beverly Hills 90210 (insieme a Dylan McKay) e da allora non si è più fermata, arrivando a guardare più serie tv di quelle a cui è possibile stare dietro in una settimana fatta di soli sette giorni (il che ha aiutato la sua insonnia a passare da cronica a senza speranza di salvezza). Le sue maggiori ossessioni negli anni sono state Roswell, Supernatural, Doctor Who, Smallville e i Warblers di Glee.

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