Quotes Of The Week #7

Non sto più nella pelle telefili, questa settimana è stata fantastica per l’intero palinsesto telefilmico, tra grandi ritorni e fantastici nuovi arrivi. Ho tanto di quel materiale che probabilmente, anzi sicuramente, non tutto riuscirà ad essere inserito, ma farò del mio meglio questa è una promessa. Voglio iniziare con la scoperta più sorprendente della settimana, tutti conosciamo il fenomeno di questa stagione Once Upon A Time, la nuova creatura degli autori di Lost che stavolta hanno avuto la geniale idea di trasformare tutte le storie di principesse, cavalieri, streghe e mostri a noi già molto familiari in una serie decisamente fuori dalla norma e si sono superati, umanizzando i tipici personaggi fiabeschi e realizzando tanti piccoli capolavori in ogni episodio. Once Upone A Time è già stato ospite in precedenza di questa rubrica ma stavolta mi ha davvero fatta innamorare. Hat Trick, l’episodio di domenica scorsa ci ha mostrato la storia del Cappellaio Matto, un personaggio senza dubbio sempre molto intrigante, ma che grazie alla brillante interpretazione di Sebastian Stan, ha raggiunto livelli mai visti prima. Onestamente ritengo questo episodio degno di citazione dall’inizio alla fine, ma sicuramente il dialogo tra Jefferson/Mad Hatter ed Emma è quello che più ha lasciato il segno, tant’è che se date un’occhiata su internet potrete già trovare migliaia di fans della coppia battezzata come Mad Swan, carino vero?!

Emma: You’re insane.
Jefferson: Because I speak the truth?
Emma: Because you speak of magic.
Jefferson: I’m talking about what I’ve seen. Perhaps you’re the one that’s mad.
Emma: Really?
Jefferson: What’s crazier than seeing and not believing?

E: Tu sei pazzo.
J: Perché dico la verità?
E: Perché stai parlando di magia.
J: Sto parlando di ciò che ho visto. Forse sei tu quella pazza.
E: Davvero?
J: Cosa c’è di più pazzesco del vedere e non credere?

Jefferson: Stories, stories… What’s a story? When you were in high school did you learn about the Civil War?
Emma: Yeah, of course.
J: How? Did you per chance read about it in a book? How is that less real than any other book?
E: History books are based on history.
J: Story books are based on what? Imagination? Where does that come from? It has to come from somewhere. You know what the issues is with this world? Everyone wants some magical solution to their problem and everyone refuses to believe in magic.
E: Here’s the thing J, this is it. This is the real world.
J: A real world. How arrogant are you to think yours is the only one? There infinite more. You have to open your mind. They touch one another, pressing up in a long line of lands, each just as real as the last. All have their own rules. Some have magic, some don’t. And some need magic. Like this one.

J: Storie, storie… Cos’è una storia? Quando eri a scuola hai studiato la Guerra Civile?
E: Si, ovviamente.
J: Come? L’hai per caso letto in un libro? Come può essere allora meno reale di qualunque altro libro?
E: I libri di storia sono basati sulla storia.
J: E i libri di racconti su cosa sono basati? Immaginazione? E da dove viene quest’ultima? Deve pur venire da qualche parte. Sai qual è il problema con questo mondo? Tutti vogliono trovare qualche magica soluzione ai loro problemi ma tutti si rifiutano di credere alla magia.
E: Ecco il punto J, è tutto qui. Questo è il mondo reale.
J: UN mondo reale. Sei così arrogante da credere che il tuo sia l’unico mondo reale? Ce n’è un’infinità. Devi aprire la tua mente. Si toccano tra loro, stretti in un grande insieme di luoghi, ognuno reale quanto l’ultimo. Ognuno ha le proprie regole. Alcuni hanno la magia, altri no. E alcuni hanno bisogno di magia. Come questo.

Se non l’avete ancora visto vi consiglio vivamente di correre a dargli un’occhiata perché queste parole interpretate alla grande da Sebastian Stan sono davvero un colpo al cuore. Nella pazzia del suo personaggio si scorge in realtà un uomo che ha genuinamente bisogno di aiuto, è solo, bloccato in un mondo che non gli appartiene, separato dall’unica cosa di cui gli importava veramente. E la cosa peggiore è che non è nemmeno la prima volta che una cosa del genere gli accade. E chissà che non sia proprio lui la chiave per scoprire la verità e combattere Regina, visto che già ora è stato in grado di instillare il dubbio nella mente della pragmatica Emma Swan.

Un altro capolavoro arriva invece questa settimana da Supernatural, ovviamente come tutti già ci aspettavamo, dato che l’episodi 7×17 ha segnato il ritorno di uno dei personaggi più amati dal pubblico sin dal primo momento, il nostro angelo preferito, Castiel. Un episodio davvero ben fatto, curato nei dettagli dall’inizio alla fine e che porta alla luce molte questioni rimaste in sospeso nel corso della stagione. Castiel non è il solo a tornare nella vita dei Winchesters, ma non appena sentita la notizia anche un vecchio nemico torna a presentarsi. La cara, vecchia Meg che senza dare troppo nell’occhio è riuscita a restare in vita addirittura per tutte e sette le stagioni, il che sappiamo essere un vero record per i personaggi di Supernatural. Devo ammettere che si sentiva la mancanza di un po’ di cipiglio demoniaco (personalmente attendo ancora speranzosa il ritorno del mio adorato Crowley) e sicuramente Meg è stata fondamentale per la riuscita dell’episodio e sicuramente la vedremo ancora molto presto. Non sono mancati nemmeno i momenti comici, come è solito fare Supernatural, si riesce sempre a trovare un pizzico di ironia anche nelle situazioni più tragiche. Un momento prima ci fanno cadere dalle sedie per le risate e quello dopo distruggono tutte le nostre illusioni, un forma di tortura oserei dire ma sempre un segno di grande maestria in ciò che fanno.

Meg: You’re an angel
Emmanuel (Cas): I’m sorry, is that flirtation?

Meg: Sei un angelo.
Emmanuel (Cas): Scusa, è una specie di lusinga?

Ecco che qui ritroviamo immancabilmente, il nostro Cas un po’ alienato dal mondo reale, ma chi può biasimarlo d’altronde avendo passato un’eternità in paradiso, che non coglie mai il senso giusto delle espressioni ed è sempre piuttosto imbarazzato di fronte a questioni personali. Anche senza un briciolo di memoria sin dal primo momento abbiamo riconosciuto l’angelo caduto che tanto ci era mancato.

Dean: We don’t even have friends, all our friends are dead.

Dean: Noi non abbiamo amici, tutti i nostri amici sono morti.

E dopo un’evoluzione piuttosto sconvolgente, ci ritroviamo nuovamente con Sam e Dean abbandonati a se stessi. Anche se in questo caso non sono esattamente loro quelli che sono stati abbandonati. Ma per quanto possa sembrare (a me per prima) assurda l’idea di lasciare Castiel nella clinica psichiatrica, sono proprio le parole di Dean a farci ricredere. Tutto quello che vuole davvero è proteggere il suo amico, sa che ora come ora non possono fare nulla per aiutarlo e non sarebbero nemmeno in grado di proteggerlo. Per la prima volta vediamo i due fratelli completamente impotenti di fronte alle innumerevoli difficoltà, a stento in grado di badare a se stessi. Non hanno più amici come Dean sottolinea e forse questo è solo il suo debole tentativo di salvare l’unico che gli è rimasto oltre suo fratello.

Meg: Well, I really just want to help the patients. Watch over them. Not to be immodest but I feel I’d make a great fit.

Meg: Beh, voglio soltanto aiutare i paziente. Prendermi cura di loro. Non per peccare di immodestia ma credo che sarei di grande aiuto.

Ma a quanto pare il povero Cas non è stato abbandonato del tutto a se stesso, anzi ci sarà proprio Meg a vegliare su di lui anche se non capiamo bene il motivo. Rachel Miner è stata davvero magistrale in quest’ultima parte, rendendo il suo personaggio il più ambiguo possibile e le sue intenzioni assolutamente indecifrabili. Personalmente sono sempre stata convinta che Meg abbia sviluppato una sorta di “interesse” nei confronti di Castiel ( e vorrei vedere, dopo quel bacio) e il fatto che sia sbucato di nuovo fuori non appena Castiel l’ha fatto mi fa un po’ pensare. Ovviamente avrà il suo tornaconto personale come ogni demone che si rispetti ma le sue parole credo abbiano un significato molto più profondo di quello che sembra.

Un altro gradito ritorno con Fringe che finalmente torna nella nostra dimensione dopo la lunga pausa. E lo fa con un episodio degno di essere ricordato, visto che finalmente, dopo aver tanto sofferto insieme a Peter che ormai si sentiva perso in un mondo così simile al suo ma che non gli apparteneva, scopriamo che in realtà non c’è nessun’altra linea temporale e che il nostro è proprio lì dove dovrebbe essere e in fondo tutti l’avevamo già capito e in particolar l’aveva capito la sua Olivia.

Olivia: I met a woman today. She’d just lost her husband, and as she was talking about him and her marriage, as much as she wanted to be, she–she wasn’t in love. As I was listening to her, I realized what she was saying. She had let go of the possibility of love, of finding love, and I could see myself in her and I didn’t like who I was. All of these memories and feelings I’m experiencing, they are from a better version of me. I’ve decided to let things run their course.

Olivia: Ho incontrato una donna oggi. Aveva appena perso suo marito, e mentre parlava di lui e del loro matrimonio, per quanto ci provasse non ne era innamorata. Mentre l’ascoltavo, ho capito cosa stesse dicendo. Aveva abbandonato qualunque possibilità di trovare l’amore, e potevo rivedermi in lei e non mi piaceva ciò che ero. Tutti questi ricordi e queste sensazioni che sto sperimentando, provengono da una versione migliore di me. Ho deciso di lasciare che le cose facciano il loro corso.

Una reazione del genere non è proprio tipica dell’Olivia che conosciamo, lei non lascia che le cose facciano il loro corso, lei combatte sempre quando è certa che ci sia qualcosa che non va. Ma è proprio questo il punto stavolta, lei sente che non c’è nulla di sbagliato in ciò che sta accadendo anzi molto probabilmente si sente più se stessa di quanto non si sia mai sentita. Ciò che mancava nella sua vita era proprio il ricordo di Peter, e adesso finalmente le cose sembrano tornare al loro posto. Quella che lei chiama una versione migliore di se stessa è semplicemente tutto ciò che è diventata stando insieme a Peter e non è l’unica ad aver giovato della sua vicinanza come abbiamo avuto modo di vedere anche Walter non è lo stesso di una volta, ma sicuramente ben presto anche lui prenderà coscienza della realtà. Dopo tutto sono stati proprio Walter e Olivia a far tornare indietro Peter con il loro amore, anche se era stato cancellato dalle loro menti, inconsciamente il loro amore per lui non è mai svanito.

Chiamatemi pure ripetitiva ma anche questa settimana non posso fare a meno di quotare The Vampire Diaries, la qualità di questa serie ormai è chiaramente stabilità con questa terza stagione che non sbaglia un colpo e conferma la presenza di personaggi davvero ben costruiti. E la mia preferita non potrebbe essere che la bionda vampira Caroline.

Caroline: I totally lucked out! The hospital just had a blood drive. So I got some O negatives, some As and, my personal favorite, B positive.

Caroline: Ho avuto un colpo di fortuna. L’ospedale aveva appena ricevuto una consegna di sangue. Quindi ho un po’ 0 negativo, un po’ di A e il mio preferito, B positivo.

Sembra una frase secondaria o magari di poco conto, ma personalmente ci leggo molto di più. Credo che sia incredibile quanto Caroline sia cresciuta e maturata dalla prima stagione ad ora, il che è quasi impensabile visto che non invecchierà mai. Non possiamo negare che abbia avuto i suoi brutti quarti d’ora con la storia dell’essere una teenager vampira, ma ha affrontato tutto alla grande, è stato forte, la più forte a mio parere. Ora è in pace con se stessa, ha accettato la sua natura e la vive con serenità e queste sue parole ne sono la prova. E’ molto importante notare questa sua accettazione proprio ora che siamo alle prese con lo stesso problema con Stefan e vediamo Damon che cerca di spiegargli le stesse identiche cose che Caroline è riuscita a comprendere da sola. Stefan ha più di cento anni di esperienza ma ancora non riesce a vedere il mondo dagli occhi di Caroline che è riuscita a comprendere la sua nuova vita in un anno o poco più.

E anche questa settimana ci ritroviamo a chiudere la carrellata con The Vampire Diaries, per la prossima settimana aspetto anche le vostre di quotes preferite. Date pure libero sfogo alla vostra ossessione nei commenti qui sotto io non aspetto altro!

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2 COMMENTS

  1. Fantastiche, io mi sono innamorata di questo personaggio e anche dell’attore ovviamente XD Le cose che dice, il modo in cui le dice, quell’episodio resterà nel mio cuore per sempre *__*

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