Quotes of the Week #64

Eccoci di nuovo qui – come ogni domenica – con Quotes of the Week, la rubrica che vi fa fare indigestione di citazioni telefilmiche peggio di un pranzo natalizio. Siamo tutti quanti reduci dalla settimana più densa dell’anno, ovvero quella dei season finale – quasi tutti quantomeno. Quindi vi dico subito di quali serie parleremo oggi in modo che possiate chiudere la pagina in caso non abbiate ancora visto gli episodi, l’ultima cosa che vorrei è spoilerarvi un finale! (Nella fattispecie, OUAT, Revenge, Glee, The Originals, Chicago Fire, Grey’s Anatomy).

Partiamo dall’episodio doppio di Once Upon a Time che ha chiuso questa terza stagione della serie, all’inizio del quale abbiamo tutti quanti temuto – Emma in primis – di assistere a una scena alla Re Leone per la presentazione del piccolo Neal.

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Emma: You’re not going to hold him out in front of the clock tower and present him like the Lion King, are you?

Emma: Non vorrete mostrarlo davanti alla torre dell’orologio e presentarlo come il Re Leone, vero?

Passiamo poi all’Hook del presente che incontra il Charming del passato e gli pone una domanda più che legittima.

Hook: King Midas’ daughter? The man who can turn anything into gold? Why would you leave that opportunity?

Hook: La figlia di Re Mida? L’uomo che può trasformare qualunque cosa in oro? Perché dovreste rinunciare a una tale opportunità?

Nel corso dell’episodio Hook si è fatto trascinare in ogni sorta di guaio da Emma…

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Hook: One of these days I’m going to stop chasing this woman.

Hook: Uno di questi giorni dovrò smettere di inseguire questa donna.

Ed eccovi uno dei mille momenti flirt fra i CaptainSwan.

Hook: Swan?
Emma: Hook!
Hook: What the hell are you doing? You’re depriving me of a dashing rescue!
Emma: Sorry, the only one who saves me is me.

Hook: Swan?
Emma: Hook!
Hook: Cosa cavolo state facendo? Mi state privando di un salvataggio galante!
Emma: Scusa, l’unica persona che mi può salvare sono io.

Fra le tante cose accadute, Emma finalmente capisce quale sia il suo posto nel mondo.

Emma: When Henry brought me to Storybrooke, he told me I was the savior. I didn’t see what he was really doing. He was not bringing me back to break a curse. He was bringing me home.

Emma: Quando Henry mi ha condotta a Storybrooke, mi ha detto che era la salvatrice. Non avevo capito cosa stesse realmente facendo. Non mi stava portando a spezzare una maledizione. Mi stava riportando a casa.

Chiudiamo l’angolino OUAT con Regina, la cui felicità continua a essere compromessa da membri della famiglia Charming. Fossi stata in lei, a sto giro li avrei sterminati tutti quanti… just saying.

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Regina: You’re just like your mother. Never thinking of consequences.

Regina: Sei proprio come tua madre. Non pensate mai alle conseguenze.

Sinceramente a tutt’oggi non ho ancora capito se il season finale di Revenge mi sia piaciuto o meno… di certo c’è che io abbia adorato gli ultimi cinque minuti, tolto David Clarke sarebbe stato un ottimo finale di serie. Inutile dire che sono riusciti a far fuori l’unico che non mi dovevano proprio toccare…

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Nolan: You know, Aiden once told me that uh, for most of his life, he felt broken, but that all changed when he met you. You were the reason for him to live, Ems.

Nolan: Sai, una volta Aiden mi ha detto che per la maggior parte della sua vita si è sentito distrutto, ma tutto è cambiato quando ti ha incontrata. Eri la sua ragione di esistere, Ems.

Victoria poi ci ha lasciati con il grandissimo interrogativo: chi era davvero David Clarke?

Victoria: The truth is that the man you remember as your father and the man I knew, were very different.

Victoria: La verità è che l’uomo che tu ricordi come tuo padre e l’uomo che conoscevo io, erano molto diversi.

Passiamo ora a quello che è stato il finale di stagione migliore di tutti… un po’ come la serie da cui è tratto, che è stata senza ombra di dubbio una delle migliori di questa stagione telefilmica. Ebbene sì, sto parlando del finale della prima stagione di The Originals, che ha superato ogni aspettativa. Iniziamo da quando tutti credevano che Hayley fosse effettivamente morta, non avendo tenuto conto del fatto che nel corpo della ragazza c’era in circolo il sangue della baby ibrida… la sofferenza di Elijah è stata a dir poco heartbreaking.

Elijah: I…let this person in. I let her in. I don’t let people in. You knew this, and you’ve taken her from me. I needed her and you’ve broken me.

Elijah: Io… ho lasciato che questa persona mi si avvicinasse. L’ho lasciata avvicinare. Io non lascio avvicinare le persone. Lo sapevi, e me l’hai portata via. Avevo bisogno di lei e tu mi hai distrutto.

E poi Klaus e Cami.

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Klaus: Camille, I appreciate you being here, but we cannot be friends.
Cami: What?
Klaus: You had me pegged from the start. A man damaged by his demons and those demons are not dormant, they are hell-bent on killing me and everything I find beautiful. And you, you are beautiful.

Klaus: Camille, apprezzo molto che tu sia qui, ma non possiamo essere amici.
Cami: Come?
Klaus: Tu mi hai compreso fin dall’inizio. Un uomo danneggiato dai suoi demoni e questi demoni non sono inattivi, sono ben decisi a uccidere me e qualunque cosa io trovi bello. E tu, tu sei bella.

E infine la parte che mi ha commosso di più di tutto l’episodio, ovvero Klaus e Rebekah.

Klaus: In spite of our differences, Rebekah, there is no one I would trust more with my daugther’s life. Be happy… sister.
Rebekah: She will be happy, Nik, I promise.

Klaus: A dispetto delle nostre differenza Rebekah, non c’è nessun altro a cui affiderei la vita di mia figlia. Sii felice… sorella.
Rebekah: Sarà felice, Nik, te lo prometto.

E c’era solo un modo in cui la bimba poteva essere chiamata, solo uno.

Rebekah: What’s her name?
Klaus: Hope. Her name is Hope.

Rebekah: Come si chiama?
Klaus: Hope. Il suo nome è Hope.

Del season finale della quinta stagione di Glee riportiamo i sogni di Sam… e che sogni ragazzi!

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Sam: My dream of being almost naked on a public bus is this close to coming true.

Sam: Il mio sogno di apparire mezzo nudo su un pullman di linea, è a tanto così dall’avverarsi.

E la conclusione molto saggia a cui è giunto Kurt dopo l’ennesimo litigio con Blaine.

Kurt: Trust is a choice.

Kurt: La fiducia è una scelta.

Un altro season finale che mi è piaciuto tantissimo – e l’unico con un vero e proprio cliffhanger fra quelli che ho avuto il tempo di guardare finora – è stato quello della seconda stagione di Chicago Fire. Ma senza addentrarci in speculazioni su cosa ci riserverà la season premiere fra qualche mese, concentriamoci su Hermann e i suoi tentativi (falliti) di far sposare Boden nella cattedrale.

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Otis: Dude, you don’t mess with the bride and groom on their wedding day. You have to tell them now so they can make other arrangements, unless you want a Game of Thrones Red Wedding.
Hermann: What does that mean?
Otis: Mud on the floor, no one survives.

Otis: Amico, non puoi far casino con la sposa e lo sposo nel giorno delle loro nozze. Devi dirglielo ora così che possano organizzarsi in un’altra maniera, a meno che tu non voglia un Red Wedding stile Game of Thrones.
Hermann: Cosa vorrebbe dire?
Otis: Fango ovunque, nessun sopravvissuto.

Questo season finale di Grey’s Anatomy ha visto l’addio al personaggio tanto amato di Cristina.

Cristina: Wait, Meredith.
Meredith: What do you need, an “I love you” or something? I love you. Call me when you get there.

Cristina: Aspetta, Meredith.
Meredith: Di cosa hai bisogno, di un “Ti voglio bene” o qualcosa del genere? Ti voglio bene. Chiamami non appena arrivi.

E io quest’oggi vi saluto proprio con le parole di Cristina, dandovi appuntamento come sempre alla prossima settimana!

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Cristina: Sometimes the future changes quickly and completely, and we’re left with only the choice of what to do next. We can choose to be afraid of it, to stand there trembling not moving, assuming the worst that can happen or we step forward into the unknown and assume it will be brilliant.

Cristina: A volte il futuro cambia in fretta e completamente, e a noi rimane solo da capire cosa fare dopo. Possiamo scegliere di averne paura, di rimanere a tremare senza muoverci, aspettandoci che possa accadere il peggio, oppure possiamo andare incontro all’ignoto pensando che sarà radioso.

Elsa Hysteria
Nella sua testa vive nella Londra degli anni cinquanta guadagnandosi da vivere scrivendo romanzi noir, nella realtà è un’addetta alle vendite disperata che si chiede cosa debba farne della sua laurea in comunicazione mentre aspetta pazientemente che il decimo Dottore la venga a salvare dalla monotonia bergamasca sulla sua scintillante Tardis blu. Ama più di ogni altra cosa al mondo l’accento british e scrivere, al punto da usare qualunque cosa per farlo. Il suo primo amore telefilmico è stato Beverly Hills 90210 (insieme a Dylan McKay) e da allora non si è più fermata, arrivando a guardare più serie tv di quelle a cui è possibile stare dietro in una settimana fatta di soli sette giorni (il che ha aiutato la sua insonnia a passare da cronica a senza speranza di salvezza). Le sue maggiori ossessioni negli anni sono state Roswell, Supernatural, Doctor Who, Smallville e i Warblers di Glee.

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