Quotes of the Week #46

Buongiorno a tutti e ben ritrovati con Quotes of the Week! Come ve la passate? Com’è andato il rientro al lavoro/università/scuola/qualunque cosa voi facciate? Spero non sia stato traumatico… se vi può consolare io ero in ferie questa settimana, e l’ho passata chiusa in casa con ogni malanno possibile e immaginabile, povera me.

Ma entriamo subito nel vivo della nostra rubrica, con The Carrie Diaries. Nella puntata di settimana scorsa, Under Pressure, vediamo qualcosa che non pensavamo avremmo mai visto… ovvero Larissa che si appresta a mettere radici e a diventare monogama! Non senza le dovute riserve ovviamente… ma in fondo la sua non è una paura comune?

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Larissa: I don’t want to live with him because I’m afraid if I move in, I’ll become a person who has nothing of herself left. And that scares me.
Mr. Brashaw: Wait, what do you mean? Moving in doesn’t mean you become less you.
Larissa: And yet it does. Because, before long, you dissolve into the relationship. First you give up your place. Then you start giving up your taste. Compromising, on furniture, clothes, where you eat… then one day you’re just an appendage to someone else, no thoughts, and no life of your own. I feel like without a space that is just mine… I’ll disappear.

Larissa: Non voglio vivere con lui perché ho paura che se mi trasferissi, perderei la mia personalità. E questo mi fa paura.
Mr. Bradshaw: Aspetta, cosa intendi? Vivere con lui non significa che sarai meno te stessa.
Larissa: Invece sì. Perché prima di accorgertene, ti perdi all’interno della relazione. Prima rinunci al tuo appartamento. Poi ai tuoi gusti. Fai compromessi sui mobili, sui vestiti, su dove mangiare… e un giorno ti ritrovi ad essere solo l’appendice di qualcun altro, niente pensieri propri e niente vita indipendente. Ho come l’impressione che senza uno spazio che sia solo mio… scomparirei.

Carrie nel frattempo passa la puntata a farsi mille paranoie su Sebastian… immotivate per lo più.

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Carrie: I’m not good at hiding my feelings.
Sebastian: And you shouldn’t. I always want to know what’s going on in this head of yours.
Carrie: Even if… it’s hard for me to say or hard for you to hear?
Sebastian:Even if.

Carrie: Non sono brava a nascondere ciò che provo.
Sebastian: E non dovresti farlo. Voglio sapere sempre cosa ti passa per la testa.
Carrie: Anche se… è difficile per me dirlo o per te sentirlo?
Sebastian: Anche.

Nella 2×10 – Date Expectations – andata in onda questo venerdì invece, rivediamo finalmente Samantha che ci dice la sua su San Valentino.

Samantha: The only thing worst than a happy couple, is a happy couple on Valentine’s Day.

Samantha: L’unica cosa peggiore di una coppia felice, è una coppia felice a San Valentino.

E poi succede di tutto… Carrie e Sebastian passano il loro brutto quarto d’ora ma lo superano, mentre Bennett e Walt invece non proprio…

Carrie: It’s scary when we realize how quickly our expectations for the future can slip away.

Carrie: Fa paura quando capiamo quanto in fretta possano svanire le nostre aspettative per il futuro.

*********

Cambiando completamente atmosfera, torniamo a parlare di quella che come ormai avrete capito, è una delle serie che sto seguendo con più entusiasmo quest’anno (e sì, lo so, è una sorta di unpopular opinion la mia). Nella 1×07 di Dracula, A Servant To Two Masters, Alexander fa quello che a mio avviso avrebbe dovuto fare da tempo… ovvero scoppiare.

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Alexander: My savagery pales in comparison to yours. You, who dragged me back into this world that had forsaken me. You, who cheated me with a vaccine that gives me but a taste of the life I can never have. You, who gave me hope. You’re more of a monster than I am. And someday, I will kill you for it.

Alexander: La mia ferocia impallidisce di fronte alla tua. Tu, che mi hai riportato in questo mondo che mi aveva dimenticato. Tu, che mi hai ingannato con un vaccino che mi da solo un assaggio della vita che non potrò mai avere. Tu, che mi hai dato speranza. Sei più mostro di me. E un giorno ti ucciderò per questo.

E anche nella 1×08, Come To Die, riesce a malapena a trattenersi (in realtà poi no, non ci riesce, ma non è necessario mettere proprio tutti i puntini sulle i).

Alexander: Who do I have to kill?
Renfield: May I suggest no one Sir?

Alexander: Chi devo uccidere?
Renfield: Posso suggerirle nessuno, Signore?

*********

Cambiamo di nuovo registro e ci spostiamo sulle strade di Chicago dove troviamo i nostri pompieri preferiti in Chicago Fire, e i nostri nuovi poliziotti preferiti nel suo spin-off Chicago PD.

La 2×11 del primo, Shoved In My Face, ha messo parecchia carne al fuoco, dandoci più o meno un’idea di quali saranno le storyline che verranno sviluppate nella seconda metà di stagione. E io sto quasi iniziando a diventare #TeamSeveride. Quasi eh!

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Severide: Thurber hey, listen to me. It’s ok to be afraid. Anyone with any sense is afraid to run into a burning building. What we’re doing here is training you to the thing that scares you. It’s against human nature, but it saves lives.

Severide: Thurber hey, ascoltami. Va bene avere paura. Chiunque abbia un minimo di buon senso ha paura a correre in un edificio in fiamme. Qui vi alleniamo a fare ciò che vi spaventa. Va contro la natura umana, ma serve a salvare vite.

Nel pilot di PD – Stepping Stone – invece succede più o meno tutto e niente, com’è giusto che sia in un pilot. I personaggi non sono nuovi a chi ha seguito Chicago Fire, e vedremo un po’ come verranno sviluppati.

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Lindsay: Any guy who needs to ask my dad’s permission to date me, should save themselves the trouble.

Lindsay: Qualunque ragazzo abbia bisogno del permesso di mio padre per uscire con me, dovrebbe evitare del tutto.

*********

La fine delle feste ci ha riportato anche il ritorno di Pretty Little Liars, in un’ennesima puntata inconcludente che porta il titolo di Who’s In The Box?. A questo punto mi chiedo se sia rimasto qualcuno che ancora sia ansioso di saperlo… In ogni caso, durante la pausa sembra che Hanna abbia sviluppato un cervello. E sì, siamo tutti sconvolti da questo fatto.

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Hanna: Okay, I’ve been thinking and I have a theory.
Spencer: You have a what?!

Hanna: Okay, ci ho pensato e ho una teoria.
Spencer: Tu hai cosa?!

Ezra invece intrattiene discorsi pseudo profondi con niente poco di meno che Mona… tò! Poverino, dalla grande rivelazione mi sembra ancora più senza né arte né parte di prima, sarà mai possibile?!

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Ezra: Fear is the number one motivator. I wish it was love of knowledge, but it’s not, it’s fear. Fear of failure, fear of being discovered, fear of liking the wrong person. You figured that out, and somewhere along the way, you dumped all that fear. And that’s what makes you special. See, fear can be a very good thing Mona. It can keep you from underestimating people, and keep you from making mistakes about how far you can push someone before they push back.

Ezra: La paura è la motivatrice più grande. Vorrei che fosse amore per la conoscenza, ma non lo è, è paura. Paura di fallire, paura di essere scoperti, paura di amare la persona sbagliata. Tu l’hai capito e a un certo punto ti sei disfata di tutta la paura. Ed è questo che ti rende speciale. Vedi, la paura può essere una buona cosa Mona. Può evitarti di sottovalutare le persone, e impedirti di fare errori riguardo a quanto puoi spingere una persona prima che questa reagisca.

In mezzo a tutto ciò, Spencer gioca a fare la detective/avvocato insieme a Toby, in quella che mi sembra sempre di più una storyline buttata lì così, tanto per occupare Spencer mentre le sue amiche non riescono a fare un cervello in tre.

Spencer: We don’t need to prove anything. We just have to go on the internet and say it.

Spencer: Non abbiamo bisogno di provare nulla. Dobbiamo solo andare su internet e dirlo.

E con questo io vi saluto e vi do appuntamento a domenica prossima… Cheers!

Bonus Quote

Ormai i personaggi di Revenge sono partiti ognuno per la propria tangente, quindi mi sembra giusto pagare omaggio a Nolan che rimane sempre e comunque il migliore!

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Nolan: Emily is my family, and I’m gonna make damn sure that yours doesn’t harm her.

Nolan: Emily è la mia famiglia, e farò di tutto perché la vostra non possa farle del male.

Elsa Hysteria
Nella sua testa vive nella Londra degli anni cinquanta guadagnandosi da vivere scrivendo romanzi noir, nella realtà è un’addetta alle vendite disperata che si chiede cosa debba farne della sua laurea in comunicazione mentre aspetta pazientemente che il decimo Dottore la venga a salvare dalla monotonia bergamasca sulla sua scintillante Tardis blu. Ama più di ogni altra cosa al mondo l’accento british e scrivere, al punto da usare qualunque cosa per farlo. Il suo primo amore telefilmico è stato Beverly Hills 90210 (insieme a Dylan McKay) e da allora non si è più fermata, arrivando a guardare più serie tv di quelle a cui è possibile stare dietro in una settimana fatta di soli sette giorni (il che ha aiutato la sua insonnia a passare da cronica a senza speranza di salvezza). Le sue maggiori ossessioni negli anni sono state Roswell, Supernatural, Doctor Who, Smallville e i Warblers di Glee.

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