Quotes of the Week #19

I cheated fate to be with you

Ho ingannato il destino pur di stare con te

La storia di un padre e della forza del suo amore.
Fringe è stato tante cose in questi anni, ma nel mio cuore resterà sempre la prova di quanto si possa essere pronti a spingersi oltre per amore, per un figlio e il dolore d’averlo perduto. Ed è, infatti, nel personaggio di Walter Bishop che credo risieda la vera anima dello show. Il suo rapporto con Peter ci è stato mostrato inizialmente in modo conflittuale, qualcosa di tipico al quale eravamo abituati. Successivamente questa relazione è stata sviscerata e approfondita a tal punto da creare il miglior rapporto padre/figlio mai visto in un telefilm.
Quando si dice smuovere il mondo per Walter non si tratta soltanto di un modo di dire ma di una missione, una costante della sua intera esistenza. Non importa come, dove o quando. Nessun prezzo è troppo alto, l’intero universo può essere messo a rischio, niente potrà mai eclissare la forza del suo affetto. Peter non è soltanto suo figlio, è la sua ancora di salvezza, colui capace di renderlo un uomo migliore. Fino alla fine ogni singola scelta di Walter è stata dettata dall’amore per Peter, dopo aver fatto di tutto pur di tenerlo con sé per ironia della sorte per salvarlo è costretto ad abbandonarlo.

La conclusione di Fringe è divisa in due episodi molto diversi tra loro nonostante legati da un filo diretto, il primo è stato interamente dedicato ad Olivia ripercorrendo quelli che sono stati gli eventi chiave del suo personaggio. Il Cortexiphan, l’universo parallelo, il suo rapporto con Peter. Il tutto completato dal piacevole ritorno di Alt Livia e Lincoln (OTP Forever <3) Alt Livia: You can stop checking out my young ass!

Alt Livia: Smettila di squadrare il mio sedere da giovane!

Sono felice che anche Lincoln sia riuscito a trovare il suo happy ending e il suo posto in un qualche mondo, e soprattutto sono contenta di aver potuto rimirare quel suo bel faccino timido un’ultima volta!
Il tredicesimo ed ultimo episodio è stato però un tripudio di emozioni completamente incentrate sulla chiusura del circolo del percorso di Walter, una degna conclusione in tutto e per tutto. Quasi mi mancano le parole per descrivere tutti i momenti unici e speciali di questo episodio, e sono davvero tante le citazioni che vorrei condividere con voi, ma ancora una volta non posso fare a meno di concentrarmi su Walter e Peter, un vero colpo al cuore durante tutto l’episodio.

Walter: You will never see me again… I don’t want you to be sad. The time we had together, we stole. I cheated fate to be with you and we shouldn’t have had that time together but we did. And I wouldn’t change it for the world. I don’t wanna say goodbye but I will say “I love you, son”. You are my favourite thing, Peter. My very favourite thing.

Walter: Non mi vedrai mai più… Ma non voglio che tu sia triste. Il tempo che abbiamo avuto, l’abbiamo rubato. Ho ingannato il destino pur di stare con te, non avremmo dovuto avere quel tempo insieme eppure l’abbiamo avuto. E non lo cambierei per nulla al mondo. Non voglio dire addio ma dirò “Ti voglio bene, figlio mio”. Sei la mia cosa preferita, Peter. La mia cosa preferita in assoluto.

Un connubio di parole, gesti, sguardi realizzati dalla bravura di questi attori e in particolar modo di John Noble. Il momento dell’abbraccio, così serrato da far mancare il fiato persino a noi e l’ultimo sguardo e il “I love you dad” sussurrato da Peter, e la gioia negli occhi di Walter. E’ impossibile non lasciarsi prendere da questi ultimi momenti di grandezza che superano tutto, la lotta, gli impensabili e complicatissimi paradossi temporali, la scienza, gli osservatori, tutto. Questo rapporto trascende ogni cosa trasformandola in semplice contorno, un mezzo per arrivare al momento finale dedicato unicamente a loro. Il ritorno di un simbolo importante e con un grande messaggio e così si conclude questa serie in cui il destino, l’amore e la scienza non sono poi così opposti.

Credetemi avrei passato volentieri tutto il tempo a parlare di Fringe, a piangere e a citarlo all’infinito, ma per una serie che finisce tante altre continuano e altre ancora iniziano, per questo the show must go on.

E parliamo proprio di uno show appena nato, il nuovo arrivato di casa CW. The Carrie Diaries, una serie dalle origini illustri, prequel di Sex and the City le aspettative dunque sono alte e questa volta la CW non può permettersi errori, l’eredità da custodire è piuttosto pesante e i fans non si faranno certo ingannare da un prodotto qualsiasi, stavolta le cose vanno fatte per bene!

Carrie: Love is something we wait for, we imagine our first sex, our first kiss, our first I love you, but we never imagine our first heartbreak. Maybe because its too painful to even imagine but in a way the pain of love truly changes us its the losing of love that makes us who we are. Life gets more complicated but also filled with promise and the possibility of opening hearts to new beginnings, new dreams and new places. Things are no longer a fantasy. I’m searching for me: who I was and who I wanted to be.

Carrie: L’amore è qualcosa che attendiamo. Ci immaginiamo il nostro primo bacio, la nostra prima volta, il nostro primo “ti amo”. Ma non ci immaginiamo la prima volta che ci si spezza il cuore. Forse perché, anche il solo immaginarlo, fa troppo male. Ma in qualche modo le sofferenze d’amore ci cambiano, è la perdita dell’amore che ci rende ciò che siamo. La vita diventa più complicata ma anche piena di promesse e la possibilità di aprire il cuore a nuovi inizi, nuovi sogni, nuovi luoghi. Le cose non sono più soltanto una fantasia. Sto cercando me stessa: chi ero e chi voglio essere.

Eccola la nuova/vecchia Carrie sarà all’altezza delle aspettative? Voi che ne dite?

Angolo suggerimenti: Il boss questa settimana ci teneva tanto ad avere una piccola parte dedicata a TVD. Forse la sottoscritta non comprende molto l’importanza del momento avendo perso quasi completamente l’amore per lo show (ma non per Klaus sia chiaro u.u), ma a quanto pare questo è un momento di svolta nella guerra tra Delena e Stelena (la trama ormai invece chissà che fine ha fatto…).

Elena: I didn’t sleep with Damon because of the sire bond. I slept with Damon because I’m in love with him.

Elena: Non sono andata a letto con Damon a causa dell’asservimento. Sono andata a letto con Damon perché sono innamorata di lui.

E qui milioni e milioni di fans avranno esultato e pianto di gioia, altri avranno spaccato il televisore… io ho sbadigliato. Ma ora la smetto di fare la cattiva, una volta avrei esultato anche io per questo momento, una volta…

Elena: Lately, I feel like I’m a project, like I’m a problem that needs to be fixed. I think I make him sad. And I can’t be with someone like that because when he looks at me, all he sees is a broken toy.

Elena: Ultimamente mi sento come un progetto, come un problema che deve essere risolto. Credo di renderlo infelice. E non posso stare con qualcuno così, perché ogni volta che mi guarda tutto ciò che vede è un giocattolo rotto.

Devo ammettere che quest’ultima citazione mi ha colpita moltissimo, perché anche prima della trasformazione, dell’asservimento ho sempre pensato che il rapporto tra Stefan ed Elena funzionasse in questo modo. Il suo continuo bisogno di proteggerla era soffocante e suppongo che a questo punto l’abbia capito anche lei, meglio tardi che mai.

American Horror Story invece non delude proprio, ma proprio mai!

Jude: Sister Betrill. She’s got the Devil in her. She stole my hat.
Kit: Your hat?
Jude: That’s how she did it. How she managed to fly out of this place. They don’t know but I don’t need the hat. I can fly without it. One of these days, I’m gonna fly my ass right out of here! Watch and see.
Kit: I don’t doubt it.

Jude: Sorella Betrill. Quella donna ha il diavolo in corpo. Ha rubato il mio cappello.
Kit: Il tuo cappello?
Jude: E’ così che ha fatto. E’ così che è riuscita a volare via di qui. Loro non lo sanno ma a me non serve il cappello. Posso volare anche senza di lui. Uno di questi giorni, porterò il mio culo fuori di qui in volo! Aspetta e vedrai.
Kit: Non ne dubito.

Sarà per la mia passione per cappelli, matti, cappellai matti, capelli che ti portano in giro per i vari mondi, ma questa scena mi ha colpita moltissimo. Mi porta a chiedermi quanto ormai Jude sia effettivamente lucida e cosa sia successo durante il suo blackout. Sono ancora moltissime le domande senza risposta ad un solo episodio dalla fine, ma non ho dubbi tutti nodi verranno al pettine e come al solito tutti noi resteremo senza parole.
Tanto di cappello a questo fantastico show, giusto per restare in tema.

Nonostante tutto ciò devo confessarmi che la mia mente e il mio cuore sono ancora ancorati (e perdonatemi il gioco di parole) a Fringe e alla sua fine!

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