Pilot Addicted | Timeless

Questa settimana pioggia di Pilot Addicted!
D’altronde siamo nel periodo di debutto del nuovo anno delle serie tv e dunque, oltre alle nuove stagioni, partono tanti show inediti che sperano di avere lunga vita. Eccoci, quindi, a parlare di un’altra di esse.
Parliamo di “Timeless”, la cui trama, in breve, è la seguente: un criminale di nome Garcia Flynn, grazie a un misterioso diario che porta sempre con sé, si impossessa di una macchina del Tempo segretamente costruita, attenzione, non dal governo degli Stati Uniti (incredibile ma vero), ma da un “imprenditore” privato, che a seguito del furto avvisa i servizi di sicurezza nazionali. Gli agenti incaricati di seguire questo potenzialmente catastrofico problema convocano (o più correttamente prelevano e portano sul luogo) una docente di Storia, Lucy Preston, e un giovane ufficiale, Wyatt Logan. I due, insieme allo scienziato che lavora alle dipendenze della società che ha inventato la macchina, di nome Rufus, vengono spediti indietro nel tempo con un prototipo ancora funzionante, per bloccare Garcia Flynn. La data è il 6 maggio 1937, il giorno in cui il famoso dirigibile tedesco Hindenburg prese fuoco e venne completamente distrutto, durante l’attracco in New Jersey. Qual è il piano di Flynn?

I viaggi temporali sono irresistibili.
Così devono pensare tutte le reti americane che quest’anno stanno riempiendo i loro palinsesti con telefilm che hanno come base fondante questa affascinante tematica, che agisce come spinta propulsiva di tutta la storia.
In effetti, chi si tirerebbe indietro all’idea di salire su qualsivoglia strumento di spostamento temporale, se ne avesse la possibilità?

L’azione in “Timeless” è precipitosa e parte svelta: non c’è il tempo materiale per spiegarci come funziona il meccanismo di andata e ritorno e darci un’infarinatura sulle proverbiali e temibili conseguenze che si generano quando si interviene per cambiare qualcosa del passato (come esaustivamente mostrato in “11.22.63”): si deve balzare sulla navicella il prima possibile perché il Cattivo (il dottor Kovac di “E.R.”), il super antagonista Garcia Flynn, è pronto a mettere in atto i suoi propositi criminali, per distruggere gli Stati Uniti nella culla delle loro origini.
Il pubblico si precipita quindi nel 1937, alle soglie della tragedia dell’Hindenburg, insieme a Lucy, una storica molto preparata che però vive all’ombra del successo della madre malata, Wyatt, un ex soldato del gruppo Delta Force, e Rufus, uno scienziato di colore, dettaglio che creerà qualche intoppo quando si tornerà in un passato non ancora risolto dal punto di vista dell’integrazione razziale.

“Timeless” non si propone di mostrarsi accurato da un punto di vista storico, o scrupoloso nel mettere in scena i paradossi temporali o almeno le regole di funzionamento degli spostamenti nel Tempo.
Vuole intrattenere il pubblico in modo rilassato, senza prendersi drammaticamente sul serio (pur rimanendo credibile), con una leggerezza che si concede qualche punta di comicità:
“This is Doctor Dre. I’m Nurse Jackie. We’re from General Hospital.”

Il motivo che fa decidere che è necessaria una missione del genere è riassunto con un’unica, semplice, affermazione:

“I think someone who loved history would want to save it.”

E con questo si è detto tutto. La Storia deve essere salvata. Qualcuno deve occuparsene.

I guai per il terzetto un po’ sprovveduto sono dietro l’angolo e, ancora più minacciose, le conseguenze dell’alterazione del flusso temporale che sono ad attenderli una volta a casa, quando la realtà modificata si manifesta davanti agli occhi increduli di Lucy.
(Come fanno le persone dello staff che vivono in un universo futuro modificato dalle azioni del trio di viaggiatori temporali a sapere di vivere in un universo modificato? Solo i protagonisti della vicenda dovrebbero essere consapevoli dei cambiamenti).

Nonostante la concitazione degli eventi, ho apprezzato il tentativo, per me riuscito, di cominciare a delineare i personaggi in modo più approfondito, senza limitarsi a darci una presentazione superficiale delle caratteristiche principali. Ho trovato anche molto intrigante la figura del villain, che invece di essere un personaggio flat – cattivo e basta – dimostra di avere un certo debole per Lucy, alla quale è probabilmente legato in un modo a noi ignoto, che ha già risvegliato la mia passione per le congetture.
E non mi è dispiaciuto, tutto sommato, che un telefilm americano si prenda la responsabilità di trattare la questione razziale, senza esserne in fondo costretto.
Il pilot è intrigante e si fa guardare molto volentieri, rendendosi interessante abbastanza da volerne sapere di più sul passato dei protagonisti, sul grande mistero di un nemico molto affascinante, insieme alla grande curiosità di veder cambiare ogni settimana l’epoca temporale e scoprire come se la caveranno i personaggi.

– Syl

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Timeless, infinito. Il Tempo è un concetto infinito (senza fine) nella sua totalità e con una macchina del Tempo si potrebbe andare ovunque lungo la linea temporale. Tranne (almeno qui) dove siamo stati noi.
Timeless, senza tempo. E ciò in quanto qualcosa fatto nel momento sbagliato, o meglio, non in QUEL PRECISO MOMENTO, può portare a stravolgimenti in quello che verrà, perché quello che facciamo adesso determina quello che succederà poi, pertanto modificando un evento passato potremmo modificarne il corso. Se fosse possibile viaggiare nel Tempo.
Ebbene, “Timeless” ci racconta proprio questo: viaggi nel Tempo (per ora nel passato) e cosa succederebbe nel futuro se andassimo a modificare eventi nel passato di cui sopra.

La trama di per sé è ancora un gran bel puzzle, i personaggi ancora non ci sono stati del tutto presentati, se non qualche dettaglio. Eppure… questi 44 minuti sono stati piacevolmente avvincenti. Lucy è una professoressa figlia di una (ben più nota) professoressa universitaria (ora costretta a letto da una malattia) che sta per perdere la sua cattedra quando la sua vita viene “incasinata” dall’essere arruolata, proprio grazie alle sue competenze storiche. Lucy, infatti, conosce ogni dettaglio degli eventi storici, fanno parte di lei, non solo gli eventi ma anche le caratterizzazioni storico-sociali, e questo la rende perfetta per l’attività: aiutare a catturare Flynn, uno psicopatico (ma non possiamo affermarlo con certezza finché non sapremo le sue intenzioni) che ha rubato una macchina del Tempo e ha l’obiettivo di cambiare il volto dell’America per come lo conosciamo (BTW: è bello rivederti Dr. KOVAC!!! E questi panni da cattivo ti si addicono davvero bene!).
Accanto a Lucy, in questa missione, ci sono Rufus, uno dei programmatori della macchina del Tempo con qualche non-so-non-è-chiaro programma segreto da portare avanti nel mentre, e Wyatt, il soldato, che diciamo dovrebbe fare il vero lavoro sporco. E cosa vi devo dire: buongiorno Wyatt! Niente male davvero. Niente male. Suvvia, non posso concentrarmi solo su questo, devo dire che il suo personaggio è interessante ma parecchio “stereotipato”: il classico bello, pieno di sé ma con, ovviamente, un dramma personale che gli dà, in fondo, un cuore tenero. Peggio di così… Eppure, eppure ha il suo perché. Forse merito dell’attore che ha dato vita a tutto questo e forse l’obiettivo era proprio questo.

L’idea è davvero ben congegnata, non innovativa ma sicuramente ha del potenziale perché viaggiare nel Tempo consente di sviluppare diverse tematiche e anche solo la possibilità di rivivere e poi rivisitare alcuni dei momenti storici più spettacolari o significativi ha in sé un certo fascino. Il tono ironico e dinamico che hanno dato a questa prima puntata l’ha resa davvero piacevole da seguire e anche avvincente per il susseguirsi delle scene mai monotone. Il trio mi è sembrato, seppure pescato concettualmente un po’ a caso, ben amalgamato e ognuno dei protagonisti ha il suo spazio e il suo ruolo, quindi insieme funzionano bene. E poi che ve lo dico a fa’, mi è già partita la ship per Waytt e Lucy.

Se volete una serie leggera, di intrattenimento, che vi porti indietro nel Tempo, magari proprio nel vostro periodo storico preferito e che, altresì, abbia azione e vi faccia anche sorridere, ecco, “Timeless” risponde a questi requisiti. A me è piaciuta e credo che possano fare bene nelle puntate a venire anche perché, a fine puntata, dopo un solo viaggio nel Tempo, la vita di Lucy era totalmente all’opposto rispetto a come ce l’avevano presenta neanche 20 minuti prima, quindi… può succedere tutto e il contrario di tutto e allo stesso modo una situazione può ribaltarsi ed essere diversamente nuova senza capirne (almeno all’inizio) il perché e per come.
Insomma, non è la serie delle serie, ma sa il fatto suo e, se gestita bene, potrà diventare davvero qualcosa di carino ed interessante. E poi ve lo dico, mi hanno preso di più questi 44 minuti che la stagione scorsa il pilot di “Legends of Tomorrow”. Generi diversi sì, difficili da paragonare forse, ma a me “Timeless” ha colpito di più! Quindi… dategli una possibilità, poi mi direte!

– Gnappies_mari

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Alcuni di voi staranno pensando: un altro “Doctor Who”? Un altro “Legends Of Tomorrow” o “Outlander” , ecc. ecc… ?
Beh… no. Innanzitutto, nessun alieno, nessun “Time master”, nessun supereroe o simili, nessun monolite intriso di magia celtica. Almeno stando a quanto emerge dal pilot. Solo persone normali, la cui normale vita, per nulla rosea, viene improvvisamente e ulteriormente stravolta da questo evento in cui si trovano catapultati in modo piuttosto brutale. Inoltre, sebbene alcune similitudini con “Legends Of Tomorrow”, a livello generale, siano inevitabili (i protagonisti che viaggiano nel Tempo e finiscono in epoche diverse per fermare il nemico), alla fine della puntata è oltremodo chiaro che gli “eroi” non saranno in viaggio costante (come accade per il TARDIS e la Waverider) per fermare il villain e i suoi uomini, bensì intraprenderanno missioni specifiche ogni qual volta Garcia Flynn e i gli uomini ai suoi ordini viaggeranno nel Tempo (il che accadrà quasi sempre, ma almeno, come dire, “vanno e vengono” dal e al presente).
Ovviamente, anche in questo caso abbiamo figure piuttosto ricorrenti: il giovane e bell’ufficiale dallo spirito sarcastico, brusco, chiuso, ma fondamentalmente dal cuore tenero e spezzato; l’affascinante e altrettanto giovane donna non proprio abituata all’azione ma colta, che trova la soluzione ai problemi e, infine, lo scienziato (anche lui giovane) imbranato e un po’ pauroso, soprattutto perché afroamericano che finisce in epoche in cui era ancora più difficile di oggi essere tali (e ha una sua importanza anche oggi che questo tema venga trattato). Accanto a questi tre eroi, l’agente dei servizi di sicurezza statunitensi (donna) dura ma apparentemente onesta e il grande imprenditore che nasconde un segreto.
Inutile dire che nonostante al momento il giovane ufficiale e la docente di Storia abbiano altro per la testa, nel futuro un qualcosa potrebbe rivelarsi all’orizzonte, visti i continui battibecchi tra i due.
E il villain? Ottima domanda. Garcia Flynn, interpretato dal conosciutissimo Goran Visnjic (il Dr. Kovac di “E.R.” e non solo), ha un piano malvagio che si rivela gigantesco e terrificante (com’è ovvio che sia) ed è piuttosto misterioso, in quanto non si sa da dove arrivi e come faccia a essere in possesso di quel diario.
Un punto “debole” è che è inevitabile chiedersi quanto a lungo possa andare avanti una storia del genere, ma se hanno rinnovato “Legends Of Tomorrow” di certo anche per questo, nel caso, si potrebbe trovare un modo.

Nonostante uno schema che, pertanto, può ricordare altre storie già viste e/o in corso, il fatto che questo show non si prefigga altro scopo che intrattenere e che la Storia mondiale in mano agli Americani sia un potenziale MEH… Devo dire che il pilot è stato piuttosto divertente, dai ritmi subito serrati (si parte in “media res”, in sostanza) e, quindi, avvincente. Come ho detto, è mero intrattenimento, ma anche l’intrattenimento ha motivo di esistere e fa sempre bene sedersi a vedere qualcosa che diverte e, dunque, rilassa.
Inoltre, proprio seguendo il principio del divertimento, nessuno dei tre protagonisti principali (o quelli che al momento sembrano esserlo) si prende troppo sul serio: un altro elemento presente, infatti, è il sottile umorismo, l’ironia (a cominciare da Wyatt Logan, il bell’ufficiale, che è quello che soffre di più a causa del viaggio nel Tempo).
Il tema del viaggio nel Tempo è sempre affascinante e “Timeless” ha il pregio di trattare il cosiddetto “Tempo circolare”, anche se, forse, in modo più superficiale rispetto alle meravigliosamente intricate trame ideate da Steven Moffat per “Doctor Who”. In più, sebbene nel pilot non ci sia tempo per approfondite spiegazioni (ironia della vita!), da un paio di frasi inserite al momento giusto si capisce che lo show tratta il tema con quelle regole basilari che fa sempre piacere vedere presenti: il Tempo ha delle regole, mai incrociare la propria linea temporale e attenzione a non cambiare nulla, perché anche un particolare potrebbe mutare il corso della Storia (siamo quindi dinanzi al Tempo che può essere riscritto).
E quando si cambia ben più di un particolare, quando gli eventi non accadono o accadono in modo diverso, cosa può succedere? E i cambiamenti come possono essere cancellati, se non si può assolutamente incrociare la propria linea temporale, pena conseguenze terribili? Quesiti che lo show pone immediatamente con questo pilot, anche grazie a un villain molto intrigante.

Infine, gli interpreti sono tutti volti più che noti della televisione statunitense: oltre a Goran Visnjic, Abigail Spencer (Scottie di “Suits”), Matt Lanter (che è apparso in numerosissimi telefilm, come “Heroes”, “Grey’s Anatomy”, “902010”, “Star Crossed” ed è stato la voce di Anakin Skywalker in “The Clone Wars”), Sakina Jaffrey (“House Of Cards”), Paterson Joseph (dal curriculum lunghissimo, tra cui figura anche “Doctor Who”), Susanna Thompson (Moira Quinn in “Arrow”)…

Quindi, in sostanza, “Timeless” si presenta come show senza pretese e con il semplice scopo di far passare una quarantina di minuti di divertimento, ma, proprio come alcuni suoi predecessori, potrebbe riuscirci. Il pilot, pur non perfetto e con vari cliché, per me è promosso, è stato molto piacevole da guardare. Un’altra serie da aggiungere all’elenco!

– Sam

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Vi lasciamo con il promo del prossimo episodio, “The Assassination Of Abraham Lincoln”.
(Probabilmente ci rivedremo a metà stagione per un ulteriore commento!)

 

 

Sam
Simona, che da bambina voleva diventare una principessa, una ballerina, una cantante, una scrittrice e un Cavaliere Jedi e della quale il padre diceva sempre: “E dove volete che sia? In mezzo ai libri, ovviamente. O al massimo ai cd.” Questo amore incondizionato per la lettura e la musica l'ha portata all'amore per le più diverse culture (forse aiutato dalle origini miste), le lingue (in particolare francese e inglese) e a quello per i viaggi. Vorrebbe tornare a vivere definitivamente a Parigi (per poter anche raggiungere Londra in poco più di due ore di treno). Ora è una giovane legale con, tralasciando la politica, una passione sfrenata per tutto ciò che all'ambito legale non appartiene, in particolare cucina, libri e, ovviamente, telefilm. Quando, di recente, si è chiesta in che momento, di preciso, sia divenuta addicted, si è resa conto, cominciando a elencare i telefilm seguiti durante l'infanzia (i preferiti: Fame e La Famiglia Addams... sì, nel fantasy ci sguazza più che felicemente), di esserci quasi nata. I gusti telefilmici sono i più vari, dal “classico”, allo spionaggio, all'ambito legale, al “glamour”, al comedy, al fantastico in senso lato, al fantascientifico, al “giallo” e via dicendo. Uno dei tanti sogni? Una libreria. Un problema: riuscirebbe a vendere i libri o vorrebbe tenerli per sé?

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