Pilot Addicted | No Tomorrow

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La stagione autunnale si arricchisce di un nuovo pilot: “No Tomorrow“, in onda il martedì su The CW. The Lady and The Band e Syl l’hanno visto e commentato!

Cosa fareste se scopriste che un asteroide colpirà la Terra in un futuro decisamente prossimo? Questo è il punto di partenza di questa dramedy targata The CW che, dopo il successo di “Crazy Ex Girlfriend”, ha deciso di puntare sull’intrattenimento brillante.
La mia reazione dopo aver finito di vedere il pilot è stata: «Che idiozia! La adoro!» Seguita da almeno altri dieci minuti di risatine e un simpatico mezzo sorriso che ha soggiornato sul mio viso per il tempo a seguire. Perché? Beh, perché questo pilot mi è proprio piaciuto.
Dal punto di vista critico, non si può non far rilevare come gli elementi di novità scarseggino, a cominciare dai due protagonisti che, in perfetto stile CW, sembrano usciti da un catalogo di Abercrombie&Fitch.
Il tema della “Lista delle cose da fare prima di…”, inoltre, non è una novità (ci hanno fatto un film con Nicholson e Freeman qualche tempo fa, tanto per dire) così come non lo è il panorama di comprimari che conosciamo nel corso della puntata: dalla famiglia di lei, ai suoi colleghi di lavoro (che già mi stanno simpatici).
Non è nuovo nemmeno l’incidente rivelatore che porta Evie – la protagonista – a scoprire che potrebbe anche non essere un asteroide a porre fine ai suoi giorni.
Interessante è però la modalità scelta per narrare la storia e le emozioni dei personaggi: la giustapposizione, la metafora, la presa in giro, anche, di alcuni luoghi comuni, fanno da padrone. L’ex ragazzo di lei – tanto per fare un esempio – simbolo di un passato prudente e affidabile, si inginocchia per farle la Proposta (quella con la P maiuscola) solo dopo aver indossato una ginocchiera (tra l’altro, il fatto che parli solo tramite sussurri lo ha reso esilarante, demenziale, ma divertente).
Allo stesso modo ho apprezzato il paragone fra i due diversi approcci alla “Fine del Mondo” dei due protagonisti. Un confronto interessante che, chi lo sa, in futuro potrebbe essere foriero di più profonde riflessioni. Gli stessi personaggi mostrano fin da ora, poi, un substrato di esperienze e vissuti che meritano di essere approfonditi ulteriormente.
In particolare, però, promuovo questo pilot perché è stato scritto bene: i dialoghi e le situazioni mi hanno divertito moltissimo e il ritmo dell’episodio è stato veloce. È riuscito a costruire l’empatia nei confronti dei personaggi e ad incuriosirci circa le prossime interazioni e sviluppi
Insomma, ve lo consiglio se cercate qualcosa di disimpegnato che vi diverta e vi faccia un po’ sognare (potrei cantare tutta la discografia di Mariah Carey se significasse che Joshua Sasse/Mr Galavant rimane in mutande per incoraggiarmi) e vi intrattenga lasciandovi sorridente alla fine della puntata.
La sua mancanza di novità, però, fa sì che tutto si poggi troppo sull’elemento comico e sulla romance pertanto, a meno di fuochi d’artificio nel corso delle prossime puntate, “No Tomorrow” parte con tanto bisogno di dimostrare il proprio valore, se vuole superare l’anno.

– The Lady and The Band

Confesso di non essere partita benissimo con questo pilot, soprattutto i primi minuti (facciamo la prima metà dell’episodio), perché ho trovato che facesse molta fatica a ingranare e trovare un ritmo scorrevole.

Le premesse mi piacevano tutte: chi può resistere all’idea di avere un tempo limitato davanti a sé, con il miraggio di poter fare tutto quello che si vuole? Subito, adesso? È un’idea che inebria per la libertà assoluta che sottintende, soprattutto se si ha la certezza che il mondo poi finisca davvero e arrivi l’Apocalisse sul serio. Altrimenti prenderei un po’ con le pinze il concetto di “vivere come se fosse l’ultimo giorno” .

All’inizio non mi ha particolarmente coinvolta la protagonista e, quel che è peggio, non ho percepito scintille magiche nell’incontro con Xavier, la persona che doveva mostrarle la via per una nuova esistenza, insieme ai suoi pettorali e ai perfetti occhi verdi. Intendiamoci, si potrebbe fare un telefilm intero in cui l’attore incoraggia timide protagoniste a cantare in pubblico denudandosi, non sarò di certo io a lamentarmi, solo che il personaggio, al momento, mi ha trasmesso poco, se non uno sguardo languido costantemente indossato e un sorriso che, nelle intenzioni, doveva essere irresistibilmente affascinante.
Ho trovato in realtà molto più divertente il capo di Evie, i suoi amici e, soprattutto, mi ha fatto molto ridere il fidanzato scaricato, quando si è messo le ginocchiere per farle la proposta di matrimonio e il suo parlare con un tono di voce così basso da generare siparietti comici a ogni esternazione, al parco con i genitori di lei.

L’interesse è invece aumentato quando il pilot ha preso una strada che non mi aspettavo. Ero convinta che Evie e Xavier sarebbero fuggiti insieme per esaudire i desideri della lista (applauso per la scelta del termine Apocalyst), esclusivamente grazie alla doppia attrazione: quella fisica reciproca e quella nei confronti di un ideale di libertà totale, molto epicureo.

Invece la trama si complica e si fa meno scontata. Per prima cosa Xavier si rende colpevole di un’ingerenza nella vita di Evie che fa nascere un immediato e giusto conflitto. Gli avrei tirato in faccia un bicchiere anche io. Ma come ti permetti? Chi ti conosce? Mi è piaciuto che ci sia già stato un confronto che ha portato alla necessità, per Evie, di prendere posizione e di difendere le proprie scelte: lui sarà pure molto bello e carismatico, grazie tante, ma lei non è semplicemente un’aggiunta passiva alla sua vita.
In secondo luogo mi ha colto impreparata la malattia cardiaca di Evie che porta la “fine del mondo” a un livello personale, diverso che per Xavier, finendo per accomunarli negli intenti. Forse il mondo non finirà, ma la durata dell’esistenza non è così scontata come ci appare quando le cose vanno bene. Evie prende in mano la sua vita, fa la lista delle cose che non possono più essere rimandate, lascia l’uomo afono con le ginocchiere e finisce tra le braccia di Xavier.

Non sono del tutto sicura di continuare a seguirlo, ma mi fa piacere che sia riuscito a riprendersi nel corso dei quaranta minuti, trasformandosi in qualcosa di più coinvolgente e meno superficiale. Ha momenti di comicità brillante e i personaggi di contorno sono azzeccati. Forse sarebbe stato meglio confezionarlo come una comedy: ho faticato ad arrivare alla fine, mentre, secondo me, una durata dimezzata avrebbe saputo valorizzarlo meglio.
Vedremo se saprà sostenersi con queste premesse nel corso del tempo.

– Syl

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