Pilot Addicted | Manhattan Love Story


Ancora pilot per noi addicted, YAY! Oggi il nostro staff vuole parlarvi delle prime impressioni su Manhattan Love Story, nuova comedy di ABC i cui sottotitoli potete trovarli qui a cura del nostro team di SubsCloud.

Hey, tu! Sì, tu! Vieni un po’ più vicino, sto per dirti un grande segreto: uomini e donne ragionano in modo diverso! Sei scioccato, vero? No? Beh, è su questa differenza che gioca Manhattan Love Story, quindi se la cosa, sebbene sia trita e ritrita, non smette mai di divertirti, allora questa serie fa per te.
Il problema fondamentale del pilot, almeno dal mio punto di vista, sono i personaggi poco convincenti: i protagonisti parlano e agiscono per stereotipi e quelli secondari sono appena abbozzati. Nonché mi rifiuto di credere che qualcuno al di sotto dei sessat’anni ai giorni nostri non sia in grado di capire cosa premere sul cellulare per chiamare e cosa per mandare un messaggio, come accade alla protagonista. Vero è che il tempo a disposizione era veramente poco e che, nonostante tutto, questo pilot dal sapore un po’ insipido riesce a strapparti qualche risata, ragion per cui credo che gli concederò la chance di rifarsi col secondo episodio.
-Celia

Manhattan Love Story era una delle comedy che attendevo con trepidazione quest’anno. Protagonisti Dana (Analeigh Tipton) e Peter (Jake McDorman), la prima trasferitasi a New York da poco in cerca di amore e fortuna, tenta la carriera nell’editoria mentre il secondo lavora in una ditta che produce trofei, targhe, insegne e quant’altro. La cosa più divertente di questa serie è il fatto che oltre ai normali dialoghi lo spettatore assista ai flussi di coscienza dei protagonisti, i cui cervelli vomitano reazioni genuine ed esilaranti. La storia non è troppo originale, la trama è semplice e per ora lineare: i due si conoscono tramite una coppia di amici ed escono per un primo appuntamento. L’unico personaggio che mi è davvero piaciuto è stato quello di Dana, seppur rappresentando lo stereotipo della ragazza della porta accanto nel piccolo paesino che si trasferisce in una grande città, trovo che in lei ci sia del potenziale, soprattutto grazie all’espediente dei ‘pensieri pubblici’. Gli altri personaggi, compreso il protagonista maschile, mi sono sembrati troppo stereotipati e privi di propria inventiva: Peter è il classico ragazzo dal sarcasmo non troppo acuto, a cui piace far finta di avere in mano le redini della propria vita e diciamocelo, si crede molto figo. Amy, la migliore amica di Dana, è una maniaca del controllo e l’ho trovata irritante a tratti, l’amica rompiscatole che spinge affinchè tu abbia un fidanzato e un lavoro super favoloso e una vita all’ultimo grido. Meh. Per quanto riguarda suo marito invece ho ben poco da dire, dal momento che uniche battute che gli hanno affidato sono state pressochè inutili. Continuerò comunque a vedere questa serie perché gli elementi positivi (seppur pochi al momento) mi fanno sperare che le cose si indirizzeranno verso un più roseo futuro.
-Xsunsetbeauty

Pochi preamboli. Ho adorato questo pilot. Fresco, divertente, terribilmente reale.
Manhattan Love Story era la comedy che più attendevo per questo nuovo anno ed è comunque riuscita a sorprendermi. La storia è molto semplice, una ragazza si trasferisce a New York inseguendo i propri sogni, alle prese con il lavoro che ama e la nuova città e subito i suoi amici le combinano un appuntamento al buio con un ragazzo. Questa è la storia di Dana, interpretata da una dolcissima Analeigh Tipton, e di Peter, Jake McDorman meglio conosciuto come l’Evan di Greek, ma è anche molto, molto di più. Dopo appena un episodio credo di essermi follemente innamorata di Dana, personaggio nella quale qualsiasi ragazza si potrebbe riconoscere o per lo meno così è successo a me. A chi non è mai capitato di inviare un messaggio alla persona sbagliata, premere un pulsante al posto dell’altro, fare figuracce?
Ottimi gusti anche per quanto riguarda le password di Facebook poi! Peter è invece il classico ragazzo che non prende mai nulla sul serio ma che in realtà da qualche parte nasconde un lato tenero. Si ride, ci si inizia ad affezionare ai personaggi e ci si diverte davvero, ottima serie del genere in cui tutto funziona alla grande fin dalla partenza. Sicuramente uno show che merita di essere visto, una di quelle comedy non demenziali o eccessivamente forzate ma che scorre meravigliosamente grazie ai suoi protagonisti e ai loro strambi pensieri.
-Claw

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