Pilot Addicted | Gotham

Dopo la recensione del nostro Lestblue arrivano anche altri pareri in merito al pilot della FOX che ha incuriosito moltissimi addicted: Gotham.

gotham

Faccio parte di una di quelle persone che non aveva dubbi. Perché amo questo modo di pubblicizzare le cose all’americana, facendo leva su quello che tutti amano. Perché sarà anche vero che non tutto il mondo ama Batman… ma è palesemente vero che tutto il mondo lo conosce.
Fa parte della cultura personale di tutti noi, insieme a Star Trek e Star Wars. Sono cose che semplicemente SAI: da bambino le hai intraviste, da grande le hai apprezzate se ti piace il genere, ne parli con amici e parenti.
GOTHAM non ha deluso nessuna delle mie aspettative.
La città è stata, come ci avevano anticipato la protagonista assoluta: Gotham non è solo una località mistica, è UN’IDEA. L’idea di un mondo dove ‘crescono’ criminali alimentati dalla corruzione che si cela dietro ogni suo angolo buio, o sotto ogni sua fognatura fumante.
L’idea di un mondo che ha bisogno di un SALVATORE. Ruolo che per ora sta svolgendo Jim Gordon (un ottimo Ben McKenzie).
Premessina: io non ho amato The O.C., o meglio non ho mai amato il personaggio di Ryan. Per un motivo molto semplice: non sono particolarmente amante dei personaggi ‘a sviluppo lento’. Quelli cioè che ti fanno capire chi sono a velocità rallentata. E Ryan era uno di quelli. Detto questo, McKenzie mi è piaciuto OLTRE QUELLO CHE PENSAVO. Perché? Perché Jim Gordon è stato tutti noi: affascinato e spaventato da Gotham allo stesso tempo (e lo si vede quando rimane colpito dai metodi poco ortodossi del collega Bullock o quando cerca di penetrare gli occhi fintamente distaccati di Fish: non giudica, è solamente curioso).
Il mio cuore innamorato di Batman ha sussultato (di giubilo) quando Jim (alla fine di un pilot che si sviluppa dall’omicidio di Thomas e Martha Wayne in poi) si reca da Bruce per restituire il distintivo, non essendo riuscito a catturare l’assassino dei genitori (dopo aver scoperto che Pepper era stato incastrato).
E’ stato quello il momento in cui Jim Gordon è diventato la persona di cui Bruce Wayne si fida di più in città, e questo solido momento di rispetto tra loro non ci abbandonerà MAI. E’ nella storia personale di Batman.
Bonus speciale (e personale) a due cose:
– il personaggio di Penguin.
Magistrale la follia latente dietro la quale Robin Lord Taylor osserva il mondo che lo circonda.
– l’atmosfera da video-clip. Come se Gotham stessa recitasse un ruolo.
Un ruolo di vibranti risate di fronte alla nostra meraviglia.
– Mary’s World

Credo di essere l’unica forma di vita sulla faccia della terra a cui questo Pilot non ha lasciato quasi nulla.
Inizio col dire che l’ambientazione di Batman non è certamente tra le mie preferite, e questa è un’attenuante. Normalmente prediligo le atmosfere più rilassate e colorate della Marvel ai papponi cupi, grigi e depressivi della DC, e non mi riferisco solo ai rispettivi universi cinematografici. Leggo fumetti da 20 anni, l’opinione che ho dei rispettivi multiverso delle due più famose case editrici americane è onnicomprensiva.
Tra tutti, però, sono una fan sfegatata dei Batman di Burton (e di Burton stesso). Certamente ho apprezzato tantissimo la citazione visiva della morte dei Wayne, della collana che si spezza, delle perle che rotolano sull’asfalto in una notte che ci fa momentaneamente somigliare Gotham City a quella che ormai è stampata a fuoco nell’immaginario collettivo della nostra generazione.
E’ questo che mi ha colpito di più del Pilot: Gotham ci viene mostrata quasi sempre di giorno, alla luce del sole, dove vediamo una città grigia e non “nera”, spenta ma non cupa, pericolosa certo, ma smorta e non fatta di quel buio, illuminato da colpi di pistola e luci al neon delle insegne, alla quale siamo abituati. Come se Gotham, ora che il Cavaliere Oscuro è ancora un bambino, non fosse “completa”, come se la sua rovina fosse solo in corso d’opera, e la notte debba ancora calare nella sua totalità.
Le uniche scene notturne, infatti, sono quelle che riguardano Bruce e la morte dei genitori, come se la Gotham notturna, piovosa e seriamente pericolosa fosse in procinto di crearsi attorno a lui… Metafora stupenda della creazione di Batman.
Ho detto che questo Pilot non mi ha lasciato quasi nulla. Quel che mi ha lasciato, a parte un senso di “creazione in divenire” del batman Universe, è la meraviglia negli occhi di Selina Kayle, la stupenda interpretazione di Penguin, un Edward Nigma come l’ho sempre immaginato e un Alfred (Il mio personaggio preferito dell’ambientazione, da sempre) energico e paterno, un po’ fuori dai canoni del mio adorabile e pacato vecchietto.
L’interpretazione di Jim Gordon, ahimè, non mi ha dato nulla. L’ho trovato molto al di sotto delle aspettative create per la serie. Non seguivo The O.C. , e di conseguenza vedo l’attore in un ruolo impegnativo per la prima volta, ma più riguardo la puntata più lo trovo forzato, a volte esagerato. Non aiutano certo le interminabili parti dell’inseguimento, che a dirla tutta ho trovato decisamente superflue e fuori luogo, come se fossero state inserite apposta per allungare il brodo di quei due minuti giusti per far arrivare la puntata a tempo limite. Troppi primi piani, e scelte di regia banali e da filmetto d’azione di serie B.
Il resto dei personaggi che gira attorno al protagonista è piatto, a partire dalla fidanzata barbara agli agenti delle squadre speciali, al collega alcolizzato e cinico, corrotto come tutto il resto del dipartimento, che vuole convincerlo ad essere una persona peggiore.
Di certo, gli unici highlights di questo Pilot sono “i futuri cattivi”, e il modo sottile ed allusivo in cui ci vengono presentati. E la scena dell’arrivo di Alfred, col piccolo Bruce che gli si butta tra le braccia. QUELLA è stata l’unica lacrima che ho versato.
Kudos a Robin Lord Taylor: tenere il passo con l’Oswald Chesterfield Cobblepot del grandioso Danny de Vito non è facile, ma pare che lui ci riesca, dando un volto nuovo ad uno dei cattivi che preferisco dell’intera saga di Batman.
Concludendo: sicuramente Gotham è una serie perfetta per gli amanti del genere. Ha le potenzialità per diventare davvero interessante ed accattivante, se l’obbiettivo di curare meglio i personaggi introdotti ad hoc per la nuova trama arriverà a buon fine. Per il momento, mi riservo di rimandare la visione alla pausa invernale, quando sarà uscito qualche episodio in più, perché il Pilot non mi ha con vinta per nulla.
-Ocean

Quando ho sentito parlare per la prima volta di Gotham ero felicissima, l’idea era molto intrigante, poi ho visto FOX ed ho visto la pubblicità spinta che hanno fatto allo show ed ho iniziato a tremare. A quel punto in tutta onestà mi sono preparata al peggio perché il troppo movimento spesso e volentieri può essere sinonimo di fesseria colossale. Dopo aver visto il pilot ho pensato che avrebbero potuto fare di peggio, ma anche di meglio. Ho apprezzato le atmosfere dark sia per quanto riguarda la città che i personaggi ma il tutto avrebbe reso meglio con un tipo di regia diverso, un po’ più originale e ricercato, invece di quello un po’ piatto che abbiamo visto (tra l’altro i primi piani dal basso di Gordon che corre sono stati oribbbbbbiliiiii!).
Jim Gordon, che per ora è il perno intoro a cui lo show ruota, rappresenta l’uomo, ancora giovane, dai grandi valori e dalle grandi speranze, devo ammettere che ero alquanto perplessa dalla scelta di McKenzie ma anche qui, mi aspettavo di peggio. Dei personaggi che gli orbitano intorno, i più interessanti però sono forse proprio gli intravisti futuri cattivi che nonostante la poca presenza sulla pellicola, rendono benissimo, tutti gli altri abbastanza piatti e sottotono. Spero in futuro di vedere più Alfred ed il piccolo Bruce che mi sono piaciuti molto.
Tirando le somme, è ammirevole che si siano accollati il rischio di portare sullo schermo una storia che praticamente fa parte della cultura pop di quasi tutti gli esseri viventi, poteva andare peggio e sicuramente può migliorare, quindi personalmente proseguirò con la visione.
-Lu

“Gotham” è una sorta di prequel alla storia di Batman, uno dei personaggi più amati della DC Comics. Questo pilot prende le mosse dal fresco arrivo nel dipartimento del novellino James Gordon e ci introduce nell’universo che vedrà poi la nascita dell’Uomo Pipistrello: noi spettatori siamo Jim Gordon e vediamo attraverso i suoi occhi. Facciamo così la conoscenza di alcuni dei tipi poco raccomandabili che popolano una metropoli che è quasi un personaggio a sé: Gotham City ha un’anima ed è qui paragonabile alla Sin City di Frank Miller. I toni di questo pilot sono cupi quanto basta per rendere il prodotto accattivante e gli attori in parte: a fronte di un Benjamin McKenzie senza infamia e senza lode, a farla da padrone sono indubbiamente Donal Logue (il detective Bullock), Jada Pinkett Smith (Fish Mooney) e Robin Lord Taylor (un esaltante ed esaltato Pinguino). In fin dei conti quello di “Gotham” è un esordio degno di nota, ma non esaltante: solo il tempo ci dirà se la scommessa della FOX – realizzare una serie sulle origini di Batman sostanzialmente senza Batman – sia stata vinta o meno.
-Clizia

Penso non ci sia bisogno di introdurre Gotham, dato che è stato ampiamente pubblicizzato ed era uno degli show più attesi della nuova stagione televisiva. Passerò quindi direttamente ad esporre la mia opinione personale: nel complesso credo sia stato un buon primo episodio, che ci introduce subito la storia delle origini di quello che un giorno diventerà Batman e la sua collaborazione con il giovane Jim Gordon, l’uomo che cercherà di lottare contro il sistema corrotto che regna nella città di Gotham. In particolare ho apprezzato la performance dell’attore che interpreta il giovane Pinguino, mi ha colpito più positivamente di tutti. Devo ammettere, però, che pensavo mi prendesse di più, invece non posso dire che mi abbia tenuta attaccata allo schermo per tutta la durata dell’episodio. Si guadagna senza problemi la sufficienza e sicuramente guarderò i prossimi episodi per vedere come si evolveranno le cose.
-Bornwithoutamask

Prendete Batman, il mio supereroe preferito, e trasportate sullo schermo le origini della sua storia. Prendete Ben McKenzie e fategli interpretare il ruolo di un giovane Jim Gordon, aggiungete ora ambientazioni fumettistiche, personaggi terribilmente interessanti, un cast notevole e una fotografia da paura e vi ritroverete tra le mani quel piccolo capolavoro che per me è stato il pilot di questa nuova serie. Dopo una lunga attesa Gotham arriva e non delude, riuscendo a convincermi come solo pochi altri pilot quest’anno hanno fatto. Certo, c’è ancora tanto da vedere e non è sicuro che lo sviluppo delle vicende possa essere gestito nel migliore dei modi ma non ho voglia di preoccuparmene ora, non dopo questo inizio così degno di nota. Ho adorato tutto, dal protagonista al giovane Bruce, da un Alfred più cinico del solito rispetto alle ultime trasposizioni cinematografice a quell’adorabile Catwoman bambina e al giovane futuro Pinguino per non parlare della miriade di personaggi che si son intervallati sullo schermo. Gotham mi ha sempre affascinato come ambientazione, ho visto quasi tutti i film dedicati all’uomo pipistrello ed è per questo che son veramente curiosa di vedere come gli sceneggiatori gestiranno l’enorme potenziale di questa serie. Per ora comunque pilot promosso a pieni voti e consigliatissimo a tutti!
-Claw

Pochi pilot sono stati pubblicizzati e attesi come quello di Gotham. Ad un certo punto, penso che tutti siamo arrivati a porci la fatidica domanda: “Visto che ne parlano così tanto, sarà veramente qualcosa di fantastico, o ci dobbiamo aspettare un enorme fallimento?”.
Per poter rispondere, una delle prime cose bisogna valutare è il protagonista: Ben McKenzie, il famoso Ryan Atwood di The O.C, è stato chiamato ad interpretare Jim Gordon (qui ancora giovane poliziotto), e già con lui la serie raccoglie un parere positivo, perché è dannatamente bravo e il suo Gordon è un vero badass, con solidi principi, un bel po’ di testardaggine e un’incredibile forza di volontà. Prima di Batman, il supereroe che sacrificherà se stesso per Gotham, è lui a rifiutarsi di arrendersi di fronte alla profonda corruzione della sua città e a fare la differenza. La “prova protagonista”, con lui, è abbondantemente superata: McKenzie brilla in un ruolo che gli sta a meraviglia.
La città di Gotham è un altro punto a favore: il suo degrado è evidente, e le atmosfere dark lo sottolineano.
I cattivi sono il terzo punto forte: Fish, interpretata da Jada Pinkett Smith, ha carisma abbastanza da dare grandi soddisfazioni; stesso discorso per il giovane pinguino, e si sono già visti i piccoli villains di Batma, come Poison Ivy, Catwoman, l’Enigmista, prima di diventare quello che saranno nei fumetti.
E non c’è Gotham senza Bruce Wayne, che in questo episodio perde i suoi genitori, iniziando così quel lungo percorso che lo porterà a indossare la maschera dell’uomo pipistrello. Bruce è ben lontano dall’essere il superore che sarà, ma si fa già cenno a un elemento fondamentale della sua crescita: la sua lotta contro la paura. L’amicizia con Gordon inizia proprio nel momento più drammatico della sua vita, e muove i primi passi proprio in questo pilot. Alfred compare poco, ma basta a capire la personalità del maggiordomo e la sua forza d’animo.
Le atmosfere sono azzeccate, le interpretazioni degli attori sono convincenti, la storia è intrigante: in sostanza, alla fatidica domanda che ponevo all’inizio del commento, posso rispondere, con ancora addosso tutta l’adrenalina che mi ha messo in circolo questo pilot: “Sì, è proprio fantastico”.
-Eilidh

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