Personaggi maschili di Emily in Paris: i più affascinanti!

La chiacchieratissima Emily in Paris (disponibile su Netflix dal 2 Ottobre) ha diviso il pubblico in chi l’ha amata e chi l’ha detestata. I primi hanno premiato la leggerezza della serie e l’interpretazione della Collins come americana a Parigi; i secondi hanno distrutto la produzione accusando una visione della città troppo stereotipata. Certo è che si tratta di uno show pieno di succulenti attori: conosciamoli meglio! Ecco a voi i personaggi maschili di Emily in Paris, i più affascinanti perlomeno.

I grandicelli

Cominciamo da Antoine Lambert, cliente dell’agenzia “Savoir” dove lavora Emily ed amante del suo capo Sylvie. La presenza del misterioso William Abadie sullo schermo è piuttosto sporadica, nonostante la sua filmografia inizi nel 2002. Compare in diverse produzioni seriali di successo come Sex and the City, Ugly Betty, Gossip Girl, Homeland, The Mentalist, Ghotam: vi invitiamo a scovarlo!

Il secondo della lista è il proprietario di hotel Randy Zimmer, ovvero Eion Bailey (44 anni). Da giovane ha interpretato il ruolo secondario di Ricky in Fight Club e quello dell’editore di “Rolling Stones” in Quasi famosi. I più attenti l’avranno riconosciuto invece come il Pinocchio di C’era una volta, altrimenti noto come August Booth nella serie.

Sull’età di Mathieu Cadault, nipote del designer di successo Pierre Cadault, c’è qualche incertezza, ma penso di poterlo inserire in questa categoria. L’interprete, Charles Martin, è piuttosto riservato sulla vita privata tanto che non si trova la sua bibliografia in rete! Fonti certe lo identificano come Pascal de Saint Martin nel drama Versailles, ma il suo ruolo è marginale tanto quanto quello ricoperto in questa produzione.

 

I sottovalutati

Il primo di questo gruppo è senz’altro il collaboratore di Emily, Julien. Samuel Arnold nella serie non è proprio considerato da noi fanciulle in quanto evidentemente omosessuale, ma le foto su Instagram non mentono! Il ruolo che ricopre in questa rom-com si può considerare il suo primo ingaggio importante.

Thomas, o per meglio dire “lo snob”. È vero, Julien Floreancig fa da comparsa solo nel sesto episodio come fugace amante della protagonista, ma a giudicare dai profili social, va decisamente tenuto d’occhio. Se il suo vi sembra un volto noto, forse lo avete visto recentemente come Damien nel programma televisivo francese Un si grand soleil (2020).

È doveroso inserire anche Doug, il fidanzato di Emily a Chicago. Perché? Provate a digitare “Roe Hartrampf Magic Mike” su Google e godetevi la performance con i The Skivvies: so già che mi ringrazierete. Intanto, per i più pigri, eccovi un assaggio di questo fustacchione.

Fra gli “underrated” anche il fratello maggiore di Camille, Théo. David Prat non è decisamente un attore conosciuto ma con i suoi addominali e quella mascella squadrata non dovrebbe volerci molto a rimediare.

Gli gnocchi

Posto d’onore per il fratellino diciassettenne di Camille, Timothéè. Il giovane Victor Meutelet (classe 1998) ha già lavorato sul grande schermo nelle produzioni del 2019 Tutte per una e Destini in fiamme. È però famoso per aver recitato nella commedia drammatica francese Clem e nella miniserie Les innocentes. La curiosità? In entrambe, pur non essendo collegate, interpreta un ragazzo di nome Lucas.

Ultimo, ma non per importanza, l’affascinante chef che tutte stavamo aspettando da inizio articolo: Gabriel. Lucas Bravo è comparso in svariate produzioni francesi, la più importante delle quali è stata Mrs Harris Goes to Paris, dove interpreta André Fauvel. In Emily in Paris si riscatta nel ruolo di protagonista maschile indiscusso che fa letteralmente girare la testa alla nostra bella Lily Collins: possiamo biasimarla? Inoltre, lui è sexy, lei pure: la ship è assicurata (chi non approva, mente).

Personalmente ho trovato questa serie una piccola chicca per svagarsi, da divorare tutta d’un fiato in queste uggiose giornate autunnali che ci attendono. I personaggi maschili di Emily in Paris sono un ottimo motivo per recuperare la serie by the way! Consiglio dunque di lasciarsi trasportare dal mood frivolo dello show, senza star troppo a criticare la visione che danno di Parigi. Del resto, si tratta pur sempre della visione americana della capitale francese no?

Marti
Nel 1998 nasceva quella che oggi si può definire una cinefila divoratrice di serie tv piena di idee ed interessi.

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