Penny Dreadful | Recensione 3×03 – Good and Evil Braided Be

Nuova settimana, nuova puntata meravigliosa di Penny Dreadful. Seriamente, questo show non ne sbaglia mezza e anche quando ci sono sviluppi che fanno pensare un po’ meh, non si tratta comunque di un meh abbastanza grosso da rovinare il quadro generale.

Partiamo proprio dalla parte che ho definito meh, ovvero dalla storyline che si sta dipanando per Ethan. Abbiamo da una parte Ethan ed Hecate che si ritrovano a unire le forze – anche se lui non ne è molto felice – per sfuggire allo sceriffo locale e a Scotland Yard, dall’altra abbiamo sir Malcolm e l’indiano che cercano disperatamente di raggiungerli perché Ethan has been chosen per salvare gli Apache o qualcosa di simile, e perché devono impedire che il lato oscuro che cova dentro di sé prenda il sopravvento, soprattutto ora che Hecate è al suo fianco. Non fraintendetemi, non è che io stia bocciando questo arco narrativo che in realtà è pieno di spunti da sviluppare e anzi – come dicevo anche la settimana scorsa – sono contenta che ci stiano fornendo un background vero per il personaggio di Ethan, ma non so… c’è qualcosa che mi impedisce di sentirmi pienamente attratta da ciò che gli sta accadendo, un qualcosa che non mi fa agognare l’episodio successivo perché devo sapere o ne va della mia sanità mentale – come invece accade per gli altri personaggi. Non capisco molto bene dove gli autori vogliano andare a parare, se ci mostreranno la sua spirale discendente, se sarà lui quello ad aver bisogno di essere salvato a questo giro, o se semplicemente vedremo fughe e sparatorie da far west per il resto della stagione – con lui che rimarrà sempre lì, a cavallo di quella linea sottile che separa il nostro lato oscuro da quello buono. Diciamo che non penso che Hecate sia stata messa lì a caso, sono fermamente convinta che abbiano deciso di tenere il suo personaggio per mostrarci la spirale discendente di Ethan Chandler – o Ethan Talbot, se preferite – ma c’è qualcosa che non riesce a convincermi per ora. Non so, staremo a vedere.

Dall’altra parte dell’oceano ritroviamo invece la nostra Vanessa intenta a proseguire con le proprie sedute di terapia. Sono momenti importanti per lei, attimi in cui mette la propria anima e l’essenza di ciò che si porta dentro a nudo, e per lei è quindi fondamentale che la dottoressa le creda. Vanessa ha bisogno che la Seward le creda, che creda alla propria somiglianza con la strega, che creda che Vanessa conviva con un passeggero oscuro, che creda a tutto il male che vaga libero per il mondo, pronto a colpire non appena si abbassa la guardia. Per Vanessa non ha senso aprirsi con lei se lei non è disposta a prendere atto di tutte queste cose, ma allo stesso tempo è lei la prima a faticare a crederle quando la dottoressa le dice che no, non sta mettendo in dubbio nessuna delle cose che Vanessa le sta raccontando. Non è poi una reazione fuori dal mondo quella di Vanessa, consapevole com’è di star parlando di cose che vanno oltre la quotidianità e ciò che l’occhio umano è abituato a vedere – o disposto a vedere. Ecco che la vediamo quindi reagire in maniera violenta e aggredire la Seward per dimostrarle che tutto quello che le esce dalla bocca è vero. Di nuovo ritroviamo il suo dolore profondo, un dolore che non è esprimibile a parole ma che è dipinto in maniera fin troppo chiara nel suo sguardo, e di nuovo ci ritroviamo colpiti allo stomaco dalla forza delle sue emozioni.

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Di particolarmente interessante qui c’è la reazione della Seward o per meglio dire, la non reazione della Seward. La dottoressa non si sposta, non la spinge via, la lascia fare. E ci ritroviamo un’altra volta a pensare che questa donna probabilmente sappia molto più di ciò che lascia a vedere, che dietro all’apparente freddezza e sangue freddo della scienziata ci sia molto, molto di più. Non mi stupirei se saltasse fuori che lei sappia esattamente chi sia Vanessa, che l’abbia saputo fin dal principio e che anzi, abbia fatto di tutto per farla approdare nel proprio studio medico.

Poi però l’umore di Vanessa cambia repentinamente, nel momento in cui esce da quella stanza e si incontra con Sweet/Dracula. Quest’uomo le piace, non nel senso romantico del termine ma comunque le piace. Si sente attratta e affascinata da lui, dalla sua sete di conoscenza, dalla sua maniera di trattare con le creature da cui di solito la gente scappa o che vengono ignorate. E fa male vedere come i due si ritrovino a capirsi a vicenda perché anche se in maniere differenti, entrambi hanno sperimentato la perdita, entrambi sanno cosa sia la sofferenza ed entrambi stanno cercando di uscirne fuori. Fa male perché irrazionalmente pensiamo che Sweet possa rappresentare un piccolo barlume di speranza per Vanessa, ma razionalmente sappiamo che non c’è nulla di dolce in lui, perché conosciamo la sua vera identità e siamo consapevoli che in realtà si tratta solo dell’ennesima minaccia per la nostra eroina.

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E quello che inizia come un momento divertente all’interno della casa degli specchi, per Vanessa si trasforma in una sorta di reality check, messo lì a ricordarle che non può lasciarsi andare, che è pericoloso, che non le è concesso di abbassare la guardia perché il male è sempre la fuori. La sua piccola bolla di spensieratezza scoppia quando scopre che questo male le sta dando la caccia e, peggio ancora, che questo male in realtà lei l’ha già incontrato in passato. Ci saranno conseguenze per il tirapiedi di Dracula che si è permesso di approcciarla e farle aprire gli occhi, conseguenze che ci mostrano per l’appunto che Sweet non è dolce per niente ma che anzi, sa essere gelidamente spietato con chi non si attiene ai suoi comandi. E quel SHE’S MINE che ci ha fatto accapponare la pelle ci mostra anche la sua possessività e ci fa intendere che lui gli occhi su Vanessa li ha messi molto tempo fa.

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Dopo questo reality check Vanessa si ritrova a tornare dalla Seward e a costringerla a sottoporla a una seduta di ipnosi per riportare alla mente il volto di questa minaccia che lei ha completamente cancellato dai propri ricordi, per capire chi sia. Vediamo riaffiorare vecchie sofferenze, e dolore sommarsi al dolore mentre la ritroviamo nuovamente chiusa all’interno dell’ospedale psichiatrico che avevamo già visto nel corso della prima stagione. Ma capiamo anche una cosa, ovvero che Vanessa non è più disposta a farsi manipolare, non è più disposta a combattere contro l’ignoto e non è nemmeno più disposta a scappare né a farsi sopraffare dalla paura. Adesso ha la possibilità di contrastare il proprio nemico scoprendone l’identità ed è disposta a rivivere tutto questo dolore pur di avere un vantaggio su di lui, seppur piccolo. E arriviamo al grande colpo di scena dell’episodio, perché proprio quando siamo tutti convinti che il volto di Sweet stia per palesarsi di fronte a lei, in realtà quello che vediamo è John Clare. È un colpo di scena assolutamente imprevedibile e che apre le porte a mille interrogativi fra cui il primo in assoluto è: Vanessa può avere qualcosa a che fare con la sua morte? È possibile che in qualche modo lei sia anche solo parzialmente responsabile per ciò che gli è accaduto? E John Clare si ricorderà anche di lei, di lei nella sua vita passata? Perché John Clare sta iniziando a ricordare, l’abbiamo visto per tutto l’episodio vagare per Londra alla ricerca della propria casa, dei propri cari, della propria vita passata. E l’abbiamo visto anche sorridere con affetto quando vede Vanessa per strada, la donna che gli ha mostrato empatia, la donna che non si è spaventata per il suo aspetto ma ha saputo guardare oltre e vedere che dietro alle cicatrici John Clare in fondo è un uomo buono e sensibile. E la sua bontà la rivediamo anche nei suoi ricordi, nell’affetto nei confronti del figlio e nella maniera in cui osserva sia lui che la moglie ora che non può più avvicinarsi a loro. Quindi cosa accadrà quando si ricorderà anche di Vanessa? E in che maniera le strade dei due si sono incrociate in passato? Ci chiediamo che ruolo possa aver avuto Vanessa nella fine di John Clare, ma c’è anche da chiedersi che ruolo abbia avuto John Clare nei contatti che lei ha avuto in passato con Dracula. Come ho detto, John Clare è fondamentalmente buono, per cui mi risulta difficile crederlo un accolito di Sweet nella sua vita precedente. In più riesco a vedere chiaramente dipanarsi di fronte ai miei occhi il collegamento fra le storyline di Vanessa e Victor, collegamento che potrebbe essere proprio John Clare stesso. E per tutto questo sì che aspetto con trepidazione il prossimo episodio!

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Victor si è visto poco in questo episodio, ma quel poco che abbiamo visto di lui e Jekyll ci è bastato per capire chiaramente che no, il lato oscuro di Jekyll non è non poi così sopito. È un altro aspetto per cui non vedo l’ora di vedere gli sviluppi, soprattutto vedere da che parte penderà l’ago della bilancia morale di Victor quando tutto andrà a rotoli – perché tutto andrà a rotoli, questo è sicuro.

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Infine abbiamo assistito ai deliri di onnipotenza di Lily e Dorian, che tirano su la loro nuova pupilla battezzandola nel sangue, battenzadosi tutti nel sangue in una scena che non so se definire altamente artistica o altamente scabrosa.

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Fatto sta che Lily ha una mente ancora più deviata di quella di Dorian, e se all’inizio è stato lui a trascinare lei, adesso sta avvendendo l’esatto contratto. Anche qui non ci vuole molta fantasia per capire che finirà male.

Vorrei chiudere sottolineando una volta di più l’immensità di Eva Green, non c’è nessuno al mondo che sarebbe stato in grado di interpretare meglio di lei un personaggio complesso come quello di Vanessa Ives. Ormai dovrei essermi abituata, eppure ogni volta rimango sbalordita dal suo incredibile talento.

Vi lascio con il promo del prossimo episodio, “A Blade of Grass”, e vi do appuntamento a settimana prossima!

-Elsa

1 commento su “Penny Dreadful | Recensione 3×03 – Good and Evil Braided Be”

  1. Ho avuto letteralmente i brividi quando Jeckill ha avuto quello scatto in cui finalmente si è visto emergere il suo lato più oscuro, brividi perchè non vedo l’ora di vedere come si evolverà la situazione – per quanto sono affezionata a Victor e per l’adorazione per il personaggio Jeckill/Hyde questa è la parte della trama che mi affascina di più! Condivido con te il sentimento contrastante su Sweet/Dracula: vederlo interagire con Vanessa è veramente bello, ma pensando poi a quale sia il suo vero scopo mi fa rimpiangere ogni risata ed ogni momento che trascorrono insieme. La svolta su John Clare e il pensiero che tutte le storyline si possano intrecciare su questo tema mi fa tremare sulla sedia, sarebbe l’assoluta perfezione!! Mi chiedo perchè il “vampiro” abbia voluto andare contro i desideri del suo padrone e svelare a Vanessa questo collegamento: Dracula ha detto che vuole colpirla quando sarà al culmine della debolezza e non ho capito se la reazione che ha avuto è stata semplicemente perchè un altro ha osato avvicinarsi a Vanessa disobbedendogli o se questo spiraglio sul suo passato possa in qualche modo interferire coi suoi piani…
    Ethan anche a me sta convincendo poco, o meglio proprio come hai detto tu mi aspetto di vedere qualcosa di più oltre alla scene da far west, di scavare più in profondità nel suo personaggio. Dorian e Lily sono meravigliosi ma fanno proprio un universo a parte, e invece io li vorrei rivedere interagire con tutti gli altri. Magari se veramente si stabilisse un collegamento tra Vanessa Frankenstein e John Clare, potrebbe saltare fuori anche la storia della creazione di Lily e richiamare quindi in causa Brona ed il suo legame con Ethan… ma mi rendo conto che magari è chiedere troppo! D’altronde quando una serie raggiunge tali livelli ti spinge a volere sempre di più!
    Ciao, alla prossima 🙂

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