Outlander 3×03 – L’arrivo di John William Grey

Terzo episodio per la nuova stagione di “Outlander”, che con “All Debts Paid” inverte la narrazione, in un certo qual modo, e raggiunge il punto di svolta tanto atteso da lettori e non lettori. Forse persino troppo presto.

In questa terza puntata, come accennato, “Outlander” decide di aprire il racconto partendo non da Jamie, come è stato per i primi due episodi, ma da Claire, introducendo il primo salto temporale a cui si assiste nell’episodio (saranno quattro in totale) e relativo unicamente a questa parte della storia. Mentre, per quanto riguarda Jamie, la narrazione è più lineare, esattamente come è stato per Claire nei primi due episodi.
Affrontiamo subito il nodo negativo della puntata: questa velocità nel racconto della storia di Claire spezza il ritmo, tanto da risultare eccessiva. Per quanto sia comprensibile il motivo, cioè ritornare il più rapidamente possibile al punto in cui la seconda stagione ci aveva lasciati – ovvero a Claire, Brianna e Roger che scoprono della sopravvivenza di Jamie alla Battaglia di Culloden- non si può non notare che il tutto avrebbe potuto essere fatto meglio, magari usando un altro episodio, consentendo un ritmo più fluido. I tre salti temporali successivi a quello iniziale, infatti, danno la sensazione che tutto sia affrettato, quasi un taglia e cuci, il che è un vero peccato, soprattutto perché lo show ci ha sempre abituati a un livello eccellente. Nei primi due episodi si è proceduti lentamente, coprendo in essi poco più di un anno e mezzo della vita di Claire dal suo ritorno al Ventesimo Secolo, mentre in questo terzo si coprono circa diciotto anni.
Non che l’episodio risulti di scarso valore, anzi, ma questo è un difetto che rovina un poco la parte di Claire ed è impossibile non notarlo.
Ovviamente, questa fretta taglia molto (praticamente tutto) del matrimonio travagliato e difficile tra Claire e Frank e quindi non mostra quanto lui sia stato meschino e sgradevole nei confronti di Claire durante quegli anni. È vero però che, in primo luogo, alla luce di tutto il periodo che viene coperto nella puntata, sarebbe stato impossibile trovare lo spazio per mostrarlo; in secondo luogo, a essere onesti, non era nemmeno necessario ed è difficile che qualcuno possa sentire la mancanza di tale parte, né sarebbe stato davvero interessante vedere i due litigare. Senza considerare, per l’appunto, che lo show mira evidentemente alla riunione tra Jamie e Claire nel modo più veloce possibile. Tuttavia, nei momenti in cui li vediamo, ovvero la colazione, il periodo della Laurea di Claire, con i festeggiamenti per quest’ultima, il compleanno di Bree e poi il suo Diploma, viene mostrato il succo centrale della questione: il loro matrimonio è naufragato; Frank ha un’amante mentre Claire gli è rimasta fedele; i due, separati in casa, mantengono le apparenze per Brianna e per la società.

Si evidenzia il loro matrimonio infelice e il loro essere costretti a stare insieme, a cominciare dal fatto che Frank, che tanto rancore ha avuto e serbato per il tradimento di Claire, abbia fatto la stessa cosa, benché in circostanze diverse e senza avere particolare riguardo per la moglie (proprio in un momento cruciale per lei e tornando addirittura ubriaco) e, inoltre, non abbia affatto apprezzato che Claire si sia costruita una carriera come medico. In sostanza, i due erano persone non destinate a stare insieme, ma forzate dai tempi a farlo e questo ha “rovinato” le loro vite, ognuno dei due col proprio bagaglio di errori e risentimento.
(Personalmente ho anche pensato che si sia preferito non mostrare gli scontri e i comportamenti meschini di Frank perché si era già visto tanto con Black Jack. Non c’è dubbio, in ogni caso, che il motivo principale di tali tagli sia stato ridurre il più possibile la parte in cui Claire e Jamie sono divisi.)
Altra considerazione da fare è che l’ultimo litigio Claire-Frank è servito anche a sottolineare quanto il sentimento perduri non solo da parte di Jamie, ma anche da parte di Claire, quanto esso sia rimasto forte dopo quasi vent’anni di separazione, come esso sia, letteralmente, un amore imperituro, nonostante i due siano divisi, altrettanto letteralmente, dal Tempo e dallo Spazio.
Tuttavia, benché con poco, viene mostrato, quantomeno, perché Bree amasse così tanto Frank come padre, sebbene il taglio e la fretta influiscano negativamente anche sul loro rapporto, lasciando fuori particolari che contribuiscono a caratterizzare Brianna. Speriamo che vengano almeno narrati in futuro.


E così arriviamo alla morte di Frank Randall, relativamente alla quale è molto bello l’addio di Claire, che dice la verità: un tempo lo ha amato molto. Prima di Jamie. Frank è effettivamente ciò che Claire dice, ovvero il suo primo amore. Non quello della vita, non “quello giusto”, poiché queste due tipologie sono individuabili in Jamie, ma il primo sì. Diciamo così “Adieu” a Tobias Menzies (a meno di possibili flashback futuri), fantastico interprete. Alla prossima, Tobias!

E passiamo a Jamie. Anche con lui abbiamo un salto temporale in avanti: era il 1752 nello scorso episodio, è il 1755 in questo. E’ curioso notare come, attraverso questo primo salto in avanti, si sottolinei nuovamente il parallelismo tra i due protagonisti, Claire e Jamie, che in questa parte della narrazione si ritrovano esattamente negli stessi anni (metà anni ’50) di due secoli diversi.
La parte relativa a Jamie ci porta finalmente John William Grey, che abbiamo incontrato sedicenne nella seconda stagione e ritroviamo uomo adulto ora, dieci anni dopo all’interno della storia.
Incredibilmente, ritroviamo anche Murtagh, che avrebbe dovuto morire nella Battaglia di Culloden, ora posso dirlo senza problemi di spoiler.
La mia opinione del tutto personale: grazie al cielo hanno cambiato e Murtagh è ancora vivo! Ho urlato di gioia quando l’ho visto e soprattutto quando ho capito che Jamie non aveva delle visioni o sogni magari portati dalla disperazione (sì, l’ho pensato per qualche minuto), Murtagh era davvero vivo! La sua morte per me è sempre stata inaccettabile, Jamie senza Murtagh era un qualcosa di insopportabile (soprattutto visto che già si erano perduti Angus e Rupert); Murtagh è uno dei personaggi più belli della storia, motivo per cui uno degli aspetti migliori della parte in Francia è proprio il risalto che viene dato anche a lui, il fatto che divenga anche il confidente di Claire, in un certo senso (una delle scene più belle della scorsa stagione è quella in cui si vede Murtagh scrivere gli anni in cui Claire ha vissuto e poi rivolgersi a lei con tono allo stesso tempo reverenziale, intimorito e addolorato). Spero, perciò, di ritrovarlo a sorpresa in America. Questa scelta è una di quelle che ti fa ringraziare per i cambiamenti apportati rispetto all’originale e peraltro lo hanno mantenuto fedele a se stesso, un uomo per cui gli anni di prigionia hanno pesato molto da un punto di vista fisico, ma non sullo spirito (fantastico il momento in cui dice a Jamie “Parla, prima che io muoia di vecchiaia!”).

Grazie anche alla presenza di Murtagh, ma non solo, la parte di Jamie è ancora una volta la più intensa e struggente: abbiamo l’accento posto sull’atrocità della vita in prigione a quei tempi (anche grazie al dialogo Jamie-John Grey) e ovviamente assistiamo all’ennesima prova di quanto forte sia ancora l’amore che lo lega a Claire, dopo dieci anni senza di lei; inoltre, il tutto è accentuato dal fatto che almeno Claire ha Brianna, che le dà forza e gioia, invece Jamie non ha nulla (altro motivo per cui sono felice del cambiamento su Murtagh).







I momenti più belli della parte di Jamie sono senza dubbio quelli con John Grey, con il bellissimo flashback agli eventi della seconda stagione (relativi alla preparazione alle battaglie della rivolta giacobita) che ricollega la storia tra i due, il loro confronto proprio in quegli istanti, molto intenso e toccante. Il rapporto tra i due, per quanto anch’esso abbreviato, è ben costruito, ha dei momenti stupendi, proprio come il dialogo dopo la “fuga” di Jamie, quello durante la partita di scacchi (nonostante l’epilogo infelice e problematico, che rimanda ovviamente al trauma subito da Jamie con Black Jack – così come ha fatto precedentemente la frase di Jamie, quando Grey non credeva alle sue rivelazioni in merito all’oro -, in particolare alle violenze perpetrate da quest’ultimo e mostrate nella prima stagione) e quello nel finale dell’episodio, sottolineato da una bellissima musica, evocativa e struggente.
Ancora una volta, bravissimo Sam Heughan e chapeau per la fotografia, che nei paesaggi scozzesi non delude mai.





Bene, io sono pronta al ritorno di Bree e Roger e alla ricerca di Jamie da parte loro e di Claire e voi?

Vi lascio con il promo del prossimo episodio, “Of Lost Things”!

https://www.youtube.com/watch?v=Fv2XfmhjXA0

 

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Simona, che da bambina voleva diventare una principessa, una ballerina, una cantante, una scrittrice e un Cavaliere Jedi e della quale il padre diceva sempre: “E dove volete che sia? In mezzo ai libri, ovviamente. O al massimo ai cd.” Questo amore incondizionato per la lettura e la musica l'ha portata all'amore per le più diverse culture (forse aiutato dalle origini miste), le lingue (in particolare francese e inglese) e a quello per i viaggi. Vorrebbe tornare a vivere definitivamente a Parigi (per poter anche raggiungere Londra in poco più di due ore di treno). Ora è una giovane legale con, tralasciando la politica, una passione sfrenata per tutto ciò che all'ambito legale non appartiene, in particolare cucina, libri e, ovviamente, telefilm. Quando, di recente, si è chiesta in che momento, di preciso, sia divenuta addicted, si è resa conto, cominciando a elencare i telefilm seguiti durante l'infanzia (i preferiti: Fame e La Famiglia Addams... sì, nel fantasy ci sguazza più che felicemente), di esserci quasi nata. I gusti telefilmici sono i più vari, dal “classico”, allo spionaggio, all'ambito legale, al “glamour”, al comedy, al fantastico in senso lato, al fantascientifico, al “giallo” e via dicendo. Uno dei tanti sogni? Una libreria. Un problema: riuscirebbe a vendere i libri o vorrebbe tenerli per sé?

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4 COMMENTS

  1. Ed ecco arrivato il momento che temevo, non tanto per Frank, che amavo, quanto per Tobias. Comunque sono felice che abbiano mantenuto sempre netta la distinzione tra BJack e Frank (entrambi interpretati alla perfezione).

    All’addio si contrappone il benvenuto. Lord John è esattamente come lo immaginavo leggendo, lo adoro già.

    Non avevo assolutamente riconosciuto Murtagh, solo dalla voce ho capito chi fosse. Anche io sono felice che non sia morto a Culloden, e spero di rivederlo in seguito.

    Sono d’accordo per quanto riguarda l’eccessiva velocità della narrazione della parte di Claire, ma non mi ha particolarmente infastidito, anzi spero che questo sia un modo per poter rivedere Tobias in flashback successivamente.

    Alla prossima 🙂

    • Ciao!

      Grazie per aver commentato.

      Sì, Tobias è un fantastico interprete. Sono sicura che lo vedremo in flashback, ci sono cose che erano utilizzabili, ad esempio in merito a Frank e Bree, che non sono state inserite, quindi secondo me useranno quelle parti nei flashback.

      Lord John è fantastico, sono felice della sua resa sullo schermo!

      Io sì. Ho riconosciuto Murtagh all’istante e ne sono stata felicissima, questo è un cambiamento più che positivo e, per me, più che bene accetto.
      Secondo me lo rivedremo in USA, lui nell’episodio è nel gruppo che va deportato.

      Per quanto riguarda la parte di Claire, nemmeno a me ha dato fastidio, però è un difetto è in un’analisi va sottolineato, non si può evidenziare solo ciò che è ben fatto, si deve parlare di tutto.

      Grazie ancora e alla prossima!

  2. Lord John!! Mi è piaciuto moltissimo, praticamente il Lord John che mi era immaginata leggendolo nel libro e perfetta la riproduzione del rapporto tra lui e Jamie: timore, diffidenza, conoscenza, rispetto e confidenza.
    Il momento di “debolezza” mi ha procurato quasi un dolore fisico, peraltro rappresentato benissimo da un Sam Heughan che in questa stagione sta davvero dando il meglio di sé. C’era in quello sguardo e in quella minaccia di ucciderlo se non gli avesse tolto la mano di dosso, non solo l’orrore del ricordo delle violenze subite da prigioniero ma anche un senso di fiducia tradita da parte di un uomo che stava iniziando a reputare diverso da BJ salvo invece constatare che gli stava rivolgendo le stesse “attenzioni”. Una fiducia che sembra poter però tornare nel momento in cui LJ dimostra a Jamie di essere ben diverso da Black Jack, dandogli la miglior sistemazione possibile, rispetto al suo status di prigioniero, in quel di Helwater (la visione del castello da mozzare il fiato…)

    Io adoro Murtagh, che sia messo agli atti, ma la sua ricomparsa mi ha lasciato un po’ così: spuntato dal nulla senza una spiegazione, nessun ruolo particolare nell’economia della puntata per poi di nuovo sparire alla fine quando viene deportato insieme agli altri prigionieri.
    La sua presenza inoltre fa fare a Jamie qualcosa che non mi è sembrato in linea con il personaggio: quando Jamie, dopo aver richiesto come condizione per il suo “lavoro” da interprete, più medicine e coperte per i suoi uomini, riceve un diniego da LJ per mancanza di risorse sufficienti, chiede che almeno venga curato il suo parente Murtagh. Non so, il Jamie che “conosco” non avrebbe chiesto “raccomandazioni” per la parentela mettendo in secondo piano gli altri, perché il suo senso di lealtà, onore e fratellanza avrebbe messo TUTTI i suoi uomini allo stesso livello (aldilà dell’affetto che lo lega a Murtagh).
    Per farla breve al momento quello di Murtagh mi è sembrato più un cameo che altro, ma probabilmente gli autori avranno in mente un suo ritorno in un ruolo più incisivo che vedremo quale divergenza porterà rispetto ai libri della Gabaldon.

    Lode e onore a Tobias Menzies che esce di scena e me ne dispiace ma oggettivamente tirare ancora per le lunghe il matrimonio (finito) con Claire sarebbe stato troppo pesante e alla lunga poco coinvolgente rispetto alle vicende del XVIII secolo. Avrei preferito in generale un Frank meno amabile e più sgradevole come quello dei libri ma tant’è.

    E ora non vedo l’ora di vedere la resa delle vicende di Helwater!!
    Alla prossima! 🙂

    • Ciao!

      Lord John è piaciuto tantissimo anche me, è tutto esattamente come hai detto tu.
      Sulla scena della mano, esattamente questo intendevo dicendo che quel gesto rimanda subito Jamie a ciò che ha subito da parte di Black Jack. Il punto non è solo ricordare ciò che Randall ha fatto, anzi, non è tanto questo, quanto evidenziare cosa ciò significa per Jamie, che si trova nella stessa posizione di allora: prigioniero, in carcere, di un ufficiale inglese che mostra attrazione per lui. Nel momento in cui John gli appoggia la mano per Jamie diventa Black Jack, il significato, per lui, può essere solo quello, pertanto tutto ciò che di diverso c’era stato sino a quel momento nella sua mente viene spazzato via.
      Salvo poi, ovviamente, scoprire che invece John è completamente diverso da Black Jack.
      E sì, l’inquadratura del castello e della tenuta stupendi. Come dicevo, la fotografia non delude mai.

      Su Murtagh: beh, non c’è davvero bisogno di spiegazione, no? Sono gli anni successivi a Culloden, Murtagh era tra i giacobiti, come tale è stato arrestato, evidentemente non subito, come Jamie (altrimenti sarebbe stato fucilato come Rupert). È però in prigione da anni, ormai, cosa evidente dal suo stato di salute. Lui e Jamie si sono ritrovati lì.
      E sì, viene deportato in America, quindi la lo ritroveremo.
      La sua presenza serve a sottolineare ulteriormente il dolore di Jamie per aver perduto Claire e, inoltre, il bambino. Il loro discorso è chiaro, come è chiara la reazione di Jamie. Come dicevo, Claire almeno ha Bree, Jamie le ha perdute entrambe e gli restano solo i ricordi, che sono oltremodo dolorosi. Per di più, è un padre che non sa cosa ne è stato di suo figlio e che sa che non lo saprà mai e dunque mai potrà vederlo. Una cosa atroce.
      Murtagh serve anche, però, a dare un qualcosina a Jamie, visto che lui è quello che ha perduto tutto. E concordo con te, Sam sta dando il meglio di sé.
      Sulla richiesta di Jamie, io non l’ho vista non da Jamie, perché non è più il Jamie che era, è l’uomo che ha perduto tutto, che da anni ha dovuto rinunciare al figlio adottivo, alla sorella, al cognato (in sostanza il suo migliore amico), ai nipoti… tutte persone che amava profondamente. Non solo ha perso moglie e figlio, di cui non potrà sapere mai nulla, ma ha perso tutta la sua famiglia, a cui ha dovuto rinunciare pensando al loro benessere. In più è prigioniero in condizioni terribili. Non gli resta nulla, è l’uomo che ha perso tutto. Ha solo una piccola speranza, in quell’inferno: far sopravvivere Murtagh, che per lui è come un padre. È ovvio che voglia salvarlo, non c’è niente di strano o non da lui, è una condizione disperata e lui è disperato. Non è il normale Jamie, non può esserlo.

      Bravissimo Menzies, sì! Come sempre.
      Un episodio in più avrebbe agevolato la narrazione, rendendola meno a scatti e più fluida, però certo non si poteva andare oltre.
      Sull’atteggiamento di Frank, come ho detto la cosa non mi tange, anche perché non lo hanno certo reso un santo, ma capisco chi, come te, avrebbe voluto un qualcosa in più.
      Ciò che io avrei voluto è l’inserimento di parti in più con Bree, ad esempio, per far vedere davvero il loro rapporto.
      Sicuramente ci saranno flashback, diciamo nella prossima stagione, ma in ogni caso si potevano inserire tali parti, che non avrebbero escluso i futuri flashback. Pazienza.

      Anche io!

      Grazie e alla prossima! 🙂

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