OUATIW | Alice torna nella buca del coniglio

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C’era una volta, una ragazzina di nome Alice che fece un viaggio dentro la buca di un coniglio e visse fantastiche avventure che sembrerebbero del tutto folli nel mondo reale.

E’ esattamente a questo punto che incontreremo Alice (Sophie Lowe) in Once Upon a Time in Wonderland, quando andrà in onda la premiere (oggi, giovedì 10 ottobre alle 8/7c su ABC) dello spin-off della serie di successo. Sono passati anni dal suo viaggio al seguito del Bianconiglio (a cui presta la voce John Lithgow) e Alice si ritrova in un istituto psichiatrico dopo il tentativo di mettere a fuoco che proprio l’esistenza del Paese delle Meraviglie ha portato alla morte del suo amore, un genie di nome Cyrus (Peter Gadiot).

Alice sta per sottoporsi a una procedura che dovrebbe cancellare i suoi ricordi, quando il Fante (Michael Socha) e il Bianconiglio arrivano con la notizia che Cyrus in realtà è vivo – e così inizia il nuovo viaggio di Alice a Wonderland dove, questa volta, dovrà affrontare molto di più che la sola, ignobile, Regina Rossa (Emma Rigby). I fan di Aladdin non potranno che trovare la presenza di questo nuovo cattivo nel mondo di Once davvero meritevole. Sta per fare la sua comparsa Jafar, il Gran Visir di Agrabah (Naveen Andrews di Lost). Per familiarizzare con il Paese delle Meraviglie, TVGuide.com ha fatto una chiacchierata con i produttori esecutivi della serie, Adam Horowitz ed Edward Kitsis.

Come si discosta Wonderland da Once Upon a Time?
Adam Horowitz: 
Esiste nello stesso universo di Once, ma è stato pensato come uno show che tutti possono apprezzare, sia che abbiano visto la “serie madre” o meno. Se già conoscete Once, ci saranno rimandi e collegamenti che vi piaceranno. Un’altra differenza rispetto alla prima serie è che quella è stata pensata per abbracciare tante stagioni, e siamo stati molto fortunati di avere tante persone che ci seguono sin dall’inizio. Wonderland, invece, è pensata come una storia da una sola stagione, con un inizio, uno sviluppo e una fine che concluda del tutto la cosa. Se dovessimo avere successo, se alle persone dovesse piacere tanto da volere un seguito, potremmo prendere i personaggi e inserirli in altre avventure nelle prossime stagioni di Once.
Edward Kitsis: Abbiamo impostato la cosa come un film. Pensiamo a Star Trek: protagonisti vivono una sola avventura. Poi, nel film successivo, gli stessi personaggi ne vivono una seconda. Chiaramente, lo sviluppo dei personaggi è continuo e i loro rapporti cambiano. Per quello che riguarda Wonderland, noi non eravamo interessati a creare un’altra serie di miti e temi lunga 5 anni. Quello che volevamo era raccontare una storia limitata, contenuta. Se alle persone piaceranno questi personaggi, li trasporteremo in un’altra avventura.
Horowitz: Non è mai stata pensata come una serie lunga da 22 episodi, e non sarà così. Anche se il numero totale degli episodi oscilla, sarà una serie contenuta dove, alla fine, tutte le premesse dispiegate nell’episodio pilota saranno portate a compimento.
Kitsis: Potete sedervi, guardare il primo episodio e stare sereni perché “alla fine della serie saprò come si conclude la storia”.

Da dove avete preso l’ispirazione per Wonderland?
Horowitz:
A dire il vero l’idea per Wonderland ci è venuta nella 1° stagione di Once, quando abbiamo girato l’episodio sul Cappellaio Matto (Sebastian Stan). Abbiamo pensato allora che il Paese delle meraviglie sarebbe stato un bel mondo di cui parlare. Non c’era lo spazio per inserirlo nella serie madre. Così è rimasto nelle nostre teste, “Se mai avremo la possibilità, esploreremo questo mondo”. Non volevamo proprio inserire di straforo in Once il personaggio di Alice. Sembra ci sia così tanto in lei da cui partire e le idee sono venute giù a valanga.

Parliamo di Alice, un personaggio davvero forte. Quando voi ragazzi avete iniziato con Once, avete dovuto affrontare il problema di come trasformare una principessa disneyana in un’eroina con una spada in pugno. Avete auto gli stessi problemi con Alice?
Kitsis: 
Lo scorso anno quando Snow (Ginnifer Goodwin) uccide Cora (Barbara Hershey), ci hanno lasciato portare il personaggio più lontano che mai dall’immagine classica della principessa.
Horowitz: No, direi che siamo stati molto fortunati che la Disney ci abbia lasciato grande libertà su come gestire i personaggi nella nostra serie. Con Alice è stato lo stesso. In parte lei è l’Alice che ci è familiare, quella del libro (di Lewis Carroll) e dei film, la ragazzina. Ma noi abbiamo reso il personaggio un po’ più adulto, quando torna per la seconda volta. Ci siamo chiesti: cosa succede poi? La prima risposta è che lei è stata rinchiusa in un ospedale psichiatrica. Volevamo intanto esplorare come ha vissuto qui, ma come vedrete nel 1° episodio lei uscirà e tornare a Wonderland. E ci saranno una serie di avventure che dovrà affrontare prima di potersi riunire a Cyrus.
Kitsis: Vi accorgerete che la nostra Alice è avventurosa e curiosa. Allo stesso tempo, dentro di lei qualcosa è rotto. E’ cresciuta senza l’amore di una famiglia, ha trovato questo affetto in Cyrus e poi l’ha perso. Penso che questo l’abbia spezzata. Come vedrete nel pilot, quando il Fante torna e le dà la speranza che lui sia ancora vivo, è come se in lei si accendesse una luce. Vedrete un briciolo della persona che era, qualcuno di cui avreste pensato “Sì, voglio seguirla. Lei è tenace e avventurosa, ma anche gentile.”

Cosa puoi dirci di Cyrus, il genio?
Kitsis: 
Abbiamo pensato alla persona di cui Alice si sarebbe potuta innamorare. Abbiamo una ragazza molto curiosa, che segue un coniglio in una tana. Lei è avventurosa. Quindi, viste le sue caratteristiche, come avrebbe dovuto essere la persona del suo cuore? Abbiamo pensato a un genio. Quello che amiamo dei geni è che sono prigionieri di una lampada e guardano all’infinito le persone buttare via le loro vite. Il nostro personaggio pensa: “Se mai mi innamorassi, se mai uscissi di qui, farei le cose nel modo giusto.” Ci piaceva l’idea di mescolare questi elementi. Se inserivamo un genio nella storia, certo dovevamo portare anche Jafar. Abbiamo pensato subito a Naveen. Per noi Jafar non poteva essere che lui.
Horowitz: E’ stato piuttosto divertente, perché questa era la nostra idea di partenza, quando abbiamo creato Jafar. Quando abbiamo iniziato a fare i casting per il personaggio, sapevamo perfettamente che ci serviva qualcuno come Naveen per questo ruolo. Allora ci siamo detti “Abbiamo già lavorato con lui, forse dovremmo solo chiedergli se vuole far parte del progetto”. E lui ha risposto “Grande!”. Eravamo talmente felici che avesse detto sì. Si è calato nella parte alla perfezione.
Kitsis: Volevamo semplicemente un’atmosfera inquietante da film di Kubrick, ma al contempo con un che di psichedelico, perché è questo che Alice dovrebbe essere. Ma ovviamente, Once è una storia sull’amore. E’ il nostro marchio di fabbrica. Quindi quello che volevamo era raccontare questo epico, psichedelico amore.

Quanto è diverso il vostro Jafar da quello che abbiamo conosciuto in Aladdin?
Kitsis: 
Questo non è un cartone animato.
Horowitz: E’ decisamente più spaventoso. E ha un seguito – ma qui non ci sono pappagalli.
Kitsis: E’ Naveen Andrews nei panni di Jafar. Avete visto quest’uomo spezzare il collo a qualcuno usando le gambe in Lost. Adesso ha la magia. Quello che porta nel ruolo è così eccitante. Certo, lui può essere un malvagio, estremamente crudele, ma come è diventato quello che è adesso?

Sembrano esserci molti parallelismi tra Alice ed Emma Swan (Jennifer Morrison).
Kitsis: 
Decisamente ce ne sono diversi. In uno strano modo, Alice è un mix tra la Biancaneve fuorilegge ed Emma.
Horowitz: L’approccio era quello di creare dei personaggi che mia figlia avrebbe voluto guardare. Possono essere imperfette, perché le persone lo sono, ma in fondo restano donne forti, brillanti e risolute. E assolutamente non sono i loro amori che le definiscono. Quello che le definisce è ciò che vogliono a livello più profondo. Sottoponiamo tutti i nostri personaggi a questo sbarramento. Quale Alice vorrebbero vedere le mie figlie? Quale Alice sarebbe la più innovativa, diversa e giusta per stare nella contemporaneità? Anche se non necessariamente esisterà oggi, quale Alice sarebbe in linea con il presente?

Com’è la Regina Rossa in confronto alla Regina di cuori (Hershey) o alla Regina cattiva (Lana Parrilla)?
Kitsis: 
Molto diversa. Penso che Cora e Regina hanno le loro cose che vanno avanti. In comune, come abbiamo già detto, hanno questo: cattivi non si nasce, ma si diventa. Quindi vedremo cosa ha creato la Regina Rossa. Emma Rigby recita in questo modo malvagio, che fa un po’ Julie Christie.

La premiere di Once Upon a Time in Wonderland andrà in onda oggi (giovedì 10 ottobre) alle 8/7c su ABC. Guarderete la puntata?

Fonte

Sunny_Bluehttp://paroleacolori.com
Lettrice a tempo pieno, scrittrice a tempo perso. Innamorata dei viaggi e del cibo etnico. Il suo sogno nel cassetto è aprire una libreria e passare la vita in mezzo ai libri. Intanto studia per diventare giornalista. Appassionata di telefilm fin da piccola, ha iniziato seguendo Buffy nelle sue ronde notturne e il dottor Carter nei suoi turni ospedalieri. Con il tempo ha ampliato lo spettro dei suoi interessi. Adora le serie storiche e in costume - dai Tudor a Da Vinci's demons, ma il vero amore è Spartacus -, CSI, Numbers e affini, ma anche The walking dead, Dexter, Once upon a time. E non ci dimentichiamo i teen drama, da Beverly Hills 90210 in giù. Insomma, basta davvero poco perché una serie entri nella lista delle seguite.

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