Orphan Black | Recensione 2×06 – To Hound Nature in Her Wanderings

BOOM! Avevo appena finito di decidere chi mi stava simpatico e chi no, chi poteva quasi sicuramente essere piazzato tra i cattivi e chi invece sembrava essere appena passato ai buoni… E invece no, in un solo episodio tutte le mie certezze sono andate a farsi un road trip con Sarah ed Helena e io sono di nuovo da capo a dodici.

ethan_duncan

Per forza di cose cominciamo dalla fine, ovvero dal momento in cui facciamo la conoscenza di Andrew Packham (nuova identità adottata da Ethan Duncan nella sua latitanza), sulle cui tracce Sarah ha passato gran parte dell’episodio, e che alla fine trova…in compagnia di Siobhan (sempre lei, e io che ancora mi stupisco…!). Qualche grazioso epiteto tra le due dopo, S. lascia la figliastra in compagnia dell’ex-scienziato, un uomo tremolante e dall’apparenza così fragile che non lo collegherei a quel bastone di legno di Rachel neanche come portiere del suo palazzo. Confesso che nel momento in cui Sarah ha (anche giustamente, in fondo capisco perfettamente la frustrazione) alzato la voce con lui, mi ha fatto anche un po’ pena, ma la conversazione tra i due è stata importantissima soprattutto perché ha portato entrambi a scoprire le carte: tra balbettamenti vari, alla fine Ethan, incoraggiato anche da S. a dire la verità a Sarah, tira fuori il nome di Aldous Leekie come padre di tutti i mali: l’uomo che ha “rapito” Rachel e colui che ha ucciso Susan Duncan. Dalle parole di Duncan emerge che il Dyad si è proiettato all’interno del progetto Leda quando ne ha visto le potenzialità, laddove l’esercito aveva invece deciso di bloccarlo. Eppure i “cattivi” non erano il Dyad Institute, ma solo la frangia di neoluzionisti al suo interno, Leekie in prima linea. E io che solo una settimana fa gli avevo fatto una standing ovation per essersi messo contro Rachel: va bene finché mi curi Cosima, ma rimani un gran brutto personaggio e mi pento di aver anche solo per poco pensato il contrario!
Sarah, da parte sua, è stata delicata come gli ippopotami in tutù di Fantasia nel far presente a Ethan che la sua Rachel ormai è perduta, che la dolce figlioletta che ha cresciuto con tanto amore finché non gli è stata strappata via è ora una personcina amabile quanto il mal di denti in vacanza, ma lo invita a rientrare in gioco per loro, per lei e le sue “sorelle”, che gli presenta idealmente chiedendogli di aiutarle. Quella che fa Sarah è una dichiarazione d’affetto enorme nei loro confronti: la mamma affettuosa, la brillante scienziata… Una delle cose che adoro nell’interazione tra questi personaggi è che, pur essendo una sola attrice in più ruoli, i rapporti che intrecciano tra loro sono davvero profondi e realistici, e li vediamo diventare sempre più saldi anche nonostante la lontananza. Questo si nota in particolare quando Cosima rivela a Delphine che non voleva che Sarah sapesse della sua malattia per “non darle ulteriori pesi”, dal momento che ne ha già tanti, ma soprattutto nella conversazione telefonica tra le due, quando prima Sarah le chiede se guarirà e, anche dopo la rassicurante risposta di Cosima (che comunque gonfia di proposito le sue speranze per non darle preoccupazioni), le confessa “I can’t do this without you”: nei primissimi episodi della scorsa stagione Sarah aveva bisogno delle sue cloni per riuscire a venire a capo dell’intera faccenda che le riguardava, ma ora non più: hanno bisogno l’una dell’altra come vere sorelle, non tanto per necessità ma per un sincero affetto che nutrono l’una per l’altra. Un “non posso farcela senza di te” che si riflette anche nel “è una persona diversa da chiunque altro” nel finale: nelle parole di Sarah c’è il voler evidenziare l’unicità di ciascuna di loro pur essendo identiche sotto qualunque altro aspetto, ma soprattutto c’è stima, affetto e la consapevolezza di appartenere l’una all’altra.

Per metà del discorso cuore a cuore tra Sarah ed Ethan, Siobhan ha deciso di uscire a prendere un po’ d’aria fresca…e a bersi un tè (e biscottini… wtf?) con Paul, il cui ruolo in questo episodio è perlopiù lanciare occhiate penetranti dalla sua auto mentre fa il palo ovunque Sarah si fermi ma senza muovere mai un muscolo che sia uno per avvicinarla e catturarla. Devo vederci una voluta esitazione perché in fondo ci tiene ancora a Sarah (*fa gli occhioni speranzosi pregando che ci sia ancora qualcosa da salvare in questo personaggio…a parte gli addominali*) o era un semplice plot device per farlo arrivare a tu per tu con Siobhan? Whatever the thing was, sono felice del risultato: dal confronto Paul esce come il poveraccio che realmente è, “servant of two masters” (grazie S. che mi servi la analogie su un piatto d’argento) con un disperato bisogno di un appiglio esterno, appiglio che gli fornisce proprio Mrs S., una potenziale “nuova amica” che ai miei occhi continua a mantenere quell’aura di interesse incondizionato per qualunque cosa dica o faccia, ma che finora ha avuto un ruolo abbastanza confuso sulla scacchiera delle alleanze. Oggi è decisamente (e salvo imprevisti dovrebbe rimanerci permanentemente) dal lato giusto, grazie alla sua dichiarazione:

 

Qualunque siano i trascorsi di Siobhan, mettere in chiaro che la sicurezza di Sarah è e resta comunque la sua priorità era proprio quello che volevo sentirle dire.

Dal fronte Cosima, a parte le sue interazioni con Sarah di cui ho già parlato, la novità principale (oltre al fatto che la ragazza ha ancora tutte e due le braccia) è l’inserimento nel team del ricorrente Scott, colui che ha analizzato i campioni di sangue di Cosima senza sapere a chi appartenessero, ma che è stato in grado di fare due più due e scoprire l’esistenza dei cloni (anche se, anche in questo caso, senza conoscerne l’identità). Dalle intuizioni di Scott scopriamo che queste famose cellule staminali usate per il trattamento a cui si sta sottoponendo Cosima non appartengono a uno dei cloni ma, in base ai marcatori familiari, a un parente femmina di uno di essi, “una nipote o addirittura una figlia”. Chi vi viene in mente?

In questo episodio torna, in tutta la fiera compostezza concessa a una “detenuta” in un centro di riabilitazione, anche Alison. Nel centro Ali si ritrova faccia a faccia con una sua (e nostra) vecchia conoscenza: Vic-the-dick, l’ex di Sarah che, scambiando Alison per quest’ultima e avvicinandola poco garbatamente, si era beccato da lei la sua classica reazione a base di spray al peperoncino. Memore anche della poca simpatia che nutrivo per questo personaggio, che ho sempre considerato insipido oltre che inutile, per gran parte dell’episodio ho pensato che di certo non sentivo il bisogno di una sua ricomparsa, per giunta in versione Dalai Lama. Poi, proprio quando cominciavo a ricredermi, vedendo un possibile spiraglio nel legame positivo che sembrava potesse nascere con Alison (la scena in palestra, in particolare quando lei prende la palla e inizia a palleggiare rumorosamente? Mi è sembrato di rivederla davanti al divano di Donnie con l’aspirapolvere accesa e mi sono subito ricordata perché la adoro), eccolo entrare in macchina con qualcuno di sospetto. E quel qualcuno è proprio quella che appena una settimana fa, nei commenti, davo per completamente dimenticata dagli autori: Angie! Perdonatemi Mason e Fawcett per la mia mancanza di fede, non accadrà mai più!

E ora veniamo a HelenaGod save Helena! Se non ci fosse dovrebbero inventarla.

In questo episodio mi ha fatta piegare in due dalle risate, specialmente nelle scene all’interno della tenda: come ha detto anche la stessa Tatiana in un’intervista, il rapporto tra Sarah ed Helena è qualcosa che va dal legame sorella maggiore/sorella minore a madre/figlia a, in un certo senso, guardiano del “mostro”. È vero che spesso, negli atteggiamenti di Sarah, sembra ancora vedersi un leggero timore verso Helena e la sua imprevedibilità, ma in questo episodio per la prima volta sono davvero come due sorelle quasi normali, che scherzano e si prendono in giro a vicenda. Inoltre nell’arco di questi quaranta minuti Helena ha finalmente avuto modo di tirare fuori quella parte bambinesca più innocente e a tratti frivola (“I want my boyfriend” ahahah) che finora è stata coperta dalla scorza sì infantile, ma decisamente più cupa del suo personaggio. Quando entra nel pub sembra dedicarsi volutamente a tutto ciò che una ragazza della sua età farebbe se non fosse stata assoggettata a quei pazzi dei Proletheans per tutto questo tempo: si scola tutto l’alcol che riesce a reggere, flirta con Mike Ross un ragazzo che le ha tolto di torno un tipo fastidioso (a cui comunque aveva già quasi rotto un dito, quindi anche da sola non se la stava cavando male), si getta in una rissa da bar (ok, questa non la definirei proprio parte della ruotine normale di una ragazza più o meno della sua età ma d’altronde è sempre di Helena che stiamo parlando). Tutta la sua storyline in questa puntata mi ha fatta sorridere, mi è sembrato che finalmente si volesse darle una boccata d’aria fresca (impressione che Mark, ancora sulle tracce di Helena come Paul lo è di Sarah, mi ha confermato a voce alta) prima dell’inevitabile fine: in centrale, sua “sorella” viene a prenderla per riportarla “a casa”. A presentarsi è purtroppo Grace, che convince Helena che la sua vera sorella non verrà e, senza saperlo, fa leva su un desiderio che Helena aveva espresso proprio a inizio episodio: aveva chiesto a Sarah se secondo lei, essendo gemelle, potesse essere anche lei in grado di concepire, stesso ragionamento fatto da Henrik e i suoi. Helena fa capire che l’idea non le dispiacerebbe affatto e nomina anche Kira, che ricordiamo quanto l’avesse colpita nella scorsa stagione. Alla fine, quindi, Grace e Mark l’hanno vinta senza neanche sforzarsi troppo perché è Helena stessa che sceglie di tornare indietro e di farsi impiantare gli ovuli fecondati.
L’errore imperdonabile di Sarah in questo episodio è stato quindi, una volta vista Helena in manette, quello di proseguire sulla sua strada e delegare ad Art il compito di intercedere per farla rilasciare anziché andare lei di persona: non poteva saperlo, ma altre persone erano sulle tracce di sua sorella, e mentre vederla lì avrebbe potuto smuovere qualcosa di diverso in Helena, ora per certo la ragazza ha scelto un’altra via. Vi prego, autori, non fatele davvero questo, fatela rinsavire: se vuoi dei bambini vai a farli come gli antichi con il tuo “nuovo fidanzato” appena conosciuto al bar, non da quei pazzi!

Note sparse:
– In questa puntata abbiamo avuto un focus su tutte le nostre cloni preferite e quindi, per forza di cose, i miei adorati Cal e Kira sono rimasti lontani dalle inquadrature. Ma in compenso abbiamo approfondito un minimo di più il ruolo di Siobhan, quindi mi sta bene così.
Felix high as fuck, flirting with Art and stuff. *rotola a terra dalle risate*

   

– Per “L’angolo del faccio-un-attimo-finta-di-essere-una-persona-seria”, la citazione da Bacon di questa settimana recita, per intero: “For you have but to hound nature in her wanderings, and you will be able when you like to lead and drive her afterwards […]. Neither ought a man to make scruple of entering and penetrating into those holes and corners when the inquisition of truth is his whole object” [in breve, la natura errante va inseguita, cacciata, per poterla in seguito dominare e guidare dove si vuole. L’uomo non deve farsi scrupoli a penetrare qualsiasi buco o angolo se il suo obiettivo è la ricerca della verità]. Vi risparmio la filosofia da Bignami ma senz’altro il passaggio (che potrebbe per estensione riferirsi anche ai limiti della scienza nei confronti della natura) è a mio parere un richiamo adatto al dialogo finale tra Ethan e Sarah, in cui emergono le mire ambiziose del progetto Leda, nonché, ancora una volta, alla situazione di Helena e a quello che i Proletheans stanno cercando di fare, anche loro piegando la natura ai propri scopi proprio come Leda ha fatto molto tempo prima.

Anche per questo episodio direi che è tutto. Voi che ne pensate di come si stanno mettendo le cose, quali sono stati i momenti che avete preferito e quelli per cui avete smadonnato di più? Vi aspetto come al solito nei commenti e vi lascio intanto con il trailer del prossimo episodio. Vi invito inoltre, se non l’avete ancora fatto, a mettere un bel “mi piace” alla pagina Orphan Black Italia. Alla prossima!

http://www.youtube.com/watch?v=-v40Fn2nTbA

Alehttps://allroadsleadfrom.home.blog/
Tour leader/traduttrice di giorno e telefila di notte, il suo percorso seriale parte in gioventù dai teen drama "storici" e si evolve nel tempo verso il sci-fi/fantasy/mistery, ora i suoi generi preferiti...ma la verità è che se la serie merita non si butta via niente! Sceglie in terza media la via inizialmente forse poco remunerativa, ma per lei infinitamente appagante, dello studio delle lingue e culture straniere, con una passione per quelle anglosassoni e una curiosità infinita più in generale per tutto quello che non è "casa". Adora viaggiare, se vincesse un milione di euro sarebbe già sulla porta con lo zaino in spalla (ma intanto, anche per aggirare l'ostacolo denaro, aspetta fiduciosa che passi il Dottore a offrirle un giretto sul Tardis). Il sogno nel cassetto è il coast-to-coast degli Stati Uniti [check, in versione ridotta] e mangiare tacchino il giorno del Ringraziamento [working on it...]. Tendente al logorroico, va forte con le opinioni non richieste, per questo si butta nell'allegro mondo delle recensioni. Fa parte dello schieramento dei fan di Lost che non hanno completamente smadonnato dopo il finale, si dispera ancora all'idea che serie come Pushing Daisies e Veronica Mars siano state cancellate ma si consola pensando che nell'universo rosso di Fringe sono arrivate entrambe alla decima stagione.

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3 COMMENTS

  1. Dunque,non so se sia stato più divertente vedere e sentir cantare Helena “Sugar, sugar” o il siparietto in tenda con tanto di scorreggia finale 😀 😀 E’ stata uno spasso! Parlando di lei mi collego a Sarah e al suo non intervento quando l’ha vista ammanettata e portata via dai due agenti; sinceramente mi aspettavo che facesse qualcosa per aiutarla e la delusione nel vedere poi quella odiosa di Grace e’ stata tanta. Ora, capisco che a volte per proteggere le persone a noi care si possano fare scelte discutibili, ma sto notando che in questa stagione sta emergendo il lato egoistico di Sarah…insomma e’ come se questa sua ricerca sul progetto Leda renda tutti sacrificabili, ma spero tanto di sbagliarmi. A proposito del progetto e quindi del DYAD: dopo le scoperte sul dottor “Fassino” Leekie e’ chiaro che sta facendo di Cosima la sua nuova cavia e questo non va affatto bene -.- Ciò che non mi e’ chiaro, invece, e’ perché Delphine abbia chiesto a Scott di non dire nulla riguardo il DNA analizzato, che penso si tratti di Mira. Comunque, ad oggi Shioban resta il più grande punto interrogativo per me.

    • Anche io sono abbastanza convinta che si tratti delle cellule staminali di Kira, anche a giudicare dalla reazione di Cosima nel promo del prossimo episodio.
      Concordo anche su quello che dici di Sarah, anzi ti dirò che sempre di più in giro leggo di fan che la stanno facendo retrocedere a clone meno preferito (e battersela con Rachel è grave! ahahah) proprio per questo suo rincorrere i suoi cavoli apparentemente fregandosene degli altri che le stanno intorno. Concordo in parte anche con chi dice che Helena finora non è che si sia comportata in maniera così esemplare da meritarsi fiducia cieca (nella prima stagione, quando l’ha conosciuta, stava uccidendo gli altri cloni), quindi comprenderei la titubanza, ma lasciarla completamente sola in questa situazione (forse parlo solo alla luce dei risvolti negativi, con la ricomparsa di Grace e Mark proprio approfittando dell’assenza di Sarah) non la trovo una mossa condivisibile, come già detto anche nella recensione.
      E a proposito di recensione, ti ringrazio per i tuoi commenti che mi accompagnano sempre e danno sempre spunti interessanti per proseguire la discussione, è bello vedere partecipazione in una serie con grande potenziale ma che è ancora abbastanza di nicchia a livello di pubblico 🙂

  2. Ma figurati, commento più che volentieri non solo perchè riesco a condividere questa mia passione per OB (evitando così di parlare da sola XD), ma anche perchè come già detto, adoro le tue recensioni e ritengo che comunque ci sia un “lavoro” nel farlo che merita di essere riconosciuto anche con un commento piuttosto che con i soli “mi piace” 😉 Detto ciò, beh… nella mia classifica personale dei cloni, al primo posto c’è Cosima, e Sarah e seconda e resta ancora seconda nonostante stia emergendo questo lato egoista…non cambio facilmente opinione su un personaggio che mi piace o non mi piace, solo per un gesto o un comportamento isolato.

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