Orange Is The New Black | Chiacchierata con il cast

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Il cast di Orange Is The New Black non ha svelato informazioni sulla quarta stagione.

Durante il panel di Netflix dello scorso martedì, al Television Critics Association press tour, le signore di Litchfield, tra cui Taylor Schilling, Uzo Aduba, Taryn Manning, Selenis Leyva, Lea DeLaria e Natasha Lyonne, sono state disponibili a rispondere alla domande dei giornalisti.

Ma la stampa non è riuscita a farsi dare in anteprima dalle attrici nessun dettaglio della trama. Hanno faticato anche ad ammettere che stessero già girando la nuova stagione. E Lyonne, il cui personaggio ha subito una brusca battuta d’arresto nella terza stagione, si è rifiutata di anticipare il destino di Nikki nei prossimi episodi.

La ritrosia del cast non è stata una sorpresa, perché la seria creata da Jenji Kohan è nota per essere avvolta dalla segretezza. Ma qui di seguito ci sono sette spunti tratti da quello che è stato discusso:

1. E’ un telefilm drammatico o una commedia?
Orange non si adatta perfettamente a nessuna categoria. Ha gareggiato come commedia, lo scorso anno, ma quest’anno è dovuto passare sotto la categoria “Drama”, per le nuove regole della Television Accademy, secondo cui gli show che durano un’ora devono essere considerati drammatici. “Penso che sia strano che gli Emmy non abbiano la categoria “Dramedy”, ha commentato DeLaria, che recita il personaggio di Boo. Il cambiamento non sembra aver avuto effetto sulla capacità dello show di porsi come antagonista di un certo spessore, poiché è la prima serie ad aver avuto importanti nomination in entrambe le categorie.

2. Il passato di Boo è fin troppo comune.
DeLaria non ha saputo niente del passato del suo personaggio, finché non ha ricevuto il copione – ed è stata molto colpita da quello che ha letto. “Ho dovuto chiamare Lauren Morelli [l’autrice], e chiederle se avesse letto il mio diario”, ha affermato. “Le persone mascoline hanno molte esperienze in comune e queste sono tutte rappresentate nella storia di Boo”. Gli scrittori hanno descritto una situazione reale, nella parte in cui è stata costretta a mettersi un vestito per Pasqua. L’unica differenza tra quando successo a DeLaria e il copione di Orange è stato che nella vita reale, i suoi genitori, alla fine, sono riusciti a capirla. DeLaria ha aggiunto: “Sfortunatamente, la storia di Boo è fin troppo comune”.

3. Lo scontro tra Sophia e Gloria ha avuto un motivo.
Ci sono stati molti litigi tra Sophia (Laverne Cox) e Gloria, in questa stagione. “Mi sono sentita strana per il fatto che il personaggio dovesse essere così meschino con Sophia perché… io stessa ho una sorella transgender”, ha rivelato Leyva sul palco. “Ho spesso dovuto difendere mia sorella dallo stesso trattamento”. Ma, dopo una conversazione con Kohan riguardo a quelle scene, si è rassicurata sul fatto che il conflitto sarebbe stato gestito in modo da educare gli spettatori, piuttosto che semplicemente rendere Gloria la cattiva.

4. Orange è importante per il movimento LGBT.
Con i suoi molteplici personaggi e una narrazione realistica, Orange ha dato voce a chi, per molto tempo, non l’ha avuta.
“Molto di quello che abbiamo fatto in seno alle politiche della comunità LGBT è stato quello di ottenere i nostri diritti, combattere per i nostri diritti e ottenerli. Ultimamente, la battaglia si è spostato più verso il convincere i cuori e le menti delle persone”, ha detto DeLauria. “Sento davvero che Orange Is The New Black è stato molto importante per quello che è successo a noi e alla nostra comunità”. Levya ha aggiunto, per quanto riguarda l’impatto culturale dello show: “Adesso è molto trendy essere diversi”.

5. Boo e Pennsatucky sono molto unite anche nella vita reale.
La terza stagione ha visto lo strano avvicinamento di Boo e Pennsantucky, che sono diventate amiche, me le attrici DeLaria e Manning non l’hanno trovato così strano. “Ha avuto un senso perché eravamo entrambe ostracizzate e disadattate, a modo nostro”, ha affermato Manning, che recita il ruolo della carcerata del Sud. DeLaria ha aggiunto che sono molto unite anche nella vita reale, quindi le loro scene insieme sono state molto divertenti per lei. “Spero che la sintonia passi attraverso lo schermo e arrivi alle persone”.

6. E’ una specie di documentario del sistema carcerario degli Stati Uniti.
Le attrici riconoscono che le prigioni statunitensi hanno dei problemi seri, e sperano che lo show contribuisca a dare attenzione. “Quello che è fantastico dello show e della scrittura di Jenji – è che lei non vuole fare l’attivista in primo piano, ma sta cercando di inglobare alcuni problemi sociali del nostro sistema penale dentro alle storie che raccontiamo”, ha detto Aduba. Ha aggiunto che pensa che lo show abbia successo perché riesce a rendere umane le carcerate. “Non pensiamo a loro solo come a detenute. Pensiamo a loro come esseri umani”.

7. E’ tempo di rendere le cose più leggere.
Alla fine della seconda stagione, il dramedy si è diretto più verso il limite del “drama”, grazie al personaggio un po’ oscuro di Lorraine Toussaint, Vee. “Dopo la seconda stagione, lo show era molto cupo e sinistro, ma in questa stagione ci si è concentrati molto sugli aspetti emotivi di ogni personaggio, e li abbiamo visti da diverse angolazioni”, ha detto Selenis Leyva, che interpreta Gloria. E’ stato un cambiamento apprezzato dal cast, che era entusiasta di avere l’opportunità di conoscere di più del passato delle protagoniste.

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