Once Upon A Time | Recensione 6×04 – Strange Case

Quarta puntata di questo sesto anno di “Once Upon A Time”. E finora, devo dire, la storia procede in modo piuttosto interessante (incrociamo le dita affinché prosegua così).
“Strange Case”, come del tutto evincibile dal titolo, ha avuto al suo centro la storia del Dott. Jekyll e di Mister Hyde. Una storia che tutti, bene o male, conosciamo: il Dott. Jekyll, uno scienziato nella Londra vittoriana, riesce a creare un siero che permette alla parte più nascosta di una persona, riconducibile al famoso “es” freudiano, di emergere e divenire a sua volta “essere vivente”, persona, soppiantando quella originale (anche nell’aspetto) per un certo periodo di tempo.
Il punto è che la parte più nascosta di ognuno di noi, e quindi anche del Dott. Jekyll, è quella dominata dagli istinti, nel bene e nel male (soprattutto nel male, nel famoso romanzo di Stevenson). E quindi, ecco che Myster Hyde è un uomo pericoloso e violento, praticamente privo di empatia, un “mostro”, caratteristica che traspare anche dal suo aspetto fisico (il quale, a differenza di quello originale del Dott. Jekyll, è sgraziato e deforme)… Ma, come tipico della tradizione inaugurata sei anni fa , ecco che “Once Upon A Time” ribalta anche questa storia, in un certo senso.
E devo dire che non mi dispiace il modo in cui è stato reso il tutto, perché Hyde non è stato umanizzato come è stato fatto per Ursula e la Regina di Ghiaccio, ad esempio, bensì con lui gli autori hanno semplicemente preso qualcuno di mostruoso e lo hanno reso un villain più elegante.
Ci tornerò più avanti.

Parto subito con tre critiche, così poi le si archivia.
La prima: ma avevamo davvero bisogno di Tremotino versione Sith e, più specificatamente, Darth 14589592_1309367375764121_2448214649296293590_oVader? No, non ne avevamo bisogno. Per di più quello è un marchio di fabbrica.
La seconda: grazie al cielo Regina ha fatto la battuta su Belle che passa da una “prigionia” all’altra, perché noi abbiamo davvero perso il conto. E questo deriva dalla difficoltosa gestione della scelta narrativa di rendere Tremotino La Bestia. L’idea, anni fa, era sembrata interessante, proprio in linea con quella caratteristica innovativa che dal primo episodio ha identificato lo show, ma poi nel corso degli anni si è rivelata un’arma a doppio taglio, a causa della volontà di Tremotino di continuare a essere “La Bestia”, in un certo senso, scelta dovuta alla sua sete di potere. La storia de “La Bella e La Bestia”, infatti, come “Cenerentola” è una favola molto antica (le sue origini vengono addirittura fatte risalire al mito di Amore e Psiche, narrato da Apuleio), più volte rielaborata e scritta da diversi autori, con vari significati (tra cui anche una critica alla costrizione, per le giovani donne dei secoli scorsi, di sposarsi con uomini decisi dalla famiglia, spesso compagni terribili, ben peggiori della Bestia), ma uno è sempre rimasto fermo: l’amore di Belle in qualche modo rende la Bestia un uomo migliore. Grazie a ciò, lei lo vede per chi lui è davvero e per tale motivo lui torna a essere, finalmente, il bellissimo Principe che era in principio, perché la bellezza interiore si riflette infine all’esterno e trasforma l’aspetto fisico, di modo che esso rispecchi quella bellezza interiore.
E’ evidente il problema rivelatosi in “Once”: Tremotino alla fine è sempre lo stesso, non è affatto tornato a essere il Principe (o non lo è diventato, se preferite), ha voluto tornare a essere The Dark One nonostante questo lo abbia quasi ucciso (dopo avergli strappato figlio, moglie, ecc. ecc.), e questo ha reso molto arduo continuare il percorso intrapreso da lui e Belle. Non solo. Questo ha inficiato sul personaggio di Belle, che dovrebbe essere intelligente e intraprendente e invece si è fatta ingannare costantemente dal marito ed è stata l’obiettivo preferito di fin troppi, facendola altrettanto costantemente finire in prigionia. Scelte narrative in qualche modo forse necessarie per continuare ad avere questo Tremotino, ma anche a volte infelici. Ed è un vero peccato.

La terza: ci aspettavamo il fatto che Ella sarebbe nuovamente svanita nel nulla (purtroppo), ma… Frankenstein dov’è finito?! Gli autori ci hanno dato un incipit di collaborazione tra i due scienziati narrativi per eccellenza e poi, dall’episodio successivo, nulla più e il personaggio sparisce di nuovo?! Un vizio di “Once” che è veramente fastidioso.

La puntata si è aperta su Tremotino, nel negozio del quale ha fatto poi il suo ingresso la coppia di malfattori più chic della storia di “Once”: la Evil Queen e Mister Hyde, che sono sembrati proprio elegantemente oltremodo malefici.

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Questi primi minuti hanno permesso di appurare interessanti ma anche inquietanti fatti: Mister Hyde è risultato essere immune a tutta la magia, non poter essere ucciso con essa, nemmeno da Tremotino (questa sì che è grossa!)… e, va da sé, lo stesso vale per la Evil Queen. Il che, passi per Hyde, ma per la Evil Queen dovrebbe scatenare il panico. Essendo lei la vera Evil (altro che Tremotino)…
Inoltre, Mister Hyde ha affermato una cosa davvero intrigante: “Queste storie avranno il loro corso, che ti piaccia o meno… e non penso che ti piacerà.”
Ora, noi sappiamo, avendo visto l’episodio, che la parte meno piacevole per Tremotino doveva essere proprio quella riguardante Jekyll e Hyde, ma non può non sorgere una domanda: Hyde ha parlato al plurale. Sappiamo anche, vista la rivelazione finale, che Aladdin dovrebbe essere tra le persone arrivate dalla Land delle Untold Stories… c’è anche Jafar con loro (se l’Oracolo è davvero l’Oracolo)? Inoltre, Tremotino a Belle, nella loro discussione finale, fa intendere che lei andrà da lui per avere protezione, che lo stato di necessità la spingerà a farlo, lasciando così intendere che i pericoli saranno ben più di uno. E, dunque, Hyde si riferiva a questo o c’è di più?
Torniamo al rapporto con Tremotino.
Tremotino che, ovviamente, si è rivelato essere non solo in grado di andare e venire dal regno incantato alla realtà “mondana”, ma, altresì, essere il responsabile della creazione di Mister Hyde. Un classico, alla fine della fiera è sempre stato lui a creare le maggiori minacce per tutti. Facendo un rapido calcolo… Cora, Regina Evil Queen, Hyde… Well Done. Ci manca solo che venga fuori che ha creato pure Jafar e siamo a posto (sto scherzando, voglio che Jafar si sia autocreato come villain). Infatti, la sua affermazione a Jekyll, “Io non ho fatto nulla, quello sei tu”, non è del tutto vera: per quanto sia vero che Hyde è una parte di Jekyll, lui ha dato la spinta definitiva per farlo emergere e non l’ha fatto una sola volta. E, ovviamente, il tutto gli si è ritorto contro, alla lunga, esattamente come gli si è ritorto contro l’accordo stretto con Hyde, che è riuscito a ingannare anche lui. E ciò ha quasi condotto alla morte Belle, salvatasi solo grazie a Killian.

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Almeno, la versione “antica” di Tremotino è molto divertente da vedere (“Rise and shine!”), oltre a essere un pozzo di conoscenza. E devo dire che ho apprezzato la sua discussione finale con Belle, proprio perché in linea con il personaggio (e va bene che ne è innamorato, ma essendo lui la persona che è prima o poi doveva pur rispondere alle accuse della moglie, per quanto giuste esse possano essere); come ho già detto, apprezzo Tremotino per quello che è, nel bene e nel male.

La storia di Jekyll e Hyde ha rivelato un’ovvia implicazione romantica delle due parti del protagonista del romanzo di Stevenson (implicazione romantica interpretata dall’ex Eretica di “The Vampire Diaries”, Valerie). E così si è confermato che Hyde, per quanto pericoloso e sinistro, non è mai stato bestia e, anzi, ha sempre avuto incertezze (legate soprattutto al suo stato di “appena emerso alla luce”), timori ed emozioni, come tutti, e che è stato proprio questo ad avergli permesso di essere un passo avanti all’altra parte di sé (e difatti ha accusato Jekyll di essere solo raziocinio, senza cuore… il che è stata una critica interessante, in quanto il suo significato implicito è che quello davvero completo, come persona, fosse Hyde).
Devo dire che quando è emerso questo aspetto ho avuto un pensiero fulmineo, ovvero: “Sta’ a vedere che, in classico stile ‘Once’, il vero ‘mostro’, tra i due, è Jekyll e che è lui quello che potrebbe fare del male a Belle, per punirlo della perdita di Mary”. Non mi sono sbagliata. Immagino lo abbiate pensato anche voi.
Come dicevo, Hyde non è stato umanizzato troppo: nonostante gli siano stati dati dei sentimenti, è rimasto un villain, che non è sfumato, anzi. L’ho già detto in precedenza, lo ripeto qui, Hyde era sottile, intelligente e, come la Evil Queen, sempre un passo avanti agli altri. Quindi, per quanto la sua presenza sia stata breve, il lavoro svolto su di lui non è stato negativo, ma, anzi, ha dimostrato ancora una volta quel carattere innovativo di rivisitazione delle favole, leggende e, da Frankestein, romanzi, su cui “Once Upon A Time” ha puntato sin dall’inizio. Hyde, per quanto dotato di sentimenti, è rimasto un villain: non solo aveva un piano ben preciso che, si può presumere, continuerà ad avere vita anche se lui non c’è più, ma era ed è rimasto sino alla fine un pericolo per tutti e, pur non volendo personalmente far del male a Belle, non avrebbe alzato un dito per salvarla o per impedire che Jekyll la uccidesse, sarebbe rimasto lì a vederla morire, nonostante sapesse che lei è incinta. Un peccato che sia morto e questo, in un certo senso, potrebbe essere un’altra storia non ben sfruttata nell’arco narrativo dello show, ma in ogni caso ha avuto un suo corso che si è rivelato interessante, soprattutto per il fatto di aver trasformato la mostruosità del romanzo non solo in un villain elegante, ma altresì in una sorta di anticonformismo, visibile attravero i piani malvagi.

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E va detto, inoltre, che con Jafar in arrivo non si potevano avere due uomini così importanti, due villain così importanti, vista anche la presenza di Tremotino, ci sarebbe stato troppo da gestire e credo che in genere sia preferibile vedere personaggi di tale levatura uno alla volta, per non mettere troppa carne al fuoco e ricadere in una gestione approssimativa del tutto.
La sua morte, peraltro, ha portato a una rivelazione-shock: la morte dell’originale, Jekyll in questo caso, fa morire anche la metà che dalla persona si è divisa, dunque le due persone sono ancora legate. Il che apre una bella serie di problemi per Regina, ora che il siero è andato perduto e Jekyll è spirato, a meno che non riappaia Frankenstein, prima o poi, dichiarando di essere a conoscenza della formula del siero e di poterlo ricreare. Sarebbe, però, una soluzione di comodo non ben gestita, visto che lui è apparso con Jekyll per un minuto e poi è sparito di nuovo.

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Prima di concludere questa parte, vorrei fare una menzione d’onore alla faccia di Killian quando si è ricordato che Belle è incinta e non può bere rum.

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E infine, veniamo a lei, Jasmine.
La figlia del Sultano ha fatto la sua entrata in scena, annunciando, pertanto, che il suo consorte e il loro nemico giungeranno dopo di lei. Agrabah sta arrivando, “terra di fiabe e magie”, in cui “brilla il sole da Sud, soffia il vento da Nord”, con le sue “notti d’oriente, fra le spezie e i bazar” che sono “calde, più calde che mai” e che “ti potranno incantar… con la luna nel blu… immerse nel blu, ti sanno eccitare, sedurre e stregare, come vuoi tu”.
Non so se avete notato il suo look, veramente azzeccato, in quanto, sebbene diverso da quello di Agrabah,in grado di richiamare quelle origini: gli orecchini, il cardigan morbido e ampio e lo scialle dai colori tenui ma dall’aspetto soffice e pregiato, il modo in cui lo scialle è stato drappeggiato attorno alle sue spalle, tanto da sembrare un mantello…

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La sua introduzione, al fianco di Snow, è stata molto carina, soprattutto perché le due Principesse potrebbero avere molto in comune: in questa versione, Snowhite non è solo la leggiadra fanciulla della favola, è altresì una combattente, una donna forte e fiera (una matriarca, anche); in “Aladdin”, Jasmine è una Principessa moderna, con le proprie idee, indipendente, forte… le due, pertanto, insieme potrebbero essere ben assortite.
Il suo discorso sull’accettazione di se stessa come eroina, dunque di accettarsi per chi si è davvero, è sembrato un altro richiamo subliminale a Emma e alla questione dei Salvatori.
Alla fine dell’episodio l’abbiamo vista con l’Oracolo, cosa che inevitabilmente porta a delle domande: l’Oracolo, quindi, è davvero l’Oracolo? Il bastone è davvero diverso da quello di Jafar, è a forma di pappagallo, laddove quello di Jafar è a cobra reale (anche se, certo, il pappagallo richiama sempre alla mente Iago, che era di Jafar). Come sono finiti Jasmine e Aladdin nella Land delle Untold Stories, da Agrabah (presumendo che lì ci fosse anche Aladdin, magari fuggito da Agrabah perché non più in grado di affrontare Jafar o chiunque fosse il pericolo)? E come ha fatto Jasmine a trovare l’Oracolo, che era con Aladdin ad Agrabah?
E, ricollegandosi a quanto visto nella scena iniziale di questa stagione, che qui vi ripropongo…

Sembra che avremo non solo un Jafar libero e con tutti i suoi poteri (ricordo che, sconfitto da Aladdin, Jafar finisce prigioniero della Lampada e della Caverna delle Meraviglie) nonostante lo scontro tra lui e Aladdin sia già avvenuto (nella scena Jafar dice ad Aladdin, “Tu avevi onore… Nonostante ciò che hai fatto a me”), ma Aladdin viene chiamato “Mio Principe” dall’uomo che giunge per avere il suo aiuto per il Regno (presumibilmente un nobile, a giudicare dai suoi abiti sontuosi). Il che significa che lui e Jasmine a quel punto dovrebbero essere già i sovrani di Agrabah (o comunque già sposati, a maggior ragione visto che, per l’appunto, Jafar dovrebbe già aver subito la sconfitta da parte loro, come lui stesso fa intendere con le sue parole e come si evince anche da quelle dell’uomo che giunge supplicando l’aiuto di Aladdin, che definisce “Il Salvatore”). Dunque, cosa è successo? Jafar si è liberato dalla Caverna delle Meraviglie e dalla Lampada, tornando a essere se stesso? O qualcuno lo ha liberato, ridandogli i suoi poteri? O, ancora, le cose sono andate in modo diverso rispetto alla versione alla quale questa si ispira?
Ribadisco quanto sia interessante questo Jafar: non solo dice cose sostanzialmente vere sui Salvatori, situazione che, peraltro, sembra conoscere piuttosto bene (come mai? E’ mera speculazione data dall’intelletto notevole di cui è dotato o c’è altro?), ma lo si vede arrivare maestoso ed elegante e persino dotato di rispetto nei confronti di ciò che Aladdin è stato come avversario. E’ lui il pericolo e risparmia Aladdin perché ha un piano molto più grande (e malvagio) o è qualcun altro e Jafar ha semplicemente intenzione di godersi lo spettacolo, dando magari una mano qui e là?
Speriamo che, almeno questa volta, Tremotino non abbia nulla a che fare con tale situazione.

 

Mi fermo qui e vi lascio, come sempre, con il promo del prossimo episodio, “Street Rats” (anche questa volta il titolo è chiaro, visto che si riferisce ad Aladdin).

 

Pronti a salire sul tappeto volante? ALADDIN IS COMING! Con Jafar! Ovvero, soprattutto ODED FEHR IS COMING!

happy-dance

Alla prossima settimana!

 

Ricordatevi di passare in queste meravigliose pagine per news, aggiornamenti e spoiler settimanali sugli episodi, news sui nostri personaggi preferiti!

Ginnifer Goodwin Italia •

You’re not a villain, you’re my mom ღ

 

Sam
Simona, che da bambina voleva diventare una principessa, una ballerina, una cantante, una scrittrice e un Cavaliere Jedi e della quale il padre diceva sempre: “E dove volete che sia? In mezzo ai libri, ovviamente. O al massimo ai cd.” Questo amore incondizionato per la lettura e la musica l'ha portata all'amore per le più diverse culture (forse aiutato dalle origini miste), le lingue (in particolare francese e inglese) e a quello per i viaggi. Vorrebbe tornare a vivere definitivamente a Parigi (per poter anche raggiungere Londra in poco più di due ore di treno). Ora è una giovane legale con, tralasciando la politica, una passione sfrenata per tutto ciò che all'ambito legale non appartiene, in particolare cucina, libri e, ovviamente, telefilm. Quando, di recente, si è chiesta in che momento, di preciso, sia divenuta addicted, si è resa conto, cominciando a elencare i telefilm seguiti durante l'infanzia (i preferiti: Fame e La Famiglia Addams... sì, nel fantasy ci sguazza più che felicemente), di esserci quasi nata. I gusti telefilmici sono i più vari, dal “classico”, allo spionaggio, all'ambito legale, al “glamour”, al comedy, al fantastico in senso lato, al fantascientifico, al “giallo” e via dicendo. Uno dei tanti sogni? Una libreria. Un problema: riuscirebbe a vendere i libri o vorrebbe tenerli per sé?

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