Nerd Addicted | Doctor Who & Bioshock Infinite, solo coincidenze?

Prima di cominciare vi voglio avvertire che questo articolo contiene grossi spoiler sulla trama del videogioco BIOSHOCK INFINTE, uomo avvisato!

Ciao a tutti, questa settimana la rubrica più telefilmicamente nerd si occuperà di qualcosa di insolito e più precisamente dell’analizzare alcuni elementi presenti in un videogioco di successo e strettamente collegati al mondo ai mondi del dottore. Ma da dove nasce il tutto? Qualche giorno fa stavo poltrendo come al solito sul divano stavo continuando il rewatch di DW e mi sono imbattuto nella 5×02 (The beast below), sin dai primi minuti ho avuto un flash: tutto questo lo avevo già visto e non solo nella serie ma in qualcos’altro… dopo essermi scervellato la mia testa ha finalmente fatto 2+2 (=5) e si è ricordata di un videogioco che mi aveva fatto letteralmente impazzire.

BIOSHOCK INFINITE per chi non lo conoscesse è un titolo targato Irrational Games che è uscito più o meno un anno fa per console e pc, non è un semplice sparatutto in prima persona, è qualcosa di più complesso, è un’avventura in cui filosofia e storia si amalgamano con quel tocco di futurismo che rende il tutto più “magico”.

[Da Wikipedia]Corre l’anno 1912, gli Stati Uniti stanno emergendo come una potenza mondiale, la città volante di Columbia è un simbolo potente di ideali americani, lanciato in pompa magna fra le acclamazioni di un pubblico affascinato. Il fondatore Zachary Hale Comstock (autonominatosi “il Profeta”), decide di intromettersi in affari delicati e dopo esser stati ripudiati dal Governo americano, proclama la secessione di Columbia dagli Stati Uniti, con la città che scompare tra le nuvole. La sua ubicazione è sconosciuta. Il più grande successo nella storia americana è scomparso senza lasciare traccia. Booker DeWitt, un detective alcolizzato e accanito giocatore d’azzardo, con un passato burrascoso e un congedo forzato dall’agenzia di Pinkerton, si ritrova suo malgrado nella città fluttuante di Columbia per via di un regolamento di conti che lo porta a cercare e a riportare a New York una giovane donna di nome Elizabeth, imprigionata da Comstock a Columbia sin dall’infanzia e sorvegliata da una misteriosa e sanguinaria creatura alata di nome Songbird.

LA MACCHINA DEL TEMPO

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Uno dei personaggi principali del videogioco è Elizabeth, lei però non è un signora del tempo, è più simile a un TARDIS. E’ il mezzo attraverso il quale il protagonista riesce a viaggiare tra i mondi. Elizabeth infatti ha la capacità di aprire portali in timeline alternative, le viene data la possibilità di viaggiare ovunque nel tempo, e in diverse dimensioni, senza l’uso di altri mezzi.

Durante il gioco la nostra compagna (Elizabeth) è anche imprevedibile ci apre dei portali e ci fa vedere degli squarci apparentemente casuali che non riusciamo a comprendere appieno, ma che alla fine dei conti, quando tiriamo le somme, capiamo che ci sono serviti per crescere, per capire. In questo devo dire che è molto simile al modo in cui il TARDIS sembra sempre di aiutare il dottore.

LA RIGENERAZIONE

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Booker DeWitt, l’uomo che impersonifichiamo, si rigenera esattamente come il Dottore.

Chiunque conosca Doctor Who sa benissimo che il Dottore, come anche tutti i Signori del Tempo, ha la capacità di rigenerarsi quando viene ferito mortalmente e quando ciò avviene allora il dottore ritorna con un volto diverso, e una personalità diversa.

Booker subisce una trasformazione simile.

Comstock e Booker sono la stessa persona, ma vivono in due linee temporali diverse. Quando Booker viene battezzato si trasforma completamente e diventa un fanatico religioso, cambiando il suo aspetto, lo si nota subito per colpa della barba lunga.

Booker però è un assassino dal sangue freddo che vuole dimenticare gli eventi del suo passato (questo suona un po’ come il dolore che il Dottore vorrebbe dimenticare).

Elizabeth e Booker però non possono avere un collegamento diretto e quindi è a questo punto che interviene la rigenerazione.

I VIAGGI
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Il Dottore non viaggia mai da solo, è sempre accompagnato da qualcuno (solitamente una donzella) che sceglie come companion e che porterà in mille avventure.

In Bioshock non sarete mai soli, Elizabeth sarà la vostra ombra, vi seguirà e vi aiuterà, cercherà di darvi i consigli giusti e vi aprirà i portali su altre dimensioni o epoche.

I CYBERMEN

Robot composti da organi umani, li avete mai sentiti?

 

PUNTI FISSI NEL TEMPO

Un tema ricorrente utilizzato in Doctor Who è l’idea che nel tempo ci siano dei punti fissi. Questi sono momenti che devono accadere e non possono essere cambiati (vi ricordate l’eruzione a Pompei?). Questo ci viene mostrato anche nell’episodio “The Wedding of River Song”, quando il tempo è letteralmente portato a una battuta d’arresto quando River Song cerca di uccidere il dottore, questo era un punto fisso. Tali momenti sono una parte fondamentale di Bioshock Infinite.

Dopo gli eventi bellici che portano Booker al battesimo, in cui deve decidere se andare fino in fondo o no. Accettandolo diventerà il capo zelota di Columbia, Zachary Hale Comstock. Se dovesse rifiutarlo allora diventerà l’ubriacone disconnesso pronto a  vendere la propria prole, il Booker Dewitt che conosciamo.

In un primo momento ho pensato che proprio il battesimo rappresentasse il punto fisso. Tuttavia non può essere così, perché un punto fisso non può essere un momento ci sono alternative, un punto fisso deve avvenire, cascasse il mondo, sempre nello stesso momento e quindi Booker non puo’ avere”scelte”.

Allora qual è il punto fisso in Bioshock Infinite? Beh, io punterei il dito contro coinvolgimento di Booker negli eventi di Wounded Knee. Questo è qualcosa che accade in entrambi i tempi e quindi ciò vuole farci capire che DEVE avvenire. Questi eventi plasmano Booker e lo fanno diventare l’uomo che sarà per il resto della sua vita, non importa quale e non importa in che tempo. Il massacro di Wounded Knee deve succedere, serve per farlo andare a quel lago e trovarsi davanti alla possibilità di un battesimo, di una rinascita.
Ma quali altri parallelismi troviamo?
Don’t Blink
Le città volanti

 

Fonte

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