Mistresses | Recensione 1×04 – A Kiss Is Just a Kiss?

Mistresses ritorna questa settimana con una puntata significativa e permette ad alcune vicende irrisolte di delinearsi, in positivo o negativo che sia. Tutte le protagoniste hanno dei bei nodi da sciogliere e, si sa, ogni capello è particolare ed esige un trattamento adeguato. Il titolo dell’episodio – “A Kiss Is Just a Kiss?” –  fa ben sperare in un’evoluzione di alcune storyline e non c’è stata alcuna delusione da quel punto di vista, soprattutto perché siamo all’inizio quindi ogni input è oro.

KATE BEAHAN, JAYDEN ANTHONY WHITE

Siccome per April di rimorchiare non se ne parla ancora, al momento è l’unica che deve affrontare un altro tipo di problema: l’amante del marito. Nelle puntate precedenti, la suddetta Miranda aveva premurosamente informato April di aver avuto una relazione con suo marito e che, dal frutto del loro amore, fosse nato un bambino che reclamava le stesse attenzioni che aveva Lucy, nonché figlia di April e Paul. Ho sempre avuto il sospetto che quella donna non me la contasse giusta, ma nel corso dell’episodio ho quasi provato compassione per la sua situazione: fare la madre è di certo un mestiere a tempo pieno, figurarsi laddove c’è bisogno d’interpretare anche il ruolo del padre. Siccome April ha evitato di affrontarla, Miranda le invia l’attestato di paternità tramite “avvocato” e a quel punto si trova costretta a fissare un incontro. L’atteggiamento di Miranda – inizialmente – è un qualcosa che va al di là dell’irritazione. Quando le ha chiesto di prepararle il caffè, delineando quei comandi a bacchetta, al posto di April, gliel’avrei rovesciato addosso fingendo d’essere sbadata: sai che soddisfazione! Onestamente Miranda, non so se tu sia o faccia semplicemente la stronza, ma non è una clausola da contratto, quindi se vuoi che il portafogli frutti qualcosa, ficcati la lingua nella zona dove non batte il sole e sfodera un po’ di civiltà. Sei pur sempre l’amante della situazione, quindi non me ne vanterei così tanto. Quando April e Miranda hanno avuto il loro tête-à-tête, c’è stato uno scontro fin troppo atteso, dove Miranda ha spiegato come fosse vivere la sua relazione, delineando ciò che facessero lei e Paul insieme e la sua difficoltà nel crescere un bambino senza alcun appoggio finanziario (ha perso il lavoro, la signorina. Mi chiedo come mai). L’unica nota positiva è aver compreso finalmente come sia morto Paul: disperso in un tour di pesca. Oh, in realtà ce n’è anche una seconda: quando poi il bambino è caduto dalla sedia, nonostante la mamma lo avesse ammonito di sedersi. Ho finalmente capito cosa significhi ereditare un tratto dei genitori: quel moccioso è cocciuto, testardo e spavaldo come la madre! April è costretta a chiudere bottega e accompagnare i due in ospedale. Decide di aspettarli e Miranda sembra esserne colpita. Sfido io, ti ha coperto le spese! Dovresti inginocchiarti e venerarla, per quel che mi riguarda, anche perché nei suoi panni avrei sicuramente fatto in modo di comunicarci il meno possibile. Povera April, le sorprese non finiscono mai per lei.

ERIK STOCKLIN, YUNJIN KIMPassiamo a Karen. Ammetto che smanio per arrivare a questa parte, così posso inveire contro Sam e rilassarmi. La nostra affascinante dottoressa, uscita dalla palestra presumo, ritrova nella sua auto il portafogli di Sam (OVVIAMENTE, non tenderò a ipotizzare che sia stata una svista o una totale coincidenza, quel ragazzo ha un’ossessione che va abbattuta il prima possibile o potrebbe trasformarsi in omicidio passionale) e, per quanto voglia farci credere che le pesi doverglielo restituire, la vediamo intenta a ficcare l’oggetto in questione nella cassetta della posta. Destino vuole che Sam faccia capolino in quel preciso istante e, gira che ti rigira, Karen finisce nel suo appartamento – formalmente questa volta – perché Sam vuole mostrarle qualcosa. Scoprirà che Sam ha piantato la Brown (qui non giudico) per dedicarsi alla fotografia, come ogni psicopatico che si rispetti; troverà l’occasione per vantarsi delle fotografie appese al muro e Karen ne rimarrà piacevolmente colpita. Ha omesso il dettaglio che probabilmente le aveva guardate un trilione di volte, in base alle sue costanti visite, ma credo che Sam non avrebbe gradito così tanto la sua onestà. Addossa le sue ambizioni del futuro sulle spalle del padre defunto, mostrando a Karen una macchina fotografica arrivatagli per posta una settimana prima, come regalo da parte di Thomas appunto. In più, vi è allegata una lettera dove “ogni riferimento è puramente casuale”. Thomas usa parole toccanti che commuovono Karen, tanto che  è costretta a rifugiarsi in bagno. Caro Sam, i tuoi sono prosciutti o in realtà conosci perfettamente il segreto di Karen, quindi ci stai marciando su? In ogni caso consiglio di placare gli ormoni, magari con un tuffo nelle acque dell’Antartide. La situazione si surriscalda quando Sam la invita a cena, così Karen, presa da un flashback, acconsente pur sapendo di non dovere. Quando comprende di essere largamente in difetto, decide di tagliare la corda.

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Sam le infila la giacca – da perfetto gentiluomo – ed è a quel punto che parte il bacio. Lei, sconvolta – anche se ci è stata – lo rimprovera d’aver frainteso le sue intenzioni e se ne va, lasciando che Sam dia spazio alla sua rabbia repressa. Karen, Karen, Karen: ma ti mordi la coda da sola?! Certo che gli hai dato l’impressione sbagliata, se non voglio avere niente a che fare con una persona non è che gli do corda ogni due e tre, anzi la prima porta che vedo è la mia per filarmela! E prima la lettera, e poi la cena, e poi i bicchieri nella credenza, e poi la giacca dimenticata! Ma che cavolo, per essere una psichiatra ragioni davvero poco col cervello! Quel bacio è stata la mezza ciliegina sulla torta, perché l’altra mezza ovviamente corrisponde all’attacco psicotico di Sam che butta tutta la porcellana per aria. Hai un bel modo di onorare il lascito di tuo padre – inclusa Karen, ma forse questo non dovresti saperlo – e mi chiedo quale sarà la prossima esca che le getterai per incontrarvi di nuovo.

Savannah si trova in alto mare. Non si capacita della sua gravidanza ed è combattuta sulla paternità del figlio. Volendosi accertare di avere realmente un bambino in grembo, prenota una visita dalla ginecologa, la quale nota l’espressione poco grata della paziente alla conferma della gravidanza. Come darle torto: certo, con Dominic c’è stato un solo momento di passione, ma è più che sufficiente per fare canestro e Savannah ne è al corrente. Per di più, il rapporto con il collega si è incrinato nel momento in cui, involontariamente, la donna ha fatto in modo che venisse cacciato dal caso Sullivan, dove si era spaccato la schiena a furia di lavorarci notte e giorno su. La situazione si ribalterà a fine episodio, poiché Savannah prende appuntamento da un nuovo ginecologo e il tempo le sfugge di mano, così Dominic deve fiondarsi in tribunale e il caso gli viene riaffidato, escludendo Savannah. L’obiettivo dell’avvocato in carriera è quello di ottenere un test di paternità, così il ginecologo – per il quale provo molta simpatia a pelle, chissà quanti casi disperati gli sono passati sotto mano – le offre diverse opportunità.

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È stata esilarante la confessione con April e Karen: la prima emozionatissima all’idea che l’amica abbia finalmente raggiunto l’obiettivo a cui puntava da tempo; la seconda sconvolta, perché il pallino dell’infedeltà lampeggiava nel suo cervello senza sosta, tanto da contagiare anche April. Di fatto, le due amiche assumono un’espressione esterrefatta e Savannah incassa il colpo, sentendosi meno sola dinanzi la sua infelicità. Da sottolineare che, prima di spiattellare la notizia, ha atteso che sua sorella fosse fuori dai giri. D’accordo che quelle sono le tue amiche, ma perché tagliarla fuori in continuazione? Beh, forse riflettendoci, una notizia del genere nelle mani sbagliate potrebbe causare un bel po’ di problemi, senza escludere che Joss non è a conoscenza del suo lieve tradimento.

E agganciamoci anche all’ultimo personaggio, nonché Joss, che in quest’episodio ha coltivato la sua amicizia con Alex. Ve la ricordate? Alta, mora, omosessuale? Esattamente. Joss trascorre molto tempo in sua compagnia, convincendosi che la loro sia pura amicizia, e l’accompagna in un’avventurosa corsetta per mantenere la linea. In quest’occasione, veniamo a conoscenza di dettagli interessanti:

tumblr_moywrcBkm61rbp7sqo2_r1_250a)  Alex era etero fino al primo anno del college, quando ha incontrato la sua coinquilina di nome Emily e da allora il mondo ha preso una piega diversa;

b) Joss riesce a rimorchiare anche quando di sexy in lei c’è ben poco, incluso il sudore;

c) Sally è una folle che vive senza bisogno di ossigeno (o almeno è l’unica spiegazione che posso darmi per giustificare la sua corsa ininterrotta).

Partite in due, si ritrovano in tre e Sally coglie l’occasione per ringraziare Joss della sua amicizia con Alex. Ammette che il suo è un lavoro a tempo pieno, mentre Alex ha molto tempo libero a disposizione e più occasioni per litigare. Invece, dal momento in cui è subentrata Joss, le ha dato modo di distrarsi e i litigi sono diminuiti. Quindi Joss non è solo un’agente immobiliare, ma anche un giullare di corte per Sally. Joss è sempre più convinta che Alex debba lasciarla, perché la loro relazione non è salutare e ne ha conferma quando viene invitata all’ultimo momento ad una festa, poiché bidonata da Sally. tumblr_moxmhzmvBm1rgqdw8o2_500La situazione degenera in un battibaleno, poiché Joss, per evitare che Alex riceva delle attenzioni poco gradite, finge di essere la sua fidanzata e coglie l’occasione per baciarla. Se per Joss tutto era nato per gioco, Alex non sembra vederla allo stesso modo e, esterrefatta, la pianta in asso e si allontana. Joss cerca di capire dove abbia sbagliato, le era uscito naturale per lo più perché credeva che fossero amiche. Ma Joss cara, io non vado in giro a baciare le mie amiche, per lo più con quello sguardo e con quell’impeto, quindi non prendiamoci in giro. Se c’è una cosa che adoro di questa ragazza è il suo atteggiamento non curante, ma ancor di più i discorsi intrattenuti con Harry, il marito di Savannah: a parte il fatto che la biondina si becca puntualmente un bel piatto di prelibatezze dal cuoco in questione, ma l’acidità e il sarcasmo che Harry le rivolge si devono scontrare con la noncuranza di Joss. Quando si ritrovano a discutere dell’assenza d’amicizie nella vita di Joss, quest’ultima ammette di non averle perché è solita andare a letto con tutti i fidanzati a portata di mano. Notando lo slancio con Alex, direi di non limitarci soltanto all’universo maschile.

Le quattro storie imboccano diverse strade:

April doveva ascoltare attentamente Savannah quando le voleva insinuare il dubbio nei confronti di Miranda e mi auguro che l’avvocato indaghi a fondo sulla faccenda, perché la mistress di Paul non sembra raccontarla giusta: la vediamo in compagnia del suddetto “avvocato”, gli propina delle banconote e lo ringrazia della performance. Il ragazzo, aspirante attore, le chiede per quale motivo non abbia chiamato un vero avvocato, se quello che dice è la verità, ma Miranda lo liquida, intenzionata a spulciare April fino all’ultimo dollaro.

 Karen si è lasciata andare fin troppo per i miei gusti, ha lasciato trapelare delle emozioni che avrebbero fatto insospettire chiunque e sono certa che Sam non sia così cieco come invece professa di essere.

– Savannah riesce a prendere il campione di Harry, non dopo averci flirtato alla grande, riempiendo il cuore di speranza, altrimenti sarà costretta a vuotare il sacco.

– Joss viene sorpresa dalla visita di Alex, la quale sconvolta per la rottura con Sally. Le offre ospitalità fino a quando non troverà un altro posto dove andare, la mattina successiva le porta persino la colazione a letto per suggellare la loro amicizia.

tumblr_morlueUevx1rwno94o1_500(La faccia di Karen è impagabile!)

Sono sempre più convinta che ne vedremo delle belle quando alcuni punti verranno finalmente raggiunti. Fino ad allora, accontentiamoci delle ipotesi e aspettiamo il 1 Luglio per il quinto episodio!



Criss
Per quanto l’apparenza possa ingannare, ha avuto sempre una ricca immaginazione, sin da bambina: avrebbe voluto indossare un camice azzurro e ubriacarsi con Cristina e Meredith, esibirsi con vestiti pomposi e colorati nel Glee Club, aprirsi un blog con cui infangare amici e famiglia, naufragare su un’isola deserta che tanto deserta non è, prendere a palettate vampiri con Buffy e uccidere i demoni con il Libro delle Ombre, trasferirsi in una città popolata dai personaggi delle favole, sorseggiare Cosmopolitan e indebitarsi per un paio di Manolo, scoprire l’esistenza di una sorella gemella e mangiare tutti i biscotti della famiglia Camden. Se non avesse guardato tanta televisione, a ventidue anni non avrebbe avuto il cervello ridotto in poltiglia. È certa che un giorno imparerà a volare come Goku – c’è riuscito Crilin! –, così potrà arrivare a New York e cercare Carrie Bradshaw o raggiungere Stars Hollow e bere il caffè di Luke o ancora farsi adottare dai Cohen e vivere per sempre sul materassino gonfiabile della piscina; ma, fino a quel momento, si limiterà a prendere appunti e coltivare il suo futuro tra i libri di Editoria e Pubblicistica, sperando di sbocciare nella versione di Anne Hathaway ne “Il diavolo veste prada”, anziché in quella di Ugly Betty, e vedere la propria immagine sugli autobus della città. Almeno sognare non costa niente!

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