Mistresses | Intervista di fine stagione (o di serie?)

JES MACALLAN

Il finale della terza stagione (e, forse, dell’intera serie) è terminato con una morte che ci spezza il cuore; un dolcissima (e reciproca) dichiarazione d’amore (senza nessuna ridicolaggine tipo la solita-corsa-in-aeroporto); il suggerimento di un prossimo tentativo di suicidio; l’ingresso dello staff di un reality show; e, sì, è in arrivo il pezzo forte con la rivelazione sorprendente e inaspettata del vero killer di Luca Raines.

Per riassumere: Karen ha detto addio, grata e in lacrime, all’amata Vivian – che, prima di morire di sepsi al fegato, ha girato un video commovente, in cui si presenta al figlio che Karen porta in grembo (concepito durante un rapporto con il marito di Vivian, Alec). April ha finalmente capito di provare qualcosa per Marc – con sua grande sorpresa e divertimento – e hanno avuto il loro lieto fine, quando il coinquilino è apparso alla sua porta, mentre lei era in procinto di dirigersi all’aeroporto per fermarlo prima che salisse su un volo per Machu Picchu.
Calista, nel frattempo, ha tentato di convincere Joss di aver confessato l’assassinio di Luca come atto di vera amicizia. Ma il rifiuto di Joss ha spinto la designer a cercare un pezzo di corda, con cui porre termine alla sua vita.
Senza darsi pace, a causa dell’insistenza di Calista di non essere stata lei a mandare pacchi dono e messaggi dal suo cellulare, Joss è piombata nell’antro oscuro della ricerca del vero assassino – anche se erano già pronti i bagagli per il suo viaggio di un anno in Europa, insieme a Harry, che ha ottenuto un lavoro per una nuova serie di viaggi per un nuovo Food Network, con lo chef Rocco DiSpirito. Questa ricerca spasmodica l’ha portata alla villa della Raines – dove una figura somigliante a Calista (che ascolta musica rock e fa schizzi di vestaglie via computer) è emersa dalle tenebre misteriose, ha puntato una pistola contro Joss e ha sibilato: “Dove stai andando, tesoro?”.

Gridiamolo tutti insieme: WILSON!!

Infatti, l’assistente e giovane amante di Calista ha preso in prestito il diafano abito della sua titolare – e si è messo in testa una lunga e fluente parrucca – ma questo è tutto quello che sapremo, perché la stagione (e forse l’intera soap) si è spenta così.

Di seguito, le showrunner Rina Mimoun e K.J. Steinberg hanno discusso le caratteristiche dello show, la conclusione sopra le righe (insieme al rischio insito in una conclusione con un cliffhanger), rivelano il finale alternativo che avevano pensato per Karen, spiegano perché la stravagante Calista, interpretata da Jennifer Esposito, sia un personaggio che può durare un’unica stagione e parlano delle probabilità di essere rinnovate per una quarta stagione da ABC.

OK, rompiamo gli indugi: avete creato il personaggio di Wilson sapendo che sarebbe stato un pazzo fuori di testa?
K.J. Steinberg: [Ride] Si’! Si’!
Rina Mimoun: [Ride] Si’! Decisamente si’.
K.J. Steinberg: Ci sono delle scene tagliate di questa stagione, che abbiamo deciso di non mandare in onda, perché abbiamo pensato che dessero troppi indizi agli spettatori.

Davvero? Potete farmi un esempio?
Rina Mimoun: Abbiamo girato una scena nell’episodio 11 in cui Calista si stava preparando per l’intervista con Diane Sawyer che non c’è mai stata. Wilson stava tentando di aiutare Calista a prepararsi emotivamente. Era davvero una buona scena – e pensata per dimostrare che c’era qualcuno che teneva davvero a Calista, ma era anche un po’ strana. Questo avrebbe anticipato la stranezza – poiché sapevamo quello che sarebbe successo – e avrebbe messo troppo in allerta il pubblico.

Solo per essere chiari, vi siete sedute a pianificare la terza stagione, avete progettato un omicidio, e avete pensato che il killer sarebbe stato l’assistente/amante di Calista! Non è stata un’evoluzione della storia? Perché è stata una svolta inaspettata – proprio lo spasimante di Calista!
Rina Mimoun: E’ stato folle!
K.J. Steinberg: L’unica cosa che è uscita dal processo organico della stanza degli scrittori è stato decidere come l’avremmo scoperto. E il momento “Vestito per uccidere” di Wilson (travestito). Tutto il resto è stato programmato prima.
Rina Mimoun: Sapevamo di volere un omicidio, perché ci è sembrato che lo show ci avesse sempre girato intorno – anche nella prima stagione con la morte di Tom. E sapevamo che avevamo bisogno di qualcosa di grande e succulento. Abbiamo amato la storia di April, ma era una cosa normale. E anche la storia di Karen – anche se è sempre stata un disastro totale – non era adatta. Volevamo che esplodesse qualcosa di enorme, con cui tutte le donne avrebbero dovuto fare i conti.

Ho amato i riferimenti a “Vestito per uccidere”, ma ho pensato anche che fosse un po’ “Buffalo Bill nel silenzio degli innocenti”.
K.J. Steinberg: La musica che abbiamo scelto era molto da “Buffalo Bill” — per darti proprio questa sensazione: “Qualcosa sta accadendo in cantina”.

Abbiamo concluso la terza stagione con una pistola puntata minacciosamente contro Joss – che è amata da tutti. Considerando che non siete ancora stati rinnovati per una quarta stagione, è stato un po’ come fare i funamboli sopra il Grand Canyon senza rete di protezione. Avete pensato ad alleggerire la conclusione – per esempio farle comporre il 911 o far sì che Harry andasse a cercarla alla villa? O pensate che parte del fascino di Mistresses prevedesse di terminare la stagione con una svolta da togliere il fiato?
K.J. Steinberg: Abbiamo sicuramente parlato di ammorbidire la conclusione, ma questo non avrebbe risolto il dilemma. Anche se fosse riuscita a chiamare il 911, o se Harry avesse deciso di non prendere quell’aereo e avesse seguito il suo GPS, sarebbe stato comunque insoddisfacente. Quindi abbiamo deciso di essere fedeli al nostro stile di scrittura e il nostro amore per i cliffhanger, con le dita incrociate per la quarta stagione. Se avessimo saputo che era la nostra ultima stagione, avremmo scelto un’altra conclusione.
Rina Mimoun: Di sicuro. Se avessimo saputo che era la nostra ultima stagione, penso che questo sarebbe stato il penultimo episodio e ci saremmo concesse di chiudere tutte le storyline. Mi è piaciuto vedere come Parentohood e Friday Night Lights e Six Feet Under sono terminati. E’ così gratificante quando si sa di scrivere il finale di serie. Nel nostro caso, è sempre difficile, perché non lo sappiamo mai.

JES MACALLAN

Mi è sembrato come se steste dicendo: “Non osare, ABC. Non osare non darci una quarta stagione”.
K.J. Steinberg: [Ride] Beh, se avessimo concluso tutto, li avremmo incentivati a non rinnovarci.

Siamo alla quinta domanda e non abbiamo ancora parlato dell’immagine di Calista nella sua cella, con una corda, che pensa al suicidio. E’ quello che sta per fare, vero? Non c’è un’altra lettura, giusto? Come dire, non sta cercando un modo elaborato di evadere?
K.J. Steinberg: Che lo faccia o no, vuole suicidarsi. Questo è il punto a cui è arrivata.

Quando ho capito quello che stava per fare, una parte di me ha pensato: “No, Calista è una guerriera. E sa che il killer non è stato ancora scoperto. Questo non ha senso”. Ma poi, tornando alla scena di due episodi fa in cui Joss dice a Calista che tutti i suoi amici sono sul suo libro paga, ho capito il motivo per cui si è trovata in quella posizione. Perfino il suo avvocato, Patty, ha interesse solo allo stipendio.
Rina Mimoun: Parte di quello che ci ha fatto capire che questo sarebbe stato l’atto finale di Calista è stato che Jennifer Esposito ha messo nel personaggio questa qualità da uccellino ferito, verso la fine della stagione. Yunjin [Kim] è stata la prima a dirlo ad alta voce. La scena in cui affronta Calista era previsto che Jennifer girasse la scena in un certo modo e che ribattesse, ma lei l’ha invece proiettata all’interno. Questo ci fa tornare indietro a quando abbiamo incontrato Calista per la prima volta, sul pavimento di un bagno, con un Martini e in lacrime. E’ una che lotta, ma ha anche un carattere triste. Riesci a essere empatica con questa donna.
K.J. Steinberg: Esattamente. Oltre a essere una combattente – così come una persona eccentrica e fuori dagli schemi – ha condotto una vita illusoria. Tutte le sue fantasie sono andate in frantumi nell’ultimo periodo. Pensava di amare Joss e che Joss le volesse bene. Pensava che, dopotutto, anche Luca fosse un essere umano. E credeva che le persone intorno a lei avrebbero preso le sue difese. E tutte queste cose sono crollate, lasciandole solo una tuta da carcerata. E’ una verità con cui non può vivere. I soldi sono andati. Tutto è finito.

In una ipotetica quarta stagione, Calista sarà accanto a Joss, lasciando da parte per il momento Karen e April? Riuscite a immaginarlo?
Rina Mimoun: Ci piacerebbe poter invitare Jennifer a tornare per tutti gli episodi che desidera girare con noi, ma questo è sempre stato un personaggio da una stagione – secondo la linea che le abbiamo dato quest’anno. Ci è piaciuta molto la sua performance e ha portato una certa brillantezza, ma se saremo abbastanza fortunate da avere una quarta stagione, vorremmo un’altro tipo di donna da inserire nel quartetto. Non vogliamo qualcuno che si porti dietro un bagaglio così pesante per le altre donne.

Sono contento di sentirlo. Mi è piaciuto fin dove vi siete spinte – ma April e Karen non avrebbero mai sopportato Calista.
Rina Mimoun: Esattamente! Non ce la vedo chiacchierare intorno a un caffè.

Mi sembra di tornare alla prima stagione, quando abbiamo avuto Elizabeth Grey con la vodka e la pistola, che ci ha portato al limite, ma poi non ci si è spinti oltre, nella seconda stagione. L’intera rivelazione di Wilson è sembrata farci tornare nello stesso territorio. E’ qualcosa che avete deliberatamente tentato di ottenere – andare un po’ sopra le righe?
K.J. Steinberg: Con la terza stagione, ci eravamo guadagnate il diritto di fare un po’ più di rumore e di divertirci di più. Con l’uscita di Savi, c’era un buco da riempire. Come abbiamo detto prima dell’episodio uno, non volevamo solo sostituire un personaggio, ma volevamo introdurre un intero nuovo mondo, all’interno del nostro mondo. Abbiamo portato ricchezza, glamour, la moda e un diverso sistema morale, regole completamente diverse. E’ andata molto bene, e i nostri attori e il nostro pubblico si sono divertiti molto con questi cambiamenti.

Senza mancare di rispetto a nessuno, non ho pensato una sola volta a Savi durante l’intero episodio conclusivo.
Rina Mimoun: Evviva! E’ il più grande complimento che potessi farci.

Mi avete detto alla fine della seconda stagione che la gravidanza di Alyssa Milano vi ha impedito di realizzare delle idee più cupe per il personaggio di Savi. Ne avete riciclate alcune per la trama dell’assassinio di Joss-Calista?
Rina Mimoun: No, non erano cose collegate. Avevamo progettato un intero arco narrativo lo scorso anno per Savi e Zack, e tu continuavi a intravederlo. Eravamo così deluse. “Sì, Michael, hai capito qualcosa, ma non possiamo farlo!”. Però non potevamo riciclarlo.

L’addio di Karen e Vivian è stato così commovente – e Yunjin Kim e Sonja Bennett sono state molto brave in questo episodio – mi chiedevo se aveste mai pensato: “Magari potremmo dare alla nostra poliamorosa bionda una tregua e farla vivere!”.
K.J. Steinberg: Abbiamo sempre saputo che sarebbe morta. E quando la vedevamo vivere nel nostro show ci piaceva moltissimo.
Rina Mimoun: Yunjin [Kim] ci ha pregato di non ucciderla!
K.J. Steinberg: E’ davvero un tesoro. E’ reale e con i piedi per terra, positiva e disponibile, è stato davvero difficile. Ma avevamo architettato questa tragedia che avrebbe condotto Karen lungo un percorso che avrebbe compiuto da sola. E non si può tornare indietro. Ho pianto quando ho scritto quelle scene, e ho pianto anche di più quando le ho guardate. Era un tipo di storia che non avevamo mai affrontato prima – una bella storia di amicizia.

ED QUINN, SONJA BENNETT, YUNJIN KIM

Karen e Alec hanno un futuro insieme, oltre a fare i genitori?
Rina Mimoun: Spero di sì! [Ride]
K.J. Steinberg: Ne hanno uno deliziosamente complicato. Vivian era ciò che li faceva funzionare. Karen a Alex hanno un’attrazione istintiva, ma la connessione spirituale era decisamente alimentata da Vivian. Ma adesso saranno per sempre connessi dal bambino in arrivo. Come gestiranno questa cosa? Ci sono le basi di una grande storia.

E’ stata una scelta interessante avere Karen da sola in auto nella scena finale. Non abbiamo visto Alec andare da lei. La loro separazione è stata poco emotiva…
Rina Mimoun: Abbiamo discusso riguardo a questa cosa. La scelta è arrivata solo alla fine.
K.J. Steinberg: L’abbiamo girata in due modi diversi. Una scena in un Alec torna all’auto – e si siedono e hanno il loro momento.
Rina Mimoun: Esatto! C’è stato un momento da: “Oh, no, e adesso?”. Avrebbe implicato che i due lo stessero affrontando insieme. C’era la preoccupazione: “E’ troppo triste lasciare Karen da sola?”. Tipo: “Povera Karen, non ha un momento di respiro”. Ma ci siamo tutti commossi davanti all’intepretazione di Yunjin. Non era vittimistico – è stato molto forte. E, alla fine, questa cosa è iniziata con lei ed è finita con lei. Se Alec troverà il modo di tornare nella sua vita, sarà una bella storia da raccontare. Ed Quinn è un grande attore ed è stato bello averlo sul set – saremmo molto fortunate.

E hanno una grande chimica.
Rina Mimoun: Vero! [Ride]. Ne hanno molta!

Parlando di chimica, Marc ha mostrato di vedere April sotto un’altra luce, questa settimana – grigia invece che rosa… ma voglio ringraziarvi per non averci dato la solita scena di lei che lo rincorre nell’aeroporto.
K.J. Steinberg: Volevamo che si trovassero esattamente a metà della strada.
Rina Mimoun: Sono come Steve e Miranda sul ponte. Confesso che è un momento di Sex and the City che mi piace moltissimo. Entrambi sono vulnerabili.
K.J. Steinberg: E sono entrambi attivi. Dimostra la loro connessione.

Inoltre, il suo arrivo alla porta ci dimostra che è anche un adulto. Non è andato a nascondersi chissà dove per leccarsi le ferite.
K.J. Steinberg: Esatto! Potrebbe tentare di portala da Burning Man, il prossimo anno, ma ne parleremo nel sesto episodio della quarta stagione.[Ride]

La mutua ammissione dei loro sentimenti è una specie di lieto fine, se non dovesse esserci un’altra stagione?
Rina Mimoun: Di solito concludiamo con due cliffhanger, e almeno una delle nostre ragazze ha una ricompensa. E se qualcuno la merita, quella è proprio April. Ma, anche se è un happy ending, ci sono conflitti e possibili momenti drammatici tra di loro, quindi non ci siamo tarpate le ali per la quarta stagione.
K.J. Steinberg: Ha sempre avuto bisogno di un po’ di spensieratezza da Peter Pan, e non se ne è mai accorta. Volevamo qualcuno che la irritasse, che la portasse fuori dalla zona da commedia che Rochelle [Aytes] sa recitare così bene.
Rina Mimoun: Ci abbiamo sempre sperato, ma in uno show di questo tipo dipende tutto dalla chimica. Abbiamo messo un personaggio pazzo alla sua porta, che è stato divertente, ma se non ci fosse stata chimica, avremmo avuto la scappatoia di Daniel.

ROCHELLE AYTES

Veniamo alla domanda che è nella testa di tutti: quarta stagione. Se doveste dirmi le probabilità… su cosa scommettereste?
Rina Mimoun: Oh, Dio.
K.J. Steinberg: Non lo sappiamo. Le Divinità delle Probabilità non hanno parlato. Sono state molto silenziose.
Rina Mimoun: Non penso che non ce ne siano. Ma non so nemmeno se ce ne siano [Ride]. Non abbiamo ricevuto nessuna valida indicazione di rinnovo… ma non ci hanno nemmeno detto che siamo al capolinea.
K.J. Steinberg: Ci sono stati degli scambi e dell’interesse. Credo davvero che la decisione non sia stata ancora presa. Non siamo al corrente di quello che hanno in mente o di cui hanno bisogno.
Rina Mimoun: Penso che la data finale sia ottobre? So che manca molto. Non sapevamo che ci saremmo trasferiti a Vancouver (l’anno scorso di questi tempi) – e che da quello dipendesse il rinnovo. K.J. ha ragione. Loro sanno quello che vogliono. Hanno i loro programmi, si deve vedere se noi possiamo rientrarci.

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