Manhattan | Intervista a Katja Herbers

katjaLa seconda serie originale di WGN AmericaManhattan, debutterà il 27 luglio. In attesa del drama ambientato negli anni Quaranta, incentrato sugli scienziati incaricati di sviluppare la bomba atomica in New Mexico e sulle loro famiglie all’oscuro di ciò, Zap2it ha incontrato il cast per un’intervista sul nuovo show. Qui di seguito trovate quella a Katja Herbers, che interpreta la brillante scienziata Helen Prins, la donna solitaria del team di Frank Winter.

Zap2it: Cos’è più impegnativo: la moda degli anni Quaranta o la fisica nucleare?
Herbers: Questa è una bella domanda. Immagino che sia la fisica nucleare negli anni Quaranta!

Che cosa sapevi del Manhattan Project prima di fare l’audizione per il ruolo?
Poco in modo imbarazzante, devo ammetterlo. Ma è stato affascinante approfondire l’argomento. Tuttavia l’audizione è arrivata con così poco preavviso che penso di aver potuto fare delle ricerche solo dopo aver avuto la parte. Per l’audizione mi sono concentrata solo su chi pensavo che Helen fosse e ho tentato di renderla quanto più reale e piena di vita possibile, senza preoccuparmi per nulla della parte legata alla fisica. E ciò che è davvero grandioso di questo show è che parla di quello che succede a queste persone e quello che succede tra queste persone mentre cercano di creare la bomba.

Se potessi uscire con un vero scienziato del Manhattan Project, chi sceglieresti?
Sono diventata molto curiosa riguardo a tutte queste persone. Ma penso che mi piacerebbe incontrare uno dei fisici donna del progetto e chiederle come fosse essere una scienziata ai quei tempi.

Chi sposeresti/baceresti/rifiuteresti tra Einstein, Oppenheimer, Fermi.
Sposerei Fermi. Bacerei Einstein. Rifiuterei Oppenheimer.

Quali sono i tuoi aspetti preferiti e quelli che ti piacciono di meno nel lavorare ad uno show ambientato nel passato?
Adoro l’elemento legato al viaggio nel tempo. Tornare a quando i miei nonni vivevano in Germania e sono dovuti scappare. A quando mia nonna materna ha avuto quattro figli ma in realtà ha sempre sognato di diventare una pianista o un’attrice. Nella stanza di Helen ho le loro foto. Vivendo la vita di Helen, mi sento stranamente più vicina a loro. Durante la guerra Helen riesce ad essere ciò che è: un brillante fisico che viene rispettato e lavora ai livelli più alti. Magari se non fosse stato periodo di guerra, in quanto donna non avrebbe ottenuto un lavoro così importante. Il suo momento è quello. Lo sa e lo insegue.

C’è una cosa di questo periodo storico o specificamente del Manhattan Project che non sapevi prima di iniziare a lavorare nello show?
Non sapevo di questa città nel mezzo del deserto, assente su ogni mappa, dove si radunavano le persone più ntelligenti al mondo per cercare di ottenere la bomba prima di Hitler. In sostanza questo significa che, dal momento che vengo dall’Europa (pessima scusa), non conoscevo il Manhattan Project. Ma, oh!, ora lo conosco eccome!

Fonte

Cecilia
Con il corpo è in Italia, con il cuore è in Giappone, con la testa è negli USA. Ritiene di avere ottime potenzialità come sceneggiatrice di “finali alternativi” e come moglie di attori talentuosi e affascinanti (magari con l’accento british e le fossette). In una serie cerca persone e non semplici personaggi, mondi più che location, non un sottofondo ma vere e proprie emozioni musicate, vita, non una storyline. Nel suo universo ideale la birra è rossa e il sushi è in quantità abbondante, le Harley Davidson sono meno costose, la frangia non è mai né troppo lunga né troppo corta e il suo favorito arriva incolume al finale di serie. Forse ha troppi smalti, mentre per i tatuaggi, i cani, i gadget di Spongebob e i libri troverà sempre il posto. Tiene pronti la balestra, i viveri e l’hard-disk zeppo di serie: l’Apocalisse Zombie non la coglierà impreparata!

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