Lucifer | Recensione 2×02 – Liar, Liar, Slutty Dress on Fire

Ci sono serie TV (poche), di cui evito gli spoiler come se fossero portatori di ogni singola malattia mortale debellata dal giorno del Big Bang a oggi, e una di queste è proprio Lucifer, perché mi piace approcciarmi alla visione senza avere idea di cosa dovermi aspettare e quindi senza crearmi preconcetti su questo, quello o quell’altro. Quindi buongiorno a me (e probabilmente anche a voi), quando ancora mezza addormentata, all’alba delle sette del mattino, ho aperto twitter e SBAM!, grazie livetweet del cast, grazie per avermi spoilerato ogni singolo fotogramma e ogni singola battuta! Insomma, è stata una di quelle mattine. Ma la sapete una cosa? Questa è quel genere di cosa che di solito mi toglie un po’ il gusto della visione, perché so già cosa diranno/faranno/penseranno ancor prima che lo dicano/facciano/pensino, eppure con Lucifer non succede, non è successo. Sono giunta alla conclusione che potrei leggere anche l’intero copione di un episodio prima di guardarlo, e mi ritroverei comunque a stupirmi di come quelle che sono solo parole su carta siano state rese sullo schermo.

E oggi partiamo da quello che di solito lascio in chiusura di recensione, ovvero le chicche dell’episodio, perché il ritorno di Trixie merita assolutamente ‘la prima pagina’. Lei è la fangirl numero uno del nostro amico Lucifer, se possibile ancor più della Linda dei primi episodi della prima stagione. È quella a cui luccicano gli occhi ogni volta che lo vede, un luccichio completamente incondizionato visto che sulla sua mente di piccola bimba (quasi) innocente, il fascino del diavolo non può avere la presa che ha su di un’adulta.

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E alla stessa maniera, Lucifer stravede per lei, al punto da improvvisarsi madre/padre/Babbo Natale e a correre a comprarle la bambola più in voga del momento, perché quale genitore responsabile e amorevole potrebbe mai negare alla sua bimba un vizio simile? Soprattutto dopo che la bimba in questione ha letteralmente torturato e sodomizzato la sua intera collezione di bambole per raggiungere il proprio obiettivo? Possiamo davvero stupirci dell’istinto ‘protettivo’ di papà Luci, alla faccia di Sir Douche e di Chloe? Tanto amore per la piccola Trixie insomma, tanto, tantissimo amore per lei!

Mentre nella sala degli interrogatori del distretto di polizia si consuma il dramma delle bambole mutilate, noi scopriamo invece come Mamma sia passata da un corpo all’altro prima di approdare in quello di Tricia Helfer e diventare Charlotte. Come ci era stato spiegato nella premiere, Mamma poteva insediarsi solo all’interno di un corpo appena morto, e il caso vuole che detto corpo non sia deceduto per cause mediche o naturali, ma sia stato vittima di un omicidio. Anzi, di quello che si rivelerà essere addirittura un triplo omicidio. E Lucifer non ci crede, non riesce a credere che sua madre non c’entri assolutamente nulla con la morte dell’uomo e della donna delle pulizia, che il suo involucro umano sia stato vittima tanto quanto le altre due vittime. E se ci pensate, non ha senso. Perché Lucifer sa che Charlotte doveva essere già morta quando sua madre ne ha preso possesso, ha visto il cacciavite con cui è stata uccisa e anche la scia di sangue che il suo corpo si è lasciato alle spalle – tutte evidenze del fatto che la donna è stata aggredita e uccisa con lo stesso identico modus operandi delle altre due vittime – eppure non riesce a crederle. Non riesce a credere che tutto ciò che è accaduto in quella stanza d’hotel sia accaduto prima che Charlotte si risvegliasse come Mamma, non riesce a credere che Mamma si sia davvero presentata alla sua porta in cerca di aiuto e supporto in un mondo che le risulta del tutto nuovo e di cui non conosce i meccanismi.

Questo mi fa automaticamente pensare che l’averlo lasciato marcire all’Inferno senza muovere un dito per impedire questo suo esilio, non sia l’unica colpa di cui Lucifer ritiene mommy dearest responsabile. Posso capire il rancore, quel rancore così umano nei confronti dell’abbandono subito. Posso capire questo scalpitare per dimostrare a tutti i costi che Mamma non è una santa, che Mamma è tutto fuorché una madre amorevole e responsabile, ma dare per scontato che sia una pazza criminale, che uccide a sangue freddo e che non si fa problemi a ripetere più volte il gesto? L’abbandono non può essere l’unico motivo per il quale a Lucifer vengano così naturali questi pensieri, come non basta nemmeno la smania di provare che lei sia una cattiva madre, perché c’è un abisso fra una donna che ti abbandona – per quanto brutto possa essere – e una donna che invece è una psicopatica omicida.

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E il colpo di scena finale, quella rivelazione secondo la quale sarebbe stata lei a esiliare Lucifer all’Inferno, per proteggerlo da ire non meglio specificate di daddy dearest – che addirittura pare volesse ucciderlo? E la maniera con la quale Mamma, così nuova a questo mondo terreno, riesce a tener testa a Maze e addirittura a scappare dalla sua custodia? E infine, la facilità con la quale riesce a manipolare Lucifer e a convincerlo a non riconsegnarla alla sua prigione infernale, almeno per il momento? È indubbio che ci sia una parte di Lucifer che in fondo vuole credere alle buone intenzioni della madre, sempre per quel solito discorso per il quale Lucifer sia molto più umano che demoniaco a livello di emozioni e sentimenti – il che lo rende in un certo senso vittima facile di manipolazione in un contesto simile – ma il resto di lui sa di cosa lei sia capace, sa cosa lei abbia fatto o non fatto nell’eternità che l’ha portata a vivere questa esperienza terrena, e quindi in fondo non so nemmeno se si possa parlare di manipolazione in senso stretto. Forse è più un suo – di Lucifer intendo – voler capire appieno la situazione nella quale si trova, prima di riconsegnare Mamma nelle mani di Dio e alla sua cella infernale, un suo ti tengo qui fino a quando non capisco esattamente dove arrivino le tue chiacchiere e dove inizi invece la verità vera. Di certo c’è che Mamma Charlotte è un personaggio che ci si è subito presentato come costruito su molteplici livelli, ognuno dei quali sarà interessantissimo esplorare, e ognuno dei quali ci riserverà senza ombra di dubbio sorprese e colpi di scena.

Un’altra cosa dell’episodio che ho trovato estremamente interessante, è anche ciò che è accaduto fra Lucifer e Chloe. Per ovvi motivi, in questi quaranta minuti non è stato il loro rapporto a trovarsi al centro dell’attenzione, ma mi ha colpito la maniera con la quale si sono trovati a rapportarsi. Stavolta non erano più semplicemente Lucifer e la Detective Decker, quanto piuttosto Lucifer e mamma Decker. Al di là della palese simpatia di Luci nei confronti di Trixie, è innegabile che la bambola comprata alla bimba non fosse un semplice gesto di affetto ma anche e soprattutto un tentativo di dare a lei ciò che lui non ha avuto dalla propria di madre. Lucifer non concepisce che Chloe e Sir Douche non vogliano comprarle la bambola, non lo concepisce perché lo vede come un atto di abbandono. Proietta il suo essere stato abbandonato dai genitori – in circostanze che a questo punto sono assolutamente da chiarire e non vedo l’ora che vengano chiarite – con la negazione che viene fatta a Trixie. Non puoi avere la bambola, nell’universo di Lucifer diventa Ti esilio all’inferno, e il senso di entrambe le affermazioni sono un semplice e banale, quanto straziante, Non ti voglioprobabilmente non ti ho mai voluto. E mi ha colpito la pazienza di Chloe nel spiegargli che negare la bambola a Trixie non è affatto un atto di abbandono quanto invece di amore, una lezione che lei e Sir Douche sono stati costretti a impartire alla piccola, spinti solo e soltanto dall’amore che provano nei suoi confronti, perché essere genitori significa dover fare anche di queste cose. Ed è un lato dell’aspetto genitoriale che Lucifer non ha mai potuto sperimentare sulla propria pelle, perché lui ha conosciuto per l’appunto solo l’abbandono. E in questo frangente, Chloe fa un po’ ciò che di solito è compito di Linda-la-psicologa, ovvero offrire a Lucifer un altro punto di vista, una visuale da cui possa osservare la propria situazione con occhi diversi e un po’ più oggettivi.

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Non possiamo però dire che l’episodio non ci abbia regalato, nonostante tutto, quei momenti Chlucifer che tutti abbiamo imparato ad adorare, come testimonia il set di gif qua sopra! Ed è un’attenzione ai dettagli che mi lascia sconcertata – in positivo si intende – perché nonostante stavolta gli autori avessero tutte le ragioni dell’universo per privarci di loro, hanno comunque scelto di non farlo e nel non farlo sono riusciti a risultare per nulla pesanti o forzati. Non sembra fanservice, non sembrano scene messe lì giusto per dare il contentino, e so che non dovrebbe mai essere così, ma purtroppo nel panorama telefilmico odierno è quasi sempre così.

Insomma, Mamma è tornata e Lucifer tutto il tempo che non passa a tentare di provare la sua colpevolezza, lo passa ad invocare Amenadiel. Che però non risponde. C’è un silenzio radio totale da parte dell’angelo e ammetto che non sono riuscita a capire se lui effettivamente non riesca più a sentire Lucifer, o se abbia deciso di ignorarlo perché preso dai suoi problemi – ma in qualche maniera propendo per la seconda ipotesi, perché Amenadiel ci ha sempre dimostrato di avere installato addosso un senso del dovere assurdo, e sapendo che Lucifer lo chiama sempre e solo in caso di guai, mi risulta difficile pensare che il suo lato egoistico possa aver prevalso.

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Devo essere sincera, mi è dispiaciuto per Amenadiel, mi è dispiaciuto tantissimo vederlo così. La scena in cui lo vediamo ad ali spiegate, con le piume tutte rovinate e che stanno cadendo… vederlo lasciarsi andare a quell’urlo di disperazione… non può non dispiacerci per Amenadiel. Chissà quanto tempo impiegherà Lucifer a rendersi conto che l’assenza di risposta da parte del fratello è qualcosa sulla quale indagare, o quanto tempo impiegherà Amenadiel a mettere da parte l’orgoglio e ad andare dall’altro a chiedergli aiuto e consiglio.

Estremamente belle sono state anche le scene condivise da Amenadiel e Linda, quella in cui lei – come già avevamo visto nella premiere – non ci sta più a farsi prendere in giro e a farsi usare, e sbotta. E quella in cui Amenadiel torna da lei per scusarsi – una scusa così sincera da lasciare disarmati e che, perché no? potrebbe porre le basi per il ritorno di questa amicizia, rendendola stavolta vera. Comunque sia, è innegabile che anche Amenadiel si stia umanizzando, perché il vecchio se stesso non sarebbe mai tornato a bussare alla porta di Linda, alla ricerca di un’amica.

Per quel che riguarda Emma invece, mi ha fatto sorridere il suo tentativo di spiegare a Luce come funzionino le cose quando si tenta di mettersi in contatto con qualche essere divino, e sto davvero aspettando con impazienza che il rapporto fra i due venga sviluppato. Insomma, la ragazza tutta casa e chiesa (ma non proprio) che fa amicizia con il diavolo in persona (che però è più umano di molti essere umani)!

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Infine standing ovation a Lucifer e al suo ribrezzo nei confronti… delle Crocs!

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Tornando a Mamma, devo dire che mi intriga parecchio anche il suo rapporto con Maze. Abbiamo visto che la demone era più che ansiosa di poter tornare a vestire i panni della sua torturatrice, e mi chiedo anche qui: perché? Semplice abitudine? Rancori personali? Potrebbe essere qualunque cosa.

E anche per questa settimana è tutto, e non mi resta che darvi appuntamento a martedì prossimo con il terzo episodio, “Sin-Eater”.

 

Elsa Hysteria
Nella sua testa vive nella Londra degli anni cinquanta guadagnandosi da vivere scrivendo romanzi noir, nella realtà è un’addetta alle vendite disperata che si chiede cosa debba farne della sua laurea in comunicazione mentre aspetta pazientemente che il decimo Dottore la venga a salvare dalla monotonia bergamasca sulla sua scintillante Tardis blu. Ama più di ogni altra cosa al mondo l’accento british e scrivere, al punto da usare qualunque cosa per farlo. Il suo primo amore telefilmico è stato Beverly Hills 90210 (insieme a Dylan McKay) e da allora non si è più fermata, arrivando a guardare più serie tv di quelle a cui è possibile stare dietro in una settimana fatta di soli sette giorni (il che ha aiutato la sua insonnia a passare da cronica a senza speranza di salvezza). Le sue maggiori ossessioni negli anni sono state Roswell, Supernatural, Doctor Who, Smallville e i Warblers di Glee.

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2 COMMENTS

  1. Eccomi! Pensavi mi fossi dimenticata?!? MAI!
    Concordo con te praticamente su tutto, anche questa stagione si sta rivelando molto avvincente e ora addirittura le carte in tavola si sono ribaltate: quella che sembrava essere il big villain della stagione in realtà ora sta passando dalla parte dei buoni… interessante. Soprattutto perché sembra quasi che proprio Papino sia il vero cattivo della situazione, o almeno così vuole farci credere la mamma. Hai notato che occhiata volge al cielo alla fine della puntata? Quasi a dire “un punto per me mio caro”. Secondo me qua gatta ci cova.. come dici tu ci deve essere dell’altro!
    Amenadiel.. chi semina vento raccoglie tempesta. Però fa davvero pena lo ammetto. Ma è giusto perché lui più di tutti (forse solo lui) ha abbandonato la sua strada, si è allontanato dalla sua natura. Il percorso della redenzione è in salita. Ma ha avuto un inizio bellissimo ed emozionante con linda anche se, a mio avviso, non molto sincero: mi è sembrato un tentativo di recuperare le sue ali. No? È comunque straziante vederlo così.
    Lucifer è meraviglioso, davvero un personaggio ben riuscito.
    Io spero vivamente che non ci propinino ancora chloe e dan perché non potrei sopportarli ma si vede che lei ha davvero un debole per lui… peccato.
    Maze e mamma… secondo me è tanto anche un gioco delle parti, per dimostrare chi è più forte e forse chi tiene di più a lucifer…
    Un abbraccio e alla prossima! Grazie per le tue recensioni!

    • Chloe e Dan mi piacciono in quei momenti in cui fanno fronte genitoriale per Trixie, mi piace che Dan alla fine si sia preso le sue responsabilità, però come coppia proprio no, non li potrei reggere, ti prego no .____.
      Grazie a te cara <3

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