Lucifer | Recensione 1×01 – Pilot

In the beginning…
The angel Lucifer was cast out of Heaven and condemned to rule Hell for all eternity.
Until he decided to take a vacation…

l00

Non amo sbilanciarmi troppo dopo un pilot – soprattutto in sede di recensione, ovvero commento serio – ma quando ti ritrovi di fronte alla versione sexysassy E british di Lucifero in persona, non è che sia poi così facile non sbilanciarsi. L’ho amato, ho amato tutte le varie storyline che hanno già iniziato a delinearsi, ho amato il fatto che non sia stato un pilot di semplice ‘presentazione personaggi’ ma che ci abbia buttati dritti dentro all’azione e, infine, ho amato il cast, sono già tremendamente innamorata di questo cast. Altro? Sì, la colonna sonora, ovviamente.

Ma andiamo con ordine.
I personaggi che sono stati introdotti in questo episodio di apertura sono stati, Lucifer himself, i detective Chloe Dancer e Dan, l’angelo Amenadiel e Maze, nel ruolo di assistente del Diavolo – letteralmente parlando. Tom Ellis si è dimostrato assolutamente PERFETTO nel ruolo, sono riusciti a cucirglielo addosso con una precisione chirurgica che nemmeno un intervento a cuore aperto richiede. Lauren German ha impiegato meno di due minuti di screen time a cancellare dalla mia mente l’immagine di Leslie Shay di Chicago Fire, calandosi perfettamente nel ruolo della detective che cerca solo di fare del bene e di madre divorziata. Kevin Alejandro, sarò sincera, riesce sempre a disturbarmi e turbarmi con i suoi ruoli e anche qui ci è riuscito dopo soli quaranta minuti nel ruolo di un detective che, secondo me, darà più di un grattacapo alla collega/ex moglie e al nuovo uomo che c’è nella sua vita – sì, mi è già partita la ship Lucifer/Chloe e no, non lo so cosa ci sia di così sbagliato in me. Di Amenadiel per ora sappiamo pochissimo, solo che è stato incaricato da daddy dearest di riportare Lucifer a casa – ma c’è da dare atto a D.B. Woodside che è davvero inquietante nella parte – e anche di Mazikeen sappiamo pochissimo, diciamo che ci hanno lasciato immaginare che fosse una sorta di braccio destro di Lucifer agli inferi, e che abbia deciso di seguirlo in questo pre-pensionamento.

Insomma, il Re degli Inferi si è auto proclamato in pensione, ha lasciato le fiamme dell’Inferno per il caldo di Los Angeles e si è dato al business con un locale il cui nome mostra una certa qual dose di egocentrismo – LUX. Cerca fin dalle prime battute – “Don’t know. Don’t care.” – di darci l’immagine del personaggio superficiale, senza nessun interesse reale nei confronti di chi lo circonda e senza particolare attenzione per nessuno dei fatti che avvengono intorno a lui. Questa apparenza però si ritrova subito a cadere nel momento in cui Delilah viene uccisa. Lucifer non lo accetta, non accetta che una persona a cui lui si è affezionato – sì, Lucifer prova sentimenti – sia morta per un motivo stupido e banale quale sono i soldi e, soprattutto, non accetta l’idea che possa essere stato lui in qualche modo a metterla sulla strada che l’ha poi portata alla morte. Quindi Lucifer, il sovrano dell’Inferno, non solo prova dei sentimenti molto simili a quelli umani, ma possiede anche una sorta di morale, un senso del giusto e dello sbagliato che non ci si aspetterebbe da un personaggio del genere. Nelle poche scene condivise da lui e Delilah, c’è stato uno dei miei momenti preferiti dell’episodio, ovvero quello in cui lei gli chiede se abbia venduto l’anima al Diavolo per ottenere il successo – senza nemmeno sapere quanto appropriata sia questa affermazione – e lui le risponde che no, il Diavolo non è interessato alla sua anima, e che le scelte che l’hanno portata a incasinarsi così la vita sono state scelte compiute in totale autonomia. The choices were yours, le dice, facendo cadere in quattro semplici parole tutta la mitologia secondo la quale il Diavolo è brutto e cattivo ed è l’unica causa dei mali del mondo e dell’infelicità del genere umano, e mettendo in chiaro che in fondo ognuno è artefice del proprio destino. Amo quando il bene e il male non sono due linee rette destinate a non intersecarsi mai, amo quando la realtà ci viene dipinta in tonalità di grigio, perché nella realtà vera il bianco e il nero raramente esistono. 

Lucifer e Chloe si trovano loro malgrado a lavorare spalla a spalla per cercare di risolvere l’omicidio di Delilah. Inizialmente nessuno dei due ne sembra particolarmente entusiasta, lei pensa che lui sia un pazzo con eccessive manie di grandezza fin dalle presentazioni ufficiali – “Lucifer Morningstar”, “Is that a stage name or something?”, “God given, I’m afraid” – mentre lui è profondamente disturbato dal fatto che i propri poteri di persuasione e attrazione non funzionino su di lei.

l01 l02 l03 l04

Alla fine però, si rivelano un team fantastico e assistiamo a ben due momenti – quello al bancone del bar e successivamente quello in ospedale – in cui lei si mostra completamente sincera con lui senza bisogno dei giochetti mentali di lui, e in cui lui si dimostra genuinamente preoccupato e affezionato a lei, nonostante il breve periodo di conoscenza. Sento che le dinamiche fra i due ci regaleranno un sacco di perle negli episodi a venire, e non dimentichiamoci che lei ha una figlia che già lo adora incondizionatamente, nonostante lui si senta disturbato dai bambini, parole sue.

Poi ovviamente c’è la storyline più grande, quella che vede Lucifer abbandonare l’Inferno per motivi che non ci vengono spiegati – pare sia stata noia, ma è ovvio che ci sia molto altro sotto – lasciando daddy dearest scontento a mandare suoi emissari a ingiungergli di tornare a indossare la corona e amministrare i suoi affari laggiù – andate a vedervi il video di Emperor’s New Clothes dei Panic! At The Disco per avere una preview di come sarà la sua ridiscesa agli inferi, perché io non riesco a levarmi questa immagine dalla testa e di nuovo no, non so cosa ci sia di sbagliato in me.

l13 l14

Ho percepito molta tensione fra Lucifer e la figura paterna, quasi che lui possa aver abbandonato l’Inferno solo per fargli un dispetto e rompere quell’equilibrio di cui parla Amenadiel alla fine, quello che non dovrebbe essere rotto. Ora c’è da vedere se questo fosse il piano di Lucifer fin dal principio o se l’equilibrio si stia incrinando perché vivendo in mezzo agli umani si è ritrovato a provare sentimenti che non immaginava di poter provare. Che alla base ci siano conflitti irrisolti con daddy dearest risulta però evidente anche dai dettagli più piccoli e apparentemente insignificanti, come ad esempio quando chiede a Chloe se sia stato suo padre a mandarla da lui, leggendo il fatto che lei sia immune ai suoi poteri quasi come una sorta di sfida lanciata dall’alto.

l07 l08 l10 l11 l12

I dialoghi, kudos a chi ha scritto i dialoghi.
Sono una sequenza infinita di giochi di parole e di prese in giro bibliche/paradisiache/infernali, roba che dopo cinque minuti uno potrebbe ritrovarsi già annoiato perché il troppo storpia e la ripetitività è in agguato dietro a ogni angolo, e invece no. Quaranta minuti dopo ero ancora lì di fronte allo schermo a sorridere delle battute di Lucifer Morningstar che viaggia su di una macchina targata FALLIN, gestisce un locale chiamato LUX e ironizza di continuo sulla propria immortalità e su come nessuno riesca a resistergli. British accent, io l’ho sempre pensato che the devil speaks british.

Chiudo parlando dell’aspetto musicale: leggendo alcune interviste a Tom Ellis rilasciate negli ultimi giorni, non riuscivo a comprendere bene questo suo continuo chiacchierare della colonna sonora della serie, diciamo che non è un argomento che di solito gli attori toccano quando rilasciano interviste. Poi ho visto il pilot, e ho capito tutto fin dai primi fotogrammi con Ain’t No Rest For The Wicked dei Cage the Elephant sparata a manetta in macchina. Queste scelte musicali ci danno la sensazione che Lucifer sia un essere senza tempo – be’, effettivamente lo è, ma vogliamo parlare della scelta di accoglierlo al LUX sulle note di Fame di David Bowie? – appartenente a un’epoca molto antica ma allo stesso tempo perfettamente integrato nella modernità. Ci danno l’immagine di un personaggio estremamente superficiale eppure estremamente saggio e, di nuovo, antico. Ci sono intere scene – come la sequenza di apertura – in cui lui ci viene descritto solo e soltanto dalla musica di sottofondo, più che dai dialoghi, e insomma, forse dovremmo crearci tutti quanti una Lucifer playlist come ha fatto il caro Tom Ellis e pomparci con quella nelle attese settimanali fra un episodio e l’altro.

Premetto – forse avrei dovuto premetterlo fin dal principio – che io non ho letto i fumetti da cui è tratta la serie, quindi da questo punto di vista non sono in grado di fare paragoni/critiche/paralleli. Ma devo ammettere che questo primo episodio mi è piaciuto senza riserve, e che spero che il resto della stagione rimanga così: ironico, frizzante, pieno di azione senza però tralasciare i momenti riflessivi. Sicuramente come serie promette di essere una boccata d’aria fresca, dopo la delusione che era stata Constantine nella scorsa stagione telefimica.

l15

Ci sta infine una menzione speciale a Linda, la psicologa della povera Delilah che… diciamo che possiamo capirla, cara anima. Sexy, sassy e british, ricordate?

Vi lascio con il promo del secondo episodio, “Lucifer, stay. Good Devil”, e vi do appuntamento a settimana prossima!

-Elsa

Elsa Hysteria
Nella sua testa vive nella Londra degli anni cinquanta guadagnandosi da vivere scrivendo romanzi noir, nella realtà è un’addetta alle vendite disperata che si chiede cosa debba farne della sua laurea in comunicazione mentre aspetta pazientemente che il decimo Dottore la venga a salvare dalla monotonia bergamasca sulla sua scintillante Tardis blu. Ama più di ogni altra cosa al mondo l’accento british e scrivere, al punto da usare qualunque cosa per farlo. Il suo primo amore telefilmico è stato Beverly Hills 90210 (insieme a Dylan McKay) e da allora non si è più fermata, arrivando a guardare più serie tv di quelle a cui è possibile stare dietro in una settimana fatta di soli sette giorni (il che ha aiutato la sua insonnia a passare da cronica a senza speranza di salvezza). Le sue maggiori ossessioni negli anni sono state Roswell, Supernatural, Doctor Who, Smallville e i Warblers di Glee.

Related Articles

10 COMMENTS

  1. A quei tempi non stavo molto attenta ma adesso, a distanza di parecchi anni dal catechismo, ho scoperto un interesse verso i riferimenti biblici. Purtroppo sono piuttosto ignorante in materia quindi sono costretta a googlare una parola si e l’altra pure (non sapevo che “stella del Mattino” fosse un altro nome con cui si fa riferimento a Lucifero e che praticamente vogliono dire la stessa cosa).
    Ancora non mi sono ripresa dalla cancellazione di Domionion, telefilm con un tono totalmente diverso ma anche li gli angeli superiori hanno un accento inglese ed io ho la mia teoria in merito: sono esseri regali e maestosi e cosa c’è di più regale (e snob) dell’accento british?
    Ho visto questo pilot diversi mesi fa e mi è piaciuto subito, la chimica tra Lucifer e la poliziotta è evidente, entrambi sarcastici ed è interessante il fatto che lui non possa manipolarla, quindi tutto quello che succede tra di loro è sincero, non influenzato da alcun potere millenario.
    L’episodio è stato divertente e ci ha presentato un Lucifero molto diverso da quello descritto nella Bibbia, un essere che forse non poi così cattivo ma che si trova costretto ad esserlo perché qualcuno ha deciso quella strada per lui mentre lasciano intendere che forse, se avesse potuto, lui avrebbe scelto un’altra via.
    Speriamo che i prossimi episodi siamo allo stesso livello perché l’idea mi sembra davvero carina

    • Spero anch’io che i prossimi episodi si mantengano su questo livello, perché il pilot mi ha dato mille aspettative a riguardo!
      Dominion è una delle serie che ho nella mia “to watch list” infinita, spero di trovare prima o poi il tempo per recuperarla, però sì sposo appieno la tua teoria sulla regalità dell’accento inglese, sta proprio bene cucito addosso a personaggi di questo calibro…
      Grazie per il commento 🙂

  2. Pilot promosso!
    Non riesco a togliermi dalla testa Ain’t no rest for the wicked…e Tom :p
    Concordo con quello che hai scritto, anche se devo ammettere che non sono ancora stata conquistata dalla ship Lucifer/Chloe (Chlucifer?), ma non escludo possa succedere tra qualche episodio…al momento shippo Lucifer/me stessa (Cecifer?) :p

    • Ahahahaha, Cecifer, sto morendo xD
      Ain’t no rest for the wicked ce l’ho in testa da tre giorni, dannazione a quella disgrazia di Tom Ellis! Il nome “Chlucicfer” non so per quale motivo ma mi fa ridere tantissimo ahaha, detta così non riesco a prenderli sul serio xD
      Grazie per il commento 🙂

  3. Mia cara cosa dire… Hai centrato il bersaglio su tutta la linea!!! Mi hai tolto le parole di bocca.. Insomma, hai messo su carta esattamente quello che questo pilot è stato per me!!
    Ironico, catalizzatore, eccentrico, carismatico, nobile, empatico e ovviamente diabolico.. Questo Lucifero è davvero la quinta essenza di se stesso, lo adoro.
    Ed io per tutta la puntata avrei voluto essere la poliziotta e invece ahimè sarei stata proprio la psicologa.. Lucifer Morningstar, sono tua.
    Alla prossima puntata!

    • Anch’io sarei stata la psicologa, credo sia un personaggio nel quale possiamo facilmente identificarci un po’ tutte senza troppa fatica and for all the good reasons!
      Grazie cara per il commento 🙂

  4. Ok, lo avevo già visto questo episodio, in estate, non avevo resistito ma adesso mi hai fatto venire voglia di rivederlo. Ero decisa a vedere il secondo episodio ma mi hai fatto ripercorrere esattamente ciò che avevo provato e pensato quando ho visto il pilot il che significa solo una cosa: REWATCH

    Aspettando stasera mi riascolto le canzoni che hai citato!!!

    • Sììì brava fai il rewatch *____*
      Io spero si mantenga su questi livelli, ho le aspettative a mille dopo aver visto il pilot!
      Grazie per il commento 🙂

  5. Tranquilla. Non c’è nulla di male nello shippare Lucifer con Chloe 😉 ti capisco 😀

    io pure ho visto la puntata quest’estate ma so che hanno cambiato l’attore che fa l’ex marito di lei che adesso è Kevin Alejandro.

  6. Bel pilot e bella recensione! Anche io ho shippato “Chlucifer” fin dall’inizio anche se, probabilmente, la loro rimarrà una relazione platonica ( prevedo astio con Dan e con Maze). In ogni caso spero mantengano questo livello e 🙂

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Stay Connected

42,996FansLike
11,745FollowersFollow
3,429FollowersFollow

Ultimi Articoli