Loki – Recensione 1×03/1×04: Sta mantenendo le promesse?

Sebbene solo al quarto episodio dello show, siamo a metà della (si direbbe) prima stagione di “Loki” e poiché la serie si è rivelata fantastica al pari delle due che l’hanno preceduta e la quarta puntata ci ha lasciato con dei favolosi cliffhanger e quesiti, non potevamo non parlarne in una nuova recensione.

Non perdiamo tempo e passiamo subito a parlare dell’episodio.

LOKI – RECENSIONE 1X03/1X04: PANORAMICA GENERALE

Tutto.

Niente.

– Loki;
– Sylvie;
– Mobius.

Bonus: Hunter B-15.

– L’attacco di Sylvie alla TVA, 1×03;
– Loki che canta, 1×03;
– La corsa attraverso la capitale di Lamentis, 1×03;
– Il dialogo tra Loki e Sylvie all’inizio della puntata, con il flashback sulla piccola Loki, 1×04;
– L’interrogatorio di Loki da parte di Mobius, 1×04;
– Sylvie e Hunter B-15, 1×04;
– Mobius “pruned”, 1×04;
– L’incontro con i Time Keeper, il combattimento con la scoperta della verità che li riguarda, Loki “pruned”, 1×04;
– La scena post crediti, 1×04.

LOKI – RECENSIONE 1X03/1X04: SCENDIAMO NEI PARTICOLARI

Come si diceva all’inizio, arrivato a metà della sua stagione lo show si è confermato del tutto all’altezza dei suoi due predecessori, “WandaVision” e “The Falcon and the Winter Soldier”, unendo ottima scrittura, approfondimento dei personaggi, che viene fatto che con il relativo poco spazio a disposizione (come per Sylvie), trama assolutamente avvincente e un gran cast.
A tal riguardo, sappiamo ovviamente che Tom Hiddleston è un fantastico attore (il che è ovvio, è british), tutti conosciamo Owen Wilson, che in questo show sta dando il meglio di sé, per questo va fatta una menzione assolutamente meritata di Wunmi Mosaku, interprete di Hunter B-15.

Detto ciò, passiamo al succo della storia.

Questa metà di stagione di “Loki” ha confermato alcune delle cose dette nella scorsa recensione: i Time Keeper non sono veri (magari un tempo lo sono stati, chissà) e quindi c’è qualcun altro al comando della TVA, la TVA mente, i suoi agenti sono varianti a cui è stata cancellata la memoria e Ravonna è sempre stata al corrente di tutto, quindi complice, quantomeno dal momento in cui è diventata la più alta in grado. Inoltre, Lady Loki è effettivamente lei ma è anche l’Incantatrice: c’è stata un’unione dei due personaggi.

Abbiamo, pertanto, ottenuto alcune risposte, ma contemporaneamente abbiamo nuove domande che si aggiungono a quelle ancora senza risposta (il che è proprio una delle caratteristiche della buona scrittura). Per cui non dilunghiamoci e vediamole.

LOKI – RECENSIONE 1X03/1X04: LE DOMANDE

 

1) Chi c’è davvero a capo della TVA? Kang The Conqueror o, magari, un Loki villain?

2) Com’è possibile che ci siano varianti diverse di una stessa persona?

3) C’è davvero una sola linea temporale e le varianti sono davvero “mutazioni” della persona su una linea temporale derivata da quella principale in seguito a un evento nexus?
Queste due domande sono collegate e sono molto importanti, ecco perché: nel video di Miss Minutes del primo episodio viene detto che le varianti possono differire “dall’originale” e nel secondo vediamo, grazie a Mobius, le varianti di Loki che loro hanno già affrontato, tutte dall’aspetto diverso rispetto al “Loki originale”. A queste poi si aggiunge Loki-Sylvie e in questa quarta puntata sono arrivati anche il Loki di colore, il Classic Loki (Richard E. Grant) e  kid Loki… il quale tiene in braccio un Loki coccodrillo.
Ma com’è possibile che, se la linea temporale è davvero una, lungo essa ci siano così tante versioni di Loki? Non lo è, perché UNA linea temporale unica significa UNA SOLA realtà. E visto che l’esistenza di una sola linea temporale postula come conseguenza imprescindibile e innegabile l’esistenza di una sola realtà, per forza di cose di ogni persona esiste solo una versione, quella della linea temporale (e realtà) unica, “originale” che tale resta anche nella linea temporale derivata.
Si potrebbe ipotizzare che sia l’evento nexus a poter provocare una mutazione fisica… ma questo, come dimostra il nostro Loki, “l’originale”, avverrebbe solo a volte. E soprattutto… la storia di Sylvie e dunque il flashback che la riguarda sembrano smentire questa ipotesi: Sylvie dice di essere nata di sesso femminile e, poiché la TVA interviene a catturarla quando lei ha circa 8-9 anni o poco più e poiché sappiamo già che la TVA interviene istantaneamente in seguito al verificarsi di un cosiddetto evento nexus, sembra possibile dedurre non solo che Sylvie non abbia cambiato sesso in seguito all’evento nexus, ma altresì che l’evento nexus stesso non sia stata la sua nascita (come bambina) e che quando lei è stata catturata esso era appena avvenuto. Ergo, Sylvie avrebbe vissuto tutti quegli anni tranquillamente, crescendo ad Asgard. Ma questo come potrebbe essere possibile, visto che la linea temporale è una e su quella linea temporale c’è il Loki “originale”, il nostro Loki che, ricordiamolo, è un essere millenario?
E ovviamente, lo stesso discorso vale prendendo in considerazione il Loki di colore, il classic Loki, il Loki coccodrillo (a maggior ragione!!!).
Con una sola linea temporale che implica necessariamente una sola realtà, tutto questo non sarebbe possibile.
(Per kid Loki, invece, non è detto perché potrebbe essere una variante del Loki originale come lo è quella protagonista dello show, catturata quando Loki era bambino.)
A meno che… A meno che, per l’appunto, come si diceva la volta scorsa la TVA non abbia sempre mentito a tutti sull’esistenza di una sola linea temporale sacra (che per l’appunto implica un’unica realtà) e ci siano, in verità, diverse realtà parallele, ognuna con una sua linea temporale, e la TVA (e quindi chi l’ha creata e la comanda) stia cercando di controllarle tutte, magari cercando di impedire che si incrocino, probabilmente per evitare che le diverse realtà scoprano l’esistenza di quelle parallele. Questo spiegherebbe perfettamente l’esistenza di Sylvie, la sua nascita come bambina, l’esistenza di Asgard in cui Loki è una principessina (o è un coccodrillo, o è di colore e via dicendo). Ma se fosse così un evento nexus, quindi, potrebbe essere in verità l’apertura di un ponte tra le diverse realtà (che magari potrebbero essere quelle due famose linee rosse in alto e in basso rispetto alla linea temporale sacra così come rappresentato sugli schermi della TVA)? Nell’universo fumettistico, in effetti, un nexus può assumere due significati: un essere nexus come Wanda, in grado di alterare la realtà (e non solo), e un luogo, un punto. E in questo secondo caso un nexus è un luogo da cui si può accedere a tutte le diverse realtà e dimensioni, una sorta di cancello, un portale che può aprirsi su ognuna di esse, poiché proprio lì queste si incrociano.

4) Che cos’è quella realtà/dimensione apocalittica in cui finisce Loki dopo essere stato “pruned” e in cui vediamo una New York devastata e distrutta, con tanto di Stark/Avengers Tower? Potrebbe essere una realtà derivata e resettata dalla TVA?

5) Anche Mobius è finito lì o in un luogo simile? È dunque questo che succede alle persone che subiscono la “cancellazione”?

Come si diceva, questo si aggiunge alle domande sorte in seguito ai primi due episodi, già elencate la volta scorsa: come abbia fatto Stephen Strange a vedere tutti quei potenziali futuri in “Avengers Infinity War” e come abbia potuto riavvolgere il Tempo in “Doctor Strange”, che cos’è davvero il Multiverso, come funziona davvero il Tempo, che ne è del libero arbitrio, Peggy e Steve e l’eventuale indizio per Secret Wars.

Infine, meravigliosa la scelta di rendere Loki che, pur bisessuale, sembra innamorarsi davvero solo di un’altra versione di se stesso. Ed è impossibile non amare questa svolta.

Bene, questo è tutto anche per questa recensione di “Loki”.
La parola a voi: cosa pensate dello show? Vi sta piacendo? Avete dubbi e/o teorie?

Appuntamento a fine stagione!

Sam
Simona, che da bambina voleva diventare una principessa, una ballerina, una cantante, una scrittrice e un Cavaliere Jedi e della quale il padre diceva sempre: “E dove volete che sia? In mezzo ai libri, ovviamente. O al massimo ai cd.” Questo amore incondizionato per la lettura e la musica l'ha portata all'amore per le più diverse culture (forse aiutato dalle origini miste), le lingue (in particolare francese e inglese) e a quello per i viaggi. Vorrebbe tornare a vivere definitivamente a Parigi (per poter anche raggiungere Londra in poco più di due ore di treno). Ora è una giovane legale con, tralasciando la politica, una passione sfrenata per tutto ciò che all'ambito legale non appartiene, in particolare cucina, libri e, ovviamente, telefilm. Quando, di recente, si è chiesta in che momento, di preciso, sia divenuta addicted, si è resa conto, cominciando a elencare i telefilm seguiti durante l'infanzia (i preferiti: Fame e La Famiglia Addams... sì, nel fantasy ci sguazza più che felicemente), di esserci quasi nata. I gusti telefilmici sono i più vari, dal “classico”, allo spionaggio, all'ambito legale, al “glamour”, al comedy, al fantastico in senso lato, al fantascientifico, al “giallo” e via dicendo. Uno dei tanti sogni? Una libreria. Un problema: riuscirebbe a vendere i libri o vorrebbe tenerli per sé?

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