Le 7 (+3) Ship che meritavano il lieto fine

Qualunque sia l’opinione sul finale di serie, c’è una cosa che noi telefilm addicted non superiamo mai e cioè le ship che meritavano il lieto fine e che invece ci hanno spezzato irrimediabilmente il cuore.

Passiamo anni interi a struggerci dietro un amore impossibile, con mille ostacoli, pensando che prima o poi la gioia ricompenserà ogni sacrificio e invece no. Il protagonista muore, o peggio ancora, si innamora di un personaggio insignificante entrato nel cast della sesta stagione.

“Perché?” E’ la domanda che mi pongo più spesso. Perché non lasciare che le cose facciano il loro corso anche a costo di essere banali, come noi fan le sogniamo dalla puntata 1×01?

Spesso accade che il fandom reagisce ad alcune coppie in modo spropositato e anche esagerato (Betty e Archie di Riverdale, ad esempio, ma potrei citarne moltissime altre). I fan morbosi finiscono per boicottare lo show per forzare la mano degli sceneggiatori, il che a mio avviso è un po’ too much.
Così come è abbastanza imbarazzante dover ancora oggi, assistere ai terribili insulti nei confronti della coppia Ian Somerhalder e Nikki Reed, nonostante siano felicemente sposati da anni. E tutto questo, soltanto perché Ian e Nina Dobrev non sono stati endgame come i personaggi da loro interpretati nella serie The Vampire Diaries.

In ogni caso, ci sono alcune ship che il lieto fine non l’hanno avuto e che invece lo meritavano eccome. Vediamo nel dettaglio quali.

Ryan e Marissa, The OC Ok, Marissa era una ragazza viziata ed estremamente problematica. Ed è anche vero che non meritava un fidanzato come Ryan, però chi di voi non ha sognato dopo quel “Chi sei?” – “Chiunque tu vuoi che io sia”?
Allora ero molto giovane e molto ingenua e Ryan era il ragazzo ideale di ognuna di noi: tenebroso, con un passato difficile e quel fascino da bad boy che però nasconde un animo tenero.
E quindi sì, mi si è spezzato il cuore quando Marissa è morta. Ryan che prende in braccio il suo corpo esanime, è una scena che non si può dimenticare.
Non basterebbero cento Taylor per superare quel momento drammatico.

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Klaus e Caroline, The Vampire Diaries Altro che Delena o Stelena, i Klaroline sono quelli che pur non essendo stati protagonisti assoluti dello show, hanno contribuito maggiormente alle nostre sofferenze.
Una ship che partiva già con grandissimi punti interrogativi, considerando che Klaus Mikaelson era tutt’altro che uno dei buoni. Eppure, grazie a Caroline, il vampiro cattivo diventa meno cattivo. Ma come al solito, altro che lieto fine e infatti la ship si conclude con un nulla di fatto, anche se per fortuna in questo caso non assistiamo ad una morte straziante. Non in questo show, almeno.

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Hailey e Elijah, The Originals Dopo The Vampire Diaries, ho continuato a soffrire. Perchè nel mondo della Plec non c’è spazio per le gioie. E così, abbiamo aspettato pazienti che Hailey e Elijah ammettessero a loro stessi il sentimento profondo che li legava, ci siamo illusi vedendoli cedere alla passione e poi…la tragedia. Hailey muore per salvare sua figlia Hope e benché sia giusto, benché non potesse fare diversamente, diventa l’addio definitivo ad una coppia che ha vissuto di pochi attimi ma assolutamente memorabili.

 

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Bellamy e Clarke, The 100 Questa è una di quelle ship per cui ho fatto il tifo sin dalla prima stagione. Ogni volta che arrivava un amore per Clarke, io lo rifiutavo. Bellamy era la scelta giusta.
Ho continuato a sperarci anche quando l’ideatore ha fatto capire che non sarebbe mai successo, perchè Bellamy e Clarke erano come fratelli.
No, signori. Per me è no. Inutile soffermarsi poi sul triste finale di stagione, deludente sotto molti punti di vista.

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Rory e Jess, Una mamma per amica Qui torniamo agli albori della mia serialità. La prima vera ship distrutta. La verità è che Rory Gilmore meritava il suo lieto fine con Jess Mariano. Ci abbiamo sperato anche nel revival, ma niente.

E anche se ho amato follemente Logan nelle stagioni successive, non ho mai dimenticato il primo vero amore di Rory. Ma d’altronde, chi potrebbe mai dimenticare Milo Ventimiglia?

 

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Fleabag e il Prete, Fleabag Mi piacerebbe dire che era ovvio che sarebbe finita male. Ma la verità è che io ci ho creduto. Quando il Prete (il mio amatissimo Andrew Scott) si concede all’irriverente Fleabag, io ho creduto fermamente che sarebbe stato l’inizio della loro storia. Non il giro di boa di una barca che stava per naufragare senza possibilità di salvezza.
Quindi, quando il Prete rinuncia all’amore che prova per Fleabag, per tornare al più radicato e profondo amore per Dio, ecco un altro cuore infranto. Il mio.

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Tommy e Grace, Peaky Blinders Anche qui una valle di lacrime. Tommy Shelby, un uomo pieno di ombre e di dolore, un uomo che ha sempre contato soltanto su sé stesso e sulle sue ambizioni. Nessuno, lui per primo, crede di potersi innamorare davvero di qualcuno. E invece accade. Grace è bella, piena di misteri, ma il loro amore supera parecchi ostacoli. Sembrerebbe davvero essere una di quelle ship che meritano il loro lieto fine.

Ho detto bene, sembrerebbe. La realtà, purtroppo, è ben diversa. Chi sa di cosa sto parlando, non pianga.

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Prima di concludere questa carrellata di infinite delusioni, vorrei soffermarmi su alcune coppie su cui nutro ancora delle speranze. Finirò come sempre con il cuore spezzato, ma tanto vale condividere con voi le 3 ship per le quali vorrei tantissimo un lieto fine, un happy ending di quelli lasciano a bocca aperta.

Max e Helen, New Amsterdam Sono uniti, sono profondamente legati. Qualche volta si è intravisto uno spiraglio, interrotto immediatamente dal dramma di turno. Fidanzati, moglie, frequentazioni poco emozionanti fanno da contorno. Io voglio, anzi pretendo, che Max e Helen diano una possibilità a questa storia.
Per ora siamo alla terza stagione e inizio a pensare che dovremo attendere ancora a lungo.

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Midge e Lenny, La fantastica signora Maisel In realtà in questo caso il mio cuore è diviso. Midge è uno di quei personaggi che ti fa venir voglia di cambiare la tua vita ogni volta che la guardi.

Intraprendente, intelligente, carismatica. Non può non ottenere cosa vuole, è impossibile.
Ho odiato Joel, suo marito, inizialmente. Poi ho imparato ad amarlo e ad un certo punto ho anche fatto il tifo per il ritorno di fiamma.
Fino a quando non ho iniziato a intravedere nel personaggio di Lenny Bruce, amico di Midge e comico, un potenziale non indifferente. Lui la capisce, molto di più di quanto potrà mai fare Joel. La fa divertire, la fa sentire importante, la incoraggia sin dall’inizio senza mai farle pesare il fatto che lei è una donna che nei primi anni ’60 vuole affermarsi come comica. Probabilmente non sarà mai una coppia endgame, ma la speranza è l’ultima a morire.

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June e Nick, The Handmaid’s Tale June è un personaggio che ha regalato emozioni indescrivibili. E’ una leonessa, è una donna che lotta contro qualcosa di molto più grande di lei.
Protegge il suo passato, ma con Nick si concede la libertà di migliorare, anche se per pochi istanti, il suo presente. Nick, dal canto suo, ha anche un lato oscuro che abbiamo scoperto soprattutto nell’ultima stagione, con il suo ruolo nella creazione di Gilead. Però sono fermamente convinta che sia innamorato di June, nonostante tutto. E se devo pensare ad una conclusione felice, io spero che la nuova June, quella che ha dovuto lottare con tutte le sue forze, possa fare pace con il suo passato e possa semplicemente guardare avanti ed essere felice accanto ad una nuova e migliore versione di Nick.

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Giusto per ribadire il concetto, le ship che mi entrano nel cuore di solito non hanno mai il lieto fine sperato. Anzi, se vogliamo dirla proprio tutta, dopo Damon e Elena, è stato quasi sempre un disastro. In questo articolo ho citato solo alcune delle immense delusioni provate negli ultimi anni, anzi più ci penso e più avrei altre coppie da rimpiangere insieme a voi.
Ma in fondo, shippare è insito nella natura del telefilm addicted. E io, modestamente, in questo sono una maestra.

Nevera
Ogni serie tv merita una possibilità. Non potrebbe che essere questo, il motto di chi è cresciuta guardando in tv qualsiasi cosa, su qualsiasi canale e in qualsiasi lingua. Divoratrice compulsiva di libri e di serie tv sin dalla tenera età, è figlia dello "streaming di massimo 72 minuti e poi riavvia il router" e delle interminabili attese tra un episodio e l'altro. Proprio per questo, ha accolto l'avvento di Netflix e simili, con grandissimo entusiasmo. E cibo spazzatura sempre pronto, ovviamente. D'altronde, quale modo migliore del "mangia, guarda e ama", senza pause e distrazioni fino all'ultimo episodio? Oltre al bingewatching, ha una passione sfrenata per la scrittura e aspira in segreto a diventare la nuova Shonda Rhimes. Se bisogna sognare, tanto vale farlo in grande.

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