La serie tv dei sogni: The Marauders della BBC One

Tutti noi abbiamo nel cuore storie che vorremmo vedere trasposte sullo schermo e una delle più desiderate è quella che possiamo intitolare “The Marauders”, ovvero la serie tv sui Malandrini (Remus Lupin, James Potter, Sirius Black, Peter Minus e, come membro d’onore, Lily Evans) che gli amanti del Wizarding World e della saga letteraria di Harry Potter vorrebbero vedere realizzata dalla BBC One.

La sottoscritta è precisamente una delle persone che da ormai anni innumerevoli spasima per avere una trilogia prequel (sì, libri) e, se proprio non si può avere una trilogia di romanzi, quantomeno la serie made in BBC “The Marauders”, da trasmettere sull’ammiraglia, la BBC One (entrambe le cose sarebbe meglio).

Perché è così desiderata questa serie? È piuttosto facile dirlo.

The Marauders – BBC One: i motivi per cui abbiamo bisogno di questo show

1. L’ambientazione: la Prima Guerra contro Voldemort. Un periodo estremamente tragico e drammatico, ma anche intenso, dove sono emersi grandi ideali e moltissime persone hanno dimostrato un coraggio indescrivibile decidendo di combattere contro Voldemort quando egli sembrava inarrestabile e sapendo, pertanto, che i rischi per le loro vite erano altissimi. Alcune di quelle persone lo hanno affrontato direttamente (e nella maggior parte dei casi, purtroppo, non ne sono uscite vive). Durante la Prima Guerra mezzo Ordine della Fenice è stato sterminato, quindi come si diceva c’è anche notevole drammaticità.
Tra queste persone spiccano ovviamente Sirius, James, Lily e Remus, che appena diplomatisi a Hogwarts entrarono nell’Ordine della Fenice.

2. L’Ordine della Fenice. Proprio a proposito di quanto si diceva: si potrebbe vedere la stessa fondazione dell’Ordine da parte di Silente, una cosa che sarebbe fantastica. Una delle cose di cui si sente la mancanza nei libri, infatti, è proprio vedere ciò che fanno i membri dell’Ordine, cosa accade tra gli adulti. Sia chiaro, non è un difetto dei romanzi, è una conseguenza ovvia e inevitabile della narrazione dal punto di vista di un solo personaggio, ovvero Harry, è una scelta del tutto lecita e comune nella scrittura, ma ciò non toglie che sia un peccato non vedere cosa accade tra di loro. In parte Mike Newell ha rimediato a questo “inconveniente” inserendo in “Harry Potter e Il Calice di Fuoco” la scena nell’ufficio di Silente, creata appositamente per il film, ma poi ha erroneamente eliminato quella in infermeria dopo il ritorno di Voldemort, scena peraltro molto importante perché è lì che si vede riformarsi l’Ordine della Fenice ed è proprio da quella scena che prende il là il quinto romanzo.
In una serie tv con un POV più generale si potrebbero vedere le dinamiche a scuola, in cui già si vedeva il formarsi degli schieramenti Mangiamorte vs Ordine, ma anche le mosse di Silente, le sue decisioni e azioni per fermare Voldemort. E diciamolo, sarebbe meraviglioso.

3. L’Amicizia tra Remus, James, Sirius, Minus e Lily, nonché la relazione tra lei e James. Ovvero il legame che ha formato e segnato cinque ragazzi. Di questo rapporto ho parlato nell’articolo che pubblicammo all’interno di una rubrica tre anni e mezzo fa creata ad hoc per celebrare i vent’anni dalla pubblicazione di “Harry Potter e La Pietra Filosofale”“I primi vent’anni di Harry Potter – I Malandrini: quando nemmeno la morte può spezzare l’Amicizia”. Senza ripetere dunque quanto potete leggere lì cliccando sul titolo, qui mi limiterò a sottolineare come questo legame sia stato fondamentale per tutto, segnando anche il loro destino ma facendo sì che per quattro di loro l’amore che li legava non finisse mai, abbattendo ogni barriera, vincendo anche la Morte, rendendoli Padroni della Morte.

4. Il ritorno dei grandi personaggi della saga. Non solo i Malandrini e Lily, ma tutti, Silente, la McGranitt e i futuri villain, i Mangiamorte, oltre che Voldemort ovviamente.
Uno dei motivi per cui un vero sequel non avrebbe senso è che ormai il grande villain, quello inarrivabile e ineguagliabile, è già stato usato e qualunque nuovo cattivo non avrebbe lo stesso impatto: non potrebbe mai esserci un villain all’altezza di Voldemort, soprattutto visto che viene dopo Grindelwald. Un prequel, invece, senso ne ha eccome: c’è la Prima Guerra da narrare e si riavrebbero tutti i personaggi amati, tra gli adulti, e i grandi villain. Sarebbe grandioso vedere i Lestrange (Rodolphus e Rabastan), Bellatrix (all’epoca ancora Black), Lucius e gli altri in azione a scuola e poi al di fuori. Il motivo è ovvio: essendo i Mangiamorte degli spietati torturatori e assassini, sono grandi villain e qui è d’obbligo citare quello che si trova sulla copertina italiana delle prime edizioni di “Harry Potter e Il Calice di Fuoco”: “Una storia senza un buon cattivo non vale niente.”
Sarebbe fantastico vedere anche i loro percorsi, anche per mostrare definitivamente una cosa oggetto di notevole fraintendimento: non erano pazzi, neanche Bellatrix, erano profondamente malvagi.

Poter vedere le dinamiche e le contrapposizioni già presenti all’epoca a Hogwarts, inoltre, permetterebbe di cogliere alcuni grandi analogie inserite dalla Rowling per sottolineare le profonde differenze (per esempio i background di provenienza e il diversissimo modo di comportarsi e reagire n base a questi: Severus e Sirius; James e Draco…) e risolvere alcuni grandi fraintendimenti (come quello del famoso “Peggior Ricordo” di Severus Piton) che hanno influito per alcuni lettori sulla percezione dei personaggi.

5. Essere a Hogwarts e nel mondo magico ogni settimana per molteplici stagioni. Alzi la mano chi non lo vorrebbe.

Nessuno.
Ovviamente.

Ricordiamo, infine, che la Rowling e la BBC hanno alle spalle una lunga collaborazione, ormai, visto che proprio la BBC si è occupata di portare sullo schermo le altre opere della scrittrice.

È dunque assodato che ci sono validissimi motivi per a realizzazione di una serie tv sui Malandrini e la Prima Guerra. J. K. Rowling e BBC datevi una mossa.

Bene, questo è tutto per la mia rubrica sulla Serie tv dei sogni, ovvero “The Marauders” sulla BBC One.

Appuntamento alla prossima volta!

Sam
Simona, che da bambina voleva diventare una principessa, una ballerina, una cantante, una scrittrice e un Cavaliere Jedi e della quale il padre diceva sempre: “E dove volete che sia? In mezzo ai libri, ovviamente. O al massimo ai cd.” Questo amore incondizionato per la lettura e la musica l'ha portata all'amore per le più diverse culture (forse aiutato dalle origini miste), le lingue (in particolare francese e inglese) e a quello per i viaggi. Vorrebbe tornare a vivere definitivamente a Parigi (per poter anche raggiungere Londra in poco più di due ore di treno). Ora è una giovane legale con, tralasciando la politica, una passione sfrenata per tutto ciò che all'ambito legale non appartiene, in particolare cucina, libri e, ovviamente, telefilm. Quando, di recente, si è chiesta in che momento, di preciso, sia divenuta addicted, si è resa conto, cominciando a elencare i telefilm seguiti durante l'infanzia (i preferiti: Fame e La Famiglia Addams... sì, nel fantasy ci sguazza più che felicemente), di esserci quasi nata. I gusti telefilmici sono i più vari, dal “classico”, allo spionaggio, all'ambito legale, al “glamour”, al comedy, al fantastico in senso lato, al fantascientifico, al “giallo” e via dicendo. Uno dei tanti sogni? Una libreria. Un problema: riuscirebbe a vendere i libri o vorrebbe tenerli per sé?

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