Jus In Bello 4 | A Supernatural Convention

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Di nuovo sul pianeta Terra. A casa. La mente però è ancora lì, in quell’hotel dove, per la prima volta dopo 8 stagioni (171 episodi!) sono riuscita a incontrare, anche se di sfuggita, i miei beniamini… Bueno… Non proprio tutti, ma andiamo con ordine…. Innanzitutto, di chi/cosa sto parlando? Ma del favoloso cast di Supernatural, e della Jus In Bello 4, che si è tenuta a Roma, nei giorni 10-11-12 di maggio! Che cosa è successo in questi due giorni e mezzo? Beh, un sacco di cose, compreso il quasi infarto della sottoscritta, ma lo scoprirete a breve…

VENERDI’

I due fratelli Winchester erano desaparecidos, faranno il grande ingresso sabato, venerdì si da spazio agli attori “secondari”. Ma anche non troppo. Voglio dire, chi di voi ritiene che ROB BENEDICT (Chuck Shurley), SEBASTIAN ROCHÉ (Balthazar),  RICHARD SPEIGHT (Gabriel), MATT COHEN (Giovane John Winchester), TY OLSSON (Benny), o – udite! Udite! – MISHA COLLINS (Castiel) siano dei personaggi secondari? In un modo o nell’altro, sono parte viva dello show, anche quelli che – ahimè – ci hanno lasciato troppo presto!

Anyway… I nostri “brothers” venerdì non c’erano, è stato il panel di Rob ad aprire le danze, ci ha deliziato con la sua chitarra, ha cantato per noi, e come al solito, ha catturato l’attenzione e l’affetto dei fan con la sua simpatia e il suo bellissimo sorriso, uno di quelli che ti fa capire quanto sia davvero felice di essere qui, e aver l’opportunità di essere così a contatto con i propri fan!

In seguito, il panel di Richard e Matt, e quello di Misha, a cui, ahimè, la sottoscritta non ha potuto assistere, poiché in possesso di Hunter Pass, e perciò, in fila per provare a ottenere l’autografo di Seb e Misha. Non ci sono riuscita, troppa fila. Però, e qui iniziamo a capire la follia del nostro cast, nell’attesa degli autografi, Misha è sceso dal palco durante il suo panel, ed è venuto a salutare noi poveri cristi, che eravamo proprio lì fuori.
Chiamato a gran voce dai fan, ha fatto capolino dalla porta due o tre volte, sorridendo e fingendo di andarsene, per poi tornare indietro e farsi anche qualche foto! Fantastico!

In tutta questa follia, c’era Ty (Olsen, il vampiro Benny, nda) che passeggiava per le sale e i corridoi ridendo e scherzando con tutti quelli che incontrava, come fossero i suoi migliori amici! Sempre con un bicchiere in mano – non mi chiedete cosa ci fosse dentro, indovinate, Ty è irlandese! – e un sorriso enorme e bellissimo stampato in faccia, è stato il vero mattatore della convention, è riuscito a farsi amare nonostante il suo personaggio sia stato presente per poche – ma intense – puntate di quest’ottava stagione!

Tornando al “non ci sono riuscita, troppa fila”, alle 19.30, quando è stato palese che non sarei riuscita ad avere l’autografo, salutando a malincuore gli amici che rimanevano per il cocktail party, son tornata a casa, dando appuntamento a tutti alla mattina successiva. Obiettivo incetta di autografi!

SABATO

Il sabato mattina è iniziato col meraviglioso siparietto di Ty, che – sempre bicchiere alla mano – è venuto a reclutare gente per il panel di Brock (il giovane Dean, nda), semi-deserto. Caro, Brock, io capisco che sia brutto trovarsi tante sedie vuote davanti, ma capisci noi fan, c’erano le sessioni di autografi di Seb, di Richard e Matt, e i photo op di Jensen… Anyway… tornando al nostro Ty, ha iniziato a urlare che gli servivano almeno 100 persone per il panel, e quando gli abbiamo detto che col nostro pass non saremmo potuti entrare, ha detto che si sarebbe fatto licenziare, ma che ci avrebbe fatti entrare! E poi… arrivati a 100, “someone is gotta get naked” – qualcuno si spoglierà! Vi lascio immaginare la folla che lo ha seguito e le risate generali durante il suo discorso! Come dicevo prima, “One Man Show” della convention.

Finalmente, dopo soli venti minuti di fila, riusciamo a entrare nell’agognata sala degli autografi, prima Richard, e poi Seb, che ha fatto il “piacione” con qualsiasi fan di sesso femminile che gli si sia avvicinata, riempiendoci di complimenti e super sorrisi. Non so a voi, ma a me quell’uomo fa morire! Parlava in italiano con tutti, cercava di capire, e voleva conferme sulla sua pronuncia, per non parlare dei suoi panel, dove i doppi sensi e le battute a sfondo sessuale tenevano banco. Poche le domande dei fan a cui ha risposto, ma ha saputo intrattenere senza mai stancare, e anzi, ci son stati dei momenti d’ilarità generale veramente fantastici quando ha esordito dicendo “Mi sono rotto i coglioni” e “Sono grossi, eh? Volete vederli?” o quando ci ha raccontato di esser stato a trovare Papa Francesco ed esser rimasto affascinato dai canti gregoriani, che ha prontamente imitato! Un pazzo, ma un pazzo sexy, aggiungo io. Non c’era una fan a cui non strizzasse l’occhio in giro per i corridoi che non si girasse poi a guardare le amiche con aria beata! Vai così, Seb!

Per i “poveri” possessori di Hunter Pass (come la sottoscritta), è stata una lunga giornata, divisa tra le file per i vari photo-op e autografi, e la vista di qualche panel. Sono riuscita ad avere l’autografo di Misha, e un interessatissimo “How is it going? Having fun?” (Come va? Ti stai divertendo?), con sorriso compiaciuto alla conferma mia e della mia amica sul fatto che tutto andasse a meraviglia e che ci stessimo più che divertendo.

Nel pomeriggio abbiamo assistito al divertentissimo panel di Misha che non capiva una domanda di una ragazza e ha fatto salire una, due, tre ragazze sul palco, mettendo in atto un siparietto dal morire dal ridere. Tutti quelli in sala erano alle lacrime! Dopo il panel, nuova fila per l’autografo di Jensen (abbiamo fallito il tentativo) e un sacco di chiacchiere e risate con altri ragazzi e ragazze in fila con noi. Ognuno che raccontava le sue avventure, cosa era successo durante i photo op, cosa aveva combinato Ty al bar cinque minuti prima e così via! Dicevo… non siamo riusciti ad avere l’autografo di Jensen, perciò abbiamo rimandato il tutto al giorno successivo, salutato gli amici appena incontrati, dato appuntamento nello stesso punto per il giorno successivo e tutti a casa!

DOMENICA

Ultimo giorno, un po’ di tristezza, ma tantissime cose da fare!

Finire gli autografi, vedere un paio di panel, e soprattutto, cosa molto importante, la sottoscritta aveva il photo-op con Seb!

Terminati gli autografi nella sessione mattutina, con tanto di autografo di Ty che, in linea con il comportamento del weekend ha cercato di offrirci del “yellow coffee” (leggasi, birra) durante la sessione, e poi ha firmato la sua foto in modo alquanto singolare (la trovate in fondo all’articolo), sono corsa in fila per LA foto! Mi sono presentata da Seb con un cartello con scritto “I Love Klaus” (di The Vampire Diaries, di cui Seb ha interpretato il Padre nella terza stagione, nda), chiedendogli di tenerlo durante la foto, e si è ammazzato di risate quando lo ha letto, dicendomi “Indeed, he killed me” (Ma mi ha ucciso), al mio “Bad son” (Figlio cattivo) mi ha strizzato l’occhio e ha afferrato il cartello facendo una faccia singolare. Vi posto la foto per farvi capire meglio.

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Dopodiché, tutti a pranzo, il pomeriggio sarebbe stato impegnativo!

Alle 14.30 tutti in fila con un unico obiettivo: l’autografo di Jensen. Ero emozionatissima. Dopo anni (seguo Jensen da quando faceva Dark Angel) sarei riuscita a incontrarlo e a scambiare due parole con lui! Finalmente, dopo un po’ di attesa riusciamo ad accedere alla sala degli autografi. Ero nervosissima, mi tremavano le gambe e la mia amica non faceva che prendermi in giro… Arriva il momento della verità. Do il mio pass a Daniela, e la foto che volevo Jensen autografasse. Lui mi sorride, firma, me la restituisce e io gli tendo la mano, lo ringrazio e mentre lui fa per passare alla prossima foto, gli dico “Best wishes for your baby”. Ragazzi, ho rischiato l’infarto! Ho una certa età, io! Non può sorridermi in quel modo, senza preavviso! Ha sfoderato un sorriso meraviglioso, un po’ sorpreso, forse, e mi ha ringraziata tutto felice. Felice lui, felice io, me sono andata camminando a un metro e mezzo da terra. Direzione sala panel.

C’era ancora un panel da vedere. IL panel. Il doppio panel di Jensen&Misha!

Un’ora di risate. Un’ora di follia. Un’ora di “awkwardness”!

Potrei star qui delle ore a raccontarvi quei sessanti minuti di panel. Iniziato con Misha che imitava Jared quando si liscia i capelli, proseguito con Misha e Jensen che litigano come una coppia, o che fanno la “sfida al peggior/miglior” curriculum, oppure che danzano “Singin’ in the rain”. Per non parlare dei peluche attaccati al microfono, del minuto di silenzio per lo stesso peluche, povero, che cade dal microfono stesso e viene “rubato” da Cliff (bodyguard di Jensen, nda), “Best fangirl ever” (parole di Jensen). Delle domande finali, fatte di corsa perché stava finendo il tempo e dei vari “next!” di Jensen e Misha per rispondere a più fan possibili! Davvero, potrei raccontare questo e molto altro, potrei provare a descrivere le risate fatte in quell’ora, ma non riuscirei mai a rendere l’idea. Perciò, e spero che Daniela e il resto dello staff non me ne vogliano, condividerò i video del suddetto panel, e vi prego, guardateli!


http://www.youtube.com/watch?v=idjW_kW79nA

http://www.youtube.com/watch?v=CispgWAnUdc

http://www.youtube.com/watch?v=ck_bqVdJpoQ

http://www.youtube.com/watch?v=nc3O8eYsY_s

http://www.youtube.com/watch?v=StNV5oKMmDk

http://www.youtube.com/watch?v=fzZQIyzwfvY

http://www.youtube.com/watch?v=MkdnlwTmhX4
Eccoci alla fine, la Con è finita, qualche lacrima di malinconia è scesa mentre il cast cantava “Carry On My Wayward Son”, gli attori hanno strappato la promessa a Daniela di organizzare quella del prossimo anno, e noi fan siamo felicissimi. Approfitto tra l’altro per annunciarvi che la vendita dei pass inizierà sabato 15/giugno/2013 e che la Jus In Bello 5 si terrà nel weekend 23-25/maggio/2013, sempre a Roma, sempre all’Hilton. Ho inoltre avuto in questi giorni l’opportunità di intervistare Daniela Chiusa, l’organizzatrice della Jus In Bello. Le ho chiesto di rispondere ad alcune domande, e lei, molto gentilmente ha accettato.


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Vorrei iniziare ringraziandoti per averci concesso questa intervista, e ringraziandoti ancora una volta per la meravigliosa esperienza che è stata la JIB4. Era la mia prima convention, in assoluto, e iniziare con voi è stato bellissimo. L’aria che si respirava in quei tre giorni era aria di casa, con gli attori liberi di circolare per l’albergo, e liberi anche di fermarsi a parlare con noi fan, ogni volta che ci incontravano, per chiederci come andava, se ci divertissimo o solo per scherzare con noi. Grazie, davvero!

Una convention così riuscita, nasconde alle sue spalle tanto lavoro e sicuramente tanta passione, proviamo a scoprirne un po’.


Dalla prima JIB all’ultima, quella di un mese fa, cosa c’è di diverso? Avete apportato grossi cambiamenti in termini di organizzazione? O di palinsesto? C’è qualcosa che è stato fatto la prima volta, e ora non c’è più?
Difficile stabilire cosa ci sia di diverso dalla prima JIB all’ultima perché per noi che ci lavoriamo costantemente le cose si sviluppano e si susseguono costantemente. Diciamo che in linea di massima ogni anno cerchiamo di migliorare tutti i dettagli pratici, anche quelli apparentemente più piccoli ed insignificanti sulla base di quello che accade durante la convention. Non si finisce mai di imparare e c’è sempre margine per migliorare. A parte questo però non abbiamo fatto grossi cambiamenti, siamo sempre lo stesso gruppo di persone e lavoriamo nel modo che per noi è quello necessario per poter realizzare questo progetto, mettendoci il massimo dell’impegno e il nostro desiderio di creare qualcosa di speciale per chiunque ci sostenga.

Parlaci della location scelta, l’Hilton, cosa ha pesato a suo favore, e cosa ha pesato a sfavore di altre probabili location che avevate preso in considerazione (se ce ne sono state)?
Tre sono le caratteristiche principali che ci hanno indotto a scegliere l’Hilton e che continuano a farcelo preferire rispetto ad altre strutture.
La prima il fatto che sia vicino all’aeroporto, cosa che facilita molti dei partecipanti provenienti dall’estero che sono la maggioranza.
La seconda il fatto che il centro congressi abbia la giusta dimensione e il giusto equilibrio tra praticità e glamour.
La terza le persone che ci lavorano e si occupano di gestire questi eventi con noi. Per lavoro mi è capitato di interfacciarmi con molti alberghi e posso dire che una struttura bellissima non serve a nulla se chi la gestisce non sa andare incontro alle esigenze del cliente.
La mancanza di flessibilità e l’incapacità di andare oltre le solite richieste tradizionali sono quello che più spesso ci ha fatto scartare altre location.

Qual è la parte più difficile da organizzare in una convention come questa, alla quale accettano di partecipare un sacco di membri del cast?
Non c’è una parte più difficile e una più facile, ogni dettaglio necessita di tutta la cura possibile per incastrarsi al meglio con il resto. Organizzare una convention è come mettere insieme un puzzle di 10000 pezzi. Ognuno ha la sua importanza e se ne manca anche uno solo non si può completare perfettamente l’immagine. Ognuno di noi poi ovviamente si occupa di compiti diversi proprio per far si che chi è più competente in un ambito e preferisce quel genere di compito possa svolgerlo nel modo più piacevole possibile. La gestione degli ospiti è una delle parti prominenti e sotto gli occhi di tutti ma non è certo più complessa di tutto il lavoro che viene svolto dietro le quinte per così dire, o del prendersi cura di tutti i partecipanti in generale prima e durante la convention.

Gli attori sono difficili da gestire? Fanno richieste difficili da accontentare?
È più difficile gestire loro o i fan?
Gli attori sono persone come tutte le altre, sembra un modo di dire retorico ma è assolutamente così, quindi non c’è un “manuale” a cui affidarsi per così dire. Si interagisce con ognuno di loro in modo diverso in base al loro modo di essere e di porsi. C’è l’ospite che preferisce essere più indipendente e quello che invece preferisce potersi affidare allo staff. C’è quello che ama stare il più possibile in mezzo ai fan direttamente e quello che ama farlo da palco. Insomma ognuno è fatto a modo suo e il nostro compito come staff è adattarci alle diverse esigenze in modo che l’atmosfera della convention sia la migliore possibile. Facendo una media dei 4 anni di JIB forse sono i fan quelli più difficili da gestire, un po’ per il numero, un po’ perché le emozioni sono sempre molto elevate durante la convention e basta poco per far pendere l’ago della bilancia in una direzione invece che nell’altra. In genere la maggior parte delle persone è molto educata e rispettosa nei confronti degli ospiti presenti ma in passato ci sono stati alcuni elementi che hanno messo a dura prova sia lo staff che la pazienza degli ospiti. Quando purtroppo accade per colpa di qualcuno tutto il gruppo ne risente. Fortunatamente quest’anno alla JIB4 i fan sono stati meravigliosi.

E’ difficile gestire uno staff che non vive nello stesso continente tutto l’anno?
No, lo staff vero e proprio vive per lo più in Italia o in Europa e tra noi siamo sempre costantemente in contatto e tendiamo ad riunirci ad ogni occasione possibile di lavoro o meno. Tra noi di conosciamo da tantissimi anni e divisi in vari gruppetti ci frequentiamo tutto l’anno. Questo facilità notevolmente il lavoro.

L’attore più difficile da contattare?
Da contattare nessuno, perché a differenza di quello che si può immaginare all’estero hanno un modo di lavorare molto pragmatico, quindi manager ed agenti rispondono praticamente sempre, anche solo per dire che non sono interessati alla proposta. Almeno fino ad ora noi non abbiamo mai avuto problemi in questo senso.

Si sono mai verificati episodi spiacevoli tra fan e attori? Supernatural ha un fandom abbastanza maturo, ma non si sa mai…
Qualcuno. Come accennavo prima capita che nel gruppo ci siano alcune persone che non riescono bene a distinguere fantasia e realtà. E sfortunatamente c’è chi si sente autorizzato ad essere invadente o inopportuno davanti ad un personaggio pubblico, come se la fama annullasse le regole di una civile interazione e la necessità di buone maniere dovute a chiunque. A volte è sconcertante vedere alcuni fan trattare gli ospiti come oggetti e non come persone, ma fortunatamente si tratta di una minoranza.

942379_10200455209600738_1132697513_nParlaci un po’ del rapporto con gli attori, com’è stato la prima volta che li hai incontrati, come sono cambiati i rapporti ora, dopo 4 anni. Sono nate delle “amicizie”?
Alla prima JIB non so chi era più compassato, se noi dello staff o gli attori. Per la paura di risultare inopportuni o poco professionali da entrambe le parti abbiamo iniziato mantenendo un contegno quasi distaccato ma già dopo la prima giornata le cose sono cambiate. Stando a stretto contatto in un ambiente con tante persone non si può stare sempre in punta di piedi altrimenti diventa estenuante. C’è bisogno di risate per allentare la tensione e momenti di complicità per rilassarsi altrimenti non si crea la giusta atmosfera.
Ovviamente ora dopo anni ci si conosce tutti meglio e quindi è più semplice scherzare ed interagire gli uni con gli altri ed è tutto molto più semplice e piacevole. Di certo da entrambe le parti si è instaurato un rapporto di fiducia e rispetto reciproco che va oltre la semplice professionalità.

Quest’anno deve essere stato difficile gestire la cancellazione di Jared, così all’improvviso. Per esperienza personale, posso dirti che siete stati grandiosi, e che nonostante sia stata una “grande” assenza, quasi non si è notata (ho detto quasi!) ma sicuramente dietro c’è stato un enorme lavoro dello staff. Qualcosa in particolare che senti di poterci raccontare?
A parte lo shock e la notte insonne qualche ora dopo il cocktail party di venerdì? No scherzi a parte è stato veramente un momento molto molto difficile sia per la preoccupazione per Jared e Genevieve, sia per l’ansia di dover annunciare la cosa a tutti i presenti e dover rifare in poche ore il lavoro di varie settimane. Essendo poi di base tutti decisamente pignoli e maniaci del controllo l’idea di dover procedere a braccio per molti dettagli non ci ha certo lasciati indifferenti. Fortunatamente tutti gli ospiti si sono immediatamente offerti di darci una mano per qualsiasi cosa potesse servire ed è stato un grosso sostegno. La parte migliore è stata vedere come ci fosse sempre qualcuno pronto a consolare e incoraggiare chiunque fosse preso da un momento di panico. Dal punto di vista pratico in nottata abbiamo stabilito le variazioni necessarie alla schedule e ci siamo organizzati su come procedere per i vari cambi, così il mattino dopo eravamo pronti il più possibile ad offrire assistenza a chi chiedeva informazioni e dettagli. Non sapevamo bene cosa aspettarci ma sapevamo di voler dare il massimo perché tutti potessero comunque divertirsi il più possibile.

Ty si è dimostrato il One Man Show della convention!! Per sua stessa ammissione, vuole tornare, e noi fan ne siamo felici! Tu? Sei psicologicamente preparata a “gestirlo”?
Con Ty abbiamo scherzato molto da subito, e a dispetto delle sue battute sull’essere “licenziato” non è mai stato un problema interagire con lui, anzi! È una persona amabile e di buon cuore per cui se dovesse effettivamente tornare non prevedo nessun tipo di problema se non quello di divertirci tutti troppo!

Domanda cattivella: E’ vero che si è buttato nella Fontana di Trevi?
No, non è stato lui, ma sì qualcuno lo ha fatto XD

Domanda da fangirl: Per la prossima convention, sarà possibile ingaggiare Papà Winchester “old”? Avete mai provato a contattare Jeffrey in passato?
Abbiamo valutato la possibilità e parlato coi sui manager, ma purtroppo non è una partecipazione fattibile al momento.

Tornando seri, so che Jensen ha già confermato la sua presenza per il prossimo anno, e che le prenotazioni si apriranno in questi giorni, vuoi dirci qualcosa per convincere qualcuno a vivere l’esperienza della Jus In Bello?
Oddio non credo ci sia molto che io possa dire che convinca più di quanto abbiano fatto sino ad ora i nostri ospiti, Jensen primo tra tutti. Posso solo dire che venire alla JIB è un’esperienza a metà tra l’andare ad un party da red carpet e il passare tre giorni in gita scolastica con gli amici più cari, bisogna saperla vivere nel modo giusto per goderla appieno e soprattutto bisogna credere nel progetto dell’associazione a prescindere dal desiderio di vedere un ospite in particolare altrimenti si rischia di restare delusi. Ok, io non sono il massimo quanto a pubbliche relazioni e a persuadere la gente… ma sinceramente quello che ci preme di più non è attirare chiunque ma offrire qualcosa di speciale a chi lo sta cercando.

L’intervista è conclusa, augurandoti un enorme in bocca al lupo per tutta l’organizzazione che vi aspetta nei mesi a venire, ti ringrazio infinitamente per la tua disponibilità.
Grazie a te per il sostegno e per essere stata con noi!

Appuntamento alla Jus In Bello 5!!!!

Uno speciale ringraziamento va a tutte le persone che mi hanno raccontato la loro esperienza, i loro aneddoti, o semplicemente mi hanno fatto compagnia durante le file, e in particolare a @Lestblue. Tu sai com’è, tu sai perché! xD

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