Il cast parla dell’eredità che Glee lascerà

309GLEE_Ep309Sc20_172copy

È giunta l’ora di dare l’addio a Glee, dopo sei stagioni che hanno visto il musical dramedy targato Fox diventare un fenomeno mondiale – esibizioni per il presidente e al Word Series – e perdere il proprio protagonista maschile dopo la devastante perdita di Cory Monteith.

Il musical è volato alto – 17 nomination agli Emmy (e quattro vittorie); 10 menzioni ai Golden Globe, incluse due vittorie come best comedy; tre nomination ai Grammy e riconoscimenti ai People’s Choice Award, GLAAD e un sacco di altre soddisfazioni – ed ha anche sfornato diversi episodi su soggetti importanti fra cui il coming out, il bullismo, sparatorie a scuole e più recentemente sul disturbo dell’identità di genere.

“Ci sono troppi [tipi di eredità] per nominarli tutti – questo è ciò che rende Glee così speciale: è riuscito a toccare i temi più disparati,” ha detto a The Hollywood Reporter la star Lea Michele (Rachel).

La serie, creata da Ryan Murphy, Brad FlachuckIan Brennan, ha anche il pregio di aver fatto rivivere i programmi artistici all’interno delle scuole e di aver provato che un musical può funzionare in televisione – aprendo la strada ad altre serie quali il drama hip-hop Empire, sempre di Fox, o la country musical soap Nashville, in onda su ABC.

“Ha riportato la musica in televisione e aperto le menti a diversi tipi di musica, specialmente a quella del teatro musicale,” ha detto Amber Riley (Mercedes), che sottolinea che le piacerebbe finire in Empire. “Venendo dalla California, non sono cresciuta nel clima di Broadway, dovevo andare nei negozi a comprare i dischi oppure noleggiare la roba da Blockbuster per trovare i musical. Glee ha fatto avvicinare molti a questo mondo. Glee ha decisamente aperto una porta in questo senso.”

Ma più che il suo posto nel pantheon televisivo, l’eredità più grossa lasciata da Glee potrebbe essere il suo messaggio verso i giovani: siate sempre voi stessi. Nessun personaggio si è fatto carico di esso più della Rachel Berry di Lea Michele, l’aspirante diva che si è trovata essere perennemente emarginata ma non ha lasciato che nessuno le impedisse di raggiungere il suo obiettivo e Broadway.

“È l’idea di un posto nel quale tutti sono al tuo fianco e ti celebrano e non solo ti dico che vai bene, ma che sei meravigliosa,” ha detto la star Jane Lynch (Sue). “I ragazzi cantano di più nei cori e nelle recite e questo può essere fatto risalire a Glee e a quanto sia stato sdolcinato ma allo stesso tempo abbia aperto la strada verso l’accettazione.”

Il finale di due ci riporterà indietro al 2009 per mostrarci le origini delle New Direction, di come sia iniziata la rivalità fra Sue e Will (Matthew Morrison) e, come ci aspetta, ci sarà un tributo a Cory Monteith, morto nel luglio del 2013 a soli 31 anni. La scomparsa di Monteith ha creato un vuoto immenso in Glee, e i creatori hanno dovuto affrontare la sfida di creare un altro finale che avesse senso per i personaggi e anche per lo show e il suo proposito di celebrare gli emarginati. (Chord Overstreet ha definito il tributo a Monteith “molto mirato” e ha sottolineato che la serie “si è presa un momento” per onorare il suo protagonista maschile principale. “Cory era molto importante per me e per lo show. Era una persona speciale e non si poteva non onorarlo in qualche maniera. Glee ha fatto un ottimo lavoro rimanendo in tema con l’episodio e infilandoci dentro questo tributo al momento giusto,” ha detto.)

“[Recentemente] ho sentito una notizia in radio che parlava di una cheerleader di una scuola superiore affetta da sindrome di down, che era stata presa di mira dalla squadra avversaria durante una partita e il team di pallacanestro ha smesso di giocare e si è schierato con lei,” racconta Mark Salling (Puck). “Alla fine lei ha detto di aver voluto diventare una cheerleader dopo aver visto Glee. Questo è Glee e questa è l’eredità che lascerà.”

Salling si riferisce al personaggio di Becky (Lauren Potter), un membro delle Cheerios della McKinley High e che è stata uno dei quattro personaggi affetti da sindrome di down che abbiamo visto nello show, visto che il musical Fox ha fatto di tutto per includerli – un tema che rivedremo nel finale di serie.

Glee è stato uno show che ha significato molto non solo per un gruppo ristretto di persone, o ragazzi – i dati demografici dimostrano che il nostro show ha toccato moltissimi gruppi di persone,” ha detto Dot Marie Jones, il cui personaggio Shannon ha effettuato la transizione per diventare Sheldon, nel corso di una storyline che si è focalizzata sulla comunità transgender e che ha visto comparire sul palco un coro di 200 membri trans, riuniti con l’assistenza del gruppo GLAAD.

Overstreet (Sam) aggiunge: “Lo show si rivolge a tutti; il messaggio principale è amore e siamo riusciti a condividerlo con un sacco di persone ed è incredibile. Spero che fra vent’anni tutti si ricorderanno ancora di Glee e di quello che ha significato nel corso del tempo.”

Sicuramente la collezione di cover che va da successi pop a hit di Broadway passerà l’esame del tempo – il cast di Glee ha raggiunto più di una volta le classifiche di Billboard e SoundScan fra le altre – e Darren Criss (Blaine) crede che l’impatto culturale dello show andrà avanti per generazioni.

“Mi piace pensare all’idea che lo show vivrà per generazioni a venire, che ci saranno altri giovani che lo guarderanno e penseranno, ‘Oh mio Dio, non mi sono mai visto rappresentato in televisione in questa maniera,'” ha detto Criss, che forma metà di una delle coppia preferite dai fan, ovvero quella composta da Kurt e Blaine. “La vittoria di Glee è anche che siamo diventati spunto per un sacco di battute, e che la gente sia d’accordo con esse o meno, che la gente ci si sia ritrovata o meno, è irrilevante. Il punto è che l’abbiamo fatto. E questa è un’eredità meravigliosa di cui far parte. Non vedo l’ora che persone che non hanno mai visto lo show lo recuperino negli anni a venire e pensi, ‘Cavoli, è davvero figo come la gente diceva.'”

La stagione finale di Glee andrà in onda oggi su Fox. Diteci nei commenti quale pensate che sia l’eredità che lo show ci lascerà.

Fonte

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.