Il Caos Dopo Di Te

Il Caos Dopo di Te – miniserie Netflix: versione adulta di Élite o c’è di più?

Durante le vacanze natalizie, complice anche il lockdown, ho divorato tantissime serie tv (oltre a moltissime fette di panettone) e mi sono imbattuta nella miniserie Netflix Il Caos dopo di te, definita da molti come la versione adulta di Élite.

 

Certo, le similitudini con il teen drama spagnolo sono parecchie: anche qui abbiamo al centro dell’ambientazione una scuola, dei ragazzi che potremmo tranquillamente definire problematici e ultimo, ma non meno importante, la componente thriller.
Ma possiamo affermare che c’è qualcosa in più?

Rilasciata l’11 dicembre su Netflix, Il Caos dopo di te è una miniserie composta da otto episodi, ambientata in una località fittizia della Galizia, che vede come protagoniste due donne, entrambe insegnanti.
La storia si sviluppa su due archi temporali differenti, tra passato e presente ed è un crescendo di tensione e di domande che sembrano non trovare risposta, fino alla fine.
Anche qui, proprio come avviene in Élite, si parte dalla morte di uno dei protagonisti.
Nel nuovo show Netflix , infatti, a dare il via all’intera vicenda è il presunto suicidio di una delle due donne, la professoressa Viruca (Barbara Lennie).
Chi la sostituirà come insegnante, è Raquel (Inma Cuesta) , una donna intrappolata in un matrimonio stanco, ed emotivamente a pezzi per la morte della madre.
Lei, che non ha mai vissuto nella cittadina di Novariz, diventerà uno dei perni della storia, oggetto di minacce di morte e di vessazioni da parte dei suoi studenti.

 

 

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La domanda che scaturisce dalla similarità delle due serie tv è legittima: può questo nuovo prodotto della tv spagnola essere una versione adulta di Élite? Probabilmente sì.
C’è qualcosa di più? Anche in questo caso la risposta è affermativa. E vi spiego perché.

Stesso ideatore ma realtà differenti

L’ideatore della miniserie Netflix Il caos dopo di te, è sempre Carlos Montero, che ha collaborato anche alla creazione di Élite.
In realtà, la serie in cui ritroviamo il nostro amato Ander di Élite (Arón Piper), è tratta da un romanzo che ha scritto lo stesso Montero.
Inoltre, mentre in Élite ci troviamo in una scuola prestigiosa, alla quale possono accedere quasi unicamente figli di famiglie benestanti, il microcosmo della miniserie spagnola non è composto soltanto dalla scuola, ma coinvolge l’intera cittadina.
I ragazzi che frequentano il liceo di Novariz, sono figli di famiglie importanti come nel caso di Iago, ma anche di ragazzi normali come Nerea e al limite della povertà, come nel caso di Roi.
Ci troviamo catapultati in un paesino di provincia, con tutte le conseguenze del caso: tutti si conoscono, molti personaggi hanno un trascorso comune, le famiglie ricche e potenti hanno grande influenza in città.
In tutto questo, l’elemento di rottura è proprio l’arrivo di Raquel. L’unica a non avere legami con quella realtà, se non quello di essere sposata con Germán, nato e cresciuto proprio a Novariz.

Tra passato e presente, ma…

Come già detto, la storia si sviluppa su due piani temporali differenti. Una parte che racconta quello che è avvenuto prima della morte di Viruca e l’altra, che invece viene costruita sulle conseguenze di quanto accaduto.
Questa tecnica, già utilizzata in Élite, permette di tenere il telespettatore incollato allo schermo, in attesa di quei particolari che vengono spiegati di volta in volta, senza però dare una chiara visione di dove si vuole andare a parare.
Anche se a dirla tutta, ne Il Caos dopo di te, l’elemento thriller seppur al centro della trama, risulta al termine degli otto episodi, abbastanza carente.
Se inizialmente si percepisce l’intento di focalizzare i sospetti su alcuni studenti, ben presto diventa evidente chi c’è davvero dietro l’intera vicenda.
Certo, i colpi di scena non mancano, ma nel complesso ho apprezzato maggiormente altri aspetti della serie.

Sesso, droga e?

Anche i temi trattati nei due show Netflix potrebbero sembrare simili. D’altronde, qualsiasi teen drama trova la sua ragione di essere proprio nelle problematiche che qualsiasi giovane può trovarsi ad affrontare nel corso dell’adolescenza.
Si parte da una costante in questo tipo di serie tv: l’omosessualità non dichiarata di Roi, segretamente innamorato del suo amico e compagno di classe Iago.
Ma si arriva fino a qualcosa di molto più delicato, ovvero lo sfruttamento della prostituzione minorile.
Quello che però mi ha colpito è che, a differenza di Élite, chi subisce maggiormente in questo nuovo prodotto spagnolo, non sono i ragazzi bensì gli adulti.
Raquel si trova a combattere contro cyberbullismo e revenge porn, mentre Viruca diventa puntata dopo puntata, sia vittima che carnefice di un sistema malato in cui la donna è vista unicamente come oggetto. Una triste realtà in cui il sesso diventa uno strumento, delle volte una ricompensa.
Un altro tema fondamentale trattato, è quello dell’utilizzo delle droghe, che non è più un’esclusiva di ragazzi ricchi e annoiati, ma una dipendenza vera a propria, che finisce per rovinare la vita di Viruca.
La Viruca che inizia a lavorare nel liceo di Novariz, entrando da subito nel cuore dei suoi studenti, si trasforma piano piano in una donna completamente diversa. Il suo giudizio è offuscato dai tranquillanti e dall’alcol, di cui abusa. Non distingue più giusto e sbagliato e finisce per essere vittima di un mondo che non riesce a sentire il suo grido di aiuto.

Le donne al centro

Una considerazione a parte, la meritano le donne, che ne Il caos dopo di te, rappresentano l’epicentro dell’intera miniserie targata Netflix. Due donne, completamente diverse tra loro, che si trovano a ripercorrere la stessa strada, con un finale però molto diverso.
Viruca, apparentemente serena e innamorata di suo marito nonché suo collega Mauro (interpretato da Roberto Enríquez, già visto in Vis a Vis), decide a seguito di gravi problemi economici di avvicinarsi al padre di Iago, per sfruttarne i privilegi.
Un uomo ricco ed estremamente potente, che lei disprezza ma con il quale inizia una relazione con il consenso del marito. Incredibile, ma vero.
Nel momento stesso in cui l’insegnante si trova invischiata in uno sporco gioco di potere, qualcosa dentro di lei si spezza irrimediabilmente. Nel frattempo tenta invano di allontanare Iago, chiaramente interessato a lei, con l’unico risultato di diventare l’oggetto della sua ossessione.

 

Raquel, invece, è una donna sposata ma infelice. Il tradimento ai danni del marito, avvenuto prima del trasferimento a Novariz, è un chiaro segnale di quanto il loro matrimonio sia appeso ad un filo.
Eppure, soprattutto dopo la morte della madre, Raquel ha il terrore di rimanere da sola e quindi si accontenta di una vita vissuta a metà.
Sarà proprio la storia di Viruca, che suo malgrado si troverà a ripercorrere nei mesi successivi, a darle le risposte che non aveva il coraggio di cercare.
Se da una parte, diventerà una vittima delle circostanze, dall’altra vedremo una donna che a differenza di Viruca, ne uscirà vincente.
Il messaggio finale è potente: una donna che non ha più paura di affrontare la vita, anche da sola, e che non ha bisogno di appoggiarsi ad un uomo per sentirsi appagata.
A differenza di Viruca, Raquel sceglie la strada della felicità e non dell’autodistruzione.

Buoni o cattivi

Esistono dei cattivi nella versione adulta di Élite?
A differenza del teen drama spagnolo, qui la risposta è: sì, ci sono dei cattivi.
Perché, se Polo (Alvaro Rico) in Élite è una vittima delle sue stesse insicurezze, che lo porteranno ad effettuare un gesto tanto impulsivo, quanto atroce, ne Il Caos dopo di te nulla avviene per caso.
Ci sono persone potenti senza morale che compiono azioni terribili per anni, e che sono disposte a tutto per far sì che questi segreti non vengano mai alla luce. Compreso uccidere.
E alla fine, sono proprio gli adulti ad avere la peggio. Iago, seppur irrimediabilmente compromesso per quello che ha fatto e che ha subìto, non riesce a sopportare il peso di tutti i segreti e prova a farla finita. Ed è proprio al suo risveglio, che deciderà di mettere fine al circolo vizioso di menzogne e omicidi.
In un certo senso, Iago è un Polo che riesce, al termine della storia, ad affrontare i suoi demoni.
Anche Mauro e Viruca, che inizialmente sembrano due semplici vittime delle circostanze, si rivelano episodio dopo episodio, anche carnefici e parti di un sistema profondamente sbagliato.
In un certo senso, possiamo affermare che ne Il caos dopo di te nessuno può essere definito buono in senso assoluto e che nessuno è esente da errori, e questo rende la trama e la morale stessa della nuova miniserie di Netflix, meno scontate di quello che potrebbe sembrare.

Al termine di queste riflessioni, posso quindi tranquillamente rispondere alla domanda iniziale: Il caos dopo di te può essere considerata una versione adulta di Élite, ma affronta tematiche nettamente più importanti e di maggiore impatto emotivo. L’ossessione dei personaggi per i loro stessi peccati tiene in piedi l’intera trama, rendendola sicuramente più “dark” rispetto all’atmosfera da teen drama a cui siamo abituati.

Ovviamente, non ci troviamo di fronte ad un capolavoro. Sicuramente ci sono margini di miglioramento, ma dopo aver visto qualche show Netflix prodotto in Spagna, posso affermare che perlomeno gli spagnoli hanno capito che la componente mistery è vincente e funziona.
Non sia mai che lo capiscano anche in Italia, per evitare che altri “Summertime” vedano la luce. O meglio, che la vedano pure, ma con qualche colpo di scena incluso. Possiamo farcela, ne sono sicura.

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