How To Get Away With Murder | Recensione 2×09 – Who’s Dead?

Eccoci dunque arrivati, dopo nove settimane di martellamento a gogò con il mantra #who’sunderthesheet, a scoprire effettivamente di chi è il corpo trovato a casa di Annalise. E, che dire, la rivelazione che questo show ha ancora una volta usato i salti temporali in maniera magistrale per convincerci di una cosa e poi far saltare ogni certezza è tutto ciò che volevo (e anche di più) da questo mid-season finale, che ha proseguito sulla linea qualitativa impostata dalla sequenza finale dello scorso episodio salendo poi al livello successivo grazie, ancora una volta, a regia e montaggio creati ad arte per coinvolgerci, tenerci in tensione fino all’ultimo e infine stupirci.
Con “Who’s Dead?” riprendiamo le fila quasi immediatamente da dove eravamo rimasti per quanto riguarda Annalise, Frank e Bonnie, solo intervallando la risoluzione dello stallo tra i tre con delle scene in classe, rendendo così a mio parere il riallacciarsi a quell’ultima potente scena meno scontato e anticlimatico ma, anzi, mantenendo quello stesso hype vivo grazie alla sapiente alternanza di scene. E questa tecnica del montaggio che alterna shot su due diversi piani temporali, tecnica tanto cara a HTGAWM e generalmente ben sfruttata all’interno dello show, tornerà anche verso fine episodio al momento di fornirci la rivelazione che, personalmente, mi ha destabilizzata ma allo stesso tempo, da un punto di vista meno emotivamente coinvolto, mi ha fatta alzare in piedi ad acclamare un altro twist ben piazzato e decisamente riuscito. È proprio questa caratteristica dello show, giocare su diversi piani temporali, a fornirci risposta a quella domanda ripetuta per settimane: chi è morto?

 

La risposta colpisce nel segno in quanto inaspettata, perché avevamo già dato per scontato che tutti i personaggi visti a fine episodio nei vari flashforward fossero salvi, mai pensando che potessimo star osservando “un flashback nel flashforward”. Ma soprattutto colpisce allo stomaco perché, che si apprezzasse o meno il personaggio di Wes, nonostante la frequente orbita lontano dalle vicende comuni del resto del gruppo è indubbio che il ragazzo avesse un rapporto preferenziale con Annalise e che fosse uno degli indiscussi protagonisti di HTGAWM. E se Game of Thrones mi ha insegnato a non affezionarmi a quelli che sembrano i protagonisti, qui siamo su un piano del tutto diverso, in cui perfino io che ho spesso criticato l’apparente scarsa utilità di Wes nella trama (mi è capitato di rileggere la mia recensione del mid-season finale dell’anno scorso, just because, e l’avevo addirittura definito “quasi parte della tappezzeria”) mi sono trovata a spegnere il pc con un magone inspiegabile.

È proprio vero che spesso vedere una serie in un momento particolare della propria vita può notevolmente influenzare l’approccio a quella determinata serie o singolo episodio, visto che ieri sera ho completato la visione dell’episodio dopo aver passato mezza giornata a cercare il mio gatto apparentemente scomparso (qualora a qualcuno interessi, ora è tutto ok: ha fortunatamente ritrovato la strada di casa, ma l’ansia è stata notevole) e sono abbastanza convinta che lo stato d’animo abbia avuto in parte a che fare con il senso di abbandono e destabilizzazione datomi da questa rivelazione. Se volete fatevi due risate per questo parallelismo, ma prima di vivere diversi mesi con questo gatto non avrei mai pensato che l’amore per un animale potesse arrivare a livelli così profondi e che l’incertezza per la sua sorte potesse fare così male; allo stesso modo ieri sera mi sono resa conto che non avevo idea che la presenza di Wes in questo show potesse significare così tanto per me come spettatrice, che nonostante spesso aggiungesse poco o nulla a livello narrativo il suo solo esistere come personaggio fosse così sostanziale da lasciarmi questo senso di vuoto nel realizzare che è stato lui la vittima sacrificale di Nowalk in questa stagione. E, ripeto, kudos per la scelta coraggiosa: è vero che i fan dei prodotti targati Shondaland non sono nuovi alla perdita di uno dei personaggi principali, ma in HTGAWM non si era ancora arrivati così in là e forse dentro di me pensavo che non ci saremmo mai arrivati, specialmente perché nel contesto specifico le due alternative ancora aperte nella mia testa (Frank e Nate) avrebbero sì toccato il cast principale della serie, ma nel primo caso sarebbe stata la conclusione di una parabola decrescente che, in maniera molto suggestiva, avrebbe benissimo potuto essere destinata a chiudersi con niente di meno tragico della morte, mentre nel secondo caso avrebbe creato un profondo malessere quasi unicamente in Annalise. Diciamocelo, a parte le schiere di fan di pettorali e addominali palpitanti che creano gif su Billy Brown (e probabilmente Oliver in calore) nessun altro avrebbe sofferto per la scomparsa di Nate quanto tutti, anche l’ultimo dei cretini, sembra soffrire nell’apprendere della morte di Wes. Non è sci-fi, è un drama realistico, la morte è morte punto e basta, e il senso di finalità e la certezza che non vedremo più Wes (se non, quasi sicuramente, in flashback che faranno luce sul nuovo mistero sempre legato alle sue ultime ore di vita) fa un certo effetto che piaccia o meno.
Fa effetto, come dicevo prima, grazie alla realizzazione di una sequenza finale che aumenta l’amaro in bocca con maestria, mostrandoci in alternanza le reazioni alla notizia di Keating Five & co. e l’uscita di Wes dalla stazione di polizia accompagnato da un oscuro senso di foreshadowing: l’inquadratura finale in cui lui esce nella luce accecante è una metaforica uscita di scena di impatto garantito, ma l’intera scena accresce il disagio dello spettatore all’idea di star praticamente osservando un morto che cammina.

Fa doppiamente effetto, infine, per via dei rapporti umani che ormai erano andati sigillandosi nel gruppo, che trasparivano finalmente con chiarezza anche al di qua dello schermo. Sempre ripensando a quello che scrivevo esattamente un anno fa a quest’ora:

I K5 non sono davvero amici nel vero senso della parola, semplicemente si sopportano come può succedere tra colleghi d’ufficio che devono condividere lo stesso ambiente di lavoro per tot ore al giorno ma hanno ognuno i propri cavoli da gestire una volta usciti di lì. Eppure, nonostante questo iniziale collidere delle loro singolari personalità e background, ci sono legami che sembrano essere andati al di là del semplice “ti parlo solo perché devo”

… beh, è impossibile non rendersi conto di come questa affermazione sia superata ormai. Wes non era ovviamente il preferito del gruppo, alcuni (Connor in primis e Michaela in secundis) ci avevano anche tenuto a specificarlo a chiare lettere, ma la scrittura inizialmente abbozzata sui personaggi “giovani” di questo show è andata migliorandosi e affinandosi talmente tanto di stagione in stagione che siamo alla fine arrivati a parteggiare per questo o quell’altro K5, vedendoli sempre più come esseri umani complessi che non semplici macchiette che ruotano intorno al colosso di Annalise/Viola Davis. E in quanto esseri umani complessi e capaci di trasmettere con potenza le loro emozioni attraverso lo schermo, la loro disperazione per la morte di Wes trapela come quella che uno chiunque di noi potrebbe provare nell’apprendere che un compagno di classe/collega di lavoro con cui abbiamo condiviso momenti più o meno importanti della vita pur non annoverandolo tra i nostri besties ha fatto una brutta fine.
La finalità della morte è qualcosa che ci capita a volte di dare per scontato in un telefilm, ma questa volta è stata una di quelle in cui invece mi ha colpito con l’intensità di una perdita reale, di quelle che ti sconvolgono proprio perché, nella vita vera, può succedere proprio così: senza preavviso e senza una logica.

…sempre per il discorso che le nostre vicende personali possono influenzare l’approccio a una serie tv, tutto questo stream of consciousness altamente filosofico potrebbe anche in parte derivare dall’aver passato due ore in una catacomba ieri mattina, ma questo è un altro discorso su cui magari è meglio sorvolare 😀

 

In un episodio fitto di avvenimenti e caratterizzato da questo uso calcato (ma mai eccessivo o destabilizzante) di salti temporali e montaggi serrati, è facile dimenticare che succedono una miriade di altre piccole cose oltre alla scoperta dell’identità del cadavere, ma alcune di queste vale la pena riassumerle: il fatto che Nate rivela ad Annalise che Wes era apparentemente già morto al momento dell’esplosione sarà sicuramente il fulcro della seconda metà di stagione, scoprire cosa gli è successo, e questo andrà forse in qualche modo a collegarsi anche all’apparente volontà del ragazzo di collaborare per incastrare la sua insegnante. Inoltre c’è il discorso del messaggio di Annalise che invita tutti a casa sua (con soltanto Laurel che risponde all’appello e rimane infatti ferita dalla detonazione) che si rivela sul finale non partito da lei: qualcuno stava cercando di radunare i K5 per coinvolgerli nell’“incidente”?
Dal punto di vista emotivo non mancano i momenti che ci permettono di immergerci sempre più nella personalità e nel passato di alcuni personaggi grazie a digressioni come i vari battibecchi al vetriolo tra Michaela e sua madre, o il momento in cui un diverbio con Wes fa ritirare fuori a Laurel la patata bollente di sua madre (scena ancora più triste a posteriori, realizzando che questi due si sono salutati per l’ultima volta su una nota decisamente negativa). Potrei quasi azzardare che i complessi rapporti madre-figlia siano il fulcro della vena emozionale di questo episodio, visto che tutti i personaggi femminili hanno un certo spazio per affrontare tale scoglio. Non fanno eccezione Bonnie e Annalise, che io ho sempre visto come il surrogato di una madre e di una figlia l’una per l’altra, seppure legate da un rapporto tutt’altro che idilliaco che, a quanto pare, non è un’eccezione all’interno dell’universo murderiano. Per questa ragione un momento fugace e per questo apparentemente sorvolabile come il bacio tra le due non mi ha convinta, non ho mai visto il loro rapporto come qualcosa che potesse sfociare in tensione sessuale, e se già ho faticato ad accettare Bonnie che va a letto con Frank, quello che potremmo virtualmente definire il suo “surrogato di fratello”, proseguire sulla linea pseudo-incestuosa anche con Annalise non l’ho trovato un risvolto costruito come si deve. Potrei limitarmi a prenderla come quella che potrebbe benissimo essere: una cappellata di una Annalise sbronza (l’eccitazione ha fatto strani scherzi in questo episodio, portando anche al bacio super-fanservice tra Laurel e Michaela che sicuramente avrà già fatto implodere Tumblr), ma ho invece l’impressione che il momento abbia voluto essere qualcosa di più, come la rivelazione di un sottotesto finora solo accennato ma che, per quanto mi riguarda, non risulta credibile. Se mi vengono a dire ora che il legame di dipendenza ossessiva di Bonnie verso Annalise è sempre stato solo attrazione e che questo bacio era il climax verso cui hanno cercato di costruire un character development di entrambe per tutto questo tempo io, semplicemente, li spernacchio, perché così questo rapporto mi va a perdere tutta la complessità e perfino quel retrogusto morboso che si era creato organicamente nell’arco di questi due anni e mezzo.

Tornando a intrighi e misteri per il resto della stagione, tra le mie ipotesi: Nate potrebbe consapevolmente o inconsapevolmente essere il responsabile dell’esplosione, altrimenti il suo intrufolarsi a casa di Annalise poco prima di Laurel (anche se ritorniamo al fatto che, visto l’uso smodato di salti temporali, questo “poco prima” diventa relativo) sarebbe totalmente gratuito, un dettaglio senza alcuna finalità se non continuare a farci credere fino all’ultimo che la vittima fosse lui. Questo spiegherebbe anche il suo interessarsi all’identità della vittima, anche se pure questo potrebbe essere un dettaglio inserito in quel preciso momento perché la voce del medico legale ci aveva appena informati del fatto che la vittima fosse di colore, e far apparire Nate proprio un attimo dopo era importante per lasciarci quel microsecondo di sospensione per poi spararci l’inquadratura di Wes mezzo incenerito e farci esplodere le cervella a potenza raddoppiata. Sinceramente l’idea che gli spostamenti di Nate in questo episodio siano serviti unicamente a creare le basi per il twist finale è quella che mi convince di più: finora il suo è uno dei pochi personaggi a non aver mai deragliato dai binari di una moralità sempre più sui toni del grigio quando si tratta del resto del cast, non lo vedrei capace di provocare, anche indirettamente, così tanto male. Credo invece che, per qualche motivo, Wes stesso abbia programmato tutto e si sia poi tolto la vita prima dell’esplosione ( magari per non sentire dolore?), ma in questa ipotesi non saprei come collocare la notizia della convocazione degli altri K5: qualcuno chiaramente voleva far loro del male, e non credo quel qualcuno potesse essere Wes.
In definitiva, avrete notato che a caldo non ho ancora le idee chiare su cosa aspettarmi dal proseguo della serie, che tornerà a farci compagnia dopo le vacanze di Natale, ma una cosa è certa: un mid-season finale così promette talmente bene che non mi aspetterò nulla meno di altissima qualità dalla seconda metà di stagione. È vero che lo scorso anno per la gran parte la 2B è stata più lenta e meno coinvolgente della 2A, ma la 2B non aveva il compito di traghettarci in un universo murderiano in cui uno dei personaggi principali ci ha lasciato in circostante improvvise, tragiche e in parte misteriose, quindi le premesse per mettere su una trama coi fiocchi potenzialmente ci sarebbero tutte.

Attendo di sapere anche i vostri pareri su questo esplosivo (no pun intended) finale di metà stagione, commentate qui sotto per dirmi la vostra e, per ingannare la lunga attesa fino al 19 gennaio, ricordatevi che i nostri amici di

How To Get Away With Murder Italia

sono sempre impegnati per intrattenerci con news e molto altro riguardo lo show e il cast.
Grazie a tutti per aver seguito con me questa prima metà di stagione e, anche se con parecchio anticipo, tanti auguri di buone feste!! A fra due mesi!