Homeland | Spoiler: Brody è tornato, ma per quanto?

ATTENZIONE: L’articolo contiene spoiler sull’episodio di ieri di Homeland. Uomo avvisato… 

Dopo due puntate a chiedersi “Dove diavolo è finito Nicholas Brody?” i telespettatori di Homeland hanno finalmente avuto la risposta, questa domenica. Ma non è necessariamente una buona risposta

Nell’episodio di ieri, Brody (Damian Lewis) viene portato a Caracas, Venezuela, dopo aver ricevuto due colpi di pistola allo stomaco. Anche se un gruppo di sconosciuti opera in modo grezzo e rimette Brody in sensto con una forte dose si antidolorifici (ovvero eroina), Brody sembra ancora determinato a passare al prossimo passo del piano di fuga pianificato da Carrie (Claire Danes) la passata stagione. Ma è più facile a dirsi che a farsi.

Sebbene uno dei suoi carcerieri lascia intendere che stanno tenendo in vita Brody per fare un favore a Carrie, l’uomo chiarisce anche il fatto che loro non lo lasceranno andare. Brody iniziai a rifiutare l’eroina e torna in sé prima di decidere di cercare rifugio in una vicina moschea. Comunque, quando l’Imam lo riconosce in quanto terrorista ricercato e pianifica di consegnarlo alla giustizia, i carcerieri di Brody intervengono di nuovo, uccidendo l’Imam e gli uomini della polizia nel processo. Scoraggiato, l’ultima immagine di Brody che abbiamo è lui che accetta l’eroina e sembra arrendersi alla sua sorte.

Quindi, cosa c’è nel futuro di Brody? TVGuide.com ha parlato con Lewis del ritorno tutt’altro che trionfante del personaggio. Troverà il modo di liberarsi dalla nuova prigionia? O forse morirà nel tentativo?

Come hai vissuto il fatto che Brody non fosse presente nei primi due episodi?
Damian Lewis:
  Be’, è stata un’arma a doppio taglio. Passo molto tempo lontano dalla mia famiglia per via dello show, quindi questa cosa mi ha dato modo di stare un po’ con loro ed è stato bello. Allo stesso tempo, però, se fai parte di una serie sensazionale come Homeland, vuoi esserci. Vuoi essere lì e fare qualcosa. L’impatto che ha avuto sullo show il ritorno di Brody, però, mi ha convinto che stare nell’ombra per due puntate fosse una buona idea… Insomma. sono davvero felice della piega che ha preso la stagione.

Aiutaci a colmare il vuoto. Cosa è successo a Brody prima di quando lo rivediamo noi, con due proiettili nella pancia?
Lewis:
 Se andate su Audible.com, subito dopo la messa in onda della puntata di domenica sono usciti alcuni contenuti extra davvero belli – dei brani aggiuntivi, nei quali io e Claire leggiamo delle brevi storie. Il mio brano racconta esattamente quello che è successo tra il Canada e Caracas. In effetti è davvero eccezionale. Dura solo 10 minuti, quindi non è difficile ascoltarlo.

Chiaramente ritroviamo Brody in una brutta situazione.
Lewis:
Il produttore esecutivo Alex Gansa sta prendendo gusto nel far subire a Brody un maltrattamento dopo l’altro. E’ una visione del mondo particolarmente sconfortante, ma sul piano politico, Brody è l’incarnazione di quello che succede quando si va in guerra. Questa non è che una conclusione logica per qualcuno che diventa una vittima, nel momento stesso in cui va in guerra. Qui lo vedete di nuovo diventare una pedina, lo ritrovate nella situazione impossibile di essere un prigioniero, nuovamente ingiuriato.

E’ il ricordo di tutto quello che gli è successo in passato a renderlo così ostinato nel voler fuggire?
Lewis: 
Visto che Brody è stato torturato barbaramente da Abu Nazir, ogni volta che si trova in una situazione come questa la sua capacità di resistere è sempre più sottile. Lui sa di essere fragile. Non può sempre contare sulla forza dei Marine perché lui è stato spezzato e sa bene che questa situazione potrebbe spezzarlo di nuovo. Quindi, l’essenziale è il tempo che lui ha per fuggire prima che loro facciano di nuovo a pezzi il suo spirito.

Ma dove vuole andare di preciso? Spera ancora di riabilitare il proprio nome?
Lewis:
 Lui sa di non aver mai fatto quello di cui lo accusano, e io penso proprio che voglia provarlo a tutti. Brody vuole alzarsi in piedi e dire, in particolare alla sua famiglia, “Non ho fatto saltare in aria 280 persone a Langley. Non voglio vivere nella vergogna, e non voglio che lo facciate voi per il fatto che io sono vostro padre e marito.” Ovviamente, non ha idea di come farlo, perché non può mettere piede sul suolo americano. Insomma, è una dichiarazione di intenti.

Brody sembra sorpreso quando uno dei suoi carcerieri fa il nome di Carrie.
 Lewis: E’ un grande colpo per lui. Durante l’episodio sembra come dentro una nebbia di terrore e dolore. Potrebbe essere tutto un sogno o un incubo a occhi aperti, ma poi quando sente il nome di Carrie resta sorpreso perché è un elemento del tutto fuori contesto. Ogni volta che ascolta quel nome, questo gli dà speranza. Ma lui si sente anche un po’ tradito da lei. Non è del tutto sicuro se la donna sappia o meno dove lui si trovi adesso, perché lui adesso è nascosto in profondità nella rete. Somiglia a una bambino, passato di mano in mano. Nessuno ha tutte le informazioni, e nessuno sembra in grado di dirgli da dove viene o dove sta andando.

Alla fine Brody riesce a rifugiarsi nella moschea, dove pensa di essere al sicuro. Invece la fuga porta solo nuovo dolore. Data la fede di Brody, questo tradimento brucia di più?
Lewis:
 L’Imam, avrete subito pensato, sarà un Muslim stereotipato, corrotto, che prenderà Brody sotto la sua ala protettrice anche se sa che si tratta dell’uomo che ha tradito la CIA. A dire il vero, questa è una trovata brillante. Abbiamo a che fare con un Muslim responsabile, che prende la giusta posizione di condannare questi atti terroristici… e decide di consegnare Bordy. Ma non penso che questo voltafaccia farà perdere la fede al personaggio. Penso che la sua fede in Allah sia sincera, e si collochi in profondità dentro di lui.

Ma questa fede sarà abbastanza per farlo andare avanti? Quando nel finale lui prende l’eroina, sembra essersi  arreso…
Lewis:  
Il suo spirito è spezzato. Penso sia stanco della piega che ha preso la sua vita. Lui è un uomo che viene costantemente colpito e mandato in una direzione diversa. Negli ultimi sette o otto anni ha vissuto un’esistenza davvero sfibrante. E adesso è arrivato al punto di desiderare solo la pace. Di sicuro ha perso un po’ della sua combattività. Ha combattuto nella maggior parte degli episodi, ma il tradimento finale gli ha tolto slancio.

Lo vedremo rispondere? Vorrà riabilitarsi o non considererà più questa opzione?
Lewis:
Homeland penso che si debba sempre toccare il fondo, prima di risalire. Ognuno raggiunge qualche piccolo successo, ma queste vittorie arrivano solo pagando un alto prezzo a livello personale. Per Brody è lo stesso. Io credo che lui abbia ancora questo impulso, ma questo è Homeland: i piani migliori per ogni singolo personaggio, nello show, vanno pagati a caro prezzo. Quindi sì, lui potrebbe avere questa intenzione, ma sarei davvero sorpreso se la realizzasse.

Morirà tentando? La morte do Brody è stata al centro di molte discussioni, fin dalla 1° stagione. Vista la catastrofica situazione attuale, quanto ti aspetti un finale di quel tipo nella sceneggiatura?
Lewis: 
Penso a questa opzione tutte le volte. Secondo la mia visione, Brody è stato il più grande rompicapo della serie. E’ stato il più sorprendente ma al contempo anche il più imprevedibile dei personaggi, e penso che qualche volta anche gli sceneggiatori siano stati confusi. Spesso neppure loro sapevano del tutto chi Brody sarebbe diventato o che piega avrebbe preso il rapporto Carrie-Brody. Questo personaggio è stato una fonte costante di sorprese e mistero, e penso proprio che continuerà ad esserlo. C’è sempre eccitazione, quando Brody è nella storia, ma anche i primi due episodi senza di lui sono stati brillati. Quindi, per dirla come voi ragazzi, è un problema di classe A.

Homeland va in onda la domenica alle 9/8c su Showtime. Cosa ne pensate del ritorno di Brody?

Fonte

Sunny_Bluehttp://paroleacolori.com
Lettrice a tempo pieno, scrittrice a tempo perso. Innamorata dei viaggi e del cibo etnico. Il suo sogno nel cassetto è aprire una libreria e passare la vita in mezzo ai libri. Intanto studia per diventare giornalista. Appassionata di telefilm fin da piccola, ha iniziato seguendo Buffy nelle sue ronde notturne e il dottor Carter nei suoi turni ospedalieri. Con il tempo ha ampliato lo spettro dei suoi interessi. Adora le serie storiche e in costume - dai Tudor a Da Vinci's demons, ma il vero amore è Spartacus -, CSI, Numbers e affini, ma anche The walking dead, Dexter, Once upon a time. E non ci dimentichiamo i teen drama, da Beverly Hills 90210 in giù. Insomma, basta davvero poco perché una serie entri nella lista delle seguite.

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