Grey’s Anatomy | Recensione 11×22 – She’s Leaving Home

Se vi foste chiesti dove fossi sparita non preoccupatevi, non son scappata e scomparsa come Meredith, non ho lasciato alla segreteria il compito di intrattenere i miei amici e familiari per giorni, semplicemente una mia breve vacanzina è andata a coincidere con l’uscita dell’episodio per cui son riuscita a vederlo solo poche ore fa. Ho avuto più tempo rispetto ad altri per elaborare questo lutto, per trovare una spiegazione dietro questa ennesima morte e questa disgrazia ma posso assicurarvi fin da subito che mi aspettavo un episodio COMPLETAMENTE diverso e che nonostante mi sentissi pronta alla visione non ho potuto far a meno di restarne immensamente delusa.

Non fraintendetemi queste “incredibili 2 ore di GA” son state piacevoli, con storyline interessanti, belle scene, casi in grado di emozionarmi e flashback strappalacrime ma…io mi aspettavo tutt’altro. Mi aspettavo l’addio, mi aspettavo il dolore, e i pianti, e la rabbia, e le grida e le urla e lo sconvolgimento. Mi aspettavo di vedere l’ospedale fermarsi e riflettere su quello che era appena successo, sull’uomo, il collega, il parente, l’amico, il medico che avevano perso. E si, tutto questo è successo certo, ma con dei salti temporali e delle trovate che sinceramente mi hanno fatto storcere il naso e non mi hanno permesso di dire veramente addio ad un personaggio importante come Derek.

L’episodio si apre con alcune scene precedentemente già viste, Meredith è in ospedale e sta per staccare la spina a Derek, e queste vanno a contrapporsi con i flashback della loro storia, quelle scene che ci hanno conquistati nel corso degli anni, i ricordi di quando era bambina, e la storia di Ellis. Ed eccoci qua, Derek è morto e Meredith è Seattle, dove nessuno sospetta di nulla, dove tutti continuano a vivere la loro giornata come se nulla fosse, come se quel fulmine non avesse ancora colpito. Ed è quando Meredith sviene, quando comunica loro la notizia, quando finalmente si rendono conto di quello che è successo che i medici assumono un comportamento diverso e ognuno reagisce alla notizia, alla perdita, a modo suo.

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Il funerale è ciò che segue a queste scene, una cosa veloce, fin TROPPO veloce, quasi affrettata, si apprezza il fatto che Cristina fosse al fianco della sua persona, a supportarla in un momento così delicato, ma davvero non si può accettare che abbiano tagliato un momento così IMPORTANTE, un momento che poteva veramente dare una certa chiusura. Dopo il funerale ecco che tornano i parallelismi con Ellis, i ricordi di Meredith bambina e ancora i flashback, tutti elementi che ricorrono più e più volte nel corso dell’episodio e fanno quasi da contorno alle vicende che ci vengono mostrate. Perché sì, a quanto pare questo episodio, l’addio di Derek, si focalizza maggiormente sulle reazioni del resto del gruppo e non sul dolore della sua perdita e questa non era una cosa che mi aspettavo.

Son parecchie le storyline importanti in questo episodio, ma allo stesso tempo, da un certo punto di vista, non riusciamo veramente ad interessarcene, non dopo lo shock della scorsa settimana, non dopo una morte del genere ed è proprio per questo che voglio riassumerle brevemente.

Abbiamo April, che reagisce a scoppio ritardato al suo trauma, forse e probabilmente colpita da ciò che è successo a Meredith, e fugge insieme ad Owen come volontaria in zone di guerra, ad imparare nuove tecniche mediche, a far la differenza, a salvare vite. Lascia Jackson da solo, un uomo che davvero non riesce a spiegarsi quella fuga, quella reazione, quella sorta di abbandono e che non può far a meno di essere preoccupato per la sorte di sua moglie, che vorrebbe solo aiutarla ad andare avanti, stringerla tra le sue braccia e vivere le sue giornate con lei.

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(Parallelismi Calzona. Parallelismi Calzona EVERYWHERE)

Alla fine April, dopo improbabili videochiamate, torna con un nuovo taglio di capelli, una pelle meno pallida e la voglia di andare avanti, di amare suo marito e di tornare a casa con lui. Inutile dire che stavolta fossi dalla parte di Jackson e che la reazione di April, per quanto giusta, mi sia comunque sembrata un po’ esagerata, ma dopotutto son carini e spero ancora che si possano riprendere COMPLETAMENTE.

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Altri personaggi che si ritrovano nell’episodio son Miranda e Ben, sempre impegnati a discutere sulle loro divergenze, sul loro modo di vederla diversamente. Se infatti Miranda vorrebbe essere lasciata andare senza l’ausilio di macchinari Ben invece ha tutta la voglia di restare aggrappato alla vita con le unghie e con i denti anche ricorrendo alle misure straordinarie. I due sono carini, divertenti, e finalmente ricevono lo spazio che meritano (anche se avrei preferito magari in un altro puntata eh) ed è impossibile non sorridere di fronte al loro rapporto ma soprattutto al loro amore. E anche alla passione per Idris Elba della Bailey!

C’è Callie che si ritrova alle prese con il capo della polizia, un’altra amputazione e il successivo lavoro con le protesi, a passare le vacanze con sua figlia o il tempo con i suoi amici senza sapere dove Meredith sia; c’è Arizona che fa scenate, e Maggie che si sente sperduta e abbandonata senza sua sorella. Non sa dove si trova, non sa come sta, non sa come stanno i bambini e non ha idea di come possa aiutarla, è venuta a Seattle anche per cercare la sua famiglia biologica e non perché non si sentisse amata anzi, ma ora questo non sapere, questo lutto e tutti questi avvenimenti l’hanno veramente debilitata.

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E  così è anche per Alex che vediamo passare la metà delle sue scene al telefono con Meredith, nel tentativo di rintracciarla, o in compagnia dei suoi amici, nella sua casa che si riempie o si svuota con il passare dei giorni, delle settimane, dei mesi. Ci son Richard e Catherine che dopo mille peripezie, litigi e forse un po’ troppe scene, alla fine riescono finalmente a fare questa dannata proposta e anche ad accettarla.

Ci son le due donne ustionate, che lo so, non son personaggi importanti ma sinceramente mi hanno quasi emozionato come tali. Due donne che vivono lo stesso problema, camminano sullo stesso percorso e si trovano così, compagne di camera, compagne di sofferenze, compagne di vita. Questa storyline mi ha veramente conquistata, avrei voluto vederne di più e l’avrei pretesa in un episodio diverso da questo perché aveva tanto potenziale ed era veramente meravigliosa.

E dopo tutta questa gente sapete chi c’è? Meredith? No, la lasciamo per ultima lei. C’è Amelia. SI, LEI. Il personaggio che in parte mi ha salvato l’episodio. Uno dei pochi che ha soddisfatto le mie aspettative. Per tutto l’episodio la vediamo “scherzare” e far battute sulla morte del fratello, la vediamo tranquilla, misurata, controllata mentre si getta a capofitto sul lavoro evitando qualsiasi discussione o discorso o ricordo o consolazione. Amelia è forte, lei può farcela, lei è abituata a tutto questo, a vedere le persone importanti andarsene, morire, lasciarla…o forse no. Forse Amelia non è forte, forse Amelia è solo brava a fingere, a tenersi tutto dentro, ad impedirsi di processare ciò che è successo sino a sbottare, esplodere e perdere completamente il controllo di fronte ad una semplice domanda di cortesia.

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Ed in questa scena i miei condotti lacrimali si son attivati perché QUESTO era proprio quello che volevo vedere, il dolore, finalmente Amelia si rende conto e ammette quello che è successo, quanto questo la faccia soffrire, quanto la situazione sia insopportabile. E quando tutto si fa così difficile dove trovare rifugio se non nella droga? A questo punto però arriva Owen, tornato dalla sua fuga come volontario l’uomo confronta la donna, le permette di sfogarsi, di dirle ciò che pensa e prova davvero, di raccontarle tutto e la prega di essere veramente forte stavolta, di soffrire, di provare quel dolore completamente senza l’aiuto della droga. Lui è là, pronto a prenderla, ad evitarle la caduta, a stringerla tra le sue braccia perché lei ce la farà, lei sopravviverà e andrà avanti, in qualche modo.

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Così come andrà avanti Meredith. Quella stessa Meredith che prende i suoi bambini e fugge, proprio come la madre. Che non si fa sentire, che sparisce e che porta in grembo il figlio del suo defunto marito. SI, Meredith è incinta e lo scopriamo quando ormai la gravidanza è avviata da molto. Certo, non è una sorpresa, ne un eventualità improbabile ma non è nemmeno qualcosa che riesce a sistemare tutto il casino fatto precedentemente. In ogni caso, off screen, Meredith si prende del tempo, si occupa dei suoi bambini, processa il lutto sino a quando non la vediamo ammettere ad Alex di aver visto Derek guardando la sua bambina (felicissima per il nome Ellis) appena nata e di aver trovato praticamente una ragione per andare avanti.

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E così la donna torna a Seattle, torna nella sua casa, con Amelia, torna dai suoi amici, dai suoi colleghi torna nel suo ospedale, dove tutti la supporteranno e aiuteranno. Torna nella sua vecchia vita e smette di fuggire perché sa di poter andare avanti ora, sa in qualche modo di poter superare quello che le è successo (io non ce l’avrei proprio fatta, tanto di cappello) e nel finale la vediamo infilarsi la “cuffia” di suo marito ed entrare in sala operatoria pronta a tornare al lavoro.

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ECCO. Questo è diciamo tutto quello che è successo in questo episodio e di quello che mi aspettavo forse son successe due o tre cose. Cosa avrei preferito? Forse una semplice puntata da 40 minuti ma completamente dedicata a Derek, ad una diversa reazione di Meredith, una forse più simile a quella del finale della sesta stagione. Mi aspettavo che tutto ruotasse intorno a lui e non che facesse da sfondo e contorno per le reazioni degli altri diluite nel corso di 9 mesi. Mi aspettavo qualcosa che non ho avuto e non avrò mai e di questo son sinceramente dispiaciuta, perché per Derek pretendevo qualcosa di più. E non vi so nemmeno ben spiegare cosa, ho semplicemente quella sorta di insoddisfazione che si prova quando veniamo delusi da qualcosa, per non si sa esattamente quale ragione.

Dopo una simile morte, dopo tutto ciò che è successo, mi aspettavo semplicemente di più, mi aspettavo che Shonda ci mettesse il suo zampino e riuscisse in qualche modo ad accompagnarci fuori da questo lutto o per lo meno all’inizio dell’uscita. Volevo un addio alla Mark o alla Cristina, lo PRETENDEVO, per lo meno se lo MERITAVA e invece non l’ho avuto io e soprattutto non lo ha avuto lui. E questo secondo me è stato un errore pesante. Avrebbero dovuto gestire meglio il tutto, prendersela più con calma, magari tenersi una puntata del genere per la prossima settimana in modo da non farlo sembrare quasi affrettato.

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Ma Derek è morto, citando Meredith. Derek ci ha veramente lasciati e non lo vedremo più (flashback a parte) per cui mi sento in dovere di ritagliarmi un piccolo spazietto e dargli il mio personale addio. Niente di troppo elaborato si intende. Solo un pensiero veloce. Perché voglio esprimere anche io quello che provo di fronte a questa morte come molti altri personaggi hanno avuto modo di fare, anche se brevemente, in questo episodio

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Perché voglio dare l’addio ad un grande medico, un grande neurochirurgo, uno dei più brillanti e sicuramente con un grande ego che si siano mai visti. Un grande chirurgo ma anche un grande uomo, un essere umano, con i propri limiti, in grado di commettere degli errori ma anche di emozionarci, di portare avanti una delle storie d’amore più belle che io abbia visto, di regalarci con la sua storia alcune citazioni e frasi e scene indimenticabili. Lo voglio ringraziare per quello che ha fatto in questi 11 anni così come lo voglio rimproverare per alcune sue decisioni o alcuni suoi comportamenti. Vorrei urlargli contro di tornare indietro, di non lasciarci così, di farsi velatamente insultare in qualche altra recensione o di riconquistarsi la mia fiducia, ma non posso. Posso solo affermare che non verrà mai dimenticato. DA NESSUNO.

Perché lui non è il SOLE ma è Derek Shepherd, e nel bene e nel male resterà sempre nei nostri ricordi, nella storia di questo telefilm e nei nostri cuori. E nei cuori di tutti i personaggi che lo hanno incrociato.

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GRAZIE DI TUTTO DEREK E ADDIO.

 

Voi invece avete un parere differente dal mio per quanto riguarda questo episodio? Vi è piaciuto? Avete elaborato il lutto? Fatemelo sapere qui sotto!

Vi lascio come al solito con le pagine:

E con il promo del prossimo episodio.

 

Claw
Nata nel non troppo lontano 1994 si dimostra subito particolarmente affine ai programmi televisivi cominciando la sua vita da divoratrice pomeridiana e seriale di cartoni sino a scoprire il mondo delle serie tv. La memoria non è proprio il suo forte, il suo primo ricordo risale ad una notte passata in compagnia di tre bellissime streghe indaffarate ad eliminare il demone di turno. Fu amore a prima vista, e da Streghe si passò velocemente a Smallville e Buffy per poi venir letteralmente catapultata nel meraviglioso regno dei Telefilm! "Questa è l'ultima serie che comincio!" è la sua citazione più frequente anche se affascinata da qualsiasi cosa in cui si imbatte, non importa di che genere, si ritrova costantemente a doversi districare tra mille show e finisce con l'innamorarsi follemente di personaggi che solitamente non si ritagliano molto spazio o son destinati a far brutte fini! Alcune delle serie nella sua lista sono: Once Upon a Time, Doctor Who, NCIS Los Angeles, Grey's Anatomy, New Girl, The Vampire Diaries, Arrow, Revenge, Castle e tanti altri che vi risparmio per salvarvi da un elenco esageratamente lungo. Ossessiva compulsiva, dalla lacrima facile e dalla risata isterica ama criticare e commentare qualsiasi cosa la colpisca, solitamente senza alcuna ragione!

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1 COMMENT

  1. Quoto tutto parola per parola!!!! Mi aspettavo anche io una puntata di tutt’altro spessore… insomma se ne è andato uno dei personaggi colonna della serie e mi è sembrato non gli abbiano dato il giusto commiato… delusa davvero….Shonda fail questo giro…

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