Grey’s Anatomy | Recensione 10×22 – We Are Never Ever Getting Back Together

Nove anni di Grey’s Anatomy, dieci stagioni, più di duecento episodi e per tutto questo tempo ho avuto sentimenti contrastanti nei confronti della nostra Shonda.

Durante questa puntata, però, non ho potuto far altro che inchinarmi e complimentarmi con la creatrice di questo show per averci mostrato il grande, meraviglioso futuro che attende la dottoressa Yang e per aver TAYLORSWIFTIZZATO Burke con il titolo di questo episodio: We Are Never Ever Getting Back Together.

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Ma dov’eravamo rimasti? Promesse di matrimonio di Buke, Il matrimonio di Burke e Cristina e Cristina parla ad Owen di Burke

Sono passati sette anni dal non-matrimonio fra Cristina e Burke e, inaspettatamente, Cristina lo incontra ad un convegno di medici a Zurigo, organizzato proprio da lui. Assolutamente d’effetto è stata l’entrata in scena di Burke. Appena Cristina ha sentito la sua voce qualcosa è scattato dentro di lei e ha subito capito che si trattava dell’uomo che l’aveva lasciata all’altare, l’uomo che l’aveva derubata di una parte di sé. Tornare a parlare dopo essersi lasciati in quel modo non dev’essere una cosa facile, nemmeno dopo così tanto tempo, ma questo “passaggio” è stato gestito con delle ottime battute tragicomiche che ci hanno ricordato QUANTO questi personaggi fossero legati, quanto si conoscessero.

Burke sapeva che Cristina non avrebbe mai accettato un invito da parte sua, sapeva che avrebbe avuto bisogno di Meredith, sapeva che la sua ricerca l’avrebbe affascinata, sapeva che Cristina non avrebbe mai voluto lavorare per lui.

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Il loro momento in sala operatoria è stato straordinario: è stato come un appuntamento con una vecchia fiamma al lume di candela, solo che ad illuminare la stanza/sala operatoria non era una candela, bensì un ologramma di un cuore ideato da Burke, un progetto che potrebbe cambiare il mondo della medicina. Davvero azzeccata anche la scelta della canzone che accompagna quest’intensa scena. Una “Like a virgin” arrangiata differentemente che, in un primo momento, sembra essere una canzone completamente sbagliata, ma che invece esprime perfettamente la magia di quel momento, di quello che provava Cristina: per la dottoressa Yang, infatti, si tratta di una “nuova prima volta” nella chirurgia, la prima volta in cui capisce che il suo prossimo progetto – stampare un cuore funzionante – può diventare realtà, la prima volta in cui vede e comprende la ricerca di Burke e tutte le possibilità che quella ricerca potrebbe darle.

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Ma come “abbassarsi” a dire “SI” al proprio ex?! Perché mai avrebbe dovuto lavorare ancora per lui?!

Cristina, come il pubblico del resto, pensa che ci sia sotto uno stratagemma, qualcosa che possa convincerla a farla tornare con lui; ma non è così. Burke risolve un enigma per volta rivelando prima di avere una moglie e due figli che ama molto e poi rivelando che è proprio per loro che non vuole che Cristina lavori per lui, vuole che Cristina sia lui. «So che tu sei diventata un chirurgo magnifico, sei diventata tutto ciò che io ho sognato diventassi». Burke sa che Cristina è l’unica persona che potrebbe dare al suo ospedale quello che darebbe lui, lei è l’unica che farebbe quello che farebbe lui. Cristina e Burke erano una squadra imbattibile sul lavoro, il lavoro era sopra ogni cosa per loro, erano due valvole di uno stesso cuore e si armonizzavano perfettamente. E’ per questo che per loro non avrebbe mai funzionato nella vita reale (o almeno questo è quello che vogliono credere e farci credere) ed è lo stesso Burke a spiegarcelo dicendo che quando incontri qualcuno che ha una passione per la chirurgia così intensa come ce l’hanno loro avresti bisogno di qualcuno che tenesse viva la passione anche a casa , e quel qualcuno per Burke è sua moglie Edra. Ma è lo stesso Burke a dirci anche che il modo in cui amava Cristina era un amore che lo consumava, che bruciava la sua anima; un sentimento che potrebbe riaffiorare se tornassero a lavorare insieme. Ho interpretato questa svolta come la chiusura di un cerchio. Burke ci spiega il vero motivo per cui ha lasciato la donna che amava all’altare: sebbene l’amasse non avrebbe mai potuto cambiarla, farla diventare una moglie; non avrebbe mai potuto cambiare una persona che in fondo era come lui, perché neanche lui l’avrebbe fatto. Ora lui, sette anni dopo, si trova a dover cambiare perché ha scelto la vita che credeva fosse giusta per lui, perciò offre a Cristina ciò che lui non può più avere: un ospedale dove poter essere un dio cardiochirurgo.

Straziante la scena finale dell’episodio: a Meredith basta uno sguardo per capire, che la sua twisted sister, sua sorella, la sua famiglia, la compagna della sua anima se ne sta andando e che non tornerà per molto tempo. E con la consapevolezza di Mer arriva anche quella di noi spettatori.

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Ancora stento a credere che tra due episodi diremo addio ad uno dei personaggi che hanno fatto la storia di questo telefilm, un personaggio che ha dato tanto, un personaggio indimenticabile. Ho trovato perfetta quest’uscita per Cristina: quello che le ha offerto Burke è molto, molto di più di un premio; è l’inizio del percorso che la farà ricordare nella storia della medicina.

A Seattle invece… Derek opera con sua sorella Amelia due sorelle gemelle che, come le nostre twisted sister, si accingono a separarsi. Mi sono piaciuti molto tutti i momenti fra i fratelli Sheperd e spero proprio che il personaggio di Amelia NON faccia ritorno a L.A.

Bellissima la scena finale (al contrario delle precedenti) in cui i Japril fanno pace; finalmente Jackson è tornato in sé e si è dimostrato più ragionevole. Nonostante sia stato bello il modo in cui April ha difeso il marito davanti a Richard, non mi è piaciuto Jackson perché mi è sembrato un bambino cocciuto che aveva bisogno di essere difeso da qualcuno.

Un bel momento è stato anche quello fra Richard e Meredith: sono la cosa più vicina ad un rapporto adulto fra genitore e figlio ed è bello vedere come questo legame si sia rafforzato sempre di più.

Jo mi ha ricordato la Jo dell’inizio nona stagione, quella che combinava sempre disastri e perciò non l’ho particolarmente apprezzata.

La scena in cui Callie dice di voler chiamare suo figlio AGAMENNONE è stata una cosa fantastica!

Puntata splendida che ci apre alla chiusura della storia di Cristina con un finale circolare davvero sorprendente. Molto alta è stata anche la recitazione di Sandra Oh e Isaiah Washington che hanno dominato le scene dell’intero episodio. Voto: 9

Come ogni  settimana, vi invito a visitare queste meravigliose pagine dedicate al nostro medical drama preferito, dove potrete  trovare immagini, video e notizie riguardanti lo show: –Meredith & Derek<3 Grey’s Anatomy Italia <3I pensieri di Meredith e non solo puntata per puntata

Vi lascio con il promo della prossima, attesissima puntata!

http://www.youtube.com/watch?v=CKxuTwq9q-4

Julia
Linguist, writer, reader, filmgoer and totally addicted to telefilm. Studia lingue, le ha sempre studiate e sempre le studierà. Fin dalle elementari ha sempre e solo avuto in testa l'inglese, ora sa anche francese, spagnolo, russo e tedesco, ma se avesse tempo imparerebbe tutte le lingue del mondo. La sua vita da strega.. Ehm cioè filmica e telefilmica è cominciata con Hocus Pocus, poi con Charmed ed infine con Harry Potter (sì, è fermamente convinta che il mancato arrivo della sua lettera sia stato solo una svista del sistema postale italiano – qui girano solo gufi ubriachi- ù.ù ). Non essendo stata convocata a Hogwarts ha passato l'adolescenza prima a Capeside con Dawson e la sua compagnia, poi a Stars Hollow dalla famiglia Gilmore ed infine ha deciso di frequentare i “quartieri alti” di Orange County in compagnia di Ryan, Seth, Summer e Marissa e dell'Upper East Side cercando di scoprire chi fosse Gossip Girl. Per guarire la sua dipendenza da quella gioventù ricca; è andata a farsi curare al Seattle Grace Hospital, luogo dove fa ritorno ogni anno anche se Shonda cerca di ucciderla. Deve confessare, però, che gironzolando per Mystic Falls e per Beacon Hills ormai è abituata a rischiare la vita. Nel tempo libero legge, legge, legge e scrive, scrive, scrive. Sogno nel cassetto: vivere a New York e scrivere sul cinema. Piano B: piazzarsi davanti agli studios di Los Angeles e, in qualche modo, farsi assumere. Motto: A volte possiamo far avverare i sogni. Non succede spesso, ma quando possiamo dobbiamo farlo.

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3 COMMENTS

  1. condivido tutto =) bellissima puntata, ma in generale questa stagione mi ricorda spesso le passate stagioni, con personaggi più profondi e che ormai ho imparato a conoscere e amare! complimenti per la recensione 😉

  2. condivido tutto solo su Jackson, credo che le cose a Webber come gliele ha dette April lui non sarebbe stato capace per come ha sempre vissuto il rapporto Webber-Catherine

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