Grey’s Anatomy | I piani alti parlano della fine del flirt tra due personaggi

Quasi due settimane fa, Grey’s Anatomy ha suonato il canto del cigno della storia d’amore tra questi due personaggi, le cause del decesso? Ancora poco chiare. Ma perché la serie drammatica di ABC ha lasciato Martin Henderson e chiuso la sua storia con il personaggio principale interpretato da Ellen Pompeo, proprio quando il pubblico sembrava iniziare a tifare per loro?
“Ci sono moltissimi fattori che influiscono su decisioni simili,” ha spiegato la co-showrunner Krista Vernoff, alla serata tenutasi a Los Angeles in occasione del trecentesimo episodio della serie. “Ciò che posso dire è che mi è piaciuto molto il modo in cui abbiamo raccontato quella storia. Mi è piaciuto il triangolo (Meredith, Nathan e Megan) con due donne che si supportano e non cercano di pugnalarsi alle spalle. Facevano il tifo l’una per l’altra.”
Vernoff ha poi aggiunto, “Meredith ha un talento incredibile, questo posso affermarlo con certezza”.
Shonda Rhimes, creatrice della serie è stata altrettanto elusiva al riguardo. “Meredith è un personaggio molto complesso che ha visto l’amore della sua vita morire,” ha detto. “Non credo stia cercando una storia d’amore epica. Credo arriverà quando meno se l’aspetta, ma non credo sia una cosa che sta cercando. E quindi appoggio l’idea che una donna dovrebbe cercare altro. Più che altro qualcosa per se stessa e non cercare di adattarsi ad un uomo.”
Secondo Vernoff, quel “qualcosa d’altro” citato dalla Rhimes, è il lavoro. “Ora come ora, Meredith è un supereroe in camice”, ha detto. “Abbiamo iniziato la stagione e io mi sono messa a parlare con Ellen e le ho detto, ‘Che storie vuoi raccontare?’ e lei ha risposto, ‘Ci sono così tante ragazzine che si avvicinano a me per dirmi che sono diventate dottoresse perché ispirate da Meredith, quindi penso che lei sia diventata una sorta di supereroe. Voglio vedere questo’. E quindi sto scrivendo questo e mi piace. Mi piace la consapevolezza di Meredith e la sua intelligenza e il suo successo nonostante i continui drammi.
“Mi chiedi se vedo felicità nel suo futuro? Penso di sì,” ha continuato Vernoff. “Ma non credo ne abbia bisogno. Credo sia arrivata ad un punto nella sua vita in cui gli amici, la famiglia e la carriera le bastano.”

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Valentina, classe 1991. Da piccola il suo appuntamento quasi-fisso era con Young Hercules e Xena L’addiction però è arrivata più avanti, con Lost. Ricorda un momento preciso, come un colpo di fulmine: accende la tv e appare un gruppo di persone a lei ancora sconosciute, una ragazza bionda prende la mano di un ragazzo e poi un’asiatica esclama: “Boat, Boat!”. Ecco, quello è stato IL Momento. Dopo aver recuperato telefilm che le erano inspiegabilmente sfuggiti (Buffy in primis) inizia a guardare un numero sempre crescente di serie tv, vecchie e nuove, (tanto i network “risolvono il problema" facendo stragi e cancellandone una buona percentuale) e ad affezionarsi, sempre e comunque, a quei personaggi destinati a tirare le cuoia nei modi più assurdi e dolorosi. Per ora fa la spola tra Gotham City e l’Enchanted Forest, tra il Seattle Grace e Central City, tra Baltimora e il salotto di Freddie e Stuart… Ma è sempre alla ricerca di nuove destinazioni.

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