Graceland | Recensione 2×04 – Magic Number

Gli esami sono finiti e io sono una persona libera. In ritardo terrificante per questa recensione, ma almeno libera e felice. Dunque, non perdiamo altro tempo, e saltiamo subito nella 2×04 di Graceland, «Magic Number».

Prima di tutto, distinguiamo bene tra le storyline dell’episodio: Paul e Charlie sono ancora impegnati e preoccupati per Kelly Badillo, e decidono di mettere in piedi una frode per farle ottenere i soldi dell’assicurazione sulla vita del marito; la testa di Paige é occupata dalle Tinker Bell, e Mike le dà il permesso per condurre un’indagine a parte, mentre lui e Jakes si occupano del famoso bus 118. Infine, Johnny é sempre più invischiato con quel pazzo furibondo di Carlito Solano.

Ho da dire solo una cosa. Il tutto si sta facendo sempre più complicato ed é palese che i personaggi stiano davvero perdendo la testa, compiendo scelte che non sempre sono le migliori. Prima fra tutti Charlie, che dopo essere venuta a sapere dei problemi economici di Kelly Badillo e del rifiuto dell’FBI a versarle i soldi che le sono dovuti dopo la morte di Juan decide di mettere in piedi un’operazione di copertura per pagarla. Tra tutti, Charlie é la vittima. Si sente tormentata da questo senso di colpa che non riesce a scacciare, e si mette personalmente a rischio pur di riuscire ad aiutare Kelly in qualche modo – quando verrà a sapere di Briggs sarà devastata. Devastata e incazzata. E a proposito di Briggs, per quanto apprezzi il modo in cui sta cercando di aiutare – perché tutto si può dire di Briggs, ma non che non abbia un cuore grosso come un armadio e si preoccupi davvero delle persone che li stanno attorno – ogni volta che compariva sullo schermo non riuscivo a trattenermi dall’urlargli contro. Con che faccia tosta si avvicina a Kelly, e a Charlie, e a tutti gli altri? E non solo per la storia di Juan, no, c’é ancora tutta la faccenda di Odin Rossi, sulla quale nessuno ci ha degnato di una minima spiegazione. Quando questo casino verrà a galla, perché ovviamente verrà a galla, non può restare sepolto per sempre, allora temo per il futuro di Graceland. Sarà senza dubbio un turning point fondamentale di tutto lo show, non solo della stagione – ammesso e non concesso che lo facciano già in questa stagione, ovviamente.

On a side note, applausi alla chimica incredibile che c’é tra Daniel Sunjata e Vanessa Ferlito, perché insieme sullo schermo sono favolosi.

 
 
(“We’re in this together. Every Bonnie needs a Clyde.“)

Ora, Paige. Paige é il mio personaggio preferito e sta per entrare nel mio olimpo delle «migliori donne nei telefilm di sempre». Questo episodio ha mostrato come non solo sta cercando in tutti i modi di mantenere la promessa fatta a Lina la scorsa settimana, ma anche come si impegni a smantellare questa rete di traffico umano – e il suo disgusto porta in luce un argomento che forse non viene sempre trattato in televisione. Tra tutti i momenti della puntata, quelli con Paige sono stati senza dubbio i migliori: non solo é un agente estremamente capace nel suo lavoro, ma é compassionevole e attenta ai bisogni degli altri. Senza contare che sono incredibilmente contenta di come gli scrittori le stiano dando sempre più profondità e spazio, senza cadere nella trappola del renderla un semplice interesse amoroso del protagonista.

Speaking of which, la loro relazione mi illumina la giornata. Entrambi hanno due personalità forti e spero che nessuno dovrà retrocedere per lasciare spazio all’altro, ma quello che apprezzo di più é il modo in cui, quando sono insieme, non devono preoccuparsi delle infinite maschere che indossano ogni giorno. L’esempio su Mike é lampante: quando é tornato da DC, all’inizio di questa seconda stagione, era decisamente diverso dal Levi che conoscevamo. Ma quando é con Paige si riaffaccia il Warren della prima stagione.

Parlando di Mike inevitabilmente bisogna fare un richiamo a Jessica, ancora a DC ma in arrivo a Graceland nella prossima puntata. Dunque, a me lei non piace. Sarà che si mette nel mezzo di Paige, sarà che mi dà l’idea di non essere esattamente affidabile, sarà che il trailer mi ha particolarmente indisposta perché se c’é una cosa che odio é il tradimento, nei telefilm come nella vita reale. Spero che la sua influenza non sia eccessiva, su Mike. Abbiamo visto che DC l’ha cambiato, l’ha reso più maturo, forse più cinico, sicuramente più freddo, ma credo che nel momento cruciale si ricorderà a chi deve davvero la sua lealtà.

E nel caso volesse sapere subito la risposta a quella domanda implicita, dove sta la lealtà di Mike, é presto detto: con i suoi compagni. Con Jakes. Oh, Jakes. La sua storyline é probabilmente la più profonda, la più grave. E spero che lavorare alla linea di bus, oltre ad aiutare il caso, gli serva per superare il baratro in cui sta sprofondando – il suo datore di lavoro sarà anche invischiato col cartello Solano, ma é un ex-alcolista che, sono sicura, gli servirà da esempio. Siamo tutti con te, Jakes.

    
 
(You can do this, Jakes.)

E infine, Johnny. Johnny che sta giocando un gioco pericoloso, perché Carlito Solano é un pazzo furibondo. Premesso che non credo morirà, come invece sembra farci credere il promo, mi sento di fare un commento su come si é comportato in questa puntata. E sì, sarà noiosa e ripetitiva, ma ci sono cose che proprio non sopporto. Ora, capisco che nella situazione in cui si trovava era di estremo pericolo, ma il modo in cui Johnny é rimasto a guardare mentre Solano drogava le due ragazze per «divertirsi un po’». La droga le priva del consenso, e la linea tra sesso e stupro si fa pericolosamente sfocata. E quindi é terribilmente OOC per Johnny restarsene lì seduto a guardare, senza intervenire. Del resto il conflitto che stava vivendo era palese, e spero che nelle prossime puntate cerchi di fare ammenda per questa sua mancanza.

 
 
(You’re a sick bastard and you need to get some therapy.)

Vi lascio col promo per il prossimo episodio, dal titolo vagamente impronunciabile, «H-a-Double-P-Y», e ci vediamo presto!

https://www.youtube.com/watch?v=TFTuuX4FOjQ

barricadeusehttp://rigelsenshis.tumblr.com
Also known as Benedetta o B(ee), ventun'anni, Serpeverde, Targaryen, Avenger, torinese per studio (ma attualmente chambérina per Erasmus) con la testa dall’altra parte dell’Oceano e troppo anglofila per il suo bene. Il sogno è quello di essere una sceneggiatrice-barra-giornalista cinematografica-barra-scrittrice, ma in realtà le cose da sapere su di lei sono giusto quattro: stelle & spazio, draghi, cinema & serie tv e femminismo. Oh, è che il suo patronus è un Charizard. Because mother of dragons, duh!

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