Gotham | Joker non è una singola persona, è “un’ideologia”. Parola del boss

Gotham Jerome V

Spoiler, leggete solo se avete visto l’episodio di lunedì di Gotham, The Last Laugh.

Quando Gotham ha presentato per la prima volta Jerome Valeska nella prima stagione, i fan hanno da subito iniziato a pensare che potesse perfino diventare lui Joker. E, prima della fine dell’episodio, Jerome non solo aveva commesso un omicidio, ma aveva anche fatto una risata particolare, una di quelle che instillano la paura nei cuori di tutti noi.

Salto avanti. Siamo nella seconda stagione e il Jerome di Cameron Monaghan è diventato un cattivo fatto e finito, è sempre più facile vedere in lui l’iconico nemico di Batman. Ma, dopo soli tre episodi dall’inizio della stagione, l’hanno semplicemente ucciso. E non è tutto, visto che l’episodio è finito con vari cittadini di Gotham che ridevano come Joker. Ma cosa significa allora tutto questo?

Non ne siamo del tutto certi, ma quando abbiamo parlato, prima che la stagione iniziasse, al Fall TV Preview mega-issue con il produttore esecutivo Danny Cannon, lui ha espresso le sue idee sul personaggio di Joker. Idee che ora hanno acquistato un senso.

“Ciò che fa di Joker il cattivo per antonomasia nella storia dei fumetti è il fatto che sia guidato da questo bisogno irrefrenabile di creare scompiglio,” ha detto Cannon. “Ognuno di noi ha questi controllori nel cervello che ci spingono a comportarci bene. Nel momento in cui questi falliscono, iniziamo a drogarci e a dare dei pazzi agli altri. Ma la cosa migliore di Joker è che lui non ha questi inibitori. Non ha limite. Non ha muri. E’ totalmente e completamente libero, ed è per questo che ci piace. Ci piace chi è del tutto libero e non ha idea di come la gente dovrebbe comportarsi.”

Ed è per questo che Cannon non crede che Joker sia solo un personaggio nel loro show. “Credo che Joker non sia tanto un’unica persona, quanto un’ideologia,” ha spiegato Cannon. “[Lui personifica] l’idea che tutti possano vivere senza paura, che tutti possano essere liberi, che tutti siano liberi dai limiti che il mondo ci impone e che non si debba vivere secondo le regole. Lui sta tra i due estremi e penso che rappresenti un’ideologia. Non penso che sia una singola persona, è un modo di vivere la vita e credo che sia quello che noi indaghiamo”.

Allora forse Gotham ha visto solo uno, il primo, dei tanti Joker? Se è così, beh, buona fortuna Gordon.

Fonte

thisperfecttime
Valentina, classe 1991. Da piccola il suo appuntamento quasi-fisso era con Young Hercules e Xena L’addiction però è arrivata più avanti, con Lost. Ricorda un momento preciso, come un colpo di fulmine: accende la tv e appare un gruppo di persone a lei ancora sconosciute, una ragazza bionda prende la mano di un ragazzo e poi un’asiatica esclama: “Boat, Boat!”. Ecco, quello è stato IL Momento. Dopo aver recuperato telefilm che le erano inspiegabilmente sfuggiti (Buffy in primis) inizia a guardare un numero sempre crescente di serie tv, vecchie e nuove, (tanto i network “risolvono il problema" facendo stragi e cancellandone una buona percentuale) e ad affezionarsi, sempre e comunque, a quei personaggi destinati a tirare le cuoia nei modi più assurdi e dolorosi. Per ora fa la spola tra Gotham City e l’Enchanted Forest, tra il Seattle Grace e Central City, tra Baltimora e il salotto di Freddie e Stuart… Ma è sempre alla ricerca di nuove destinazioni.

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