Girls | Recensione 2×07 – Video Games

Full immersion nel mondo “Jessa” ed ennesima sospensione della trama orizzontale e  voi vi chiederete: ”Quale trama?”.

Io sto cercando di identificarla in vista di un possibile sunto, sensato, prima della conclusione della serie. Vane speranze, lo so.

 

Campagna New Yorkese, un padre con l’accento molto british, una matrigna hippie e una fratellastro con il lupetto. La pseudo famiglia di Jessa parla e vive come lei. Hanna accompagna l’amica, forse alla ricerca di tranquillità (?) vista la depressione divorante post rottura con Thomas John, a fare visita ai suoi.

Lo stereotipo del padre seriale, che costruisce famiglie e poi le smolla e della figlia abbandonata, che si intossica per attirare l’attenzione o sopperire alla mancanza, già l’avevamo visto e sinceramente avrei preferito non vederlo di nuovo. Per quanto lo sforzo sia quello di indagare in Jessa dandole una carica emotiva più forte, come personaggio, io la preferivo nella prima stagione, assolutamente libertina e menefreghista, così incosciente da arrivare a sposare uno sconosciuto.

In questa veste, un po’ schizofrenica viste le premesse, di donna triste perché abbandonata dal marito e di adolescente ferita da un padre anaffettivo Jessa perde molta della sua forza e del suo spirito trasformandosi in un personaggio piatto e abbastanza prevedibile, prevedibile come il gesto che compie alla fine, di scappare e abbandonare Hanna. Mossa astuta della Dunham (concediamoglielo) per togliersi di torno un personaggio ultimamente inutile (un po’ come questa puntata, no?) e per liberare l’attrice (incinta se non sbaglio).

Per quanto riguarda Hanna, sarebbe potuta esserci come non esserci per l’importanza che riveste in questo episodio. Designata come il cuscinetto della situazione tra Jessa e la matrigna in realtà finisce per farsi il fratellino diciottenne di Jessa ferendolo e tornando poi a casa assolutamente indifferente, impermeabile a quello che è successo. Anche la chiamata fatta ai suoi genitori, per ringraziarli di quello che le hanno dato lascia un po’ il tempo che trova vista la reazione della madre, sicura che la figlia voglia qualcosa e non semplicemente ringraziarli. Il ricordo che avevo della madre di Hanna era molto diverso da quello mostrato in queste ultime immagini.

Puntata triste ma non commovente, ben diretta ma non coinvolgente, belle ambientazioni ma storia inconsistente che prosegue un po’ a singhiozzi. Dopo la bella puntata Boys mi aspettavo qualcosina di più e come al solito sono stata ingannata dal previuosly che mi ha fatto sperare nella continuazione delle avventure new yorkesi di tutto il gruppo. Sinceramente sono un po’ stufa di seguire Hanna nelle sue peregrinazioni interiori.

Si vedrà.

 

Per la serie canzoni da aggiungere nella playlist la canzone finale (stupenda) è di Aimee Mann – How Am I different (ascolta in loop in questi giorni )

 

Paperajack

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