Gilmore Girls: 20 dopo ne parliamo ancora

Lunedì 5 ottobre Gilmore Girls ha compiuto 20 anni. Ebbene sì, 20. Alexis Bledel ed io avevamo 16 anni: una carriera da liceali, sogni per il futuro (i miei più modesti dei suoi), il poster dell’idolo musicale alle pareti. Insomma, 20 anni.

In occasione del revival nel 2016, abbiamo dedicato una serie di articoli celebrativi alla serie tv (qui, qui, qui, qui, qui) ma credo sia proprio il caso di dire che si potrebbe non smettere mai di trovare nuovi argomenti di cui discutere quando si inizia a parlare di Una mamma per Amica.

Ed è proprio da qui che vorrei partire. Il titolo italiano ha fatto perdere interamente una parte della storia della serie tv: Gilmore Girls è la storia di 3 donne, tre generazioni di Gilmore, e del loro rapporto.

È stato quindi riduttivo concentrare l’attenzione solo sul rapporto fra Lorelai e Rory perché cruciali sono state le dinamiche fra Lorelai e Emily e fra quest’ultima e la nipote.

Come scrivevano attentamente le mie colleghe in uno degli articoli su citati, sono loro tre ad essere le protagoniste e ad ogni nuovo rewatch si scorgono nuovi particolari del rapporto che le legava.

Una delle mie scene preferite è “La lite più lunga di sempre”

Nonostante i dissapori, i dispetti, i numerosi tradimenti e fraintendimenti, eccoli lì, seduti intorno ad un tavolo o in salotto, che si parlano, litigano, si spiegano ed alla fine riconciliano.

Tre rapporti diversi, tre donne che hanno commesso errori e che cercano di porre rimedio a quegli errori, salvo commetterne di analoghi.

Ho sempre trovato affascinante il modo in cui hanno saputo scrivere il personaggio della madre Lorelai, ponendola in costante contrasto con la madre Emily: scelte diverse, dialogo costante, apparente libertà.

Ma a ben guardare entrambe le madri commettono gli stessi errori e questo emerge prepotentemente nelle 3 stagioni centrali per il personaggio di Rory.

Nella quarta stagione, Rory (dopo il diploma, l’ingresso a Yale e la perdita senza spiegazioni di Jess) è confusa; nella quinta pensa di aver trovato uno scopo, ma i suoi sogni vengono distrutti da Mitchum Hunzberger; nella sesta si lascia trascinare dalla marea abbastanza da ricominciare grazie anche all’intervento di uno dei personaggi che l’ha sempre vista per come era, senza ipocrisie.

La mia idea è che attraverso una sorta di manipolazione inconsapevole, Rory sia stata costretta per anni a reprimere se stessa per aderire a quell’ideale di brava ragazza e studentessa che tutti volevano per lei. E che Lorelai avesse così tanta premura di allontanare la figlia dal mondo dei Gilmore che abbia finito per riversare su di lei aspettative e pregiudizi figli della sua faticosa esperienza, condizionandone le scelte.

La madre si aspettava che la figlia realizzasse il sogno di andare ad Harvard (sogno di Rory o di Lorelai che la figlia ha fatto suo?), i nonni vedevano in lei le speranze che avevano perso con la figlia, Stars Hollow la vedeva come una stella: brava, bella, intelligente, buona. Ricordate quando imposero a Rory di fare la bella alla fiera di paese? Come tutti gli adolescenti, Rory non avrebbe voluto partecipare a qualcosa che avvertiva come ridicolo ma la condanna della cittadina le fece cambiare idea. Ricordate quando Rory semplicemente si addormentò nel fienile con Dean? La condanna fu unanime e non la ascoltarono nemmeno (“In questa casa c’è ‘Scusa, mamma’, ‘Ho fatto un casino, mamma’ ma non “Ma mamma” cit. Lorelai).

Senza dimenticare l’intera liason con Jess: il maledetto, ribelle Jess. Un altro personaggio i cui lati oscuri sono stati tutto ciò che la città (e Lorelai) vedeva, segno di un moralismo che non era privilegio delle classi agiate.

Rory è cresciuta circondata dall’ammirazione di tutti. Affamata di quell’adorazione è quindi disposta a soffocare se stessa pur di aderire a quell’ideale.

L’arrivo di Jess pone tutto in discussione perché il ragazzo inizia a vedere che in lei c’era di più di quel che mostrava. E la scomparsa del giovane Mariano unita alla partenza per Yale e il solidificarsi del rapporto con Paris (un’altro personaggio che non si fa imbambolare dalle apparenze di Rory), spingono la ragazza fuori dal suo ambiente protetto, costringendola a confrontarsi solo con se stessa e i suoi desideri e istinti. E quindi entra lentamente in crisi. Quando Mitchum Hunzberger le distrugge anche l’ultimo baluardo di certezze, Rory crolla: lascia Yale, ruba una barca, litiga con la madre e per un periodo si trasferisce dai nonni, si fa trascinare dalla corrente in attesa di non sa bene nemmeno lei cosa.

Il ritorno, seppur breve di Jess, la risveglia dal torpore e Rory inizia a riprendere in mano la sua vita. Inizia a crescere.

In tutto questo, i nonni (Emily in primis) non commettono gli errori fatti con Lorelai ma le concedono il tempo di pensare, la tengono occupata, la accolgono – forse viziandola un po’ – nella speranza che la nipote ritrovi la strada perduta. Mentre Lorelai non riesce più a parlare con la figlia, non può non giudicarla e non capisce veramente fino a che punto quella crisi sia stata innescata proprio da lei e dalle sue aspettative.

Tra l’altro, la struttura ciclica è palesemente presentata in un altro epico rapporto madre-figlia: Mrs Kim e Lane. L’avventista del settimo giorno la cui figlia nascondeva sotto le assi del pavimento vinili e libri vietati, raccontava ancora alla madre di essere buddhista nascondendole di suonare i tamburelli in un gruppo ultracristiano.

La bellezza di Gilmore Girls sta anche in questo: nel mostrarci senza troppi abbellimenti dei rapporti autentici, realistici, con genitori che sbagliano per le ragioni migliori, con esseri umani che provano a imparare dagli errori o che, al contrario, finiscono per ripeterli come in una profezia che si autoavvera.

È per questo che il revival è stato avvertito da alcuni fan come un piccolo tradimento a tante cose scritte nella serie tv.

Quando Palladino ha impostato la miniserie per Netflix ha deciso di ignorare deliberatamente tutto ciò che non aveva scritto lei. E quindi l’intera settima stagione.

Ma gli eventi dell’ultima stagione noi fan li abbiamo visti, vissuti, compresi e, in taluni casi, profondamente apprezzati.

Come è possibile che dopo 10 anni Lorelai e Luke non siano ancora sposati e che lei abbia una nuova crisi?

Dove è finita la stupenda maturazione di Logan che finisce per tradire la fidanzata con Rory? Una Rory che a sua volta tradisce un ragazzo del quale non ricorda nemmeno il nome?

Sono solo tre delle grandi domande che ho sul revival.

Io capisco che l’intenzione di Amy Sherman Palladino fosse costruire una struttura circolare in cui Logan fosse il nuovo Christopher e Rory commettesse gli stessi errori della madre con le medesime conseguenze. Ma questo non la esime dal rispettare il lavoro altrui e scrivere qualcosa che non esuli dal buono costruito in precedenza.

Revival a parte, riguardare la serie tv, specialmente da adulta, mi ha consentito di cogliere molte sfumature e dinamiche dei personaggi che da ragazzina non ero ancora in grado di comprendere. Magari ne individuavo le corrispondenze ma non avevo l’esperienza di vita adatta a capire la profonda umanità che si celava fin dall’inizio nella serie tv.

gilmore girls,

Come risultato del ventennale e della scrittura di questo articolo, ieri ho ricominciato la maratona Gilmore su Netflix. Il pilot è pieno di segnali che rimandano a quanto ho sostenuto in questo elogio alla serie tv.

Ma soprattutto riguardare la 1×01 di Una mamma per amica significa ritornare in un luogo famigliare, amato, bucolico che sembra non stancarmi mai e che non smette mai di farmi riflettere su come alcune serie tv siano state così ben scritte da lasciare un’impronta indelebile nella vita di noi telefilm addicted.

Voi cosa ricordate di più di Gilmore Girls? Quali cose nuove avete scoperto ad una nuova visione della serie tv?

The Lady and the Bandhttps://illabirintodellestorie.com/
Ha un passato da ladra insieme alle sorelle Occhi di gatto, ha difeso la Terra nel team delle guerriere Sailor e fatto magie con Terry e Maggie. Ha fornito i sigari sottobanco ad Hannibal e il suo A-Team, indagato con gli Angeli di Charlie Townsend, ha riso con la tata Francesca ed è cresciuta con i 6 Friends di NY. Ha imparato ad amare San Francisco difendendo gli innocenti con le Streghe, è stata un pivello insieme a Jd-Turk-Elliott, ha risolto crimini efferati con praticamente il 90% di poliziotti e avvocati del piccolo schermo e amato la provincia americana con Lorelai e Rory Gilmore. Avrebbe voluto che il Fabbricatorte non chiudesse mai e non ha mai smesso di immaginare Chuck e Sarah che «sedano rivoluzioni con una forchetta». Lettrice appassionata, Janeites per fede, amante delle storie sotto ogni forma fin da piccola. Segue serie poliziesche, comedy e sit-com soprattutto, uniche allergie riconosciute sono quelle allo sci-fi e all'horror.

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1 COMMENT

  1. Ciao!
    E’ molto tempo che non commento, ma quando ho visto che avevi scritto un articolo per celebrare i 20 anni (oddio! Come sentirsi vecchi in un nanosecondo) di “Gilmore Girls”, non ho potuto fare a meno di lasciare due parole. E arrivo comunque abbastanza in ritardo…
    GG è stata la serie tv della mia adolescenza e quindi avrà sempre un posticino speciale nel mio cuore. Avevo iniziato a guardarla per caso e ricordo di essermi subito lasciata catturare da Stars Hollow e dai suoi più o meno improbabili abitanti. Ecco perché quando è uscita la notizia del revival il mio hype ha raggiunto vette stellari. Peccato che ne sia venuta fuori una ciambella senza buco.
    Inutile dire che concordo pienamente con quanto hai scritto. Aggiungerei solo una riflessione più generale sull’impostazione dello show e su come oggi non se ne vedano tanti in giro strutturati in questa maniera. Mi spiego meglio. La serie presenta la storia di due (tre?) donne che per certi versi sono straordinarie e ci trascina nel vortice di una narrazione di parte che vuole farci credere che sia effettivamente così. Eppure, a un’analisi più attenta, qualcosa non torna. Lorelai è un’egocentrica patentata, sempre pronta a sputare sentenze dall’alto del suo scranno immaginario. Per non parlare della figlia che non sa nemmeno da che parte sia girata: la ragazza d’oro so-tutto-io, che ha pianificato la sua intera vita, in realtà non sa niente peggio di Jon Snow e viene risucchiata da un corso degli eventi che la conduce altrove, in ogni aspetto della sua esistenza. Trovo che sia una parabola estremamente filosofica. Per questo non condivido in toto la marea di critiche che il personaggio ha ricevuto per il revival: la storia di Rory è una specie di discesa agli inferi, ma non ce ne siamo accorti finché ASP non ce lo ha sbattuto davanti agli occhi.
    In GG il sottotesto va intuito ed è lasciato all’interpretazione dello spettatore e alla sua sensibilità. Succede anche con altri personaggi, non solo con le protagoniste.
    Prendi Jess Mariano (su cui potrei scrivere all’infinito, ma cercherò di trattenermi). Viene fatto passare per il bad boy (il più finto della storia della tv, probabilmente) senza scopo nella vita e su cui nessuno scommetterebbe mai. Invece è solo un ragazzo che viene lasciato a se stesso e che si trova ad affrontare situazioni più grandi di lui, senza il libretto delle istruzioni. Per certi versi sembra una versione maschile e più giovane di Lorelai: sarà per questo che lei lo disprezza così tanto? Tuttavia, quando è con Rory, scopriamo quanto sia brillante, appassionato e capace di gesti di incredibile tenerezza. Vive secondo un suo codice morale preciso. Tocca il fondo e si rialza da solo. Rimette insieme la sua vita e riesce anche a dare lo spunto agli altri per ricomporre la loro. Diventa un uomo straordinario, tanto che sembra assurdo come Lorelai Jr. lo ricacci sempre nella friendzone: a volte la prenderei a mazzate fortissime! Però è così che va la storia: noi sappiamo che è Jess, è sempre stato Jess e sarà Jess (per mille ragioni che vanno al di là della questione del Full Circle), ma Rory lo capirà tardi, proprio come la madre ha capito tardi che il suo “The One” era Luke. Si vede che sono 19 anni che aspetto l’endgame dei Literati, eh? Ammetto di nutrire una bruciante invidia per chi è TeamDean o TeamLogan, perché loro hanno avuto tutto.
    Inoltre GG è il trionfo dei parallelismi e del foreshadowing: dialoghi e battute che nascondo molto più di quello che mostrano e scene che ritornano in forme diverse. Lo abbiamo visto anche nel revival.
    Aaah il revival… doveva essere la grande occasione di ASP, ma l’ha sprecata per vendicarsi del fatto che le avevano strappato via lo show a un passo dalla fine. Ha fatto finta che la settima stagione non fosse mai esistita e ne ha creata una sua per farci vedere come sarebbero dovute andare davvero le cose. Peccato che non avesse senso, perché il risultato è stato che, dal nostro punto di vista, molti personaggi non si sono evoluti o addirittura hanno subito una regressione.
    Naturalmente queste riflessioni sono scaturite in un secondo momento, a mente fredda. Perché lì per lì sono stata felicissima di ritrovare le ragazze e il loro microcosmo fatto di svalvolati come Kirk e donne decise come Paris, il tutto condito dall’atmosfera sognante di Stars Hollow, con le sue luminarie fisse tutto l’anno e le bellissime decorazioni per le feste comandate.
    Gira voce di un nuovo YITL. Una parte di me spera che l’idea non si concretizzi. Tu che ne pensi?
    Grazie per l’attenzione. Alla prox…

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