Giffoni Film Festival: Meet&Greet with Matt Bomer

Sabato 19 Luglio, l’attore Matt Bomer ha partecipato al Giffoni Film Festival, e c’eravamo anche noi. Prima di parlare con la stampa e con la Giuria, l’attore protagonista di White Collar ha incontrato i fan per rispondere alle loro domande, che gli hanno dato modo di parlare dello show, della sua ultima stagione e di altri  progetti passati e futuri.

Parlando di The Normal Heart, che gli è valso la nomination agli Emmy di quest’anno, ha detto che gli è piaciuto moltissimo interpretare il ruolo di Felix, e che la perdita di peso è avvenuta in maniera abbastanza naturale, man mano che si immergeva nel ruolo; ha poi affermato che in futuro sarebbe disposto a sottoporsi a drastici cambiamenti fisici se pensasse che il progetto e il ruolo ne valgano la pena. Ha inoltre confidato di aver affittato un teatro vicino casa sua in modo da potersi esercitare tutti i giorni e che le sue scene preferite sono state le ultime che hanno girato perché ormai si era instaurato un profondo rapporto di fiducia con la sua co-star, Mark Ruffalo.

Quando gli è stato chiesto quali fossero i suoi ricordi più belli di quando era in Tru Calling, Matt ha riposto che quello è stato uno dei suoi primi ruoli e che quindi ha cercato di osservare e di imparare il più possibile da quella esperienza, che si è rivelata essere anche una delle più divertenti della sua carriera grazie alla presenza nel cast di Zach Galifianakis, con il quale ha riso tantissimo durante le riprese dello show.

Parlando invece della sua esperienza in Glee, Bomer ha affermato di  ammirare molto il lavoro che viene fatto ogni giorno sul set dello show, e tutto l’impegno che c’è dietro i  numeri di canto, ballo e recitazione, e che gli piacerebbe tornare.

Quando qualcuno gli chiede invece delle voci che sono circolate per molto tempo intorno al suo nome per la parte da protagonista nella trasposizione cinematografica di 50 Sfumature di Grigio, Matt Bomer taglia corto affermando di essersi sentito lusingato, ma di non conoscere il libro.

L’attore non si è sbilanciato molto sull’ultima stagione di White Collar, ma ha affermato che mancano due settimane di riprese, e che questi ultimi episodi saranno molto intensi e molto condensati. Ha inoltre assicurato ai fan che questa stagione finale sarà sicuramente risolutiva e sconvolgente. Inoltre ha ammesso che gli mancherà lo show perché sono stati sei anni bellissimi, e ovviamente gli mancheranno tantissimo tutti i membri del cast perché, dopo aver passato così tanto tempo insieme, sono praticamente diventati una famiglia. Rispondendo alla domanda di una fan sull’arte, ha svelato che i suoi artisti preferiti sono gli impressionisti – in particolare adora Monet – ma ha ammesso di esservi negato, talmente tanto che durante le scene in cui Neal Caffrey dipinge, i membri del cast e della crew appendevano i suoi disegni in bella vista sul set per prenderlo in giro.

Alla domanda su chi preferirebbe essere tra Neal Caffrey di White Collar e Bryce Larkin di Chuck, Matt ha risposto che vorrebbe essere entrambi e nessuno dei due, perché sono sposati con il loro lavoro, il che impedisce loro di avere una famiglia e di dedicarsi ad essa. Ha affermato però che entrambi sono stati ruoli divertenti da interpretare, perché Bryce è un tipo “d’azione”, mentre Neal cerca sempre di usare l’astuzia; dove Larkin usa la pistola, Caffrey utilizza il cervello.

Infine, parlando di progetti futuri, Matt ha dichiarato di essere in questo momento impegnato con il sequel di Magic Mike, di stare lavorando a un film d’animazione della DreamWorks in uscita del 2015 chiamato B.O.O., e che si occuperà di un documentario della HBO sui maltrattamenti dei gay in Russia. A questo proposito, l’attore ha affermato che il fatto che molti attori stiano facendo coming-out e che ci siano molti film che hanno per tema l’omosessualità, è una cosa che aiuta a far sentire meno soli chi si trova nella stessa situazione, ma crede che i personaggi rappresentati in tv o al cinema debbano essere  ben contestualizzati, ben scritti e ben recitati, che debbano essere persone e non stereotipi, perché deve essere ben chiaro che l’essere gay non è ciò che definisce una persona come essere umano.

Bonus: Qualcuno gli chiede come si sia fatto la cicatrice che ha in testa e lui risponde: “Ci sono nato”. Al che è venuto spontaneo il commento: “You’re like Harry Potter!”

Poco prima di andare via, Matt Bomer ha concluso invitando i ragazzi a cogliere il tema del festival di quest’anno: “Be Different!”

Ed ora, le testimonianze dirette di Chiara e Irene:
Dopo una lunga attesa in piedi fatta di mancanza di personal space e uso di deodoranti, finalmente entro in sala e riesco anche a sedermi abbastanza avanti. Inutile dire che il mio primo pensiero non va al fatto che sto per vedere Matt Bomer dal vivo, ma all’enorme sollievo donatomi dall’aria condizionata e dalla presenza delle sedie, che avrebbero fatto riposare le mie povere gambe. Il coordinatore del Meet&Greet, Manlio, ci ripete più volte di comportarci bene e di non fare domande troppo personali, e ovviamente si raccomanda di non provare a saltargli addosso al momento del suo ingresso in sala, perché – nel caso qualcuno non se ne sia reso conto – è anche lui un semplice essere umano. Decidiamo insieme a lui di dividerci l’annuncio del nome al momento del suo arrivo e così avviene, se non fosse che Manlio ha dovuto ripeterlo tipo 3 volte perché eravamo tutti troppo impegnati ad ammirare la bellezza dell’uomo che era appena entrato. Perché sì, nel caso qualcuno avesse ancora qualche dubbio, Matt Bomer è davvero un bellissimo uomo. Persino il marito Simon, che ci riprendeva e scattava foto di noi fan in sala, rende molto di più dal vivo.E come se non bastasse, il caro Matt non solo è talmente bello da non sembrare vero, ma è anche carinissimo, dolce , gentile e intelligente, e da quello che dice si riesce a percepire che ha dei solidi valori morali. Insomma, dopo aver visto lui, il resto del mondo non può più competere. E, tanto per aggiungere dolcezza ad altra dolcezza, vi mostro questa foto che ho trovato su Twitter, di lui che si fa aggiustare la cravatta dal marito prima di entrare. Ditemi voi se non è una delle cose più dolci che abbiate mai visto:Bs7jgVLIMAAJwtuNonostante le raccomandazioni fatte da Manlio, due ragazze riescono a strappare rispettivamente un abbraccio e un bacio all’ospite del giorno, che li dispensa senza alcuna esitazione (ma a quel punto è stato proibito ad altri di fare le stesse richieste). Ogni volta che una fan emozionata gli dice “I love you so much” (e credetemi, è successo troppe volte), lui ha sempre risposto con un dolcissimo “I love you!”, a cui seguivano reazioni del genere da parte di noialtri presenti:nmMu2Anche se dopo le prime due dichiarazioni d’amore, le reazioni hanno iniziato a diventare più un qualcosa del genere:

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Ha poi continuato a salutare i fan che si alzavano per porgli delle domande con vari “Hi!/Ciao!” e  “How are you?” o rispondendo ai complimenti dei fan con altrettanti complimenti. Alla richiesta di unaragazza di firmare un suo disegno, Matt ha acconsentito con molto piacere, per poi dirle “You’re good!” e affermando che il disegno fosse più bello di lui – non credo sia possibile, mio caro.

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A parte questi prevedibili scleri, le domande postegli nel complesso sono state abbastanza interessanti e le sue risposte ancora di più, in particolare quando queste toccavano l’argomento dell’omosessualità non solo nella vita reale, ma anche in tv o al cinema. Il M&G purtroppo è volato via in un attimo, ma è stato un piacere sentirlo parlare dei suoi progetti futuri – non vi dico dove sono arrivate le urla quando ha menzionato il sequel di Magic Mike, o lo scroscio di applausi (ai quali si è unito anche il marito) all’annuncio del documentario HBO sui maltrattamenti dei gay in Russia – così come di quelli passati. Devo dire che mi è sembrato piacevolmente sorpreso di ricevere un’accoglienza così calorosa, non credo si aspettasse di essere così amato nel nostro paese, e mi fa piacere pensare che abbiamo reso più piacevole la sua esperienza italiana.

 

Quando sono entrata nella sala dove si sarebbe tenuto il Meet&Greet, la prima cosa che ho notato è stata l’aria condizionata. Non me ne vergogno, dopo un paio d’ore schiacciata in una fila in una giornata di Luglio.

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Una volta accomodati più o meno tutti, lo speaker ha cominciato a intrattenerci mentre aspettavamo l’ospite d’onore. Poiché era fortemente indeciso sulla pronuncia del cognome ci eravamo accordati che lui avrebbe gridato “Ecco a voi Matt…” e noi avremmo dovuto rispondere “Bomer!”. Dopo qualche raccomandazione tra cui: le prime file non si alzino, non chiedete autografi né di fare foto e qualche risata ci giriamo tutti ed eccolo: lo si vede spuntare dalla porta in fondo. E quello era il segnale di cui Massimo Decimo Meridio parlava. Urla che Maria Callas se le sogna, applausi che, se l’effetto farfalla è possibile, hanno appena causato un uragano di proporzioni epiche dall’altra parte del mondo, fischi che il cane di mia cugina a Milano si è messo in viaggio verso Giffoni. Lo speaker urla la sua parte, e che ve lo dico a fare che nessuno se lo fila? Così la ripete, finalmente questa volta ottiene un barlume di risposta. Matt è sorridente e sembra anche leggermente spaventato sorpreso. Ed eccolo, che mi passa davanti questo dono di Dio, angelo sceso in Terra fantastico attore. Giusto perché siete voi, ho deciso di condividere questo momento magico:


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Raggiunto il palco senza che nessuno lo aggredisse senza essere fermato, il M&G è potuto iniziare.

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Matt è stato dolcissimo, ogni cosa che diceva faceva pensare a un cucciolo se non fosse che ha una voce troppo sexy per essere associato a un Golden retriever. La prima domanda è stata un abbraccio (regole? Chi ha parlato di regole?), lui ha risposto con un gran sorrisone: “Sure” si è alzato dalla sedia su cui si era appena accomodato, ha raggiunto la fan e si è anche lasciato dare un bacio, senza mai perdere il sorriso. Ogni volta che qualcuno prendeva la parola e gli diceva che lo amava appassionatamente, cioè sempre, lui rispondeva: “E io amo te”. Vi lascio immaginare i cori di “aaaaaaah” e “ooooooh”.

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Una fan gli ha chiesto di autografare un disegno da lei fatto, lui non ci ha pensato due volte. Le ha fatto i complimenti e ha scherzato: “È più bello di me!”. Matt, sincerante, gli esseri su questa Terra che possono essere così apostrofati si contano sulle dita di una mano. Una su tutte, una ragazza gli ha detto che era meraviglioso, lui con grande savoir-faire le ha detto: “Grazie, tu sei bellissima”.

Poi hanno dovuto raccoglierla dal pavimento. No, scherzo, sfoggiando un invidiabile autocontrollo ha solo ridacchiato per due minuti e mezzo e ringraziato prima di riuscire ad esporgli la sua domanda.

Prima di lasciarvi, avendo seguito, in un modo o nell’altro, entrambi i M&G, eccovi un piccolo confronto. Noi eravamo:

E alla seconda domanda:

E dopo una risposta dolcissima:

La giuria composta dai ragazzi dai sedici ai diciotto anni, invece:

E anche:

E poi:

Io mi aspettavo una domanda sul superuomo nietzchiano da un momento all’altro. A voi le conclusioni.

 

Poiché ci teniamo a farvi sapere tutto, ma proprio tutto ciò che Matt Bomer ha affermato al Giffoni, abbiamo seguito live il suo Meet&Greet con la giuria composta dai ragazzi dai sedici ai diciotto anni. Le domande sono state tantissime e i ragazzi  che le hanno poste erano di tutte le nazionalità, Matt è stato disponibilissimo e si è prodigato in complimenti sia per i giovani raccolti che per il Giffoni. Ma bando alle ciance, ecco cosa è stato detto:

Matt, poiché voglio diventare un’attrice, come molti presenti in questa sala, e tu sei uno dei miei attori preferiti, volevo chiederti qualche consiglio.

Beh, sicuramente mi sento di consigliarti di partecipare ad attività come quella del Giffoni. Se io avessi saputo da piccolo di una cosa del genere, certamente avrei voluto farne parte. Per il resto, sono andato al college, ho trovato un agente… ho fatto tutti quei passi che secondo me mi avrebbero portato nella giusta direzione.

Volevo discutere con te su come i rapporti sessuali sono trattati all’interno di film e serie Tv. Mi spiego: certe volte possono arricchire il film o la serie TV di cui fanno parte, altre invece possono disgustare. Tu che ne pensi?

È davvero una bella domanda. Io penso che se sono contestualizzate e hanno un significato profondo possono dar colore. Ma se sono semplicemente messe lì, senza senso, allora non sono d’accordo. Mi ricordo che mentre giravo il pilot di White Collar volevano inserire una scena in cui io facevo yoga senza maglietta, così, random. E io ho detto: “Perché? No.”

Nel film The Normal Heart il tuo personaggio, Felix Turner, dice ad un certo punto: “You can’t force the sun to come out” (non puoi forzare il sole a sorgere). Volevo chiederti qual è il tuo pensiero a riguardo. Tu davvero credi, che se una cosa non è destinata ad accadere, non importa quanto ci impegniamo, questa non accadrà?

Wow, una domanda davvero interessante. Felix pronuncia quelle parole in un momento difficile, quando non sa quanto gli rimane da vivere. Io credo che bisogna trovare un equilibrio tra il bello e il brutto della nostra vita, cercare di posizionarci sempre nel mezzo. Se ricevi una bella notizia e ti lasci coinvolgere tantissimo e vai su fin dove puoi, dopo puoi solo scendere.

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi dell’evoluzione dell’amicizia tra Neal e Peter in White Collar.

Sì, hai ragione, in effetti la loro amicizia subisce un’enorme evoluzione dalla prima stagione, anche quella con Mozzie, se ci fai caso. Io credo che Peter sia una figura autoritaria per Neal, come un fratello maggiore o un padre, da cui lui torna sempre, perché, in effetti, è l’unica relazione stabile della sua vita.

Matt, tu hai interpretato molti ruoli, come fai a mantenere la tua personalità, a distinguerti, che poi è il tema del Giffoni Film Festival quest’anno? E, come Kramer (autore dell’opera teatrale  The Normal Heart e sceneggiatore dell’omonimo film) ti ha aiutato a entrare nel personaggio?

Per quanto riguarda il tema della diversità, mi piace molto questa citazione di Oscar Wilde: “Sii te stesso, tutti gli altri sono già occupati”. Il bello della diversità, è che rende unici. Per quanto riguarda il mio rapporto con i personaggi che interpreto, molto spesso diventa simbiotico. Parte della mia personalità si trasferisce a esso, e parte della sua diventa mia. È bellissimo, ti arricchisce.

Kramer in realtà non è stato molto presente sul set. Ma c’è questo episodio che ricordo, per cui quando a Giugno i matrimoni fra persone dello stesso sesso sono stati riconosciuti anche a livello federale, per me è stato importante che fossimo tutti insieme, mentre giravamo “The Normal Heart”

 Neal è un personaggio allo stesso tempo buono e cattivo. Come ti rapporti con questo?

Il bello di Neal è proprio questo, che si trova in una zona grigia, amo interpretarlo perché il fatto che non sia né buono né cattivo lo rende realistico.

Qual è il tuo personaggio preferito tra quelli che hai interpretato?

Sono affezionato a tutti, ma devo dire Felix. Mi ha insegnato l’amore incondizionato e a prendere il meglio da quello che la vita ci pone davanti.

Come riesci a staccarti dal personaggio e cosa ti resta?

Bella domanda. Certi ti entrano nella pelle. Mi ci sono voluti quattro o cinque mesi per sentirmi pienamente me stesso dopo The Normal Heart. Per altri, invece, come quello in Magic Mike, te ne vuoi liberare in fretta, perché ti fa entrare in certi ambienti baccanali… ma poi vai a casa e hai dei figli da crescere. Comunque ho una mia piccola cerimonia, un rituale che mi aiuta ad uscire dal ruolo.

Matt poiché voglio studiare arti visive e dello spettacolo, potresti dirmi tu che college hai frequentato? E poi, qual è stato un particolare momento d’ispirazione per te, come attore?

Io ho frequentato la  Carnegie Mellon University, a Pittsburgh. Io credo che sia una delle migliori, quindi dovresti decisamente fare domanda lì. Per quanto riguarda i momenti d’ispirazione se sei fortunato, come credo di esserlo io, li ricevi tutti i giorni sia sul set, sia quando qualcuno ti si avvicina e ti dice “hai fatto un buon lavoro in quel ruolo”. Se dovessi sceglierne uno, non potrei, è impossibile. Anche dai fallimenti, comunque, è possibile trarre ispirazione, per fare meglio la prossima volta.

Qual è stata la reazione quando hai visto il primo film in cui tu interpretavi una parte?

Mi ci sono volute settimane per trovare il coraggio di guardarmi. Ero fuori di me e ipercritico. Ma adesso, è molto più facile. Voglio dire, è molto soggettivo. Molti attori importanti si guardano giornalmente altri invece mai.

Cosa fai per calarti in un ruolo? Per esempio, parli allo specchio?

No, non faccio nulla allo specchio, proprio non mi piace. Mi hanno detto che la vanità è il peggior nemico di un attore. Comunque, in generale, dipende dalla parte. Se è per un film, nel momento in cui entro nella parte cerco di rimanerci fino alla fine delle riprese, se è per una serie tv, no: sono semplicemente troppe ore. In realtà c’è questo esercizio che faccio: trovo un animale che secondo me rispecchia il ruolo che devo interpretare e ne copio le movenze, mi fa avvicinare al personaggio.

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