Game of Thrones | Recensione 6×02 – Home

Ciao a tutti e bentornati nei Sette Regni, a commentare un nuovo episodio di Game of Thrones!
In questo secondo episodio assistiamo già a un rialzo dell’asticella qualitativa… beh, c’è poco da stupirsi in fondo, d’altronde “The Red Woman” come già detto nello scorso recap era meramente un episodio introduttivo, non mi aspettavo grandi colpi di scena, e anche quella “Snow-mania” che aveva preso un po’ tutti nei mesi passati a conti fatti sarebbe stato fin troppo scontato -e anche meno soddisfacente- risolverla nell’arco della première.
Ma per quanto riguarda “Home” devo dire che sono più che soddisfatta, è davvero un “ritorno a casa” anche per noi amanti di questo show, abituati a farci trasportare nelle vicende di questi personaggi e a farci incasinare la testa da twist improvvisi quando ormai avevamo già dato per scontato che la scena fosse in via di chiusura.

Penso ad esempio alle scene a Winterfell, in cui vediamo Roose e Ramsey discutere tra loro poco prima di ricevere la notizia della nascita del piccolo Boltonino. L’abbraccio gelido tra padre e figlio, in cui quest’ultimo lancia un “I can’t wait to meet my brother” che sa fin troppo di foreshadowing, sembra voler per ora chiudere la parentesi Winterfell – in uno schema molto simile a quanto visto ad esempio nello scorso episodio, quando l’abbraccio tra Sansa e Theon nella foresta sembra concludere il minutaggio a loro dedicato e invece abbiamo ancora l’arrivo degli emissari di Ramsey prima e l’apparizione di Brienne all’attacco subito dopo. E proprio come in quell’occasione, anche qui la scena apparentemente fine a se stessa dell’annuncio del nuovo nascituro prosegue in maniera inaspettata, con Ramsey che uccide il padre a sangue freddo. Ora, mettiamo subito in chiaro una cosa, che Roose meritasse una finaccia quanto prima è fuori discussione, ma francamente non mi sarei mai aspettata questo risvolto: Ramsey ha sempre dimostrato un certo risentimento per il fatto di essere un bastardo e un desiderio quasi maniacale di essere riconosciuto dal padre come legittimo erede, cosa che era anche riuscito ad ottenere. Nella psiche deviata di questo personaggio, essere il futuro Lord Bolton era il fine ultimo, e non avevo mai avuto motivo di dubitare che in un quadro ideale l’approvazione del padre fosse una costante imprescindibile. Avevo intuito fin troppo bene che qualcosa di spiacevole sarebbe accaduto a Lady Walda e al bambino, Roose aveva espresso troppo spesso ad alta voce il desiderio che si trattasse di un maschietto, creando nel suo primogenito un senso di urgenza nel sistemare le cose a suo vantaggio, ma che il suo piano comprendesse far fuori anche quel padre di cui aveva a lungo desiderato la piena approvazione è senz’altro più di quanto avessi anticipato.
Chapeau quindi a un altro sviluppo della trama ben studiato: ricordo di aver preso un appunto mentre vedevo quella parte di episodio che recita “per ora le vicende dei Bolton non stanno aggiungendo molto alla trama generale”…ed è vero, per i primi minuti sembrava di assistere per l’ennesima volta a qualcosa di slegato da tutto il resto. Gli eventi a Winterfell al momento sono abbastanza isolati, ma quando a fine episodio mi rileggo quelle quattro parole che mi appunto di tanto in tanto durante la visione e vedo quali erano state le mie prime impressioni su una particolare scena solo pochi secondi prima di un twist, mi rendo conto di quanto spesso questa serie sappia ancora meravigliarmi, cambiando direzione di punto in bianco, in questo caso particolare ricordandoci perché tutti odiano Ramsey con un paio di crude esecuzioni (ma anche tu, Walda, perché mai tuo marito dovrebbe aspettarti nel canile del castello?) in seguito a un assassinio che creerà potenzialmente un nuovo assetto nel Nord (per quanto Roose stesso fosse una minaccia, aveva pur sempre un approccio molto più sistematico e calcolatore di quel pazzo di suo figlio, che ha già avanzato l’idea di dirigersi verso Castle Black per far fuori Jon Snow…too late, sorry! …o forse no?).

 

“Home” non è solo il titolo, ma anche un tema ricorrente nell’arco dell’episodio, con diversi personaggi che trovano in un modo o nell’altro una connessione con il loro passato, o più in generale con qualcosa che possono chiamare “casa”: abbiamo in questo senso il ritorno di Bran, grande assente della premiere (soprattutto se consideriamo che la sua storyline aveva raggiunto il termine del suo POV nei libri già sul finire della quarta stagione ed è stata quindi tenuta in stand-by per tutta la quinta), che ci trasporta con le sue visioni guidate dal Corvo a tre occhi in un flashback su Winterfell. Vediamo il giovane Ned con il fratello Benjen (e un altro ragazzo più grande che possiamo presumere essere Brandon), poco dopo Lyanna a cavallo, il giovane Hodor e la (meno) Vecchia Nan. Nel momento in cui è comparsa Lyanna e Bran ha proclamato ad alta voce quanto poco sappia di sua zia, visto che Ned non ne parlava quasi mai, ero già quasi in piedi sul divano con la certezza che, proprio come speravo, l’addestramento di Bran con il Corvo avrebbero potuto fornire delle finestre anche per noi spettatori per spiare nel passato della famiglia Stark e scoprire misteri ancora non venuti alla luce…primo fra tutti la maternità (e paternità, aggiungerei) di Jon Snow.
E così è stato, il più grande degli interrogativi mai posti dal fandom ha finalmente trovato risposta:

Ok, ironia a parte, non era esattamente quello che mi aspettavo di scoprire in questo frangente ma confesso che, sarà forse anche per il fatto che nei suoi cinque minuti on-screen Bran ha ripetuto “Sapeva parlare! Sapeva parlare!” quasi fino alla nausea, ma ora la pulce nell’orecchio un po’ me l’hanno messa: che diavolo può essere successo a Hodor per ridurlo così? E questo dettaglio avrà davvero importanza in futuro o D&D ci stanno solo prendendo per i fondelli? Che sia in qualche modo legato a qualcosa che ha scoperto, qualcosa che nessuno doveva sapere (che Eddard stesso si è portato nella tomba) e per questo motivo gli è stata “legata la lingua”? Lo scopriremo, spero, più avanti… intanto sulla parentesi di Bran posso solo dire: buon inizio ma c’è ancora da carburare, mi aspetto davvero molto dai “viaggi” del giovane Stark.

tumblr_o6jfh5RaUP1qad9zyo6_500Casa è anche il luogo in cui Theon ha deciso che è il momento di tornare: con un’ammissione totale di colpa con Sansa afferma di non meritare il perdono di nessuno di loro, neanche tramite l’escamotage di prendere il nero cosicché il suo passato venga cancellato. È un cambiamento sostanziale nel personaggio, che ha saputo farsi odiare a livelli stratosferici solo per poi portarci a empatizzare di nuovo con lui, quando lo abbiamo visto tormentato in maniera indicibile da Ramsey così tanto che, agli occhi di molti, qualsiasi colpa del passato potrebbe considerarsi quasi espiata. È significativo vederlo parlare di nuovo di sé come un essere umano, lasciare definitivamente l’identità di Reek per tornare Theon, colui che ha meritato tutto ciò che ha subito in quanto traditore della famiglia con cui è cresciuto. Di questa parentesi ho apprezzato molto anche i brevi minuti precedenti, in cui Sansa parla con Brienne e le chiede notizie di sua sorella. Mi piace molto il tipo di rapporto che pare si stia instaurando tra queste due donne così diverse, ma sul finire della scena è stato chiaro che il focus principale doveva essere Theon, per reintrodurci a Pyke: quando ho visto le Iron Island ricomparire nella mappa della sigla ho esultato internamente, pronta a vedere dove eravamo rimasti e quanto saremmo avanzati con le vicende degli Uomini di Ferro, altri protagonisti del gioco del trono finora quasi dimenticati.
In questo frangente si verifica un evento che i lettori aspettavano da diverso tempo, ovvero il compiersi della profezia di Melisandre dopo il rito di Stannis con le sanguisughe… certo, cronologicamente parlando siamo un po’ fuori tempo, visto che Stannis stesso ci ha rimesso le penne prima di vedere morto anche l’ultimo degli “usurpatori” che aveva supplicato il dio R’hllor di togliergli di torno. Balon stesso se la tira abbastanza addosso, annunciando proprio pochi secondi prima della “caduta accidentale” che quattro dei sovrani impegnati nella famosa Guerra dei Cinque Re sono già defunti.
Piccola digressione su questo punto: nei libri la morte di Balon è lasciata molto ambigua in quanto, a differenza di Renly, Robb e Joffrey, avviene “dietro le quinte”. Asha/Yara stessa esprime diverse volte dei dubbi: Balon aveva attraversato quegli scivolosi ponti sospesi durante delle tempeste innumerevoli volte, come aveva potuto perdere la presa e precipitare di sotto questa volta? L’ambiguità su questa dipartita è sempre rimasta pesante, i lettori potevano aver deciso di dare semplicemente la colpa al rito delle sanguisughe ma, così come gli altri avevano perso la vita per via di un “intermediario” perfettamente umano, era ovvio pensare che anche qui ci sarebbe stato qualcosa di più di un “intervento divino” a spingere Balon di sotto. Euron (anche se il nome non viene mai esplicitato nella scena) era il candidato più ovvio per questo compito, visto che anche nella saga fa la sua ricomparsa alle Iron Island in un momento sospettosamente vicino alla dipartita del fratello, ma devo ancora decidere se VEDERE la cosa accadere anziché continuare ad arrovellarmi il cervello sulle varie possibilità mi trovi d’accordo o meno… ma diciamo che, a prescindere dall’effetto suscitato dal mostrarci la morte di Balon in diretta, la comparsa di Crow’s Eye in questo frangente, in tutta la sua folle mania di grandezza, fa una certa figura. E ora…the Kingsmoot is coming!


 

Chiudo anche stavolta tornando alla Barriera, dove assistiamo prima allo scontro tra i seguaci di Ser Alliser Thorne e i Bruti chiamati a raccolta da Edd e poi al rito che ormai 99,9999% degli spettatori attendevano: Davos è tutti noi quando va da Melisandre e le chiede se sia o meno in grado di riportare in vita un uomo, così come aveva sentito che altri sacerdoti rossi erano in grado di fare.
La fede di Melisandre al momento vacilla, come avevamo notato anche nella scorsa puntata, e questo in parte potrebbe farci credere che il sortilegio potrebbe non andare a buon fine (tra l’altro, ricordo male io o Thoros con Dondarrion faceva molte meno cerimonie? Vabbè, passo oltre perché capisco che qui bisognava porre qualche accento in più visto che si tratta di Jon). Melisandre è ancora visibilmente sconfortata, è difficile vederla con gli stessi occhi con cui l’abbiamo vista bere del veleno e sopravvivere nella seconda stagione (credo che per gran parte del pubblico maschile sarà difficile vederla con gli stessi occhi a prescindere, dopo la trasformazione dello scorso episodio, ma anche in questo caso andiamo oltre). Durante il rito appare insicura nello sguardo, nella voce, quando infine supplica il suo dio di darle ciò che cerca di ottenere ho pensato che non ci fosse nulla da fare, che un giorno Jon Snow sarebbe tornato in vita ma che prima avremmo dovuto seguire un lungo percorso in cui Melisandre avrebbe riconquistato la propria incrollabile fede nel Dio della Luce…e invece anche in questo caso abbiamo un rovesciamento. Ripeto, Jon che apre gli occhi non è stato un colpo di scena che mi ha sconvolta, non ho mai smesso di credere che sarebbe successo, solo avevo iniziato a convincermi che il momento sarebbe stato ulteriormente rimandato e in questo senso è stata la tempistica a sorprendermi. Ora diverse domande che avevo già in sospeso dalla fine di “A Dance with Dragons” si fanno più impellenti: Jon può ancora considerarsi un Guardiano della Notte? Io faccio parte della fazione che dice di no: il voto dei Guardiani è fino alla morte, e lui tecnicamente è morto, quindi questo dovrebbe slegarlo dal suo giuramento e portarlo… in che direzione? Lascio anche a voi spazio per le speculazioni qui sotto nei commenti, fatemi sapere che ne pensate in generale di questo episodio e degli sviluppi a cui abbiamo assistito.

Solo un paio di osservazioni random:

  • Qualcosa comincia a bollire in pentola a King’s Landing: il dibattito aperto dalla Walk of Shame di Cersei su come avrebbe reagito la leonessa alla sua umiliazione, se con remissività o con rinato vigore, è ancora in sospeso visto che le vediamo ancora confinata all’interno della Fortezza Rossa, ma Franken-Cleganestein ha iniziato a mietere vittime nei bassifondi della capitale (anche se francamente iniziare da un poveraccio mezzo ubriaco solo perché stava parlando male della Regina sa un po’ di scusa per mostrarci una scena splatter una tantum più che altro…), e questo mi porta a pensare che Cersei si stia solo preparando a un nuovo attacco verso i suoi nemici.
  • A proposito di scene splatter, che trovano sempre il loro posto in GoT, in questo episodio la quota tette&nudi (mediocre nella première, con Melisandre che si denuda solo sul finale per poi raggrinzirsi) resta praticamente a zero: anche volendo generosamente considerare il cadavere di Jon a petto nudo come un minuscolo contentino per il pubblico femminile, comincio seriamente a preoccuparmi che l’omino HBO sia stato licenziato…
  • Tornando per un attimo a casa Lannister, osserviamo un interessante confronto tra Tyrion e i draghi di Dany. Confesso di aver temuto non poco per la sua sorte, per paura che volessero rimpiazzare il povero [SPOILER – non che penso che inseriranno mai questo personaggio ma, non si sa mai, teniamoci qualche sorpresa] con il nostro amato Folletto facendo finire lui arrosto nel tentativo di domare i draghi… per fortuna, i draghi sono davvero creature intelligenti come Tyrion ci fa sapere poco prima del tête-à-tête, e a quanto pare percepiscono di non avere un nemico davanti, ma un alleato che sceglie di togliere loro le catene. È stato un momento carico di tensione ma sono contenta che sia stato incluso: Tyrion ha vissuto un’infanzia di certo non semplice e creature mitologiche come i draghi hanno sempre abitato la sua fantasia, anche per l’aura di grandiosità che ispiravano. Trovarsi faccia a faccia con i sogni della sua giovinezza dev’essere senz’altro un momento significativo per lui e in un certo senso una rivalsa morale verso il disprezzo e il contegno con cui è stato nutrito per tutti quegli anni.
  • Grazie a dio anche il training di Arya senza l’uso della vista sembra giunto al termine, per un attimo ho temuto che ce lo saremmo portati avanti ancora a lungo. Non fraintendetemi, io adoro Arya, è uno dei miei personaggi preferiti e trovo la sua storyline una delle più intriganti, ma relegarla a mendicare per metà del tempo con poco o niente sviluppo orizzontale sarebbe stato un grosso spreco di minutaggio, è stato di gran lunga meglio far avanzare la storia della cecità nell’arco di non più di due episodi.

Ok, con questo concludo davvero, vi invito a scrivermi i vostri pareri qui di seguito nei commenti e, in attesa del prossimo episodio, vi lascio con il promo (“And now it begins – No, now it ends” …OMG-OMG-OMG, quello alla fine è il flashback che stavo aspettando???) e con i link a queste fantastiche pagine dedicate allo show:

Game of Thrones – Italy
Game of Thrones fans page -ITA-

Passate a mettere un like per rimanere sempre aggiornati sulle ultime novità dal set e dal cast.
Alla prossima!

https://www.youtube.com/watch?v=9iimQIOHVwU

Alehttps://allroadsleadfrom.home.blog/
Tour leader/traduttrice di giorno e telefila di notte, il suo percorso seriale parte in gioventù dai teen drama "storici" e si evolve nel tempo verso il sci-fi/fantasy/mistery, ora i suoi generi preferiti...ma la verità è che se la serie merita non si butta via niente! Sceglie in terza media la via inizialmente forse poco remunerativa, ma per lei infinitamente appagante, dello studio delle lingue e culture straniere, con una passione per quelle anglosassoni e una curiosità infinita più in generale per tutto quello che non è "casa". Adora viaggiare, se vincesse un milione di euro sarebbe già sulla porta con lo zaino in spalla (ma intanto, anche per aggirare l'ostacolo denaro, aspetta fiduciosa che passi il Dottore a offrirle un giretto sul Tardis). Il sogno nel cassetto è il coast-to-coast degli Stati Uniti [check, in versione ridotta] e mangiare tacchino il giorno del Ringraziamento [working on it...]. Tendente al logorroico, va forte con le opinioni non richieste, per questo si butta nell'allegro mondo delle recensioni. Fa parte dello schieramento dei fan di Lost che non hanno completamente smadonnato dopo il finale, si dispera ancora all'idea che serie come Pushing Daisies e Veronica Mars siano state cancellate ma si consola pensando che nell'universo rosso di Fringe sono arrivate entrambe alla decima stagione.

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6 COMMENTS

  1. Tyrion ha chiaramente sangue Targaryen nelle vene, i draghi lo sentono e quindi l’hanno risparmiato. Il che lascia dubbi su chi sia davvero suo padre… che sia nato dalla fu Joanna non ci sono dubbi, considerando le testimonianze di Cersi, ma evidentemente la moglie di Tywin non era così retta e corretta come è stato fatto credere finora. Magari qualche flashback chiarirà meglio questo punto.

    • È una teoria che ho sentito spesso, che potrebbe spiegare in parte anche il risentimento di Tywin nei suoi confronti: se oltre a non rispondere ai canoni estetici che si aspettava Tyrion fosse anche la prova vivente dell’infedeltà della moglie, certo papà Lannister non l’avrebbe presa molto bene. Devo però dire che finora non avevo dato molto credito a questa idea, se ne sentono in continuazione di speculazioni sulle vere origini di questo personaggio o quell’altro…c’è da dire che questa scena è stata molto evocativa, potrebbe voler suggerire che la tua teoria è reale così come potrebbe portarci tutti a credere a questa ipotesi per poi spernacchiarci sul finale rivelando il contrario.
      Insomma, al momento non so per certo cosa pensare: se la faccenda dei draghi non si limitasse al “sono creature intelligenti, capiscono se hanno davanti un amico o un nemico” ma implicasse davvero del sangue Targaryen in Tyrion sarebbe un bel colpo di scena, almeno per quanto mi riguarda, perché tutte queste voci le ho sempre liquidate come troppo fantasiose.
      Spero comunque di avere modo di riparlarne più avanti, se ne avrai voglia e se la serie continuerà a buttarci indizi per procedere in questa direzione con le ipotesi 🙂 Grazie per esserti fermato a lasciare un parere.

      • Sì, sono due versioni della stessa teoria, nel senso che il “risultato” è lo stesso: entrambe le versioni mirano a supporre una parentela Targaryen per Tyrion. Io, ripeto, a questo stadio non saprei ancora se dare più credito o meno a queste ipotesi, perché se si considera che nei libri ci sono anche altri personaggi (tagliati fuori, almeno per ora a quanto pare, dallo show) con sangue Targaryen, andando ad aggiungere anche i vari Tyrion e altri a cui le teorie attribuirebbero questa qualità per come la vedo io si andrebbe un po’ a perdere l’aura di misticismo finora data a Dany come “ultima dei Targaryen”…per carità, zio Martin è capace di tutto, non pretendo di capire cosa c’è in quella testa ingarbugliata, ma fossi io mi limiterei a UN colpo di scena sulle origini sorprendenti di un personaggio principale. Ma vedremo più avanti suppongo 😉

  2. Assolutamente d’accordo sui due colpi di scena! Per Jon senza dubbio la tempistica, ci speravo ma mi aspettavo che Melisandre dovesse compiere un percorso per riavvicinarsi al suo dio per riuscire nell’intento. Tanto di guadagnato, oltre per la simpatia per Jon Snow, perché credo fermamente che sia l’unico in grado di far fronte alla minaccia degli Estranei, magari riuscendo anche a far aprire gli occhi al resto dei sette regni troppo occupato nella lotta per il trono. Certo il pensiero che quello psicopatico di Ramsey vuole marciare sulla barriera non è rassicurante. E a proposito dei Bolton, qui ero sicura che sarebbe stato Roose ad ammazzare il figlio ora che aveva un altro erede e non viceversa, quindi grande colpo di scena!
    Per il resto aspetto a commentare perché se no mi esce uno sproloquio 🙂 Intanto complimenti per la recensione e anche per quella record della scorsa settimana!!!!

    • Ciao! Guarda ho rivisto giusto ieri l’episodio in italiano col mio ragazzo e ne discutevamo insieme: anche lui mi ha confermato che, per qualche secondo, ha pensato che per stavolta non ci fosse niente da fare e che forse avremmo dovuto assistere a una Melisandre sulla strada della riconciliazione col suo Dio prima di riprovare il rito (sempre senza prendersela troppo comoda, che a Nord il vero problema di un cadavere non è che dopo un paio di giorni puzza, ma che rischia di rialzarsi xD). Addirittura, il nanosecondo in cui vediamo Ghost aprire gli occhi fa quasi pensare che Snow si fosse reincarnato nel suo metalupo, che era un’altra teoria molto in voga nei mesi passati, quindi confermo anche a distanza di una settimana che apprezzo molto com’è stata girata la scena, per non darci subito la certezza di come si sarebbe concluso il tutto.
      E riguardo quanto dici sui Bolton, come ho scritto anche nella recensione della 6×03 non sono molto entusiasta di come ora si stia facendo passare Roose come l’ultimo dei cretini quando è sempre stato un personaggio molto temibile e calcolatore, e devo dire che sia lui che uccide il primogenito che viceversa sarebbe stato un bel colpo di scena…per ovvie ragioni avrei preferito il primo scenario, ma evidentemente la serie ha ancora bisogno di un “cane rabbioso” senza controllo quale è Ramsey più che di un gelido e più “composto” Roose.
      Grazie mille per il tuo commento Al 😉

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