Game of Thrones | Recensione 3×06 – The Climb

Se dovessi giudicare complessivamente questo episodio e paragonarlo a tutti gli altri, lo definirei indubbiamente il peggiore di questa stagione. Naturalmente dopo due episodi come “And Now His Watch Is Ended” e “Kissed By Fire” è difficile rispettare le aspettative e mantenere un tale livello, ma spero davvero che episodi del genere non si ripetano più perché sappiamo tutti che questo show è capace di fare molto, molto di più.

Molte scene prese singolarmente sono come sempre eccellenti e ben strutturate, ma è la composizione dell’episodio nella sua unità a peccare di coerenza.

La prima scena ad esempio, con Sam e Gilly, non si fa mancare nulla. I due giovani stanno affrontando un lungo e pericoloso viaggio nel tentativo di raggiungere la Barriera. E’ evidente che Sam non sia esattamente la miglior guida al mondo, ma fa del suo meglio per tranquillizzare Gilly e proteggerla. Il trovarsi costretto a farsi forza per sostenere qualcun altro porterà finalmente allo scoperto il suo lato coraggioso, sfidando se stesso e le sue paure. Riusciamo persino ad ascoltare un’altra delle tante canzoni diffuse a Westeros, The Song of The Seven, cantata dal nostro Sam in uno dei rari momenti di dolcezza della storia.

Nella bellissima ripresa finale della scena la camera si allontana dai due e possiamo vedere l’oscurità della foresta che li avvolge e la sola luce del fuoco a rischiarare una zona ristretta attorno a loro. La foresta al di là della Barriera non è un luogo sicuro, soprattutto in piena notte e Gilly e Sam sono essenzialmente indifesi e molto lenti, i pericoli che dovranno affrontare potrebbero essere davvero troppo grandi.

E continuano a funzionare le scene del profondo Nord, anche con Bran, Rickon e i loro compagni di viaggio. Finalmente iniziamo a conoscere un po’ meglio Meera e Jojen Reed. Lo spazio dedicato a questi personaggi e a questa particolare parte della storia è stato veramente troppo poco fino ad ora. Il battibecco tra Meera e Osha è un leggero diversivo che smorza la tensione nel modo giusto. Entrambe sono donne forti e indipendenti abituate a cavarsela da sole, nonostante provengano da luoghi differenti. Osha è stata una donna dei bruti mentre Meera è figlia del lord Howland Reed, ma entrambe hanno il Nord nel sangue e superano ampiamente gli uomini o ragazzi del gruppo, in forza e determinazione.

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Assistiamo per la prima volta al momento in cui Jojen ha una delle sue visioni, green dreams, come li definisce lui. Il processo non è affatto semplice, il ragazzino deve superare ogni volta delle crisi epilettiche per poi tornare nel mondo reale e rendersi conto di ciò che ha visto. La sua visione riguarda Jon Snow, al di là della Barriera, circondata da nemici.

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Ed è proprio Jon Snow a dover affrontare la prova più dura dell’episodio, la scalata della Barriera. The Climb è, infatti, il titolo di quest’episodio e si riferisce principalmente a quest’evento. La Barriera è una struttura imponente, quasi del tutto invalicabile, eppure molti dei bruti si sono cimentati in quest’impresa prima d’ora. Lo stesso Tormund non ha problemi a scalare il muro di ghiaccio, ma per Jon Snow la situazione è molto diversa, si tratta di vita o morte. Un solo errore, un passo falso letteralmente e sei morto. Prima della scalata assistiamo però ad un momento importante per Jon e Ygritte, dopo il legame fisico sembra essersi creato anche un legame emotivo tra i due o almeno soprattutto per Ygritte. E’ evidente che ormai la rossa baciata dal fuoco farebbe di tutto per proteggere Jon e non ha paura di esporsi completamente. Jon, dal canto suo, è molto più insicuro, certo il suo onore vacilla di fronte agli atteggiamenti di Ygritte ma voltare completamente le spalle a ciò che è non è da lui. In una situazione del genere dove risiede veramente l’onore? E’ giusto continuare la propria missione ed ingannare Ygritte oppure restarle fedele e diventare un disertore? Jon Snow non compie alcuna scelta, si lascia trascinare dagli eventi, è bloccato in una situazione in cui non può esporsi in nessuna delle due direzioni. Non si può per questo parlare di una vera unione tra i due, nonostante Jon Snow provi un reale affetto nei suoi confronti, non sarà mai realmente un us against the world.
 

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La scena della scalata è epica e tremenda, proprio come dovrebbe essere, ed io stessa mi ritrovo a temere per le vite dei personaggi in maniera del tutto irrazionale. La Barriera difende se stessa, ed elimina i più deboli.

E’ la Barriera la reale protagonista di quest’episodio, in tutta la sua magnificenza. La scena finale ricorda lo stile dei kolossal cinematografici, immensa e mozzafiato. Si potrebbe anche parlare di un eccesso di romanticheria e sdolcinatezza conoscendo la storia, ma perché farlo? E’ una scena che colpisce dritta al cuore, al di là di ogni dubbio dei personaggi e degli spettatori, è tecnicamente perfetta. Una degna ed epica conclusione, stiamo pur sempre parlando di una serie fantasy, che, seppur atipica, necessita ogni tanto di un elemento surreale e spettacolare.

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Arriviamo al vero nodo della questione: Arya, Gendry, la Brotherhood Without Banners e sorpresa sorpresa Melisandre! E’ pur vero che dalla sacerdotessa rossa ci si può aspettare di tutto, ma un tale stravolgimento della storia mi lascia alquanto perplessa. L’incontro inaspettato tra personaggi apparentemente distanti anni luce può anche rivelarsi interessante per noi appassionati, le dinamiche Melisandre/Thoros/Beric o Melisandre/Arya sono assolutamente interessanti, ma sono le conseguenze di tutto ciò a preoccuparmi maggiormente.

L’incontro tra i due unici sacerdoti rossi conosciuti fino ad ora si rivela illuminante ed evidenzia dove il vero potere sembra albergare, il credo di R’hllor non è un semplice strumento per dominare le masse come quello dei Sette Dei ma qualcosa di molto più potente. Resta da scoprire da dove effettivamente provenga questa magia e chi o cosa ne sia il reale artefice.

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Ciò che veramente si perde nella creazione di questa scena è l’essenza della Brotherhood Without Banners e l’inconsapevolezza di Gendry. La Fratellanza è nata come un gruppo di persone dedite all’aiuto dei più deboli, una sorta di Robin Hood westerosi. Con la decisione di Beric e Thoros, che sia essa per R’hllor o per l’oro, si perde quel senso di giustizia che li aveva sempre guidati. La complicità del gruppo è quasi del tutto assente, piegata alle decisioni dei due.

Gendry sembra invece ad un passo dallo scoprire la sua reale identità e viene spostato completamente dall’asse geografica in cui il suo personaggio era sempre stato confinato e dalla quale ancora non si sarebbe dovuto allontanare. Un avvenimento del genere non potrà non avere effetti sulla personalità, così come il suo avvicinamento alla verità. A questo punto credo che il personaggio di Gendry abbia preso una direzione definitivamente diversa da quella dei libri e non credo si possa recuperare ciò che è stato cambiato neanche facendo marcia indietro.

 

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Questo totale cambio di rotta modifica per sempre alcuni personaggi ma almeno ne risalta uno nel modo giusto, Melisandre. Partiamo da un presupposto, probabilmente sarò una delle poche ma io amo Melisandre, ci ho messo del tempo per imparare a comprenderla, considerando quanto sia criptica e ambigua, ma credo di essere riuscita a trarre le mie conclusioni su di lei. E’ una donna con una missione, è una donna potente, il suo compito va oltre l’ascesa e la caduta di re e regine. Melisandre combatte per la luce, e se ricordate che winter is coming, converrete con me che c’è proprio bisogno di qualcuno che lo faccia.

Il suo breve incontro con Arya è estremamente significativo, le sue parole sono profetiche. Il percorso di Arya non sarà affatto semplice e non ci saranno gioie per la piccola Stark, il suo destino sembra essere quello di restare sola e abbandonata a se stessa. Come reagirà a questo totale isolamento? La solitudine non aiuta nessuno in questi casi, soprattutto una ragazzina di undici anni.

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Altra scena, altri personaggi amati/odiati. La vita di Theon Greyjoy sembra aver ormai toccato il fondo, ciò che vedo è soltanto dolore e sofferenza. Le terribili torture alle quali è e sarà sottoposto Theon sono abbastanza evidenti e l’impatto sullo spettatore è fortissimo, ma vorrei concentrarmi invece su Iwan Rheon e il suo personaggio. Gli autori non si sono lasciati sfuggire l’occasione di mostrarlo in tutta la sua perversione e Iwan fa un lavoro semplicemente sublime. Gli occhi spalancati che tendono a roteare nervosamente, l’espressione quasi ingenua sono tratti distintivi del personaggio del quale, per il momento, il nome sembra dover restare ancora un mistero. E’ come se si volesse tenere gli spettatori ignari nello stesso stato di confusione in cui si trova Theon, in balia di inganni e giochetti. Theon è umiliato e ridicolizzato, e questo è soltanto l’inizio come evidenzia lo stesso Iwan, che inoltre modula i toni di voce alla perfezione, passando dallo scherzo alla fredda crudeltà con incredibile facilità. Domina la scena e probabilmente anche l’episodio, una delle migliori performance dell’intera serie.

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Preferirei davvero non esprimermi sulla situazione a Riverrun con i Frey, mi chiudo in silenzio stampa per questa settimana e fidatevi è meglio così, ne avremo di cose da dire, molto presto. Mi limito ad apprezzare la scena piuttosto fedele e ben recitata.

Ci soffermiamo brevemente anche su Jaime, Brienne e Roose Bolton che compaiono soltanto per pochi secondi e comunque riescono a rubare la scena a tutti. L’intesa tra Jaime e Brienne è sempre più forte ed è in questo caso che riesco a vedere quel senso di unione contro il mondo, molto più che in Jon e Ygritte. In questo caso Jaime sembra le mani, anzi LA mano legata eppure non può far a meno di insistere con l’infido Roose Bolton per portare Brienne con sé. Lo sguardo sorpreso di quest’ultima è una piccola aggiunta molto gradevole e realistica.

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E adesso è il momento di King’s Landing altra questione estremamente problematica, a mio parere. Gli autori sembrano volersi divertire con l’indiscutibile talento degli attori ma questa sperimentazione sta andando a discapito dell’essenza dei personaggi. Così come il precedente incontro tra Tyrion e Olenna, trovo anche questo successivo con Tywin un totale fallimento. Ovviamente la scena presa singolarmente funziona bene, ma i doppi sensi forzati di Olenna stando diventando un cliché poco divertente e assolutamente fuori luogo in presenza di un uomo come Tywin.  Si continua su questa scia anche per la scena di Sansa e Loras, anche se devo ammettere che proprio non posso resistere alla simpatia di Finn Jones.

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Credo che l’unica scena degna di attenzione in quel di King’s Landing sia quella che vede protagonisti Varys e Petyr Baelish. Qui entra di nuovo in gioco la tematica della scalata, attraverso le parole di Littlefinger. Parole che avevamo avuto modo di ascoltare in uno dei primi promo per questa terza stagione, cadenzate con assoluta precisione e perfettamente calzanti con le scene anche grazie al talento di Aidan Gillen.

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La voce di Baelish fa da sottofondo ad alcune scene molto suggestive, in particolar modo assistiamo alla fine della scalata della prostituta Ros (e qui io devo esultare!) per mano di Joffrey. La morte di Ros, a conti fatti ha ben poca importanza, ciò che importa realmente è la posizione di Joffrey e quanto si stia scendendo in profondità nelle sue perversioni, molto più di quanto sia mai stato nei libri.

La scalata è ciò a cui Littlefinger si dedica con fervente passione, molto più di Varys, che almeno non è così esplicito a riguardo. L’ennesimo “duetto” non fa altro che rendere evidente quanto questi due personaggi siano in grado di muovere i fili dell’intera storia a loro piacimento e quanto poco ne siano consapevoli tutti gli altri personaggi, si potrebbe quasi dire che il gioco del trono sia ridotto quasi esclusivamente a Varys e Baelish. Ma la scalata è ancora molto, molto lunga, per tutti.

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Darle un’altra occhiata non fa mai male, no? Rifatevi gli occhi! E pronti per il prossimo episodio scritto da George R.R. Martin in persona, “The Bear and The Maiden Fair”, se questo episodio non vi ha soddisfatti state sicuri che il prossimo lo farà, Martin non delude mai!


http://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=f6Bo1kSpDAk

Per tutti gli approfondimenti come sempre c’è Game of Thrones Italy. 

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