Game of Thrones | Intervista a Ciaran Hind sulla morte di [SPOILER]

[Spoiler dalla premiere della quinta stagione di Game of Thrones]

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Un altro re è caduto: Il leader dei Bruti Mance Raydar, a.k.a. il Re oltre la Barriera, si è offerto di morire in maniera orribile all’apice della season premiere di Game of Thrones, preferendo bruciare vivo piuttosto che inginocchiarsi all’auto-proclamatosi re di Westeros, Stannis Baratheon — un destino accorciato dalla misericordiosa freccia di Jon Snow. Di seguito parleremo con l’attore Ciaran Hinds riguardo il terribile destino di Mance, e come la sua storyline differisce dai romanzi di George R.R. Martin. (E per coloro che se lo stanno chiedendo, no, Hinds non era davvero vicino alle fiamme durante la scena finale – è la magia di Hollywood, ehem, dell’Irlanda del Nord).

ENTERTAINMENT WEEKLY: Come hai scoperto il destino di Mance?
CIARAN HINDS: Quando Stannis e Davos sono arrivati alla fine della scorsa stagione, ho pensato che ciò avesse un significato importante per me e il mio futuro. Ho ricevuto un’email deliziosa dagli showrunner David Benioff e Dan Weiss. In pratica hanno detto, “Ciao, lo sai com’è lo show, sai che Tutti gli Uomini Devono Morire, e tu sei diretto per quella strada” – non proprio così, ma era davvero adorabile. Hanno detto che ci saremmo visti ad Agosto per un bel barbecue, in pratica. È gentile da parte loro che ti facciano sapere prima piuttosto che mandarti il copione e basta. Può essere molto più difficile che in altre serie, perché sentono una dedizione genuina per ogni perdita, ma devono seguire il loro impegno con lo show.

Quella scena con Jon Snow nella tua cella era senza dubbio la tua scena migliore nella serie, tu cosa ne pensi?
Beh, la posta in gioco è piuttosto alta, credo, non ci saranno mai parole più alte. Non ero mai sicuro, hanno così tanti personaggi da gestire, quanto sarebbero andati lontani con Mance. Hanno deciso di iniziare la stagione con una mossa importante e io ero il tipo che doveva morire. Non l’ho ancora visto, quindi non so com’è venuta fuori.

La posizione di Mance è difficile da vendere al pubblico, perché sono sicuro che molti guardando la scena avranno urlato alla loro TV, “Fai l’accordo!” quindi deve averti messo in una posizione difficile come attore convincere gli spettatori che un uomo preferirebbe tale scelta.
Per me è stato qualcosa che va oltre la testardaggine, c’era un credo ben ponderato in quello che stava cercando di fare. Se si fosse inginocchiato, allora tanto valeva non portare la sua gente fin dove l’aveva portata, e quella è stata la sua scelta personale. Piuttosto che consegnarli a qualcun altro, ha preferito dare alla sua gente un po’ di liberazione e dignità. Non era pronto a venderli.

Hai interpretato la sua esecuzione con una notevole quantità di orrore e paura per un personaggio così forte e duro.
Il fatto è, queste persone sanno cos’è la morte – hanno combattuto, hanno ucciso, hanno ferito. Venire arso vivo è una delle cose più dolorose che ti possano fare. Voleva dare alla sua gente questa immagine, che possiamo essere forti, in ciò che crediamo, anche nella morte. Penso fosse genuinamente spaventato dalla possibilità – non solo il dolore che arriverà, ma che i suoi uomini lo vedessero nella sua debolezza, e che di conseguenza li avrebbe a sua volta indeboliti. Era un mix delle due cose.

Qual è il tuo ricordo migliore del tuo tempo trascorso nello show?
Di sicuro non è stato congelarmi le palle su in Islanda! Quelli erano giorni difficili. Le persone con cui ho lavorato erano grandiose. Le persone della crew, quelli che lavorano alle telecamere, il suono, i costumisti. In realtà, il lavoro che hanno fatto dietro le quinte in Islanda per renderci sopportabile fare il nostro lavoro è stato enorme.

Domanda bonus- Attenzione: Enorme avvertimento per coloro che non hanno letto A Dance with Dragons … fermatevi qui se non volete incorrere in spoiler.
Nei libri di George R.R. Martin, la morte di Mance è un trucco, e ritorna più in là. Ma la sensazione che ho è che tu non tornerai.
Già. Nei libri c’è molto di più rispetto allo show. È impossibile ricreare tutto ciò che c’è nei libri. Non puoi essere assolutamente fedele ai libri, e poi perché vorresti? È un media diverso. Devi prendere delle decisioni, soprattutto decisioni coraggiose e poi ci sono così tanti personaggi, c’è già abbastanza carne al fuoco. Immagino che se Mance tornasse, come nei libri, tornerebbe in una veste diversa, come una persona diversa – probabilmente non coinvolgerebbe me. Poi devi pensare: beh, nella storia, sempre se riesci a immaginare il suo ritorno, ha senso per lui esserci ancora quando succedono ancora tante cose? Sono decisioni importantissime che gli showrunner devono gestire e fino ad ora, per quel che mi riguarda, se la sono cavata brillantemente.

Fonte

Meta
Chiara, classe 1990. Incapace di vivere senza telefilm, musica, libri e film, ha iniziato a sviluppare una passione per il teatro. Predilige la lingua originale, ma sogna da sempre di entrare nel mondo del doppiaggio - magari per riportare gli adattamenti sulla retta via. All'inizio di ogni stagione telefilmica si impone di non iniziare nuove serie e sistematicamente si ritrova ad allungare la già infinita lista. Non ha un genere preferito, l'importante è che coinvolga ed intrattenga. Si affeziona troppo ai personaggi di fantasia e parla di loro come se fossero persone reali. Adora tutto ciò che è british - potrebbe passare ore ed ore ad ascoltare uomini britannici dalla voce suadente mentre leggono l'elenco telefonico - si diverte a imparare i vari accenti e cerca con scarso successo di imitarli; nel suo cuore c'è un posto riservato anche per USA e Canada. Quando Photoshop chiama, non può far altro che rispondere e darsi ai lavori di grafica e, nei momenti di ispirazione, crea anche video. Ogni tanto scrive fanfiction, ma più che altro le piace leggerle. E sì, le ship e le OTP fanno parte della sua vita, ma le usa con moderazione. Le piace viaggiare e visitare posti nuovi, ma nella vita di tutti i giorni è una pantofolaia. Nonostante il suo costante desiderio di fuggire da una realtà a cui non sente di appartenere, ama profondamente la sua famiglia. Ringrazia sempre il giorno in cui fece amicizia con un gruppo di pazze sparse per l'Italia, che sono diventate la sua famiglia virtuale. Ha incontrato David Tennant due volte in due giorni ed è ancora viva. E' rimasta in silenzio ad ammirare la sua celebrity crush tenere un'intervista a pochi metri da lei. Quando si sente giù di morale, ascoltare i rumori del suo modellino di Tardis la fa sentire meglio. P.S.: E' più pazza di quello che sembra. Uomo avvisato...

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