Friends: the reunion – Un tributo a una serie epocale

Di una possibile reunion per il cast di Friends si è parlato in lungo e in largo per anni, le speculazioni si sono susseguite sempre senza mai trovare conferma. Eppure la voglia di rivedere quei sei ragazzi insieme nella stessa stanza, così come non erano più stati se non una sola volta dalla conclusione dello show ben 17 anni fa, era tanta e palpabile. Per cui, quando qualche settimana fa HBO Max ha ufficialmente confermato la notizia, seguita a breve giro da un trailer, di questo episodio speciale in cui i sei protagonisti si sarebbero rincontrati dopo tutti questi anni per godersi un’emozionante retrospettiva della serie che li ha resi famosi e che ha letteralmente segnato la storia della televisione, l’internet (e non solo) è letteralmente esploso!

Non c’è da meravigliarsi che le aspettative fossero altissime, d’altronde basta guardare ai dati elencati all’inizio di questo “The One Where They Get Back Together” (236 episodi andati in onda in oltre 220 Paesi, uno show che le statistiche dicono essere stato visto oltre 100 miliardi di volte, registrando all’epoca una media di 25 milioni di spettatori a settimana e un series finale seguito da almeno 52 milioni di persone) per capire che parliamo di qualcosa di colossale, che ha segnato le vite degli attori principali ma, in qualche forma, anche di gran parte degli spettatori che si sono negli anni appassionati alle vicende dei loro personaggi. È stata in questo senso emblematica, nonché commovente, la sezione di Friends: the reunion dedicata a fan da tutto il mondo che hanno raccontato del loro legame con la serie. Basta questo a dare un’idea di quanto questo evento potesse considerarsi a dir poco epocale. E, almeno nel mio caso, posso dire che le aspettative non sono state deluse.

Parto col dire che, prima di vedere il trailer ufficiale, non avrei immaginato una possibile reunion di Friends realizzata in questi termini: siamo abituati ai vari reboot di serie storiche (vedi Gilmore Girls, giusto per nominarne una) che semplicemente ci trasportano qualche anno nel futuro rispetto a dove il series finale ci aveva lasciati e riprende le fila da lì per narrarci una nuova vicenda. Onestamente negli anni passati, ogni volta che si faceva riferimento a un evento che rimettesse insieme i nostri sei amici preferiti, mi ero sempre figurata qualcosa di quel tipo. Ma mi sono resa conto durante lo svolgimento che un vero e proprio tributo come quello a cui abbiamo assistito è stata la scelta migliore, e Lisa Kudrow verso la fine ha espresso con le giuste parole (mutuate dai creatori dello show David Crane e Marta Kauffman, anche loro ovviamente immancabili) il perché: il finale di Friends era già stata la giusta conclusione di un percorso di dieci anni, è stato tutto ben studiato per passare gradualmente dal “periodo della tua vita in cui gli amici sono la tua famiglia” al momento in cui ti fai una nuova famiglia e si prendono per forza strade in parte diverse. Il saluto a Friends diciassette anni fa era stato commovente, non tutti sembrano aver gradito il ritorno di Rachel da Ross (io sì) ma in generale si è fatto in modo, seppure nella malinconia dell’allontanamento, di lasciare tutti in una buona posizione, e come è stato giustamente ribadito una nuova storyline avrebbe necessariamente significato rimettere in gioco quella posizione… sarebbe stato un peccato. Ma ci è piaciuto comunque immaginare insieme ai sei protagonisti dove i loro personaggi potrebbero essere in questo momento durante l’intervista.

Friends: the reunion è stato elaborato in più livelli: ci sono i sei protagonisti che tornano nel loro vecchio set per ritrovarlo perfettamente ricostruito (anche se con qualche dettaglio in più che ha fatto alzare un sopracciglio a qualcuno) e da lì rivedono vecchi spezzoni dello show e discutono dei loro ricordi, c’è una table read in cui ricreano e poi commentano alcune delle scene più memorabili, ci sono le interviste ai creatori e poi l’evento vero e proprio davanti a un pubblico, realizzato sull’iconico divano della sigla e la celebre fontana sullo sfondo e condotto da un James Corden come sempre perfetto in queste occasioni.

Come in ogni vero episodio di Friends, anche questa reunion mi ha scatenato risate incontrollate (è incredibile come, a distanza di venti anni, David Schwimmer e Lisa Kudrow riescano ancora a ricreare le stesse identiche espressioni facciali e gli stessi identici timbri vocali mentre ripercorrono le scene cult dello show!) e mi ha fatto a volte scendere una lacrimuccia.
C’è stata una incredibile passerella di guest star dello show, tra quelle indimenticabili ma solo nominate en passant come Danny De Vito, Julia Roberts, Brad Pitt e Sean Penn (sto ancora ridendo con le lacrime al ricordi di David Shwimmer che afferma di aver avuto poche o nessuna battuta con lui, ma il pensiero fisso era: “Greatest actor in the world and I’m a f***ing potato ”) e le comparse dal vivo come Tom Selleck (Richard), James Michael Tyler (l’indimenticabile Gunther) in collegamento video, Maggie Wheeler (Janice… non ha fatto impressione anche a voi sentire la sua voce reale?!) e ovviamente mamma e papà Geller in persona: Christina Pickles ed Elliot Gould. Avevamo già avuto modo in queste pagine di elencare alcune delle guest star più di spicco, sebbene in alcuni casi forse dimenticate, di Friends e questa reunion ci ha fornito un riepilogo ancora più immediato di quanti volti noti siano transitati negli anni per quel set, ancora una volta testamento di quanto lo show fosse un vero e proprio pilastro della televisione già dai primissimi anni in cui andava in onda.

Il rovescio della medaglia, se così si può chiamare, di questo successo improvviso e inaspettato è stato anche quello discusso dai protagonisti nel loro momento di intimità sul set ricostruito: la scelta degli autori era stata di puntare su volti ancora poco conosciuti, sebbene alcuni degli attori avessero già altre produzioni alle spalle, ma il boom di Friends è stato talmente più eclatante di quanto ci si potesse aspettare che una semplice storia sull’amicizia ha finito per trasformarsi in un vero e proprio fenomeno di massa, proiettando i sei protagonisti in una posizione che nessun altro al di fuori del loro gruppo poteva pienamente comprendere. Questo ha da un lato forse “ghettizzato” i sei, come affermano in alcuni punti, ma dall’altro non poteva che cementificare ancora di più il rapporto che li univa, tuttora visibilmente stretto nonostante gli anni passati.

Parlando di guest star, oltre a quelle che avevano avuto il loro spazio anche nella serie come Reese Witherspoon (la sorella minore di Rachel) è stato divertente vedere fan dello show come Cindy Crawford, Cara Delevingne e Justin Bieber prestarsi al gioco e avvicendarsi sulla passerella in cui sono stati ripresentati alcuni dei costumi più memorabili visti nell’arco delle dieci stagioni (l’Holiday Armadillo sempre un’assicurazione di risate). Inoltre ho adorato i vari interventi di altri personaggi di spicco del mondo del cinema e della tv (Mindy Kaling e Kit Harington), ma anche della musica e dello sport (i BTS e David Beckham), apparentemente distanti tra loro ma tutti evidentemente accomunati dalla passione per una serie che ha davvero raggiunto gli angoli più remoti del globo, facendo delle indimenticabili gag e battute un linguaggio quasi universale.

Spazio infine anche a curiosità e aneddoti, alcuni già abbastanza di dominio pubblico (la sequenza con cui i sei protagonisti sono entrati nel cast e le motivazioni che hanno spinto gli autori a scegliere proprio loro, oppure il fatto che la relazione tra Monica e Chandler doveva inizialmente essere solo una notte e via ma, visto l’entusiasmo del pubblico a fine stagione, gli autori hanno capito che perseguire quella strada era la scelta giusta), altri simpatici dietro le quinte come il fatto che Courtney Cox avesse spesso il copione infilato nel lavandino e le battute scritte sul tavolo della cucina (con il ricordo di Matt LeBlanc che un giorno ha ben pensato di cancellargliele, solo perché lo riteneva divertente), oppure ancora dettagli sul setup originale dell’appartamento (con quella colonna di legno che non doveva essere lì perché era stata inserita all’inizio ma, dal momento che ostruiva la visibilità, era stata rimossa quasi da subito). Ho adorato anche trivia come il motivo per cui Joey che salta sul letto e finisce con lo slogarsi una spalla è stato scritto nella trama, conseguentemente a quell’incidente sul set di un bottle episode che, dall’essere il più semplice della stagione, ha finito per trasformarsi nel più lungo da girare!

Indimenticabili poi le rivelazioni su amori e odi “segreti” sul set: Jennifer e David che confessano di aver avuto una crush l’uno per l’altro durante le riprese ma di aver sempre rispettato il fatto che entrambi fossero impegnati in diversi momenti (giusto il commento di Courtney, che forse è stato meglio così visto che il loro rapporto è rimasto splendido non subendo il rischio di alti e tragici bassi che una relazione romantica avrebbe potuto comportare) e… Marcel! L’accorata rivelazione di David su come lavorare con “la scimmia” fosse esasperante e il finale “It was time for Marcel to f**k off” mi ha letteralmente stesa!

I miei momenti preferiti:

È difficile sceglierne solo tre ma, forte del fatto che ho già elencato decine di punti in cui Friends: the reunion è riuscito a emozionarmi e allo stesso tempo a farmi ridere a perdifiato (sia per gag che conosco ormai a memoria che per battute live), dico:

  • La sfida maschi contro femmine con il quiz di Ross: sulla scia del divertentissimo episodio in cui Rachel e Monica sfidano Joey e Chandler a “chi conosce meglio gli altri due” con in palio l’appartamento delle ragazze, riviviamo alcuni momento clou della serie e rivediamo alcuni volti noti (come l’irritabile vicino del piano di sotto e l’hand-twin che Joey tormenta a Las Vegas) grazie a questo esilarante espediente;
  • Lisa Kudrow che canta “Smelly Cat” con Lady Gaga, di cui mi ha anche commosso il ringraziamento finale all’attrice per aver portato in scena Phoebe, un personaggio eccentrico e “diverso” ma forse quella che era più pienamente se stessa e fiera di esserlo;
  • Le interviste a persone da tutto il mondo che condividono le loro impressioni sullo show, i loro momenti preferiti e ciò che Friends ha dato loro negli anni: come ribadito spesso in questo Friends: the reunion da ospiti e protagonisti, questo show ha avuto un impatto così epocale pur nella sua apparente semplicità da essere stato in grado di regalare un sorriso a milioni e milioni di persone, anche in momenti neri per alcuni, e sebbene presenti a volte situazioni strettamente legate alla vita negli anni Novanta (il non riuscire a rintracciarsi in pochi secondi fuori casa perché non erano anni in cui avevamo tutti uno smartphone in tasca) i temi e le vicende sono talmente versatili e umani da riuscire a parlare anche a generazioni diverse a distanza di decenni.

Baro un po’ e ci metto anche il bonus dell’inizio e del finale: l’arrivo nello studio e la meraviglia di trovarsi a sorpresa di fronte a quei set che li avevano ospitati per così lungo tempo, smantellati dopo la fine dello show e ricostruiti in occasione di questo episodio speciale, è stata palpabile e coinvolgente. Rivedere poi i saluti finali e assistere al lungo party che ha coinvolto l’intero cast e la crew dopo l’ultimo ciak della serie è stato a dir poco emozionante… fazzoletti a non finire!

Tutto sommato mi sento di dire che quello che è emerso da Friends: the reunion, come ci si poteva aspettare, è un immenso e ancora immutato amore da parte dei fan (di tutti i tipi) nei confronti di questa serie storica, che a occhio possiamo confermare che è invecchiata piuttosto bene… a differenza di Matt, che però ci scherza su! xD
PS: a questo proposito, datemi invece il segreto di Lisa Kudrow, che probabilmente ha fatto lo stesso patto col diavolo del suo partner di scena Paul Rudd perché entrambi non sembrano invecchiati di un giorno!

Ok, fine dei gossip superficiali, attendo ora di sentire la vostra in proposito: cosa vi ha lasciato Friends: the reunion, è stato tutto quello che vi aspettavate o volevate qualcosa in più o di diverso?
Attendo di leggere tutti i vostri pareri qui sotto nei commenti.
Alla prossima!

Alehttps://allroadsleadfrom.home.blog/
Tour leader/traduttrice di giorno e telefila di notte, il suo percorso seriale parte in gioventù dai teen drama "storici" e si evolve nel tempo verso il sci-fi/fantasy/mistery, ora i suoi generi preferiti...ma la verità è che se la serie merita non si butta via niente! Sceglie in terza media la via inizialmente forse poco remunerativa, ma per lei infinitamente appagante, dello studio delle lingue e culture straniere, con una passione per quelle anglosassoni e una curiosità infinita più in generale per tutto quello che non è "casa". Adora viaggiare, se vincesse un milione di euro sarebbe già sulla porta con lo zaino in spalla (ma intanto, anche per aggirare l'ostacolo denaro, aspetta fiduciosa che passi il Dottore a offrirle un giretto sul Tardis). Il sogno nel cassetto è il coast-to-coast degli Stati Uniti [check, in versione ridotta] e mangiare tacchino il giorno del Ringraziamento [working on it...]. Tendente al logorroico, va forte con le opinioni non richieste, per questo si butta nell'allegro mondo delle recensioni. Fa parte dello schieramento dei fan di Lost che non hanno completamente smadonnato dopo il finale, si dispera ancora all'idea che serie come Pushing Daisies e Veronica Mars siano state cancellate ma si consola pensando che nell'universo rosso di Fringe sono arrivate entrambe alla decima stagione.

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